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Collana di eBook a cura di Giuliano Brenna e Roberto Maggiani

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eBook n. 106 :: ri-tratti, di Loredana Savelli
LaRecherche.it [Poesia]

Di Loredana Savelli
puoi anche leggere:
Data di pubblicazione:
18/04/2012 12:00:00


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# 37 commenti a questo e-book [ scrivi il tuo commento ]

 Maria Musik - 01/07/2012 12:48:00 [ leggi altri commenti di Maria Musik » ]

Ciao Gian Maria. Ben vengano certi confronti. Credo di aver usato il termine farisaico nella sua corretta accezione. I Farisei furono, appunto, degli intellettuali di grande levatura che, proprio in virt della profonda conoscenza della Sacra Scrittura, manifestavano un profondo massimalismo riguardo alla "materia" stessa della fede e, quindi, della legge. Tale condizione li condusse a comportamenti esteriormente inappuntabili ma, nella sostanza, non rigorosi quanto la legge stessa avrebbe richiesto. Ora, dire che una persona, in possesso di profonde chiavi di lettura della realt, compia il bene non per ostentazione o per ottenere il pubblico riconoscimento della propria appartenenza, adotti comportamenti non farisaici non mi pare un’affermazione razzista o che sminuisca in alcun modo la conoscenza di cui sono stati portatori i Farisei. Oltretutto, se dovessimo seguire il tuo ragionamento, non dovremmo usare termini come "gesuitismo" perch, pur riferendosi all’impostazione dottrinale e didattico/pedagogica della Compagnia di Ges, contiene un richiamo negativo all’abitudine ad un certo lassismo ed ad una retorica non scevra da ambiguit e restrizioni mentali atte al raggiungimento della dimostrazione di un postulato. Se lo uso non disconosco il loro apporto alla cultura mondiale ma sottolineo un aspetto, circoscritto temporalmente, che ha segnato la loro storia di congregazione.
Ritengo che i temini diventino discriminatori quando, nel contesto di una frase, determinano una condanna o comunichino il disgusto verso una intera categoria di persone. Ma se il riferimento ad un aspetto che stato proprio di un gruppo/setta/congregazione/ordine/ecc. non sto riducendo tutto il gruppo a quell’unico comportamento.
Resta, comunque, di massima importanza depurare il proprio lessico da termini spregiativi verso gruppi di persone ma, credo, che molto stia nella misura e nel buon senso.

 Gian Maria Turi - 01/07/2012 11:04:00 [ leggi altri commenti di Gian Maria Turi » ]

Cara Maria, scusa se mi intrometto dove non c’entro, e scusa pure tu Loredana. Facciamo che si tratti di un’altra conversazione dove parliamo solo di parole. Vorrei dire che alcune parole del lessico comune, di cui quasi ormai ci sfugge la portata, andrebbero davvero risemantizzate. Qui soprattutto mi riferisco alle parole "ebraiche". Quante volte ancora si usa "rabbino" per dire "taccagno"? E quante volte abbiamo sentito, parola ora poco usate, dire "marrano" per intendere un brigante, una persona vile e infida? Sono parole con storie infami, bisogna davvero rispiegarle o non usarle per non essere presi nella pania del loro significato storico. Ora, lo stesso occorre dire per la parola "farisaico". Passi pure, e non deve essere altrimenti!, che i vocabolari diano come definizione figurata quella di "Uomo falso, ipocrita, che guarda più alla forma che alla sostanza delle azioni"; ma se noi (dico noi!) non vogliamo continuare ad avere false opinioni su certe cose, aberrazioni dovute a secoli di "lotta delle idee", dovremmo anche sapere chi furono questi benedetti farisei e un po’ anche cosa fecero. Lo stesso vocabolario, nella definizione propria dice: "Membro di una setta religiosa e politica ebraica, sorta nel 2° sec. a. C. e dominante fra i partiti del giudaismo negli ultimi tempi dell’età precristiana, contraria ad ogni influsso straniero sulla legge, di cui predicava una rigorosa osservanza; la setta fu condannata da Gesù e dal cristianesimo primitivo per il suo eccessivo formalismo, ma bisogna riconoscere il merito ch’essa ebbe nell’aver affrontato lo studio dei testi e della tradizione biblica e di aver così trasmesso all’umanità un grande patrimonio culturale, che nella Bibbia ha il suo fondamento." Ecco. Questo è davvero il minimo che c’è da sapere sui farisei prima di usare il termine in modo denigratorio.

Con questo non voglio assolutamente rampognare nessuno né fare polemiche della domenica, ma solo comunicarvi qualcosa che secondo me ha una grande importanza e tanto più per chi si occupa di scrittura: conoscere la storia e il significato preciso delle parole, perché - e lo sapete bene anche voi - le parole sono corpi vivi e come tali vanno trattate. Almeno finché si può. Pena il rischio di essere noi usati da loro e non viceversa.

 Maria Musik - 01/07/2012 10:41:00 [ leggi altri commenti di Maria Musik » ]

Loredana, amica cara, sei trasparente e limpida e non devi affatto preoccuparti. E’ uno dei tuoi tratti pi belli, che incutono grande rispetto ed ispirano estrema tenerezza. Non ho voluto n radiografarti n stanarti ma solo comunicarti quanto io ti riconosca nelle tue bellissime (alcune perfette) poesie ed in esse io ti ami, con tutti i tuoi slanci e le tue "asprezze", con i tuoi disvelamenti e nascondimenti e, soprattutto, con tutta la tua palpitante umanit e generosit ... e s, malgrado tu preghi e digiuni e doni senza farne mai sfoggio, cos lontana dal fariseismo imperante, anche la tua solidariet "attiva" emerge ;-). Un abbraccio e buona domenica... nella fessura di un bel muro fresco, date le temperature.

 Loredana Savelli - 01/07/2012 08:58:00 [ leggi altri commenti di Loredana Savelli » ]

a Maria Musik. Buongiorno! Apro la pagina dei commenti e leggo questa radiografia cos particolareggiata da farmi sentire nuda! Stamattina tentavo di nascondermi dietro il muro a secco, non avevo voglia n di parole n di ospiti, ma mi hai stanato!! Mi chiedo se davvero sia cos trasparente e se mi debba preoccupare. Certo, il tuo intuito ha dello straordinario.
Ti ringazio per la pazienza che hai avuto e ringrazio tutti i miei amici-lettori che stimo immensamente.

 Maria Musik - 01/07/2012 08:24:00 [ leggi altri commenti di Maria Musik » ]

No, non mi andava di gettarmi a commentare, dopo aver letto, solo per compiacerti o compiacermi. Questo libro lungo e complesso ed ha due ombre: non si deve far l’errore di sottovalutarle. Due ombre e due soli a proiettarle: l’una che s’allunga e dilata, l’altra che si ritrae cercando un muro di pietre a secco sotto cui scivolare.
Nel confronto con l’altro, esterno/interno, particella/colosso, finito nell’infinito, nuoti soave, timida d’amplessi, avara di carezze, gonfia di inquietudini, prodiga di parole/suoni. Scontrosa verso chi vorrebbe forzare la diga, vogliosa di tracimare.
Sei tu e mi piaci, che bellezza e amore sono casa tua, anche se nell’ospitarci con amore ci chiedi di restare, pregandoci di andarcene.

 Alessandro Mariani - 21/05/2012 00:53:00 [ leggi altri commenti di Alessandro Mariani » ]

Mi spiace arrivare al commento cos tardi, Loredana, perch le tue poesie meriterebbero un’attenzione pi grande non solo della mia. E siccome non so andare in profondit, e non ho idee ma solo opinioni, neanche tanto buone, passo la parola ad uno scrittore geniale che potrebbe dedicare alle tue liriche splendide pagine critiche, ma che preferisce condensare in poche parole o versi l’ammirazione che provo che quello che scrivi:

Si tratta del periodo pi bello che Emerson abbia scritto sulla poesia. Io ho poche parole, e molte di quelle che dico sono inutili. Lascio a lui l’elogio di questa tua bellissima raccolta di poesie:

" L’autentica poesia non fatta da metri, ma d’argomenti metrici: un pensiero cos vivo e appassionato che, come lo spirito di una pianta o di un animale, ha un’architettura tutta sua, e adorna la natura di una cosa nuova. Pensiero e forma sono uguali nell’ordine del tempo, ma nell’ordine della genesi il pensiero precede la forma. Il poeta [ ... tu, Loredana ... ] ha un nuovo pensiero; ha tutta un’esperienza nuova da dispiegare; ci dir come essa era, e ogni uomo diverr pi ricco nella sua fortuna. Perch l’esperienza di ogni nuova era richiede una nuova confessione, e il mondo sembra essere in attesa del suo Poeta" ( Il poeta)

Ti auguro una cosa scontata e poco originale ( tanta felicit). E ti faccio i miei pi grandi complimenti.

 Luciana Riommi Baldaccini - 15/05/2012 00:33:00 [ leggi altri commenti di Luciana Riommi Baldaccini » ]

Ritrarre: dare forma ed effigie. Questa l’opera della psiche, anzi del "fare psiche": trasformare il visibile e l’invisibile, il pensato e l’impensato, in contenuti di coscienza rappresentabili e comunicabili agli altri. l’azione umana pi alta, a mio parere, e soprattutto quando trova espressione in una forma, come quella poetica (artistica in generale), che conserva tutte le suggestioni di una visione del mondo mai letterale, mai satura di senso e dunque sempre aperta a ulteriori decifrazioni. La tua galleria di ri-tratti mi sembra proprio questo: la trasfigurazione poetica di quella parte del mondo che ha avuto la ventura e la fortuna di incontrare la tua sensibilit e la tua capacit di rappresentarla con le parole.
Grazie Loredana.

 Salvatore Solinas - 11/05/2012 10:50:00 [ leggi altri commenti di Salvatore Solinas » ]

Carissima Loredana le tue poesie mi ricordano i poeti di lingua spagnola, hanno la stessa sonorit e la stessa dovizie dimmagine. Mi fanno rabbia, perch non riesco a leggerle tutte in un a volta. Esse meritano che mi soffermi a soppesarle, a meditarle una per una, perch ognuna un gioiello che ha una sua esistenza compiuta. Purtroppo le raccolte fanno s che il lettore saffretti passando da una poesia allaltra sospinto dalla curiosit e dalla piacevolezza delle immagini e ne perda la profondit. A me questo non accadr. Ti prometto che le legger tutte con la dovuta calma, anche se mi occorreranno parecchi giorni.

 Gian Maria Turi - 07/05/2012 21:41:00 [ leggi altri commenti di Gian Maria Turi » ]

Questo libro mi ha fatto pensare dall’inizio a uno dei miei libri favoriti dell’adolescenza, poi riletto, oramai non riletto da tempo: "L’antologia di Spoon River" di E.L. Master. Cos l’ho letto doppiamente volentieri! Ritrovandovi anche a tratti quella leggerezza quotidiana di molti degli epitaffi di Master. Gesti e attimi anche microscopici che eppure racchiudono in s interi universi di vita, sensazioni, ricordi.

La chiusura poi mi ha commosso: "ho visto processioni a lutto
matrimoni di poveri
in mezzo a campi di papaveri

e ho azzardato che nel Son Repos
persino Dio
non conosce il nostro futuro

giorno per giorno adegua il progetto
alle umane stravaganze" - sia perch l’argomento mi particolarmente caro, sia perch i primi 3 versi mi hanno riportato alla memoria una canzone che ascoltavo sempre da bambino, dai dischi di mio padre: http://www.youtube.com/watch?v=42mYpQHTDnY

Sono contento di avere letto il tuo libro! Grazie Loredana.

 Eugenio Nastasi - 04/05/2012 12:50:00 [ leggi altri commenti di Eugenio Nastasi » ]

Mi scuso con Loredana per giungere cos in ritardo all’appuntamento coi suoi RI-TRATTI,che nonostante la sequela un p lunga, tengono nel registro con un crescendo tipico, credo, di quella musica di cui lei innamorata. Sicch la seconda parte aggiunge fecondit alla parola, che si fa pensosa pur mantenendo il martelletto del pianoforte come di tocco lieve, fuggitivo. Si potrebbe azzardare questa affermazione: a furia di masticare poesia e sana prosa, Loredana ha trovato il suo diapason naturale anche nella scrittura poetica: c’ gusto e scelta di lemmi in molte sue poesie e una straordianria voglia di orchestrare i suoi ab intra e ad extra senza cedere troppo al dej vu, con sana, autentica voce. Ad maiora, Loredana.

 Cristiana Fischer - 03/05/2012 11:31:00 [ leggi altri commenti di Cristiana Fischer » ]

Leggendoti e rileggendoti, mi sembrato di andare con il libro verso il centro. Dalla ariosit (blu) e dal tocco sensibile e delicato sugli angeli, Marcella e i tuoi studenti passi ai toni pi drammatici delle anime musicali, alla crudezza emotiva del particolare a cera "nellangolo dove croci e ladroni/convivono abbracciati per ore/
e dormono sonni colpevoli". E poi l’autoritratto, in cui compaiono altre parole: oscurit, ottusa fatica, smorzato, balbetto, imbarazzo e c’ la pesantezza della beffa, della bizzarria, i graffi. Tu dici che "nulla cambiato/tutto pi lavorato/(come impastato)". Due direzioni del cammino mi sono sembrate Punto di fuga e Un’antica Eva. E poi l’ultima parte, il Volto, per dire che l’assurdo sta insieme al concreto: i baffi i nasi e il fazzoletto da taschino con Dio Son Repos e la sua afasia. Con la bellissima Cerchio sull’abisso, che una perfetta cosmologia che stringe orrido e nido. E’ un unico filo leggero e resistente di versi ariosi da seguire come una musica che intrappola!

 Valentina Rosafio - 02/05/2012 20:48:00 [ leggi altri commenti di Valentina Rosafio » ]

Immagini poetiche vivissime, ricordi vividi e visionari.. tutte le persone incontrate nel tuo cammino sono state ritratte in tele impressioniste spaventosamente belle.Mi piace pensare alle tue incredibili poesie come pitture di quegli impressionisti francesi e le trovo per qualche verso molto vicine allo stile degli autoritratti di Van Gogh. Adorabili i ritratti dei nonni! Insomma un capolavoro questo tuo! complimenti Loredana.

 Marco Giampieri - 27/04/2012 11:01:00 [ leggi altri commenti di Marco Giampieri » ]

Avevo scritto queste righe un p di tempo fa e mi sembra riflettano bene le mie sensazioni di lettura delle poesie di Loredana.
"Langelo della vita e langelo della morte sono lo stesso orizzonte di luce ed ogni incontro un battito di ali, disegnato sotto uno scroscio di pioggia.
La piccola scia tracciata dallesistenza pu essere vista da molto lontano e gli angeli non sempre stanno a guardare, a volte accendono il fuoco e si siedono con noi in silenzio. Con loro dividiamo il pane e mastichiamo lo stesso sale, per imparare quanto sia difficile lamore, anche per unora".
Ciao

 pietro menditto - 27/04/2012 07:51:00 [ leggi altri commenti di pietro menditto » ]

Il tuo viaggio continua, e anche chi ti legge ri-tratto a godere le meraviglie del suo essere sempre nuovo, ad attingere anche per s il succo rigeneratore da una vena poetica che appare inesauribile.

 Leopoldo Attolico - 25/04/2012 18:02:00 [ leggi altri commenti di Leopoldo Attolico » ]

Colpisce favorevolmente la capacit di Loredana nel restituirci l’importanza che l’Altro assume nella sua vicenda umana .
Sappiamo che la fisiologia delle emozioni non addomesticabile e orientabile in direzione dell’urgenza di occuparsi del Prossimo : la capacit di uscire dal S non si impara , si possiede o non si possiede . E qui Loredana dimostra di esperirne con bella continuit .

 Loredana Savelli - 25/04/2012 17:21:00 [ leggi altri commenti di Loredana Savelli » ]

Ringrazio di cuore gli amici lettori.
Grazie per essere entrati nella vasta folla dei volti e delle voci che mi formano.
Mi accingo dunque a continuare, condividendolo, il viaggio della vita, nella sua modesta espressione poetica - la mia - ma allietata da una pi ricca presenza umana e artistica la vostra -.
Un caro saluto a tutti.

 Maura Pot - 24/04/2012 20:44:00 [ leggi altri commenti di Maura Pot » ]

Forse mi ripeto: il tuo punto di vista, saggio e pertanto privo di "giudizio" quello di un’osservatrice attenta che continua a stupirsi, con l’intelligenza delle persone spirituali, ma senza la retorica dei predicatori. Chi ti legge, entra nel tuo mondo emotivo con estrema naturalezza, per scoprire insieme a te, dall’angolazione del tuo privilegiato punto di osservazione, cose semplici e complesse insieme, come se ci facessi dono ogni volta di una chiave magica che apre tante porte, una nell’altra, come per farci entrare un p nella tua vita, insieme ai tuoi angeli silenziosi. C’ ironia, a volte nostalgia e tristezza, ma mai autoreferenzialit, e questo per me un pregio assolutamente non da poco! Mi sono sentita davvero accanto a te in questa lettura, ho visto e sentito molto, e forse ho capito qualcosa in pi anche di me. Grazie, Loredana

 Alessandra Ponticelli Conti - 24/04/2012 12:31:00 [ leggi altri commenti di Alessandra Ponticelli Conti » ]

Complimenti Loredana, una raccolta intensa e spirituale.In ogni poesia si respira il senso di stupore che caratterizza tutte le tue opere; quell’andare e venire sulle cose, sui ricordi, in una ricerca di se stessi mai disperata ma protesa verso nuovi orizzonti. Un cammino interiore nel quale gli Angeli ora vicini, ora distanti, non dimenticano mai di indicarci la strada.

 Meth Sambiase - 22/04/2012 23:41:00 [ leggi altri commenti di Meth Sambiase » ]

Sarei tentata di fermare lo scritto alla dedica de "il mondo salvato dai ragazzini", perch il testo della Morante uno dei "miei" testi in assoluto, e ritrovarlo nel bel mezzo del cammin di questi ritratti mi ha fatto ancora una volta pensare quanto io ami leggere le composizioni di versi di Loredana Savelli. Una nota verso l’Altro, questo lavoro, in cui la poeta si rivela come virtuosa dell’ascolto, e sfilano i tratti dell’uno nell’altro per fondersi in uno studio di caratteri che non si astrae mai, perch nessuno viene allontanato dal quotidiano, anche le assenze che diventano ricordi. La parola poetica addolcita, non emergono intrighi e contrasti da sanare nel verso, ma inaspettati arrivano squarci di sociologica saggezza a cambiare il senso della strada (il peccato di oggi? mettere lo zucchero nel caff), e sulla strada della pagina s’incontra il mondo.
Conoscevo gi la bellezza dei suoi angeli (avevo gi letto la silloge), vado avanti nella lettura e continuo a "leggere" lo sguardo della poeta, che si chiede, che descrive, che ricorda, ma ogni volta l’incontro non lo sguardo che si offre, perfino la musica prende vita d’inchiostro (Roma un erotico sussurro). Nei ritratti sogno, polvere, naftalina, casalingaggine, prende vita tutto. Le figlie sono coppie di ragazze, il figlio un singolo vulcano, e infine l’amore, l’Altro per antonomasia che ci penetra e pervade "in una casa dal tetto rosso". Poi si ritorna a se, un autoritratto in divenire (sono fatta di acqua salata) e un appunto ancora d’amore (poesie come figli adorati).
Ah, anch’io "vorrei dire a mia madre cosa ho imparato dall’esser figlia", l’avessi potuto dire a mio padre mi sarei forse cos emozionata a leggere questa parte di ritratti? Si, forse si.

 Antonio De Marchi-Gherini - 22/04/2012 21:17:00 [ leggi altri commenti di Antonio De Marchi-Gherini » ]

Poesia di cuore e di ’pancia’, come direbbe un analista cognitivo. Scoramenti e passioni improvvise, una narrazione leggera senza rimandi e altre verit nascoste da scoprire.
La raccolta ha una sua compattezza, ma ogni testo un unicum, uno squarcio di verit del quotidiano con ospiti invisibili che aiutano a decifrare i segni della fatica del vivere.

 Gian Maria Turi - 22/04/2012 19:03:00 [ leggi altri commenti di Gian Maria Turi » ]

Pure io sto leggendo piano piano, forte forte. Ci vuole un pochino... :)

 Maria Musik - 22/04/2012 13:56:00 [ leggi altri commenti di Maria Musik » ]

Solo per dirti che ti sto leggendo: piano piano, forte forte.
Un abbraccio.

 Antonia Chimenti - 22/04/2012 02:55:00 [ leggi altri commenti di Antonia Chimenti » ]

E’ un bel libro, colmo di verit, filtrata dal cuore e dalla fantasia
Antonia Chimenti

 Maura Pot - 21/04/2012 08:53:00 [ leggi altri commenti di Maura Pot » ]

Ho stampato stamattina il tuo "Ri-tratti e non vedo l’ora di immergermi nella confortante lettura del fine settimana! a dopo i commenti, ma so gi che anche questo, come tutti i tuoi, sar un dono prezioso

 Guglielmo Peralta - 20/04/2012 18:13:00 [ leggi altri commenti di Guglielmo Peralta » ]



Vari e di diverse tonalit sono questi ri-tratti fisiognomici ai quali la memoria, il sogno, la nostalgia, gli affetti, la quotidianit, gli oggetti offrono il loro tessuto. Essi costituiscono una galleria di figure che affiorano tra luci ed ombre componendosi in forme ora evanescenti (gli angeli), ora marcate e intense (i nonni), ora accese e leggere (gli adolescenti), ora delicate e vibranti (gli oggetti e le anime musicali), ora tenui (il Volto). Sono soggetti, situazioni, cose, che hanno lasciato un segno nellanima e nella memoria di chi, evocandoli, li ridi-segna as-segnando loro una funzione poetica e, soprattutto, ftica, come se fossero essi a farsi avanti, a cercare un contatto per dare e per vivere nuove emozioni. Cos il balcone il lavello e il lettone mandano segnali di fumo per richiamare al dovere la nostra poetessa aiutandola a costruire un ritratto della propria solitudine domestica, che ha nella reiterazione dei lavori casalinghi il suo correlativo oggettivo. Questi ri-tratti, siano essi figure terrene, angeliche o ibride, sono segni in cui si accampano i sogni, i soli in grado di catturare ci che (mi) appartiene e (mi) sfugge fissandone i tratti, cercandone le sfumature. Sono essi, i sogni, che trascrivono vite passate e presenti, presenze reali e invisibili, e che pongono interrogativi sulla vita, sulla morte, sulloltre, su Dio; che aprono spiragli; che cercano di squarciare veli intrecciando pensiero e memoria, immaginazione ed esperienza. E i sogni sono la poesia, sono la musica che chi-ama la vita e ne ricompone gli aspetti e i segni essenziali, e anche quelli, apparentemente, insignificanti, vacui, che per lasciano intuire nelle forme lulteriorit. Nella ricerca dellAltro, la Savelli non attende, necessariamente, il tempo pi propizio della riflessione profonda, della meditazione, in cui tutto intorno tace, ma si abbandona alla ricerca anche quando consegnata alle fatiche delle faccende domestiche, durante le quali sa ritagliarsi uno spazio in cui concedersi alla solitudine attenuata / dallo stridio dei muri e dallipnosi /di un solerte elettrodomestico. in questi momenti di evasione e di abbandono, in questa casalinghitudine, che ella avverte la presenza di Dio come nostalgia, come desiderio struggente del ritorno, perch Dio il Luogo ed il Nstos. E nello spazio, sottratto alla monotonia del quotidiano vivere, la morte acquista valore, d un senso alla vita, perch vivere nel di-segno del Volto imparare a morire, accettare la morte come il dono alla vita. Questo Volto sfuggente, che si accenna e si stempera in versi delicati come le tinte di un acquerello, il grande ritratto da comporre; la musica e la poesia, ed lo sguardo invisibile che folgora e attraversa locchio della nostra poetessa, il quale si apre a nuove visioni e impara a cogliere oltre i segni, nei ri-tratti della vita, la mano libera dellArchitetto del mondo che giorno dopo giorno adegua il progetto alle umane stravaganze.

 Franca Alaimo - 19/04/2012 19:41:00 [ leggi altri commenti di Franca Alaimo » ]

Questo di Loredana Savelli un libro "generoso", e non solo per abbondanza creativa, ma per la quantit di notizie e di indizi che compongono la vita dell’intorno e dell’interno dell’autrice.
Una poetica saga familiare viiene, infatti, narrata ritratto dopo ritratto senza menzogne n di sentimento n di stile, ma con un’aderenza piena alla verit dei fatti, anche se corretta dall’affetto e amalgamata alla sostanza memoriale con tutti gli scivolamenti verso altri sensi che essa pu determinare.
Ma bisogna tenere presente, nellosservare queste esistenze, quel verso prununciato con semplicit dolorosa: "stare accanto come stare soli", il quale denuncia uno stato psichico costante della Savelli: la consapevolezza di quel residuo di non-comunicabilit che resiste in ogni rapporto con l’altro, quello spazio vuoto che non si pu dire. Questa percezione di solitudine sembra coincidere con l’annuncio stesso degli angeli ( l’angelo appunto il messaggero), visto che essi sembrano starci accanto a testa bassa in un silenzio amoroso indecifrabile.Loro come anche Dio sono percepiti come delle presenze-assenze, cos che il libero arbitrio appare dono e condanna.
Questo avvertimento dell’essere sola, senza guida, d luogo, nella Savelli, a due sentimenti opposti: quello di una scomoda oscillazione d’identit ( mi sembra di avere un’ombra / una non s (mai) dove metterla; e quello di una sorta di resa, che genera il desiderio dell’annullamento: essere aria....incosciente di essere inesistente.
Questi sono i "vuoti" che Loredana mostra di s; ai quali poi sono contrapposti anche "i pieni", di fronte ai quali il registro tonale-sentimentale varia: ecco le figlie concepite nella carne cantate con frschezza di sentimento e senso della dinamicit temporale; e quelle figliate sulla carta ( le poesie ) dinanzi alle quali sta con gioia infinita e con tremore di non essere all’altezza; c’ la passione per la musica che lascia echi nella composizione dei testi; ci sono i suoi alunni, individuati uno ad uno nella loro personalit in crescendo. E, infine, il ruolo di moglie, intenso, anelante, talvolta deluso e quello di casalinga raccontato con ironia e con il quasi amaro di cosa inutilmente necessaria.
Parlavo all’inizio di generosit compositiva; eppure questo e-book della Savelli ha una compattezza straordinaria:la variet dei temi e dei toni sta tutta dentro quel tratto circolare che racchiude e disegna quell’unico che ogni creatura umana. L’averlo raccontato in modo cos sincero e appassionato e credibile un pregio davvero raro.

 Narda Fattori - 19/04/2012 17:45:00 [ leggi altri commenti di Narda Fattori » ]

Molto belle le poesie dedicate ai giovani , cos ironiche e sagge , che non sputano sentenze ma spostano l’angolo di visuale ; bellissime quelle dedicate a Marcella: quanta verit ... nella sua/nostra incapacit di andare per semirette, sempre a tracciare segmenti, a perderci dentro un sogno, a farci abbagliare da un miraggio, ma piccolo, di erba, di fiore sfatto,
Bella tutta la pubblicazione ( angeli compresi, cos fanciullescamente umani) e quelle dedicate agli affetti. Il tutto scritto con grande leggerezza, come un colloquio davanti ad una tazza di te o durante una passegiata con un’amica nel parco.
Narda

 Lorenzo Roberto Quaglia - 18/04/2012 22:12:00 [ leggi altri commenti di Lorenzo Roberto Quaglia » ]

Complimenti, veramente tanti complimenti Loredana per questo lavoro importante da leggere e rileggere...riguardo agli Angeli (custodi ?) ho sempre pensato che ci stiano vicini, a testa bassa, senza palesarsi, per non indurre il nostro Io in tentazione e lasciarlo libero di agire, altrimenti...mestier non era partorir Maria.
Una lieta serata.
Lorenzo

 Anna Guzzi - 18/04/2012 19:54:00 [ leggi altri commenti di Anna Guzzi » ]

Complimenti! Mi piacciono molto quelle in cui parli degli angeli.

 rosaria di donato - 18/04/2012 18:17:00 [ leggi altri commenti di rosaria di donato » ]

Mi sembra che "Ri-tratti" sia il percorso di una persona in viaggio, non in un paese lontano, ma nel vissuto quotidiano. L’autrice incontra la realt lasciandola esprimere, accogliendola in uno stupore esistenziale che si pone in ascolto e che vive dei suoni, dei segni, dei volti-storia scolpiti e impressi nell’anima in cammino tra le cose del mondo.

Un saluto,

Rosaria

 Maurizio Manzo - 18/04/2012 15:00:00 [ leggi altri commenti di Maurizio Manzo » ]

Non conosco Loradana e legger volentieri
questo suo...

un saluto

mm

 Carla de Falco - 18/04/2012 14:55:00 [ leggi altri commenti di Carla de Falco » ]

l’e-book di loredana.... che bello! finalmente!

 Leonora Lusin - 18/04/2012 12:42:00 [ leggi altri commenti di Leonora Lusin » ]

Anch’io come Alessandro non vedo l’ora di leggerli: me li porter in treno, la mia sala di lettura preferita.Ciao, donna infaticabile!

 Alessandro Mariani - 18/04/2012 12:02:00 [ leggi altri commenti di Alessandro Mariani » ]

Non vedo l’ora di leggerle tutte, Loredana. Mi aspetto grandi cose. Un saluto

 Loredana Savelli - 18/04/2012 06:37:00 [ leggi altri commenti di Loredana Savelli » ]

A Luca: spero che tu non rimanga deluso.
A Roberto: grazie "gi e non ancora".

 Roberto Maggiani - 18/04/2012 01:00:00 [ leggi altri commenti di Roberto Maggiani » ]

@Luca, magari l’inizio di una lettura pi continuativa della poesia, buona lettura.

 Luca Gilioli - 18/04/2012 00:54:00 [ leggi altri commenti di Luca Gilioli » ]

io non leggo quasi mai poesia, davvero. ma questo lo legger con ogni "mia fibra"... come diceva qualcuno tanto tempo fa.

un abbraccio