Pubblicato il 01/10/2024 16:35:57
INTERVISTA A CASSANDRA Da un libro di Christa Wolf E/O edit. 1983
Tremila anni ecco dove accadde. Lei stata qui. Questi leoni di pietra, ora senza testa, lhanno fissata. Questa fortezza (Micene), una volta inespugnabile - cumulo di pietre ora - fu lultima cosa che vide. Nessuno la credette allora, nessuno le avrebbe creduto mito nella leggenda, intessuto nella tela dei secoli:
Tremila anni - cos il verdetto del dio si mostr duraturo: nessuno le avrebbe creduto mai per leternit:
Nessuno le crede ancora sebbene il suo fantasma si aggiri ancora come altre volte (quante) nel passato, sui guasti della guerra: Troia come Micene, Varsavia come Beirut, Afganistan come Birmania, come quante altre? Un nemico da tempo dimenticato e i secoli, il sole, la pioggia, il vento, lhanno spianate. Immutato rimasto il cielo, un blocco dazzurro intenso, alto, distante.
Vicine, oggi come ieri, le mura ciclopiche che orientano il cammino: verso la porta dal cui fondo non fiotta pi sangue. Nelle tenebre. Nel macello. E sola.:
Cassandra! la cui voce ha fatto tremare un tempo le mura di Troia, sfuggita al destino mitico che la teneva imbrigliata, tra noi, nelle pagine di un libro audace, almeno quanto i personaggi della tragedia eschilea a sciogliere furtivamente i nodi della verit occultata per cos lungo tempo. Quella verit che non appartiene alla storia, ma vissuta interiormente dal personaggio che reclama di diritto di entrarne a far parte da protagonista. Un personaggio di secondo piano, una comparsa si direbbe in gergo teatrale: che viene inavvedutamente alla ribalta e che improvvisa una parte non assegnatale. Ma che si riscatta infine per essere rimasta nella penna dei suoi autori, come nel pensiero di quellApollo che le aveva conferito il dono della veggenza, e il cui verdetto risuon come un anatema nelleco dei secoli.
Lei, Cassandra la cui figura mitica, di eroina vigorosa e temibile, improvvisamente proiettata nel presente dalla scrittura di Christa Wolf, che nelle pagine del libro recupera la sua anima inquieta, il suo sguardo, la sua voce di sacerdotessa per darci il racconto della liberazione femminile e del bisogno di pace universali.
Voglio pregarvi di seguirmi in un viaggio scrive Christa Wolf riferendosi a un viaggio fatto in Grecia ma anche alle vie percorse, dopo che Cassandra ..ha preso possesso di lei.:
La vidi subito. Lei, la prigioniera, mi imprigion, lei, oggetto essa stessa di fini che le erano estranei, si impadron di me. Lincanto ebbe subito effetto. Credetti a ogni sua parola. Provare una fiducia incondizionata era ancora possibile. Tremila anni-dissolti Mi sembr degna di fede mi parve che in questo dramma, forse lunica a conoscere se stessa. Iniziamo a seguirla tra le rovine delle citt greche, nella discussione delle teorie degli archeologi, attraverso la ricostruzione della storia dei miti, sulle tracce di una societ (forse) matriarcale, (forse) pacifica, alla ricerca di un passato mitico: Cassandra ... la veggente figlia di Ecuba e Priamo attende la morte nella fortezza di Micene. Agamennone, il vincitore che lha condotta con s da Troia distrutta, ha gi varcato la soglia oltre cui morir per mano di Clitennestra, sua sposa. Da questo punto la narrazione scivola allindietro, lungo i dieci anni della guerra di Troia, fino alla sua fanciullezza. Nellarco di un tramonto nel cielo arrossato di Micene, la principessa troiana ripensa al cielo fiammante di Troia in rovina e subito le tornano alla memoria la traversata dellEgeo in tempesta, larrivo a Troia delle Amazzoni, gli orribili delitti di Achille la bestia, la rottura con il padre Priamo, accecato dal meccanismo inarrestabile della guerra
Ma Christ Wolf scrive Anita Raja che ha curato la traduzione delle sue opere in italiano e la colta introduzione al testo non si consola con lidealizzazione di condizioni sociali primitive, illusoria e pericolosa concessione allirrazionalismo. Prosegue esplorando le vie del gelido pensiero maschile - in contrasto con la vita nelle comunit femminili sulle rive dello Scamandro e lo stesso amore di Cassandra per Enea come anche quello per il patriarcato, fino agli esiti ultimi della perdita di senso della letteratura, della feticizzazione, della minaccia atomica:
Che cosa pu fare Cassandra, (come ogni donna), schernita, inascoltata, dichiarata fuori della norma, in questo territorio maschile dove domina unestetica inventata per proteggersi dalla realt? Pu parlare, scrivere, non pi storie di eroi, di guerra e di assassini, ma forse, dare concretamente un nome alla preziosa vita quotidiana, trovare parole adeguate per ci che ci riservano gli anonimi tecnici della pianificazione nucleare, oppure raccontare la lotta delle donne e degli uomini per diventare soggetti l'uno dell'altro (?).
Scrive Christa Wolf: Senza sapere ci che cercavo, e solo perch sarebbe stato imperdonabile lasciarsi sfuggire quelloccasione, volli partire per la Grecia. Sui moduli scrissi turismo a motivo del viaggio, tacqui a tutti, anche a me stessa ho pi simulato che provato unattesa gioiosa e mi sono attenuta soprattutto a una disposizione ironica cercando con lanima la terra dei greci, col pretesto di voler assaporare impressioni non mediate mi sono solo scarsamente provvista di informazioni il caso avrebbe governato il viaggio, un sovrano dispotico, imprevedibile, che difficile capire, complicato ingannare, impossibile dominare.
Ed ecco che dalle pagine toccanti del libro, sgorga quel canto che fa dellautrice una poetessa generosa che pochi conoscono e che si dona a piene mani:
Quando stetti per lultima volta sulle mura (di Troia) a contemplar la luce insieme a Enea Ho evitato di pensarci fino ad ora. E ora viene la luce. Enea, che non aveva mai esercitato pressioni su di me, che mi aveva sempre accettata per quello che ero, che non aveva mai voluto piegarmi o mutarmi in alcunch, insistette perch andassi con lui, giunse al punto di ordinarmelo. Era insensato gettarsi in una rovina che non si poteva pi arrestare. Dovevo prendere i nostri figli disse: i nostri figli! - e lasciare la citt. Era gi pronta a questo scopo una piccola schiera di troiani, e non dei peggiori, con le provviste e le armi necessarie e decisi ad aprirsi un varco. A fondare da qualche parte una nuova Troia. A ricominciare daccapo Tu mi fraintendi, dissi esitando. Non per Troia che devo rimanere. Troia non ha bisogno di me. Ma per noi. Per te e per me.
E cos questo se non un parlare damore, di quella poesia che all'amore suggerisce parole incancellabili, che sovrasta ogni cosa, ogni azione della nostra vita (?). Cassandra ... come Medea (altra eroina del mito per Christa Wolf), sono in primis donne che amano, carnali e umane, entrate di forza a far parte di quellamore superiore che pur regna incontrastato e che ancora fa girare il mondo. Lo dimostrano i passi che seguono:
Era chiaro a tutti i sopravvissuti, i nuovi padroni (gli Achei) avrebbero imposto la loro legge. La terra non era grande abbastanza per sottrarsi a loro. Tu, Enea, non avesti scelta: dovevi strappare alla morte qualche centinaia duomini. Eri il loro capo. Ma presto, molto presto saresti diventato un eroe. S! Hai esclamato. E allora? - Vidi nei tuoi occhi che mi avevi compresa. Non posso amare un eroe. Non voglio vivere la tua trasformazione in un monumento. Caro. Non hai detto che questo non ti succeder. O, che potrei evitartelo. Contro unepoca che ha bisogno di eroi non c nulla da fare, lo sapevi bene quanto me. Hai gettato in mare lanello a serpente. Dovevi andare lontano, molto lontano, e non sapevi che cosa sarebbe accaduto. Io resto. Il dolore ci ricorder di noi. Grazie adesso, dopo, se ci rincontreremo, e qualora un dopo esista, potremo riconoscerci.
Dunque la luce si spense si spegne:
Oh, lumano destino, se felice, a unombra assomiglia; se sciagurato passandogli sopra, lumida spugna lo cancella! E pi dogni altra cosa, questo spegnersi mi fa male.
Il caso quindi, sostanza volatile, senza cui non nasce racconto che voglia sembrare naturale, eppure cos difficile da catturare. E allora:
Va Cassandra! Entra. Lascia questo carro, sottomettiti al giogo!
Ancor prima che Cassandra apra la bocca per parlare, noi lettori gi sappiamo che la guerra di Troia finita. Agamennone, il re che ha guidato gli Achei per dieci lunghissimi anni fa ritorno a Micene, atteso da sua moglie Clitennestra e dai suoi vegliardi che erano restati. Egli arriva, accanto a lui siede sul carro di trionfo Cassandra, la troiana, figlia del re Priamo, che morto, come sono morti tutti i suoi fratelli e la maggior parte delle sue sorelle. Troia distrutta, e lei tutto questo laveva predetto, restando inascoltata i suoi compatrioti non le hanno creduto:
..ho immediatamente subodorato la maledizione che pende sulla casa degli Atridi dir.
Ora si permette di predire agli stranieri che lattorniano che il loro re, appena invitato dalla moglie Clitennestra ad entrare nella rocca, calcando il tappeto di porpora steso al vincitore, e proprio da questa verr assassinato Cassandra non accoglie il pur nobile invito di lei a prendere parte al sacrificio che si prepara allinterno:
E sola, (dir) con questo racconto vado nella morte!
Ma che vuole, essere immortale, Lei che una donna? si domanda lautrice. E ancora, di seguito: Di cosa oscuramente si ricorda Eschilo quando crea donne come questa? Chi vorrebbe che Omero sparisse o addirittura riapparisse in veste di storiografo fedele alla realt? Quanti anni aveva Cassandra quando mor? Trenta? Trentacinque? Conobbe la sensazione di essere sopravvissuta a molte, troppe cose?
Quante, troppe domande che pretendono una qualche risposta. quand'ecco una ne arriva:
Era una cosa nuova per me domandarmi non vogliamo assolutamente sapere il male che ci aspetta. Non solo i vincitori, anche le vittime sono salite sullAcropoli. Luomo e la bestia. Anche per gli di cos. Colui che viene prima, colei che viene prima, sempre anche la vittima di chi viene dopo.
Ecco dove accadde. Questi leoni di pietra (sulla porta dingresso di Micene) lhanno fissata. Al mutar della luce paiono animarsi
Tremila anni che non sono mai passati, che non possono essere passati invano.
Note: Un particolare ringraziamento va a Elisa Ferri delle edizioni E/o, per la sua disponibilit di imprenditrice e ispiratrice di questa trasmissione radiofonica; ad Anita Raja che ha saputo mettere nelle parole un cos alto senso musicale e, ovviamente a Christa Wolf (a ricordo del suo forte impegno sociale) e per averci lasciato opere memorabili come Cassandra e Premesse a Cassandra edizioni E/o 1983.
Opere di Christa Wolf tradotte in italiano. 1960 - Pini e sabbia dal Branderburgo 1968 - Riflessioni su Christa T. 1974 - Sotto i tigli 1975 - Il cielo diviso 1976 - Trama d'infanzia 1979 - Nessun luogo. Da nessuna parte 1983 - Cassandra 1983 - Premesse a Cassandra 1987 - Guasto 1989 - Recita estiva 1992 - Nel cuore dell'Europa 1994 - Congedo dai fantasmi 1996 - Medea. Voci 1999 - L'altra Medea 2002 - In carne e ossa 2003 - Un giorno all'anno. 1960-2000 2005 - Con uno sguardo diverso 2009 - Che cosa resta
Soprattutto dopo la riunificazione tedesca le opere di Christa Wolf hanno dato luogo a molte controversie. La critica della Germania occidentale rinfaccia alla scrittrice di non aver mai criticato l'autoritarismo del regime comunista della Germania orientale (cos, per es., Frank Schirrmacher). Altri hanno parlato di opere intrise di "moralismo". I suoi difensori hanno invece riconosciuto il ruolo svolto dalla scrittrice nel far emergere una voce letteraria della Germania orientale. Con la sua monografia sui primi romanzi di Christa Wolf, e con successivi saggi su quelli pi tardi, Fausto Cercignani ha contribuito a promuovere la consapevolezza della vera essenza della produzione narrativa della scrittrice, a prescindere dalle sue vicende politiche e personali. Lenfasi posta da Cercignani sulleroismo delle protagoniste create da Christa Wolf ha favorito la nascita di altri studi sugli aspetti puramente letterari di questi romanzi.
Hanno scritto di lei: A. Chiarloni, Christa Wolf. Le forme della dissidenza contenuto in Le dissenzienti. Narrazioni e soggetti letterari, a cura di C. Bracchi, Lecce, 2007, pp.103-120.
Addio a Christa Wolf, scrittrice del dissenso. Corriere della Sera, 1 dicembre 2011. URL consultato in data 1 dicembre 2011.
Dal web - ilsussidiario.net sez. cultura. Int. Franz Haas - venerd 2 dicembre 2011 Si spenta ieri a Berlino la scrittrice tedesca Christa Wolf. Una vita trascorsa sotto i regimi totalitari: prima il giogo nazionalsocialista della Germania di Hitler, e poi il comunismo della Repubblica democratica tedesca, che Wolf abbracci con convinzione in giovent, salvo poi prenderne le distanze nella seconda met della vita, senza per mai abbattere quel Muro che i seguaci di Marx e Lenin misero in piedi per proteggere la loro costruzione politica dalle cattive sirene del mondo libero. Christa Wolf nacque nellattuale Polonia nel 1929 - allora parte della Germania -, venne inquadrata nella giovent nazista, a ventanni scelse il blocco sovietico e si iscrisse al Partito socialista unificato di Germania. Germanista, critica letteraria, la sua prima opera letteraria di fama internazionale fu Il cielo diviso, uscita in Germania nel 1963, a due anni dalla costruzione di quel Muro di cui Christa Wolf prese le difese. Successivamente la sua ortodossia cominci a incrinarsi. Critic il regime, senza per mai abbandonare il socialismo. Dopo quello scorcio di novembre del 1989, che sanc la fine del blocco orientale e cambi la storia europea, denunci da posizioni socialiste la crisi delloccidente.
La notizia della morte stata diffusa ieri da Der Spiegel. Faccio una cauta difesa di Christa Wolf dice a IlSussidiario.net Franz Haas, germanista, docente nellUniversit statale di Milano: Sicuramente andrebbe assolta dallaccusa di esser considerata una scrittrice di regime. Si potrebbe dedurre da alcune opere, vero, ma la sua produzione nellinsieme non lo giustifica. Resta in ogni caso la scrittrice pi rappresentativa della Germania comunista.
Come cambia la personalit di Christa Wolf nellarco di tempo che va dalla sua prima produzione letteraria al crollo del Muro? Mentre nel primo periodo della sua attivit, che comincia nei tardi anni cinquanta con Moskauer Novelle, Wolf ancora completamente schierata dalla parte del regime comunista e in linea con il partito, successivamente ne prende le distanze, ma rimanendo allinterno dellorizzonte ideologico della Ddr. Wolf divenne critica nei confronti del regime fino alla soglia del punto di rottura, ma senza spingersi oltre: se avesse fatto un passo in pi, sarebbe stata cacciata o messa in prigione, come stato per tanti altri.
In che modo il rapporto con il potere ha influenzato le sue opere? Si tratta di un condizionamento presente e innegabile, ma che si evolve nel tempo. Lei stessa rinnegher molti scritti del periodo giovanile, rimproverandosi di essere stata troppo credente in quella chiesa che era il comunismo.
Una delle sue opere pi note Il cielo diviso, tradotto in italiano nel 1975. S, forse lopera pi nota. una storia damore in cui la protagonista, fedele al regime, vuole rimanere a Berlino est, mentre lui va allovest e per questo impersona la figura negativa, colui che tradisce la patria. Non molto noto che questo libro la risposta al romanzo di un altro scrittore tedesco orientale dellepoca, Uwe Johnson, che nel 1959 pubblica Congetture su Jakob, in cui la situazione invertita: c una coppia di amanti in cui la ragazza va in occidente e il giovane, invece, rimane. Johnson, non potendo pubblicare il romanzo in Germania est, lo fece uscire in Germania ovest ma questo gli cost labbandono della patria. Wolf replic a Johnson con una cauta difesa del regime comunista.
Il 1989 cambi qualcosa nella posizione di Wolf? Rimase traumatizzata dagli attacchi che le vennero rivolti nel 1993, quando si seppe che era stata una collaboratrice informale della polizia segreta. Scrisse anche un libro di saggi in cui si difendeva, e tutte le sue opere da allora sono state la trasfigurazione letteraria di problemi politici tipici delle dittature. Critic il totalitarismo, ma nel paradosso di unautodifesa della sua appartenenza ideologica. Certamente non rimasta la comunista credente che era allinizio degli anni sessanta.
Che dire delle sue opere dal punto di vista letterario? Molte opere valgono ancora. Il cielo diviso non una grande opera letteraria, ma un ottimo documento in grado di far rivivere al lettore latmosfera di quel periodo, in Germania e nel blocco comunista. Sono di rango superiore le successive Cassandra e Medea.
Perch il ricorso a queste figure mitologiche? Per poter parlare apertamente di cose di cui non avrebbe potuto parlare. Allora cerano due grandi movimenti, quello pacifista e quello femminista. Siamo nei primi anni ottanta, al culmine della guerra fredda tra est e ovest, Cassandra li ammonisce entrambi e dice cose che senza travestimento mitologico non avrebbe potuto dire. Allepoca di Cassandra, nel 1983, la Wolf aveva gi preso le distanze dal regime.
Se Il cielo diviso non unopera darte, allora quali sono i lavori di Christa Wolf che vale senzaltro la pena di leggere? Molto pi validi del Il Cielo diviso sono Trama dinfanzia, del 1976, e il precedente Riflessioni su Christa T., del 1968, due opere pi o meno autobiografiche nelle quali la Wolf riflette sulla sua infanzia sotto il nazionalsocialismo e sulla sua giovent sotto il comunismo. Queste sono opere darte certamente avanzate, oltre a Cassandra e a Medea.
Il suo consiglio al lettore italiano? Se disposto ad affrontare una scrittura particolarmente ostica, suggerisco le Riflessioni su Christa T. Dico ostica perch siamo nel 1968, in un periodo in cui la letteratura tedesca molto gioca sullo sperimentalismo, utilizza una prosa riflessiva, contorta, difficile, con continui salti avanti e indietro nel tempo. Pi abbordabile, invece, Cassandra. (Trad. Federico Ferra).
« indietro |
stampa |
invia ad un amico »
# 0 commenti: Leggi |
Commenta » |
commenta con il testo a fronte »
I testi, le immagini o i video pubblicati in questa pagina, laddove non facciano parte dei contenuti o del layout grafico gestiti direttamente da LaRecherche.it, sono da considerarsi pubblicati direttamente dall'autore Giorgio Mancinelli, dunque senza un filtro diretto della Redazione, che comunque esercita un controllo, ma qualcosa puó sfuggire, pertanto, qualora si ravvisassero attribuzioni non corrette di Opere o violazioni del diritto d'autore si invita a contattare direttamente la Redazione a questa e-mail: redazione@larecherche.it, indicando chiaramente la questione e riportando il collegamento a questa medesima pagina. Si ringrazia per la collaborazione.
|