Pubblicato il 03/11/2008 21:20:23
(2-11-1975 / 2-11-2008. In ricordo di Pier Paolo Pasolini.)
Mezzanotte a stento passata; laria fredda, il vento soffia sul tuo corpo ancora ardente di sangue. Ti sono vicino, da sempre; anche ora che la tua macchina appena scappata e che qui nel buio sei solo. Luna, le due. La brezza fredda del mare ti asciuga sugli abiti il sangue, incrosta il tuo volto devastato, le labbra che poco prima hanno urlato la madre. Tutto fermo: non sento nemmeno le onde del mare vicino; neppure pi il battito di cuori in tumulto, di chi ha visto e sentito e non parler, n ora, n mai. Le tre, poi le quattro, le cinque. Ho in grembo la tua povera testa, accarezzo intrisi i radi capelli, chiudo, lento, locchio sconvolto; con gesto veloce riaccosto i lembi dei tuoi pantaloni che altri hanno, impudicamente, slacciato. Sono qui a vegliare il tuo corpo, mentre tu sei, spero, chiss dove. Gi, chiss dove Le sei. Non arriva nessuno nellalba, calcinata, del triste giorno festivo: no, anzi, una donna, una piccola donna, ancora lontana. Fra poco inizier limmonda commedia. Paolo, unultima carezza veloce sulla bocca che pi non grida, ma , nemmeno, ahim, parler. Me ne vado, scompaio su, in alto. Stavolta, per sempre.
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