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Collana di eBook a cura di Giuliano Brenna e Roberto Maggiani

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eBook n. 61 :: Sognagione, di Guglielmo Peralta
LaRecherche.it [Poesia]

Di Guglielmo Peralta
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Data di pubblicazione:
18/12/2010 12:00:00


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# 21 commenti a questo e-book [ scrivi il tuo commento ]

 Guglielmo Peralta - 13/01/2011 20:14:00 [ leggi altri commenti di Guglielmo Peralta » ]

Grazie, Nicola, per questo tuo commento che, evidenziando l’aspetto propositivo della <<sognagione>>, la sua finalit etico-sociale, conferma la natura assolutamente realistica di una visione che, erroneamente, potrebbe essere considerata metafisica o addirittura astratta!
Un abbraccio

 Nicola Romano - 13/01/2011 13:36:00 [ leggi altri commenti di Nicola Romano » ]

Attraverso questi versi di Sognagione dell’amico Guglielmo Peralta, ci sembra di essere immersi e di vivere a pieno una "quinta stagione" in cui la Parola - ed essa soltanto - cerca di assicurare i presupposti per una intima sopravvivenza dentro un mondo che non concede spazi ad ogni tipo di libert e quindi ad ogni tipo di sogno. Qui ogni singola parola pensata, forgiata, scalpellata, e centellinata come deve ben convenire a chi vuole trasmettere la vera essenza di un discorso o la bellezza di una rivelazione, una parola maestosa e leggera allo stesso tempo che sembra voler supportare ogni vicenda umana che va sempre pi precipitando. Parola come genesi, parola come manifestazione del primordio. Ma strada facendo ci si accorge che la sognagione in definitiva l’unica stagione nella quale l’uomo dovrebbe vivere, con la consapevolezza degli eccessi verbali che tappezzano i nostri giorni, e con la dolce prorompenza di un fondamentale concetto che influenzi positivamente il vasto panorama delle coscienze.

 mazzarello - 24/12/2010 16:43:00 [ leggi altri commenti di mazzarello » ]

La cortesia dell’Autore anche nelle pazienti risposte ai commenti. Concordo con il contenuto di quella rivolta a me: anch’io credo sia cos, ora l’obiettivo inquadrato.

 Guglielmo Peralta - 22/12/2010 17:26:00 [ leggi altri commenti di Guglielmo Peralta » ]

(a Maria Grazia Cabras) Grazie per questo approfondimento, per questa discesa verso lalto. Se la Poesia, come io credo, il destino delluomo, cio il suo ritorno allo spirito puro; se essa il percorso spirituale, il processo diniziazione che conduce, attraverso la percezione ed esperienza interiore o esterienza (come io la chiamo), alla cognizione dellin-visibile, che per me sia la soalt nelluomo, cio il sogno della realt colto dallo s-guardo e tradotto nella realt del sogno; sia la soalt delluomo e della natura che in Principio furono il sogno di Dio, di un Dio che resta nascosto e invisibile alle sue creature soaliallora la mia visione vicina allantroposofia. Tuttavia, al di l di ogni valutazione, ci che importante che la poesia ci nutra e ci orienti e dia impulso e nuovo senso alle nostre azioni.

 Maria Grazia Cabras - 21/12/2010 17:57:00 [ leggi altri commenti di Maria Grazia Cabras » ]

Guglielmo Peralta ci propone, forse, una immagine antroposofica della Poesia intesa come percorso spirituale volto al ritrovamento/straniamento di luce/oscurit colte/coltivate dallanima poetante nella loro primigenia imprescindibilit: la visione terrestre/celeste diviene manifestazione del bello del buono, dunque del vero: epifana di un canto divino.

Una lettura coinvolgente luminosa. Grazie del dono.



 Guglielmo Peralta - 21/12/2010 16:16:00 [ leggi altri commenti di Guglielmo Peralta » ]

- Grazie ad Eugenio Nastasi per avere sottolineato, non tanto l’uso dei neologismi, quanto la loro capacit espressiva e generativa di "liriche determinanti e interdipendenti", nonch la loro forza simbolica, trasversale in tutta l’opera, cui si lega quella dilatazione del linguaggio e dei significati, necessaria a un "dettato poematico" dove "i coefficienti sostanziali sono in continua trasmigrazione" e partecipano del "movimento incessante e a tratti mistico della vita interiore" scandito dalla musica che mette ali alla Poesia.

- Luminoso il commento di Claudia Manuela Turco, per la chiarezza della sua analisi percettiva che si spinge fino a contemplare nella Sognagione "l’unit del creato in una democrazia di anime", come dire che il governo del mondo non pu che essere affidato al popolo sovrano delle anime, cio agli uomini capaci di ’sostenere’ la leggerezza dell’essere e dimostrarla elevandosi spiritualmente.

 Eugenio Nastasi - 21/12/2010 12:39:00 [ leggi altri commenti di Eugenio Nastasi » ]

Guglielmo Peralta proponendoci un testo gi apprezzato e premiato a Firenze, ci fa dono di un’estetica solo apparentemente appartata giacch rientra, pur mescidando elementi lessicali e tematici da "massimi sistemi",in un pi comprensivo quadro di esperienze di cui fanno parte conoscenza morale, storica, culturale e tecnica adoperate nel senso di una globale traduzione delle sue convinzioni in dati di poesia.
La poetica di Peralta ha nella "visionariet" dell’artista un processo creativo dentro al quale i coefficienti sostanziali sono in continua trasmigrazione, espressi con sorprendenti neologismi in grado di concatenarsi in liriche determinanti e interdipendenti. Accade pertanto che quasi al centro della raccolta, poesie come "La visita", "La luce buona del giorno" o "Nel divino splendore" la teorizzazione filosofico-teologale, diviene una proiezione continua dal passato al presente con una sintassi lucida, convinta e appassionata: "E l’uomo/che vinto si spiega all’ascolto/libera le neurostelle/per il convivio d’amore", ovvero "Allora nel tempio irrompe/l’universo/ e sulla diafana scena inizia/ la cielificazione". Questa poesia risulta, a me pare, dalla somma di due dilatazioni semantiche, la prima, carica di rigore e precisazioni (tutto il mondo di studio, riflessioni e scoperte del poeta)e l’altra con la sua suggestione, il suo mistero, i suoi contrasti, scaricando sul dettato poematico una grande forza simbolica, forza che attraversa tutto il libro fino alla splendida prosa finale, con il movimento incessante e a tratti mistico della vita interiore e la musica che sottolinea lo scorrere della vita nel suo procedere verso aspirazioni superne.
Poesia che vola alta, senz’altro, ma in grado di sedurci nel qui e ora come un’elegia e non per questo meno nuova e accattivante.

 Claudia Manuela Turco - 21/12/2010 12:30:00 [ leggi altri commenti di Claudia Manuela Turco » ]

Avevo gi avuto occasione di leggere SOGNAGIONE. Poesie e disegni nella versione a stampa, recensendo lopera per Literary. Natura morta e Dentro, fuori non rappresentano semplicemente una duplice aggiunta alla silloge, ma arricchiscono il tessuto vivo del testo: Anche senza vita bello esserci, / sapendo di essere utile, / di servire a qualcuno! (come direbbe la poetessa Lucia Gaddo Zanovello, "Lamore serve").
"Sognagione" unopera allinsegna dellazzurrit e della sensibilit percettiva. Un alone sacro pare espandersi dalla singola parola, che si fa effusore di luce.
Si percepisce una serenit diffusa, non disunita, per, da una consapevolezza delle zone dombra.
Sogno e realt si compenetrano, tra terra e cielo, tra fessure e intermittenze.
Guglielmo Peralta, quale agricantore, semina parole da cui germogliano sogni e visioni, mentre lunit del creato si dispiega in una democrazia di anime.
Claudia Manuela Turco

 Guglielmo Peralta - 21/12/2010 10:21:00 [ leggi altri commenti di Guglielmo Peralta » ]

- Un grazie di cuore a Mariella Bettarini, che nella sua breve nota evidenzia tre punti fondamentali: la doppia ed equivalente connotazione dei sogni (spirituali e terreni); la musicalit dei versi (sono convinto che la musica il criterio principe di valutazione di un testo poetico, perch dove non c’ musica non c’ poesia, e viceversa); la natura "visionaria" della (mia) poesia - "come dev’essere" - che non la semplice immaginazione, ma un metodo e un concepire per immagini, per visioni che nascono in simbiosi con le idee.

- Grazie a Celeste Salemi, che, nonostante il refuso ("terrifico" al posto di terreno), traduce il mondo dei sogni in un mondo incantato che non delle favole, ma della realt, di cui i sogni sono il substrato.

- Ringrazio Mazzarello per la simpatia e il senso di fiducia che attribuisce ai miei versi. Accolgo con piacere la definizione di "poesia positiva", ma nel senso che essa, nonostante e proprio per il suo substrato ideale, concreta, doppiamente realistica, oggettiva e assolutamente non metafisica (e qui sta l’unico dato neoempiristico). Per il resto, penso di non potere essere annoverato tra i neopositivisti, perseguendo non una concezione scientifica del mondo, ma una sua concezione poetica, o meglio, est-etica per una costruzione logica, razionale del mondo stesso, nell’alveo di un neoilluminismo, di una ragione ridestata e rinvigorita dalla luce della Bellezza e che perci ci sia guida per un cammino veramente etico e sociale.

Per Francesca Luzzio un ringraziamento stellare per la curea e la passione versate nel recensire a pieni occhi le mie coltivazioni ideali, nel ’rilevare in maniera regale’ i molti aspetti di una visione che, tra l’altro, "riinventi il sogno divino di pace e di amore, di armonia degli uomini tra loro e degli umani con le cose".

 Francesca Luzzio - 21/12/2010 01:24:00 [ leggi altri commenti di Francesca Luzzio » ]

RECENSIONE


GUGLIELMO PERALTA, SOGNAGIONE, C.ED.THE LAMP

Edifficile parlare della poesia di Guglielmo Peralta, romantica nella cristiana ideologia ad essa sottesa e nella finalit etico-pedagogica che si prefigge di conseguire , moderna-avanguardista nel proporsi attraverso un manifesto artistico, decadente nella concezione sacerdotale del poeta come veggente, sicuramente postmoderma nella forma .
Tali sommarie definizioni meritano adeguati chiarimenti, anche perch la poesia di Peralta, lideologia e l estetica che ad essa presiedono sono cos originalmente elaborati da fare dei suoi versi un unicum del tutto nuovo e personale.
Lintellettuale moderno,secondo Adorno,di fronte alla cultura che si va alienando,proprio per il suo eccessivo razionalizzarsi,dovrebbe insieme partecipare e non partecipare a questo processo: parteciparvi perch non ha senso legarsi al passato,ma restarne fuori a sufficienza per poter denunziare continuamente il pericolo al conformismo .Credo che per Peralta filosofo-poeta possa dirsi la stessa cosa poich egli s dentro il mondo,ma tanto quanto gli serve per separarsi da esso e con lo sguardo soale ricondursi dentro il mondo che esso(lo sguardo)genera a partire dal sogno.
E stato adoperato il lessico usato da Peralta in occasione della presentazione della sua rivista,titolata per lappunto SOALTA presso il Caff storico-letterarioGiubbe rossea Firenze(2007/8). Ma cos il sogno, che significa soalt, da cui laggettivo soale deriva? Ci viene in soccorso il manifesto pubblicato sulla suddetta rivista.
Per il poeta il sogno non un fenomeno riconducibile alla dimensione onirica ,ma il nous aristotelico ,cio lintuizione,limmaginazione creatrice, le idee,i pensieri derivati dallo sguardo rivoltodentronello spazio dellinteriorit o della soalt. Questo neologismo, nato dalla crasi di sogno e realt, indica il mondo quale il poeta lo concepisce nella mente.Locchio, dice ancora Peralta nel manifesto, servendosi di una metafora teatrale, sollevato il sipario delle palpebre, apre dentro di noi una visione, un palcoscenico in cui si muovono attori-fantasma e realt, la realt del mondo interiore ,di cui lo sguardo dellio che concepisce insieme attore e spettatore perch osserva ci che egli stesso ha intuito.(La visita,pag.24) La realt dunque dovrebbe essere un processo dincarnazione del sogno ,ossia della visione del mondo,che acquista un corpo che, in quanto contiene in s il sogno, diviene soalt. Lumanit,esito pi alto del sogno divino, intuisce guardandosi dentro tale sogno di Dio e pone in atto la potenza della sua perfezione e della sua bont. Insomma, come sostiene Schopenhauer, lartista coglie intuitivamente, attraverso larte, il proprio io, le idee di oggettivazione fuori dal principio di ragion sufficiente (ossia spazio, tempo e causalit) . Ma laffermazione della supremazia delle arti non perviene nella filosofia peraltiana all epilogo negativo del dolore e della noia come nel suddetto filosofo, ma ad una conclusione epifanica che fa dellarte e nello specifico della poesia, la voce messianica, oserei dire evangelica,rivelatrice dellordine e della bellezza primigenia che spetta allartista nella sua posizione privilegiata rivelare agli uomini, affinch si liberino,come sostiene Gentile dal pensiero pensato (incrostazioni del passato, forme, leggi,consuetudini) e riinventi il sogno divino di pace e di amore, di armonia degli uomini tra loro e degli umani con le cose.(Messia,pag.18) Nuovo messia, dunque, il poeta che si serve delle sue parole come di sacrificio lustrale che purifichi e riveli il nous delle cose, lanima buona che, armonica e bella, fa del creato la proiezione di Dio. Direi che nel pensiero di Peralta aleggia uno spirito francescano che ci induce a direlaudato sii mi Signore. Nellincipit della recensione, la poesia di Guglielmo stata definita anche decadente, perch anche lui come Rimbaud, un poeta veggente, visionario, che per mezzo del sogno-intuizione penetra indu per rivelarci lessenza, la bont e la bellezza delle cose. Il poeta , quindi, seminatore- agricoltore, pietra miliare di comprensione metafisica e terrena semina nellimmaginario collettivo, allontanandolo, attraverso il canto poetico, dalla terrestrit, chiusa nei labirinti ciechi dellutile e del potere.(Sognagione, pag.8)
Abbiamo anche definito post-moderna la forma, la veste estetica dei versi perch essa si caratterizza per la presenza di neologismi, di accorpamenti insoliti di parole comuni o di disgiunzione di sillabe o di grafemi :s-guardo, uni-verso, neurostelle, cielificazione, soalt; essi di primo acchito sviano il lettore, anche colto, verso lo stesso smarrimento in cui si pu cadere leggendo, ad esempio, le poesie di Cepollaro, che ripropone attraverso il caos verbale il caos, il labirinto dei tempi attuali.
L affidare alle parole vuote le idee e non ai contenuti un aspetto del post-moderno, ma le parole di Peralta non sono mai vuote, anzi propongono, come abbiamo precedentemente spiegato una ideologia, di conseguenza trattasi di un apparente postmodernismo dietro il quale si nasconde un lucido intervento razionale che piega,quasi violentandolo, il significante al significato, andando oltre lo stesso correlativo oggettivo proposto da Eliot e poi da Montale , perch qui non trattasi di corrispondenza oggettiva e razionale di significato, come accade nellallegoria, ma di coinvolgimento totale dellelemento linguistico che viene vivisezionato per proporre integralmente lessenza ideologica di cui esso portatore. Ad accrescere la pregnanza semantica della silloge contribuisce anche il colore azzurro che distingue le parole chiave dellideologia peraltiana e la raffigurazione dellocchio e delle stelle che in ogni pagina ricordano al lettore lorigine e il fine, lumano e il divino, al bene e alla bellezza dei quali, ognuno pu aprirsi nella stagione dei sogni, ossia nella sognagione (Lalbero della visione,pag.7)



FRANCESCA LUZZIO

 Celestina Salemi - 20/12/2010 21:19:00 [ leggi altri commenti di Celestina Salemi » ]

Carissimo,
come sempre le tue poesie mi fanno entrare in un mondo incantato, ma altrettanto terrifico.
"Messia" si pu ritrovare nell’ultimo mio quadro "E’ NATO!".
Un abbraccio a tanti auguri, non tanto di un buon Natale, ma di una vita piena e serena.
Celeste

 Mariella Bettarini - 20/12/2010 20:17:00 [ leggi altri commenti di Mariella Bettarini » ]

Grazie per questo "dono" di parole, immagini, "piantagione" e "stagione" di sogni, tanto spirituali quanto terreni, di luce e d’ombra, mediante una poesia assai scandita e sonoramente "musicale", senza per eccessi (cos facili in poesia).
Non ho ancora letto del tutto approfonditamente (come sono usa fare, nella mia/nostra quasi cinquantennale abitudine alla lettura-su-carta), e tuttavia gi mi sono resa conto che si tratta di un testo poeticamente "visionario", come dev’essere.
Grazie, caro amico, dunque del cos natalizio dono, mentre molto mi ha coinvolto anche la nota introduttiva dell’amica Franca (Alaimo), del tutto illuminante.
Un grato augurio e saluto

 mazzarello - 19/12/2010 22:16:00 [ leggi altri commenti di mazzarello » ]

Poesie ricche d’immaginazione, potrebbero scriverle molti, la sinestesia prerogativa di pochi. Alla fine siamo nello sperimentalismo, e sono ancora meno quelli che lo praticano. L’impressione che si tratti di poesia positiva, come a dire: non siamo poi lontani dalla comprensione dei fenomeni, si tratta di affinare le percezioni e ordinare la materia. Secondo me Larecherche.it ’ricercata’ da neopositivisti talvolta sotto mentite spoglie, ovviamente mi ci metto anch’io. Vorrei destare la stessa simpatia che destano questi versi, che lasciano un senso di fiducia. Ci sono simpatici quelli nei quali abbiamo fiducia.

 Guglielmo Peralta - 19/12/2010 20:02:00 [ leggi altri commenti di Guglielmo Peralta » ]

(ad A. M. Bonfiglio) Per chi sempre in cammino e ha come guida la stella cometa della Poesia (che per me risponde al nome di soalt), la coerenza, come tu lasci intendere, fondamentale e sta nel non perdere di vista il punto di partenza, nell’ancorare le tappe del viaggio al "nucleo primigenio". E ci perch la meta il Principio irraggiungibile! Paradossalmente, Achille non raggiunge la tartaruga, e la freccia in volo verso il bersaglio, in realt, resta ferma. Cos il cammino del poeta. Egli resta immobile, sempre volto alla Prima Luce che lo ha folgorato, anche se i suoi passi sono ben visibili e lasciano orme riconoscibili fuori dalla terra dello spirito, da cui germinano le costellazioni. Cos, bont tua, pare che sia il mio cammino. E in questa tua "bont" io mi riconosco!

(a Giorgia Busca Gernetti)Gentilissima Giorgia, mi pare che, avendo accostato la mia Sognagione alla Divina Opera di Dante, almeno per quanto riguarda i quattro modi di lettura, abbia gi detto qualcosa di molto "degno". Scherzi a parte, attendo le sue mille pagine di critica, o su di l!... Ho esagerato un po’. So che una parola, una sola parola pu schiudere un universo! Un caro saluto.

 Giorgina Busca Gernetti - 19/12/2010 15:46:00 [ leggi altri commenti di Giorgina Busca Gernetti » ]

In questa mia prima lettura mi sono abbandonata al fascino della musicalit, delle immagini, dei "sogni".
Come per la "Divina Commedia" almeno quattro sono le letture.
Questa, allora, solo l’orma del mio passo leggero nella "Sognagione". Scriver presto qualcosa di pi degno.


 anna maria bonfiglio - 19/12/2010 14:51:00 [ leggi altri commenti di anna maria bonfiglio » ]

Caro Guglielmo, dirti che le poesie di Sognagione sono "belle" banale e riduttivo. Il tuo cammino stato fruttuoso, da una concettualit filosofica sei approdato ad una poesia che, pur mantenendo il nucleo primigenio, ha sviluppato una cifra musicale sostanziata da un "messaggio" umanistico e spirituale. La tua poesia ha un suo proprio codice, riconoscibile e tuo, e questo, a mio avviso, il vero risultato che conti per chi poeta. I miei pi affettuosi complimenti e auguri.

 Guglielmo Peralta - 19/12/2010 13:44:00 [ leggi altri commenti di Guglielmo Peralta » ]

(a Liliana Ugolini) Grazie Liliana per il tuo prezioso contributo. Hai accostato all’elemento religioso e mistico, presente e tangibile nel testo, la musicalit del Cantico ebraico, meno "udibile" e pi recondita. E’ questo un nuovo aspetto che si aggiunge ai tanti motivi che sono stati colti nella mia visione poetica espressa anche in "Soalt".

(a Loredana Savelli) Puntuale e gradito mi giunge il tuo commento. "Insegnare una percezione", pervenire a "un’esperienza di pulizia percettiva". Hai colto e tradotto molto bene il mio concetto di "imparare a sognare", perch il sogno la vista migliore. Ogni opera -come gi ho scritto- una visita ricevuta, un evento annunciato dall’angelo della Poesia e che per me equivale a una vocazione, a una chiamata. Ed una "rivelazione", qualcosa che anche a te si annunciato: una luce che apre gli occhi e c’invita, ci dispone a "godere dei suoi frutti"...

(a Maria Musik) ...Non ci dovrebbe essere alcuna perplessit a coltivare il frutto della Bellezza e nutrirsene. (Qualche perplessit l’ebbe, a giusta ragione, Adamo, perch c’era un alto divieto da infrangere). Certamente, una cosa lasciare dimorare la Bellezza dentro s stessi, un’altra cosa darle una dimora stabile nel mondo. Tuttavia, se ognuno pastore di s stesso, tutti allora siamo pastori della Bellezza...senza dover "cingere i fianchi" e pascere le idee altrui! Grazie per la tua nota che sollecita altre riflessioni.

 Maria Musik - 18/12/2010 23:55:00 [ leggi altri commenti di Maria Musik » ]

Un libro difficile, impegnativo.
Dovrei ri-leggerlo o, forse, per dirla con l’Autore puntare lo s-guardo ad est, per lasciare che mi abiti: la Parola ha bisogno di un corpo che la ospiti. E’ un invito che, in tutta sincerit, non so se mi sentir di accettare. Questo libro va ben oltre la richiesta al lettore di un plauso, le poesie non sono scritte perch le si dica "belle", destinate ad un piacere estetico ma invitano ad una conversione est-etica.
Ci vuole un intero cammino prima di poter affermare: "S, voglio mangiare il frutto di quest’albero". Al momento non sono pronta a cingere i fianchi e a tenere pronto il vincastro. Non so dove si possa trovare l’olio da mettere nella lampada.
Insomma, da un lato mi attrae dall’altro mi respinge.

 Liliana Ugolini - 18/12/2010 18:22:00 [ leggi altri commenti di Liliana Ugolini » ]

leggendo il suo libro subito ho notato la musicalit del Cantico ebraico in una raffinata dizione che trasporta.

La sua filosofia affascinante tanto da sfiorare lutopia del sogno che in effetti esiste ed reale. Le immagini che lei crea sono pittoricamente visibili.

E riuscito a trasmettere nel libro la sua immaginata "Sognagione" meta auspicata di religiosit e oltre. E nel cammino del Cantico dei Cantici che lamore si snoda nel testo dandoci una dimensione delloltre e della Bellezza.

Grazie infinite per questa lettura che nel pandemonio attuale stata acqua ristoratrice.


 Loredana Savelli - 18/12/2010 12:08:00 [ leggi altri commenti di Loredana Savelli » ]

Queste poesie sembrano insegnare una percezione: operazione difficilissima, ma resa possibile attraverso il linguaggio della poesia, in cui i termini sensibili, evidenziati con una grafica diversa, dimostrano la teoria retrostante, che anche unaspirazione etico-estetica, dunque un modo di essere e di sentire.
Il risultato affascinante: ho avuto davvero la sensazione di trovarmi davanti ad una rivelazione! Non uno spettacolo qualunque o una scena ordinaria ma lo spettacolo della vita nello scenario della realt ultraterrena. Ho provato a guardare ai simboli dellalbero, del pane, del vino, delle stelle, del giardino, (simboli gi di per s molto carichi) con unulteriore e nuova sfumatura percettiva e cognitiva.
Leggere queste poesie senzaltro anche unavventura della mente, oltre che unesperienza di pulizia percettiva. Sembra che sgorghino da un animo pacificato ma non ingenuo, un animo che ha effettuato numerose sottrazioni riguardo parti in-essenziali della realt. Con lo sguardo ripulito, la stessa realt risulta essere meno complessa e cupa di quanto possa sembrare ad occhi offuscati. Essa si evidenzia in modo disarmante agli occhi che sanno riceverne la luce e godere dei suoi frutti.
La visione soale del poeta, del poeta-viandante (e, credo di intuire, del poeta tout-court, secondo la filosofia di Guglielmo Peralta), senzaltro aperta alla speranza. In Dentro, fuori egli dice:
Ma sempreverde la notte
dal candido calice,
dove sbocciano le stelle
per incanto,
dove fiorisce lalbero
dal fertile respiro del vero.
Particolarmente rivelatrice la poesia Messia: come dice Franca Alaimo nella prefazione, la figura del poeta per molti aspetti si pu sovrapporre a quella del Cristo, senza timore di eresia, perch il poeta comunque appartiene al mondo, a quella parte di mondo meno visibile, o, se si vuole, pi visibile sul piano spirituale. Di conseguenza il sogno molto pi concreto di quanto non si possa pensare: un progetto di vita, una missione.

Quanto ho colto stato molto meglio illustrato dallautore nella sua post-fazione.
Mi complimento con Guglielmo e lo ringrazio per il suo contributo. Molto appropriato ai tempi!

 Guglielmo Peralta - 18/12/2010 07:02:00 [ leggi altri commenti di Guglielmo Peralta » ]

Desidero ringraziare anticipatamente ed esprimere la mia gratitudine a quanti lasceranno qui traccia della loro cortese visita a questa mia piantagione di poesie e disegni. Ogni opera una visita ricevuta, e attende, a sua volta, di essere visitata. Perci questo mio liber si offre in dono e chiede di essere ricambiato, libera-mente, col dono di un commento, indipendentemente dallaccoglienza che gli sar riservata. Grazie anche a chi ne prender soltanto visione. Anche in questo caso, la visita sar comunque gradita, perch lopera non passer certamente inosservata! Un ringraziamento particolare rivolgo a Roberto Maggiani e a Giuliano Brenna per limpegno e la professionalit con cui curano gli E-book. Va loro riconosciuto lo spirito proustiano con cui animano questo sito, che per gli innamorati della poesia (siano essi poeti o semplici lettori) equivale a una vera e propria ricerca su campo. Infine, un caro saluto e ancora un grazie a Franca Alaimo per la sua preziosa e illuminante prefazione: una ben tornita chiave di lettura che consente di accedere al testo in maniera pi agevole.

Guglielmo Peralta