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Collana di eBook a cura di Giuliano Brenna e Roberto Maggiani

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eBook n. 141 :: Apparizioni pittoriche nella Recherche, di Gennaro Oliviero
LaRecherche.it [Saggio]

Di Gennaro Oliviero
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Data di pubblicazione:
14/09/2013 12:00:00


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# 8 commenti a questo e-book [ scrivi il tuo commento ]

 forte laura - 12/12/2013 19:41:00 [ leggi altri commenti di forte laura » ]

Il periodo in cui vissuto Proust stato per la pittura uno dei pi fulgidi di ogni tempo. Molti tra i pi grandi pittori del mondo sono stati suoi coevi;egli,nei numerosi eventi parigini cui ha partecipato,ebbe modo di ammirare gli esponenti di quegli stili che hanno fatto della fine dellOttocento e degli inizi del Novecento uno dei periodi indimenticabili dellarte pittorica. I soggetti,i luoghi,le situazioni che attiravano lattenzione di quegli artisti e che sono stati cos superlativamente interpretati nelle loro opere,erano gli stessi che sono stati materia viva e pulsante de la Recherche .Per Proust,lopera pittorica espressione lirica della realt,ispiratrice di chiavi di lettura del mondo,specie nel momento in cui quelle atmosfere rarefatte, tipiche di alcuni quadri del tempo,erano uno sfondo che ben si addiceva al percorso della memoria proustiana.
Tutto questo e molto altro ancora si ritrova nel saggio del prof. Oliviero,che ancora una volta non si smentito: il suo approccio con uno degli aspetti fondamentali dellaRecherchee cio il rapporto fra Proust e la pittura, sintetico e dettagliato al tempo stesso, e pochi avrebbero meglio di lui potuto scrivere su quello che apparso e appare ancora oggi un legame indissolubile e inscindibile; e quindi mai titolo avrebbe potuto essere pi corretto e oserei dire indovinato quale
Apparizioni pittoriche della Recherche : non solo nel senso che nella Recherche numerosissimi sono i pittori citati e le loro opere,ma quanto per il fatto che - e questo lo capiamo sin dallinizio del romanzo(vedi lepisodio dei regali della nonna)- spesso i dipinti sono un modo attraverso il quale si pu vedere, leggere, interpretare, per non dire ingentilire la realt e anche vedere la stessa sotto unaltra luce,pi profonda o pi misteriosa e comunque pi intrigante. E ancora come non pensare ad un ideale confronto fra il modo con il quale Proust venuto nel corso della sua esistenza sviluppando uno stile e un’idea della vita, dell’arte e della letteratura animati dallattenzione quasi morbosa per il dettaglio in quanto spia e rivelazione di un intero mondo con il modo con il quale molti pittori,tra quelli pi amati da Proust,specialmente i fiamminghi,nel dipingere le loro opera,registrano con la pi grande attenzione ogni pi piccolo particolare, dando rilievo spesso con giochi di luce a cose che locchio umano percepisce a stento. Alla fine,ci rende il quadro qualcosa di cos vicino eppure cos lontano dalla realt effettiva, perch attraverso quella minutissima rappresentazione il pittore esprime, forse anche involontariamente,la sua percezione del mondo e il suo inconfondibile stile.
Infine,il piacere di leggere questo saggio lo stesso che ci ha accompagnato anche per le altre opere proustiane del prof. Oliviero,in particolare il saggio su Proust e le Cattedrali(ebook n.90 del sito LaRecherche.it) e il numero monografico del 2013 dedicato a Proust,della prestigiosa rivista Europe,realizzato con la direzione di Gennaro Oliviero e Philippe Chardin:studi dai quali traspare la grande passione,lafebbreche anima la lettura e lo studio della Recherche da parte del nostro autore, ma con qualcosa in pi: con il piacere di ricordare e veder scorrere luna dopo laltra,davanti ai nostri occhi,quelle opere darte che sono state amate da Proust ma che continuano ad essere ammirate anche ai giorni nostri da tutti noi.

Laura Forte

 rosalba iannace - 22/11/2013 19:57:00 [ leggi altri commenti di rosalba iannace » ]

davvero un approfondimento interessantissimo questo saggio di Gennaro Oliviero,ricco di notazioni e riflessioni che mi hanno spinta a riprendere la lettura dell’opera di Proust.sono stata a Venezia e ho rivisto le tele di Carpaccio con un’emozione nuova,le ho guardate con gli occhi di Marcel ...Bergotte muore contemlando un piccolo muro giallo ,simbolo di bellezza e perfezione.Veramente Oliviero ha dato uno strumento in pi per capire e approfondire il mondo pittorico amato dal nostro Marcel

 Anna Grazia Gerardi - 21/10/2013 10:40:00 [ leggi altri commenti di Anna Grazia Gerardi » ]

Il saggio di Gennaro Oliviero punta al centro di una delle ispirazioni proustiane. Dei tre personaggi immaginari, Bergotte, lo scrittore, Vinteuil, il musicista, Elstir, il pittore, quest’ultimo quello che ha consentito a Proust di realizzare nella Recherche un affresco che offre al lettore una affascinante galleria.
Come giustamente osserva Oliviero, la Recherche potrebbe essere letta come un’esposizione di quadri, non solo quella dei pittori contemporanei, ma anche di quelli antichi che, fin dall’infanzia del nostro Autore, hanno affascinato il futuro grande scrittore.
Non a caso nel primo viaggio di Proust a Venezia, avvenuto nella primavera del 1900, una delle visite fu quella alla Cappella degli Scrovegni di Padova, dove si rec in compagnia di Reynaldo Hahn ad ammirare gli affreschi di Giotto. Se ne ricorder Proust quando in " Du co^t de chez Swann" ci offrir l’immagine al tempo stesso divertente e sadica di una Franoise che inveisce contro l’aiutante di cucina.
Un apprezzamento vivo al lavoro di Oliviero, che ci offre, grazie anche al supporto del sito LaRecherche.it, stimolanti letture che certamente interesseranno i lettori con quell’intensit che ha caratterizzato il precedente saggio di Gennaro Oliviero, "Proust e le Cattedrali", parimenti pubblicato in e-book da LaRecherche.it.

 Antonio Piscitelli - 11/10/2013 10:29:00 [ leggi altri commenti di Antonio Piscitelli » ]

La penna sta alla letteratura come il pennello sta alla pittura. Sono entrambi mezzi idonei a una possibile rappresentazione del mondo reale, sia pure nella speciale prospettiva di chi compone lopera.
C affinit tra letteratura e pittura? Direi di s, a giudicare da quanto questo saggio rivela. Linteressante riflessione, tra le altre cose, ci fa intendere quanto Proust, pi che critico darte, sia egli stesso un cripto-pittore: dipinge con la parola, se vero che Oliviero pu farci riflettere su quanta immagine ci sia nel testo della Recherche. Gli interni, la caratterizzazione fisica dei personaggi, le marine hanno particolarissime sfumature di luci che rinviano allattivit pittorica di questo o quellartista di cui lautore ha apprezzato lopera o ne ha goduto, sono laspetto visivo di unenciclopedia del gusto (ma non solo di esso) che rappresenta e segna unepoca. Lecfrasi proustiana penetra un quadro ben oltre il limite dellimmediata fruizione: dice pi di quanto il quadro medesimo riveli.
Non a caso uso la parola enciclopedia. Nel capitolo intitolato IL CT FILOSOFICO Oliviero cita Giuseppe Grasso. Ci permettiamo di trascriverne il passo:
Considerata tanta variet di attribuzioni, coglie nel segno Giuseppe Grasso nel suo La scrittura come meditazione filosofica (Cosenza, Editore Solfanelli, 2010, p. 215), quando scrive: Proust non stato un filosofo nel senso tecnico del termine e tuttavia le sue pagine narrative sono portatrici di una indiscutibile rilevanza teoretica, non immemore della cultura romantica tedesca di origine jenese che aveva gi trovato in Baudelaire un intermediario sul suolo francese e delle teorie estetiche di Ruskin, critico darte prima amato e poi rinnegato.
La mole della Recerche tale per cui la speculazione filosofica come dilavata dal flusso del racconto. Il letterato agisce cos: preferisce lestensione allintensit. La filosofia ne perde in rigore metodologico, ma ne guadagna in ricchezza. Leclettismo una caratteristica dei grandi autori ed ha una funzione che oserei definire didattica quando, in qualche misura, media tra lo specialista e il grande pubblico. Quanto pensiero giunto a noi, pi che dalla produzione saggistica, dalla prosa dei letterati?
Questo saggio di Oliviero ha un valore aggiunto, anchesso didattico. una rassegna di studi critici ritagliata per facilitare il compito a chi si avvicina, magari da studente, allopera di Proust. I ragazzi delle nostre universit hanno a portata docchio una bibliografia di tutto rispetto, utile per gli approfondimenti, la ricerca e - perch no? - per una possibile tesi di laurea.

 Christophe Balay - 10/10/2013 23:31:00 [ leggi altri commenti di Christophe Balay » ]

Luvre de Proust est parmi les plus commentes de la littrature franaise, en langue franaise et dans de nombreuses langues du monde. A loccasion de lanniversaire de Swann (1913-2013) une pluie de nouveaux commentaires vient grossir encore le fleuve de la critique proustienne. Dans cette abondante production, certaines publications brillent dun clat plus intense, comme ce numro spcial de la revue Europe, par exemple, o est runi grce aux efforts conjoints du Franais Philippe Chardin et de lItalien Gennaro Oliviero un bouquet darticles, dessais et dentretiens de trs haute tenue. G. Oliviero, dans www.LaRecherche.it, poursuit la rflexion quil mne sur Proust et son uvre depuis des annes comme directeur de la non moins brillante revue Quaderni Proustiani, par un brillant essai publi sur un des thmes les plus suggestifs de la critique proustienne : le rapport de lart pictural et de lart littraire. G. Oliviero intitule son essai Apparizioni pittoriche nella Recherche (Prsences picturales relles et fictives dans la Recherche). Lauteur, qui est juriste de formation et de carrire, dmontre, nen dplaise aux universitaires, quil nest pas ncessaire dtre dclar spcialiste de loeuvre de Proust, au sens acadmique du terme, pour pntrer en profondeur les mystres de la cration littraire, mais quil suffit dtre un lecteur, un bon lecteur, un excellent lecteur, comme G. Oliviero, dou dune sensibilit artistique et dune curiosit intellectuelle. Proust est ouvert tous, contrairement au mythe tenace de sa difficile lecture, mais tous ceux qui le lisent vraiment, et G. Oliviero est au nombre de ceux-ci, lisant Proust en italien et en franais avec la mme aisance. Il nous invite une promenade dans les salons de peinture, la suite et en compagnie de lcrivain. Le parcours, libre soit-il, suit un itinraire rigoureux qui part du concept de salon, concept historico-littraire, cueille dans la vie de lauteur les lments biographiques pour donner lclairage ncessaire ce qui constitue le centre de la rflexion: lapproche esthtico-philosophique. Le gnie de Proust, cest sans doute de traverser une exprience personnelle du rel pour atteindre la fiction, ce point o la reprsentation du monde dpasse le monde, atteint lau-del, la physique se sublime dans la mtaphysique, le visible sefface devant linvisible. Dans cette tude de lexplicite et de limplicite, le texte de la Recherche est vu et lu comme un palimpseste. Le rapport de loeuvre de Proust au monde de lart ne saurait sapprhender autrement que par la philosophie. On ne saurait assez remercier Gennaro Oliviero de mettre au service du lecteur de Proust son immense rudition (en tmoignent toutes les rfrences et notes savantes) , de sa passion et de sa vnration. Celle ou celui qui franchira les grilles du jardin de Babuk (Naples, 55 via G. Piazzi) saura ce que veulent dire ces mots en vrit; ils y trouveront la prsence de lart, relle et figure.

 Peter Houle - 06/10/2013 21:56:00 [ leggi altri commenti di Peter Houle » ]

In Apparizioni pittoriche nella Recherche, Gennaro Oliviero provides much useful and interesting information on the structural importance of paintings and artists in La Recherche. Besides pointing the reader to important scholarship relating to Proust and painting, he provides us with background on a wide range of relevant topics: earlier writers on art, Proust’s own artistic preferences, art exhibitions in fin de sicle and early twentieth century Paris, the fad for Japanese art in home decoration, the symbolic role of Elstir. Among the topics discussed is Proust’s predilection for medieval art and architecture. It is interesting to recall that two of the points made regarding Proust’s narrative methodology and his conception of art history were, in fact, staples of medieval thinking. Firstly, a fundamental principal of medieval literary allegory (e,g., The Romance of the Rose, The Divine Comedy, and Piers Plowman, to mention only three) is that writers do not reveal entirely the meaning of their works but hide the most important meanings beneath the text which the reader must then uncover (Apparizioni, pp. 21-22). In the same vein, medieval painting and sculpture are profusely iconographical, requiring prior knowledge of religious and cultural symbols and images to appreciate fully the artist’s intent. (In this regard, Elstir is symbolic in a very medieval sense.) Secondly, Proust’s belief that there exists an uninterrupted evolution from Giotto to Picasso (Apparizioni, pp. 25-26) and that artists and writers of the past are our contemporaries is one that any medieval or Renaissance intellectual would support. Writers and philosophers of that period spent entire careers connecting their own age with the past: biblical exegetes, using typology, established an unbroken line from Adam to the Christian era; Aquinas reconciled Aristotle and Plato with medieval Catholic dogma; Dante’s use of Virgil as his guide to a very Christian afterlife raised no eyebrows in thirteenth century Florence; Julius II had Raphael paint "The School of Athens" in the same room with "The Disputation of the Holy Sacrament." The list is endless. Proust’s wide reading and curiosity clearly led him to absorb much from the Middle Ages in addition to an appreciation for Giotto and Gothic architecture. Gennaro Oliviero should be complimented for giving us this stimulating overview of Proust and painting.

 Eugenio Nastasi - 17/09/2013 11:36:00 [ leggi altri commenti di Eugenio Nastasi » ]

A parte la straordinaria e necessaria conoscenza dei testi che costituiscono l’intensa operazione della "Ricerca del tempo perduto" di Proust, va sottolineata la cura se non l’acribia con cui Gennaro Oliviero ci immette nel tema da lui trattato Apparizioni pittoriche nella Recherche.
Che di apparizioni pittoriche si tratti l’estensore dello studio ampiamente fa capire evidenziando la non comune sensibilit di Proust non solo nell’amore per l’arte figurativa, quando nella riutilizzazione dei lasciti percettivi e scenografici di essa, trasformati in pagine e pagine di glomeruli intellettuali che oltre ad affascinare il lettore gli lasciano, insieme al gusto della scrittura, la passione dell’interpretazione. Oliviero consapevole che quella affrontata non che una delle tante porte che Proust, volutamente o no, ha socchiuso per visitare il "suo atlier" scritturale, inventando l’affresco verbale di un’epoca metastorica servendosi della storia travisata dell’epoca stessa. Da qui l’andante teatrale attribuito ad Eduardo de Filippo, ma non del tutto suo, che "sul teatro si vive veramente ci che nella vita si recita in modo falso", andante, se Oliviero lascia passare, che pu essere applicato all’operazione semplicemente unica di tutta la Recherche.
Proust rimane un "libro aperto" solo che lo si voglia leggerlo sgranando parole e frasi, pi o meno lunghe, per amplificarne sensi e sovrasensi. Grazie a Gennaro Oliviero per la fine stimolazione che ci offre e che va conservato per ulteriori scavi.

 Giuseppe Bonvicini - 15/09/2013 16:59:00 [ leggi altri commenti di Giuseppe Bonvicini » ]

Bel lavoro.....la pittura mi seduce sempre, come la musica e la poesia!
Complimenti