Pubblicato il 05/12/2007
Cos lamore? E una domanda un po idiota, ma che tutti, ad un certo punto della loro
misera esistenza, si fanno.Fin dallantichit questo folle sentimento stato fatto oggetto
di numerose tragedie, trattati, canzoni, studi psicologici;in televisione appaiono sempre
pi spesso, i famosi esperti dellamore, per non parlare di quante persone, ormai allo
strenuo delle forze, si rivolgono ai maghi. Manuel anche si chiesto qual la natura dellamore e di quali elementi costituito.La
sua idea che si pu arrivare ad una definizione di amore solo dopo aver vissuto numerose
esperienze,attraverso un processo induttivo. Manuel figlio unico e la sua compagna di giovent stata la televisione;la sua
educazione deriva, non solo da ci che i suoi genitori dicevano, ma anche dai messaggi e
gli slogan che il Manuel bambino apprendeva dal tubo catodico.La televisione gli diceva
come e cosa mangiare, come dormire, cosa dire, come vestire e come far lamore , anche se,
per questultimo affare, quel fanciullo doveva ancora aspettare, ma intanto imparava da
quel signore della televisione, come usare il preservativo, qual la posizione ideale ma
soprattutto come far godere la donna. I filmacci americani anni ottanta, quelli che parlavano di spiagge,di associazioni
universitarie, interpretati da attori che negli anni novantaa erano considerati
attoriimpegnati contenevano un vademecum importante da questo punto di vista; lidea era
quella di godere il pi possibile come il marchese de Sade, come i personaggi di
Miller.Vedeva il petto delle sue amiche crescrere sempre di pi e i suoi ormoni,soprattutto
nellora di educazione fisica, impazzivano.Il suo sguardo fissava i seni di Mary,la pi
prorompente della classe, e ,mentre lei correva, la sua testa andava su e gi per seguire i
movimenti di quelle dune fissate sul petto dell amica e giorno dopo giorno, scopriva una
nuova sensazione:il desiderio di vederla nuda, di toccare le sue sinuosit. Manuel,per attenuare quegli istinti animali,andava molto spesso al cinema con un suo amico:
Morgan.La cosa bella di quella coppia che si completavano in quanto erano ai poli
opposti: Morgan era uomo della sinistra giovanile, assiduo bevitorre, sostenitore della
legalizzazione della droga leggera; Manuel era considerato un po troppo serio per la sua
et: non beveva e non fumava. Morgan pass alla storia come lunica persona che riusc a far ubriacare Manuel, impresa
difficile come far recitare unAve Maria ad un talebano.Il fattaccio si comp a Capodanno. Il ragazzo ha sempre sofferto di quasi disturbo mentale: quando c un giorno di festa lui
diventa triste ed infelice; forse fu questo che lo port a proferire queste parole:
Morgan, stasera sei il mio mentore, a tavola mettiti vicino a me e rendimi felice.Quel
rendimi felice stava a significare che doveva essere spronato dallamico a bere bevande a
lui non troppo familiari.A Morgan non sembrava vero; molte volte aveva provato a portate
lamico sulla cattiva strada, soprattutto per scioglierlo un po, poich Manuel era sempre
timido, ma non riusc mai in quella impresa; quindi, senza chiedere nulla, si sedette
vicino a lui e gli riemp il bicchiere ogni volta che Manuel lo svuotava; in questo modo,
in un lasso di tempo di due ore, il novizio bevitore entr, almeno per una sera, nel tunnel
dellalcool.Alla fine della serata collass. Il giorno dopo non riusciva a ricordare nulla,
ma dalle testimonianze pot ricostruire la serata: nel momento pi allegro, Manuel ball
sui tavoli e diede fastidio a tutte le donne presenti, soprattutto con abbracci molto
stretti, baci appassionati ed alcune volte con battute non sempre felici che avevano tutto
uno sfondo sessuale.Prima di collassare,riusc anche ad imbrattare la casa della ragazza
con il suo vomito, lasciando tracce di ci che aveva mangiato dalla sala da pranzo fino al
bagno. Morgan era iscritto allUniversit e, come Manuel, aveva deciso di rimanere ad Arcadia, la
loro citt natale. Questa graziosa citt, nata dalle ceneri di un centro abitato medioevale, con un passato
storico di cui essere fieri ma di cui si perso il significato nel corso degli anni.Le
uniche testimonianze sono date da alcuni studiosi, che non vogliono affrontare la realt di
una zona che non ha pi niente a che fare con lo splendore tramandatoci dagli antichi
scrittori.Il presente si basa soprattutto su una depressione economica che far diventare
quella terra, lAlbania dItalia. Manuel, ad Arcadia era nato e vissuto e l si erano verificati tutti gli eventi che avevano
condizionato la sua vita; quindi faceva fatica a pensare ad un futuro prossimo lontano da
quella citt: non riusciva a pensare ad un futuro senza la propria famiglia e i suoi
amici.Questi ultimi avevano unidea dellamore che Manuel fece sua:lamore non
esiste,esiste il sesso e pi se ne fa e meglio . Manuel comunque chiedeva sempre un consiglio a Morgan anche su questo argomento: Senti, ma
tu credi che cos bisogna tratterle le ragazze?come sacchetti usa e getta?Ogni mezzo
buono per una sana scopata?Come se fosse un machiavellico gioco?Io non ho avuto alcun
rapporto fin dora, al contrario tuo, quindi suppongo che tu possa dirmi qualosa in pi. guarda, io non posso dirti come comportarti con il gentil sesso, ma io cerco di non farmi
coinvolgere mai nelle storie ,perch la verit che il sesso debole siamo noi.Gli uomini
sono bravi solo a parole, ma nei fatti sono le donne che comandano, che ci fanno soffrire e
che fanno il bello e il cattivo tempo.Io cerco di usarle solo ai fini sessuali anche perch
non ho ancora trovato la donna che mi faccia girare la testa. Era una serata umida e fredda e quindi non era possibile continuare quella interessante
conversazione; anche i cani che giravano la citt sentivano freddo e Manuel, vedendoli,
sperava di non diventare mai,un giorno cos:in giro da solo, nelloscurit della
notte;sperava di poter almeno condividere la solitudine con qualcuno. Gi dalla nascita il nostro protagonista aveva fornito prova di quelle che erano le sue
peculiarit: era un bambino silenzioso, timido e calmo.Essenso figlio unico i suoi genitori
riversarono su di lui tutte le attenzioni possibili e immaginabili, rendendolo un moccioso
alquanto viziato.Una volta divenuto pi grande Manuel matur anche dal punto intellettuale
ed ogni giorno che passava ringraziava Dio di avergli fatto la grazia di avere ricevuto due
genitori di quella qualit; nonostante i problemi economici,mamma e pap facevano i salti
mortali per assicurare al loro figlio tutto quelllo che erano in grado di offrirgli.Il loro
amore per non era rappresentato solo da regali materiali, ma Manuel apprezzava anche il
fatto che i suoi genitori si emozionavano, si commuovevano senza nascondere nulla al loro
figlio.Fino ad un certo punto quellamore gli sembrava potesse bastare ma non sarebbe stato
cos tra un po. Manuel non era il ragazzo migliore del mondo giacch la miopia, le allergie, la calvizia
incalzante, la smemoratezza lo resero un giovane insicuro e timido.I suoi difetti lo
facevano apparire davanti agli altri come un debole ed anche le donne non lo trattavano
granch bene; tutto questo faceva del nostro amico luomo pi infelice di questa
terra:provava a reagire ma non ne aveva la forza.Sognava di diventare, un giorno, un uomo
potente con i soldi,tanti soldi con i quali, non solo avrebbe aiutato i suoi genitori verso
i quali era devoto,ma avrebbe potuto anche vendicarsi con chi lo prendeva in giro per la
perdita dei capelli, per la pesante miopia che lo affliggeva, per essere ancora vergine,
per non riusci mai, se non per grazia di Dio,ad eseguire due palleggi di fila col pallone
da calcio. Nella sua mente, Manuel era anche un grande amatore: simmaginava come un moderno casanova
che, con un solo gesto, con ununca parola sussurata riusciva ad ammaliare ogni donna. Questo succedeva solo nei suoi sogni perch la realt era composta di molti rospi da
ingoiare: era una pecorella senza gregge, un Dante senza il suo Vate. Il sabato sera cominciava ade essere non giorno di svago, ma un brutto momento passato non
con una ragazza ma con i suoi amici di sempre a parlare di calcio: Morgan, Mark, Andrea,
Alex.Queste discussioni erano aperte a tutti, anzi era il modo migliore per conoscere
qualcuno naturalmente solo di sesso maschile!Intervenivano il gestore del pub dove di
solito si riunivano, lubricone di turno: insomma gente di tutte le et. Non era mai riusciuto a corteggiare una ragazza e, le poche volte che si esponeva ,si
sentiva rispondere comera bella la loro amicizia e che una relazione pi stretta sarebbe
stata deleteria. Questo discorsetto Manuel lha sempre odiato poich rappresentava la massima ipocrisia
femmile: non bello avere una persona accanto che, oltre che amante, ti pure amico?che
cos un amante?un soggetto muto?che respira?
Manuel ebbe la sua prima ragazza quando lui frequentava il quarto ginnasio e lei era pi
piccola di un anno.In quel periodo il giovane in questione preferiva ancora la sala giochi
alle ragazze ma lei voleva conoscerlo a tutti i costi; per eliminare le pressioni da pi
parti accett di mettersi con Giuliana(cos si chiamava) senza averci mai parlato prima. Poste queste premesse la relazione non poteva durare molto ed infatti non dur: fin per
mano di lei che si era stufata di stare con uno che non parlava.Quando unamica di lei gli
disse della decisione presa da Giuliana lui non si scompose pi di tanto,anzi, si lev un
peso dallo stomaco.Manuel per pensava sempre a Giuliana soprattutto alle notizie che gli
arrivavano: si diceva di lei che aveva il cuore in frantumi che non voleva pi uscire di
casa;sembra che lei si fosse innamorata di lui. Cosa volesse dire innamorarsi lo cap solo pi tardi. Nella sua mente permane tuttora il ricordo della gita di terza media:era seduto
nellautobus e tutto ad un tratto fu catturato da una visione celestiale.Un angelosotto
forma di una ragazza entr e si mise seduto alla poltrona davanti a quella di Manuel. Aveva i capelli castani, due smeraldi incastonati in un viso che presentava due dolci
fossette sulle guance.Classici furono le conseguenze che quella visione comport sul corpo
di Manuel:fiato corto,il cuore raddoppiava i suoi battiti e gli era difficile riuscire a
far uscire dalla sua bocca una frase compiuta.Lei, agli occhi di lui, era perfetta e questa
sua perfezione gli imped di cercare anche un banale approccio.La cosa buffa che al liceo
classico se la ritrov compagna di classee questa per Manuel, pi che una cosa
entusiasmante era una catastrofe: stava seduta nella stessa fila e lui dalle otto e trenta
di mattina fino alluna ed un quarto, facendo una breve pausa per la ricreazione, la
scrutava millimetro per millimetro, sapeva anche quali vestiti avesse a casa ed impar
anche a riconoscere i tipi di profumo usati; la contemplava come fosse una divinit ma la
sua timidezza lo frenava ed oltre ad un semplice saluto non riusciva ad andare avanti.Nella
sua testa vi erano tante parole che avrebbe voluto dirle, molte frasi ammucchiate da
sussurarle nel momento giusto, frasi che avevano un suo contenuto di coerenza sebbene
lamore per definizione illogico ed irrazionale: in qei pensieri il soggetto principale
era lei, Carmen, la sua venere. Passavano i giorni le settimane i mesi ed ogni giorno il rituale religioso si ripeteva e
pi tempo passava e pi si convinceva che quella ragazza doveva essere sua e pi il tempo
scorreva e pi riusciva ad accumulare la forza ed il coraggio per parlarci
seriamente.Manuel si convinse che quella situazione che gli provocava un senso di
infelicit e depressione non poteva continuare.Fu un momento fulmineo:si trovava con gli
amici allinterno della sala giochi e appena la vide da sola pensora o mia pi.And
verso Carmen e la salut e lei sorrise mostrando anche dei denti perfetti:davanti a quella
bellezza luio stava per svenire non riusciva a rendersi conto di quello che stava
facendo.Dalla sua bocca doveva uscire un verso di una canzone a luio molto caro e che
diceva sempre ogni volta che pensava a lei, ma al suo Cia o Manuel cosa c?Ti vedo come
.smarrito.Dimmi. Carmensenti.dunquelincertezza era palpabileGuarda sono impacciatovoglio dirti solo
una cosa.Ti voglio bene e sarei felice di essere il tuo ragazzo.Nonostante il vociare
allinterno della sala Manuel non riusciva a sentire nulla, solo un lungo silenzio, prima
di sentire la decisione, si sentiva come in gioco a premi prima di sentire se la sua
risposta era giusta. Ormai Manuel conosceva bene i tratti del viso Di Carmen e quella smorfia captata non era un
buon segno ed infatti la sua risposta fu un secco no denso di dispiacere ed imbarazzo. Senza dire nulla Manuel si gir dallaltra parte e torn dai suoi amici. Quando ad una persona vengono demolit le sue illusioni, perde gran parte di s:la sua
esistenza gli sembra vuota , non si riesce a trovare uno scpo per andare avanti.Nei giorni
seguenti rimuginava su ci che vaveva combinatoe nella sua mente vi erano sempre le stesse
domande:Ho sbagliato tutto.Lapproccio non era buono, ho fatto la figura dellimbecille.Se
potessi modoficherei il mio viso e riparterei da zero,ma in questo modo sarebbe come
arrendermi a quello che non sono non sentirmi libero.Avevo il diritto di fare quello che ho
fatto ma non sono riuscito a dilre cosa sento.Ora il problema che non so come comportarmi
in classe. La sua vita era distrutta ed anche i genitori lo vedevano diverso dal solito: taciturno,
non rideva come sempre. Manuel pensava di essere gi al punto peggiore della sua misera vita ma forse quello era
solo linizio. Carmen dopo pochi giorni si mise con Tito, non una persona qualunque ma proprio Tito!Questi
era un ragazzo che abitava vicino Manuel in una via adiacente dalla sua per la
precisione.Ogni anno si organizzavano partite di calcio tra i rappresentanti delle due vie
ma pi che partite, erano veri e propri scontri ,che in alcuni casi degeneravano in
rissa.Tra i pi rissosi cera questo ragazzo biondo col nasone, che di nome faceva Tito:era
lui che per primo accendeva la miccia, era lui che per primo insultava , era lui che il
primo si nascondeva dietro i compagni al momento di picchiare. Pensate come poteva sentirsi il nostro amico quando seppe della notizia: lamore della sua
vita insieme alla persona che incarnava di pi lodio; ogni volta che usci da casa per una
passeggiata se li ritrovava davanti agli occhi come se lo facessero apposta: per il corso,
in chiesa e naturalmente nella sala giochi principale della citt dove Manuel assistette ad
una scena tremenda; mentre stava giocando al Tetris sent una voce conosciuta che usciva da
dietro un videogioco:Non hai mai baciato nessuno?. No, disse lei. Non ti preoccupare amore, ci sono ioSar bello. Manuel sent tutto il discorso e, mosso dalla curiosit, si sporse per avere conferma di
quello che il cuore suo gli sussurrava: vide Carmen avvinghiata a lui e rimase come
pietrificato tanto che perse anche al Tetris dove stava sfiorando il suo record
personale.Successe, anzi, che appena Carmen stacc le labbra da quelle di Tito incontr lo
sguardo di Manuel; in quello sguardo che, nonostante le luci basse del locale, per Manuel
brillava di luce propria, il nostro amico lesse un senso di dispiacere.Lui non riusc a
rimanere un attimo di pi in quel posto soffocante e, dopo avere passeggiato un po,
ritorn a casa, mentre la luna rischiarava il buio nero della notte e la citt si preparava
al dolce riposo. Manuel era deluso, amareggiato, con un senso di vuoto che lo circondava;Carmen era
felice,lo si vedeva anche in classe dove non poteva contenere la sua contentezza anche in
presenza di Manuel il quale, naturalmente non gradiva;lei era diventata una delle ragazze
pi in vista della scuola, sia grazie alla sua bellezza sia perch stava insieme ad un
ragazzo che, in quella misera scuola, adorato da tutte per le sue doti amatorie e da tutti
perch rappresentava una figura carismatica allinterno della struttura scolastica. Manuel cercava in tutti in modi di dimenticare quella ragazzaa , ma non riusciva ad
odiarla:lui lamava profondamente come non aveva mai amato e come non avrebbe potuto amare
nessun altra donna; nella sua testa,quando andava a letto, quando andava al bagno, quando
si lavava, quando studiava, quando andava a giocare a calcio ununica e sola domanda
rimbombava al ritmo ossessionante della musica tecno:Che cosa aveva quel personaggio che
lui non aveva?Tito , dal punto di vista estetico non era un granch; il suo naso
prorompente, i suo capelli biondo platino la sua pelle martoriata dai brufoli, non lo
facevano apparire un modello.Tito sapeva per parlare alle donne, sapeva cosa dire loro,
quali corde toccarela sua arma per conquistare le ragazze era, quindi,il linguaggio. Manuel, da uomo pratico qual era, non possedeva quellarte oratoria al contrario di quel
ragazzo che aveva gli atteggiamenti e le movenze di un serpente ma ,sotto sotto, era un
verme;lui era uno sciupa femmine che considerava le donne come le lenti a contatto usa e
getta: doveva solo capire se la ragazza poteva durare un giorno, una settimana o un mese;
questa era la sua unica preoccupazione. Con la sua espressione, con un proprio sussurro riusciva ad eliminare le difese delle sue
vittime e quindi poteva colpire come fanno i cobra.Tutte le ragazze consideravano Carmen
una vincente, per Manuel lei era solo una vittima, una delle tante. Carmen non era perfetta, aveva i suoi difetti anche se Manuel non riusciva proprio a
vederli: nella realt quella dolce ragazza era soprattutto ingenua e superficiale ed i suoi
giudizi e il suo modo di comportarsi si basavano essenzialmente sullapparenza e non sulla
realt delle cose.Tito con lei ebbe vita facile, sapeva come trattarla e conosceva il modo
di approfittare di lei. Il ragazzo triste, cos era chiamato Manuel in quei giorni, sapeva che sarebbe arrivato il
momento in cui Tito avrebbe spezzato il cuore della sua amata e quindi promise a se stesso
che lavrebbe aspettata;intanto avrebbe pensato a curare il proprio fisico e la mente per
essere preparato a quel giorno. I giorni e i mesi passavano molto velocemente e il ragazzo triste si dimostr un perfetto
studente modello, districandosi in maniera egregia, tra compiti in classe ed
interrogazioni;scelse di andare in palestra per rinforzare il fisico, eliminare quel grasso
superfluo ed acquisire anche un po di sicurezza; cominciava ad interessarsi a cose a cui
prima non dava il minimo peso come la politica o larte.Carmen stava ancora con Tito ma lui
soffriva sempre meno una volta che scopr che c una vita anche senza la sua Carmen; aveva
deciso di non soffrire pi per una donna,lamore doveva scordarsi di lui; piano, piano, da
passionale qual era si trasform si trasform in sorta di pezzo di ghiaccio, nulla avrebbe
potuto scalfirlo , nessuno avrebbe potuto sconvolgere , di nuovo, la propria esiestenza.La
sua condotta divenne atarassica. Tra i nuovi interessi, un posto importante era dato alla musica sia consumatore, sia come
musicista, in particolare era interessato alla batteria; a 17 anni form il primo gruppo
che prendeva il nome dal cartone animato di Kiss me Licia. La scelta di essere un batterista non fu una scelta a caso: il percussionista, di solito,
sta nascosto dietro al cantante, al bassista, ai chitarristi, al massimo il tasterista
che lo affianca; le luci del palco sono poi indirizzati verso sempre la figura carismatica
del gruppo per cui si crea leffetto in base al quale il batterista non vede il pubblico ed
il pubblico non vede lui. In citt vi era un solo negozio che vendeva strumenti che, di nome faceva Marco e di
cognomenon si mai saputo!la sua vita era coperta dal mistero, ma si vociferava,
nellambiente musicale, che la sua esistenza sia stata costellata da molti episodi: era un
ex sessantottino, inoltre si sosteneva che fosse stato per lungo tempo un drogato e che,
dalloblio, riusc a strapparlo solo un suo presunto socio di cui non si mai saputo
nulla. Questuomo aveva essenzialmente due caratteristiche: la prima era la parlantina senza
fine;una volta entrati nel suo negozio era difficile uscire per unora decente poich
luomo aveva una capacit oratoria fuori dal comune; riusciva a portare un discorso dove
voleva lui partendo da premesse impensabili. Manuel conserva ancora il ricordo del primo incontro:Scusi, mi pu dare un paio di
bacchette nuove?. Marco trovava tutti i modi per rinvangare la propria vita passata poich ormai non viveva
pi nel presente, confinato dalla mattina alla sera il quel negozietto, per paura di
cominciare a farsi nuovamente, e, quindi per fuggire la realt, faceva rivivere nella testa
i ricordi di giovent. Mi ricordo quando, da ragazzo, prendevo due pentole e ci suonavo su, queste furono le
prime parole che uscirono dalla faccia scavata di Marco,Ma cosa volevi?. Guarda, mi servono solo un paio di bacchette e vado via. Ho capitodue bacchettema hai visto che chitarre ci sono qui?Hai visto questa
Gibson?Questaltra la stessa che usa Petrucci, il chitarrista di quel gruppocome si
chiama?Ah, i Dream Theater!Fumi?. Manuel cominciava a dare segni di impazienza:Non fumo!Ho bisogno solo di un paio di misere
bacchette, magari anche economiche, se vuoi faccio da me:dimmi dove sono, le scelgo, vedo
il prezzo e te le pago. Marco disse: B se volevi le bacchette stanno l al primo scaffale a destra, ma, senti,
conosci un bravo bassista?. Il discorso dur a lungo,spaziando dalla musica alla politica contemporanea,essendo un
membro del famoso popolo di Seattle: Manuel entr nel negozio verso le dieci e trenta e ne
usc verso le dodici. La seconda caratteristica di quel commerciante, che , in parte compensava quella perdita di
tempo, era il suo meraviglioso senso per gli affari.A Marco,i soldi non interessavano e
molto spesso le cose le vendeva senza farsi pagare tutto il prezzo per intero ed, infatti,
poteva vantare molti crediti nei confronti della maggior parte di Arcadia.In altri casi
consigliava uno strumento con prezzo inferiore rispetto a quello scelto dal cliente.Di
tutto ci la moglie di Marco non poteva essere contenta ed per questo motivo che era
sempre pi presente al negozio, ed era lei quella predisposta a trattare il prezzo degli
strumenti; a causa di questattitudine, Marco era considerato un allocco prossimo al
fallimento, ma Manuel lo considerava un amante della musica fine a se stessa che cercava di
creare un qualcosa di nuovo ad Arcadia, di far nascere stimoli nuovi avvicinando i giovani
alla musica, attraverso qualunque mezzo, anche rimettendoci in fatto di soldi. Il nostro ragazzo triste era coinvolto in maniera totale nella musica, anzi cominci ad
avere le prime esperienze in radio come conduttore,ma non trascurava per nulla lo studio;
tutti lo vedvano pi sereno, i suoi compagni prima di tutti gli altri: per loro, Manuel
aveva dimenticato Carmen, ma non era cos. Lui lamava ancora, ma non sentiva pi il bisogno fisico di averla accanto; nei momenti poi
di sconforto, quando la fissava allinterno della classe e poteva pensare solo a ci che
aveva passato, bastava che chiudesse gli occhi;nel buio della sua mente poteva
immaginarsela accanto a lui e prenderla ogni qual volta lo desiderasse: questo gli bastava,
almeno per il momento. Gi da un po di tempo Manuel andava in palestra ed i risultati si vedevano: i bicipiti
erano scolpiti, gli addominali cominciavano a vedersi, la ciccia cominciava a scomparire;
il sudore versato a litri serv, tanto che una ragazza del liceo volle conoscerlo; queta
poteva essere una buonoccasione per dimenticare la sua prima delusione e far vedere che
anche lui con le donne ci sapeva fare. Ti osservavo da tanto tempo, ma non ho avuto mai il piacere di parlare con te; mi vergogno
molto sai. Lui non poteva immaginare che quella ragazza,stesse parlando proprio con lui; non era
neanche brutta!Manuel si accorse immediatamente dellimbarazzo provato da lei ed allora la
rincuor:Non c bisogno che ti agiti tantocominciamo dalle cose principaliil tuo
nome!. Cristina, rispose lei. Cristina? Uhm, mi piace!, naturalmente lo disse per farla stare a suo agio e continu,
Devo assicurarti del fatto che sono piacevolmente contento di conoscerti anche se mi
sembra strano, non molte donne fanno la coda per conoscermi!. Lei allora si dichiar:Tu non mi hai mai notata, ma io sono amica di Manuela, usciamo
sempre insieme; la prima volta di ho visto quando siamo andati tutti al cinema a vedere il
silenzio degli innocenti- e tu stavi vicino a me e non fu per caso.Guarda, io sono molto
timida.. Manuel non riusciva a parlare, era come pietrificato; non si capacitava del fatto che anche
lui poteva piacere; si trovava anche in difficolt anche perch non si ricordava di quella
ragazza poich, quando andarono al cinema lui aveva in mente solamente Carmen e non
riusciva a scorgere oltre il suo naso che non neanche tanto grande. Posto il silenzio di Manuel, Cristina riprese il suo dicorso:Comunquevolevo dirti che. Volevi dirmi che?, pendeva dalle sue labbra. Ti vedo sempre scontroso ma non sei cos, secondo me, sei molto dolce; lo sanno tutti qua
a scuola quello che ti successo e forse per questo che non sprizzi felicit da tutti i
pori, ma quella sera, al cinema e poi al McDonald- sorridevi, eri divertente, mi hai fatto
divertireinsomma mi sono girato un film nella mente dove io e temi piaci, lo disse senza
guardarlo negli occhi.Cristina continu affermando che doveva dirglielo e che lui poteva
prendere qualunque decisione. Manuel rimase colpito da quelle dichiarazioni e decise di uscirci insieme. Si frequentarono.Parlavano molto e di tutto: Manuel ascoltava con attenzione le esperienze
passate di lei e lui le confidava le proprie incertezze. Loccasione per mettersi insieme ufficialmente si present da l a pochi giorni: una festa
di diciotto anni, lennesima poteva dare la svolta alla situazione che si era creata. Quando Cristina accett linvito, Manuel gi pregustava in silenzio come poteva svolgersi
la serata: bisognava festeggiare il compleanno dellamico, divertirsi e ballare con
Cristina, riaccompagnarla a casa e baciarla; tutto questo, nella pi gran semplicit,
poich lui gi si considerava il suo ragazzo e non doveva aver paura a baciarla. Manuel e Cristina fissarono lappuntamento direttamente allinterno del locale dove si
sarebbe svolta la festa. Manuel si era fatto la doccia, si era improfumato, si era vestito bene contrariamente a
quanto faceva poich lui era solito vestirsi sempre con gli stessi indumenti fino a che,
naturalmente, questi non si sporcavano; era arrivato al locale anche molto presto ed,
infatti, fino a quel momento, cera solo il festeggiato, alcuni parenti e gli amici di
scuola pi stretti: tutto questo per Cristina. Passava il tempo, gli invitati cominciarono ad affollare il locale, la musica pompava
lultimo successo discografico; sembrava una festa ben riuscita; Manuel era impaziente di
vedere Cristina, ma non la trovava ed intanto, per passare il tempo, faceva finta di
parlare con la gente, mentre locchio cercava di individuare la ragazza; per il nervoso,
dovuto un po allincontro ed un po al fatto che il suo angioleto non si vedeva, il
ragazzo triste si fermava ogni dieci minuti al bancone per mangiare una pizzetta o bere una
Coca. Dovera finita?Era quasi il momento della torta e Manuel diventava sempre pi agitato:
Dove sta Cristina?E impossibile che si sia dimentica della festaAh!Ecco Manuela.Adesso
chiedo a lei. Manuela rispose che erano venute insieme, ma subito dopo, si erano separate: dunque lei non
sapeva o faceva finta di non sapere. Era arrivata lora della torta e Manuel era ancora nervoso e per trovare Cristina si mise
al centro del locale senza farsi notare, ruotando di tercentosessanta gradi.Il locale non
era tanto grande e dispersivo e dal centro poteva individuarla facilmente sempre che la
ragazza ci fosse. Era lora della torta e, come in un rituale, si spensero di colpo le luci e si pass da una
canzone molto ritmata ad unaltra molto dolce; si accese un faretto( il famoso occhio di
bue!) e il fascio di luce venne indirizzato verso il festeggiato; dallentrata principale
comparve la mamma con la torta con candeline annesse; il pap cominci a fare le foto,
costringendo chiunque a mettersi in posa; tutti i ragazzi si avvicinarono presso il banco
della torta tranne due personaggi avvinghiati un torbido bacio passionale sulle
poltroncine. Manuel, che era trasformato in falco per adoperare la sua vista, ebbe la visione di quei
due e pens:Non ci posso credere: Cristina!.Era lei quella seduta sul divanetto e stava
parlando con un tizio che frequentava,anchegli, il liceo classico; questo tipo, il cui
nome era Nicola, veniva spesso nominato dalla ragazza nei discorsi che faceva con il
ragazzo triste; Cristina lo dipingeva come una persona dolce che, per, gli aveva spezzato
il cuore,ma che piano piano stava dimenticando, anche grazie alla maestria di Manuel che,
si immedesimava in Cristina in quanto, quella vicenda, assomigliava alla sua storia con
Carmen. Si pu intuire facilmente lo stato danimo di Manuel: era rimasto di sasso a quella
visione; fu svegliato dal flash della macchinetta fotografica che laccecc per alcuni
secondi; ripresosi non sapeva come reagire: doveva fare una scenata per salvare
lonore?Molti ragazzi sapevano che Manuel e Cristina si frequentavano, compreso il
festeggiato,il quale aveva invitato Cristina, per lui perfetta sconosciuta, appositamente
su richiesta di Manuel, suo caro amico. Il ragazzo triste era amareggiato, senza saliva ed impotente alla reazione.Il festeggiato
si avvicin e lo scosse: Manuel!Manuel!.Vedendo la mancata reazione, prese, con le mani,
il viso del ragazzo e parl guardandolo negli occhi: Ho visto anchio, ma te lavevo
ricordato che era una stronza.La gente cos meglio lasciarla stare.Vieni con me. Lo abbracci, ma Manuel, senza proferire alcuna parola, lo respinse e se ne and;un altra
illusione distrutta:doveva essere una festa con lieto fine ed invece sembrava essere
allinterno di quegli sceneggiati italiani dove c sempre la sorpresa (negativa). Questa volta era stato proprio umiliato: perch quella cattiveria, e, soprattutto, perch
la sfortuna si era mossa contro di lui?Manuel non sapeva darsi una risposta: aveva sempre
pensato che la vita se la prende prima o poi con chi ha fatto qualcosa di cattivo e di
malvagio.Lui si era seduto e rifletteva sulla sua vita: aveva compiuto unazione
malvagia?Aveva fatto soffrire qualcuno?La sua unica colpa era quella di aver amato ragazze
che non lo hanno corrisposto e,quindi, era in credito con la fortuna e con la vita, non il
contrario!Decise di non rimanere inerte al destino: bisognava reagire, aggredire la vita;
come era la frase?Homo faber suae fortunae?Una cosa del genereforse And a casa ma non dorm per niente, doveva pensare a come reagire a ci che gli era
successo. Il giorno dopo telefon a Cristina e fiss un appuntamento. E stato un errore; non so come giustificarmi per possiamo rimanere amici.Cristina
parlava con voce candida, come se non fosse successo nulla; Manuel rimase sconcertato da
tale ingenuit. Amici?Ma come si fa a dire una scemata del genere?Ti avrei glorificato per tutto lanno,
avevo trovato in te una ragazza speciale.Sei venuta tu, da me, non il contrario;ero venuto
qua per offenderti, per oltraggiarti, ma cosa ne guadagnerei?Assolutamente nulla , anzi
andrei nella parte del torto. In un gesto dimpeto prese Cristina e la tenne forte.La guard negli occhi in tal modo da
farle vedere come poteva essere grande lodio che ora lui provava,; un sentimento cos non
era mai stato domiciliato pressomil cuore del ragazzo che ora piangeva: una lacrima piano,
piano era nata dai suoi occhi verdi e stava scendendo lungo le guance lasciando dietro di
s una scia umida. Cristina in attimo riusc a carpire questo misto dodio e disperazione che per colpa sua
albergava il cuore e lanima dellormai ex spasimante, e si ritrasse dalla morsa di
Manuel.Lei cap di aver fatto un gesto malvagio: colpire un ragazzo cos dolce e sensibile;
solo ora si rendeva conto delle conseguenze della sua azione e per questo motivo non
riusciva a proferire parola. Anche Manuel non parl, bastava la sua espressione e la consapevolezza che la sua immagine
di disperato sarebbe rimasta impressa nella mente della ragazza; ormai era tempo di andare
e di lasciarsela dietro le spalle: prese il motorino, lo accese e part e ,mentre
percorreva la strada diede uno sguardo ,per lultima volta,a quella ragazza che aveva
rappresentato un qualcosa per lui che non sapeva spiegare,un qualcosa di bello e sereno, e
che ora,si era trasformato in elemento negativo;in quel momento desiderava solamente che
Cristina rimanesse sempre cos: seduta su una panchina senza nessuno che la consolasse fino
alla fine dei suoi giorni.
Era finito il liceo;lesame di maturit arriv come se lo aspettava: una semplice
formalit.Tutti i suoi amici si erano rinatanati a casa per studiare o far finta di
studiare per preparare chiss che monumentale esame finale; solo Manuel rimase impassibile
:usciva come sempre, andava a giocare a pallone come sempre, andava al cinema come sempre. Davanti alla commissione si present nel miglior modo possibile: ben vestito, sorriso
stampato sul suo viso, con un buon profumo ed una discreta parlantina. Lunico fuori programma fu la lacerazione del pantalone mentre accavalla le gambe, durante
linterrogazione su ovidio nasone.Avrebbe voluto discutere sul fatto che la professoressa
ditaliano giudic il suo tema insufficiente e fuori traccia; avrebbe voluto risponderle
che il suo era uno scritto di protesta contro prove che contiene tracce assurde,
anacronistiche e ipocrite, senza nessun riguardo alla realt che ci circonda; ma cosa
avrebbe ottenuto?Assolutamente niente.Non poteva ottenere nulla da una generazione di
professori che viveva fuori dal tempo,che dei temi sapeva solamente individuare e contare
gli errori da segnare con il blu ed il rosso.Pochi erano gli insegnanti che andavano
rispettati e tra questi non cera quella professoressa.Fece, dunque, buon viso a cattivo
gioco, liquidando il guidizio della donna con un sorriso ed un:Va bene cos!. Naturalmente Manuel non era tipo da inseguire voti stratosferici ed, infatti, non volle
neache andare a vedere i voti finali, anzi part subito per il mare. La scelta di partire subito era data dal fatto che non voleva vedere alcuni studenti con i
loro genitori sindacare su il voto finale,ammettendo che il proprio figliolo non poteva
stare allo stesso livello, di altri.Manuel fu contento nel costatare che, per quanto lo
riguardava, i suoi genitori erano contenti del quarantasei preso dal figlio e con
un:Bravo,chiusero la vicenda. Il mare gli serv soprattutto per pensare a tutto ci che gli era successo nel corso di
quegli anni: Carmen, Cristina, i suoi amici, nel bene o nel male,rappresentavano pezzi di
un mosaico della sua misera vita e quindi non si potevano dimenticare, ma ora cera da
voltar pagina e pensare ai prossimi quattro o cinque anni alluniversit. Doveva capire che il periodo del liceo clasico era finito ormai e tutto questo lo rendeva
infelice.Non poteva scordare quegli episodi che erano acaduti allinterno di quel piccolo
edificio situato nella piazza principale della sua citt. Quella scuola aveva subito negli ultimi anni due autogestioni, un numero indeterminato di
scioperi con motivi diversissimi:dalla lotta contro la riforma, alla solidariet ai
metamelccanici in sciopero e chi ne ha pi ne metta. Quell edificio poteva rappresentare larchetipo della scuola del centro sud: mura
fatiscenti, strumenti tecnologici ridotti allosso e comunque sorpassati ed un lassismo di
buona parte dei professori che, secondo Manuel, in qualche modo poteva essere giustificato:
quei poveracci devono ripetere per trentanni sempre le stesso cose a persone che non
volgiono star a sentirli; se questa non una punizione, allora come deve essere
chiamata?In questo modo si allontanano da quello che lo scopo della scuola: non insegnare
come si traduce una stupida frase di Senena o di Cicerone ma la scuola ha il compito di
diventare una palestra di vita , dar agli studenti la possibilit di acquisire i mezzi
necessari per realizzarsi e far loro scoprire le loro vere attitudini. Manuel ricorda , con affetto, una delle sue ultime interrogazioni con la professoressa di
chimica.Lei gli chiese, dopo lennesima mancata risposta sullossidoriduzione :Cesaretti,
che vuoi far da grande?Che facolt sceglierai?. Veramente professoressa non lo so, ancora non ho le idee tanto chiare. La professoressa tolse lo sguardo dal libro di chimica, lev gli occhiali da presbite che
portava e gli lanci unespressione dal tono alquanto inqwuisitorio e profer codeste
parole: Secondo me, tu puoi fare solo legge perch a te non tiene di fare niente,
questinterrogazione n la prova!. Manuel non sapeva se la scelta fu dettata da aattitudini personali oppure da ci che le
disse quella professoressa, ma fu cos che si iscrisse alla facolt di giurisprudenza di
Teramo, ma non volle sentir parlare di frequentare le lezioni.Aveva lintezione di rimanere
a casa; i genitori acconsentirono e cos cominci il sodalizio con Morgan. Uscire per la mattina, con il suo cane, e, non rivedere pi i personaggi della scuola e
gli amici pi stretti, era difficile da digerire e per sentir un po di calore umano, si
fermava a parlare con i bidelli della scuola che aveva frequentato, rivangando i vecchi
tempi.
Il fatto di non frequentare luniversit, daltro canto, dava la possibilit al nostro
amico davere assoluta libert in tema di viaggi; i suoi amici ed ex-compagni di scuola
erano sparsi per tutta lItalia, quindi lui aveva a disposizione stanze singole o doppie
nelle maggiori citt italiane, dalla Capitale, a Pavia passando da Bologna; il viaggio pi
lungo lo intraprese per raggiungere un suo amico a Torino, citt a cui lui era legato non
solo perch l era presente la sede della Juve, ma soprattutto perch in quella metropoli
cominciava, suo padre, a lavorare presso la F.I.A.T.. Manuel, nonostante avesse questa libert, riconoscuitagli anche dalle pi autorevoli
autorit (i suoi amati genitori), era restio a spostarsi giacch, la pigrizia,
rappresentava una delle caratteristiche inalienabili dellessere persona; per trovare
laforza per muoversi doveva individuare un motivo cocreto: viaggiare senza finalit non
gli era mai piaciuto.Questo motivo, di solito, era rappresentato dalla possibilit di
vedere gruppi musicali,soprattutto stranieri. Tra i concerti a cui ha assisitito, Manuel non ne potr mai dimenticare uno in
particolare:quello dei Pearl Jam a Roma il dodici Novembre 1996; aveva sempre sognato di
stare davanti il palco sotto Eddie Vedder che cantava Alive.La possibilit di poter
andare a vedere il concerto a Roma, era anche una scusa per vedere come le sa passava
Carmen, che frequentava la facolt di guirisprudenza della Sapienza. Il viaggio fu turtuoso poich il nostro povero ragazzo perse la concidenza del treno nel
quale lo aspettava Samuele, colui il quale era considerato una sorta di idolo in quanto
rappresentava tutto ci che Manuel non era: era il suo amico pi trasgressivo, quello che
sperimenta le cose prima degli altri allinterno del gruppo; loro due si proteggevano a
vicenda: luno metteva in gioco la sua fama di bravo ragazzo per difendere laltro, mentre
questultimo dava la possibilit a Manuel di far qualcosa che lui ,da solo, non avrebbe mai
avuto il coraggio di provare: si pu dire che erano in simbiosi. Si trovarono direttamente a Roma presso la fermata Policlinico della metropolitana e
,subito dopo, si recarono al Palaeur per cercare di trovare due biglietti per il concerto. Manuel era a dir poco elettrizzato: allinterno del palazzetto, migliaia di persone si
accalcavano alla ricerca del posto migliore, tutti in possesso di zaini, maglietta del
gruppo ed alcuni con un po derba nascosta. Era il primo concerto per Manuel, il primo di lunga serie e gli faceva un certo effetto nel
vedere e sentire persone di qualunque et, di diversa estrazione sociale parlare la stessa
lingua in altre parole quella della musica.Lo stesso concetto di musica per lui era un
mistero: l sopra il palco cerano quattro persone che nella vita potevano essere anche gli
sfortunati di turno, ma che, una volta imbracciato uno strumento, erano considerati, in
quel preciso momento degli dei.Forse il cantante era un drogato, magari il chitarrista
picchiava la moglie, cose che nella vita di tutti i giorni avrebbero portato quelle persone
al pubblico ludibrio,ma in quel momento semplicemente non importava. Dopo il concerto, uscirono dal palazzetto dello sport, sudati e mezzi sordi a causa del
volume delle casse altissimo perci la seconda regola che Manuel trasse da quellesperienza
che il fischio allorecchio dopo il concerto, quel fastidioso suono, sarebbe stato un
comune denominatore anche per i prossimi.Una volta preso lautobus, si recarono presso casa
di Carmen che, in gesto di bont, aveva deciso di ospitarli per la notte.Carmen aveva preso
in affito un appartamento in piazza Bologna insieme ad altre due ragazze di Arcadia che
Manuel e Samuele conoscevano proprio bene. Viola e Rosa. Quando Viola apr luscio della porta si ritrov di fronte due ragazzi che sembravano
essere partiti per il fronte:in particolore si presentavano sudaticci e con le magliette
allargate sullorlo della lacerazione. Manuel non vedeva Carmen da molto tempo, ma lei divenava sempre pi bella. Viola e Rosa andarono a dormire che era notte fonda o mattina presto;Samuele entr nel
bagno per togliersi il sudore sputato dal suo corpo durante il concerto.Carmen e Manuel
rimasero in cucina e dopo aver parlato del pi e del meno lei gli spar una notizia che lui
non si sarebbe mai aspettato:Lo sai che non sono pi fidanzata?;. Ma con che cazzo di coraggio mi dici queste cose?,pens il nostro amico, il quale non
fece trasparire nulla dalla sua espressione, un po come quei giocatori di poker che
puntano una somma sontaziosa senza aver nulla in mano. Lei continu:Ho capito che Tito era sono un collezionista di ragazze, non aveva pi senso
rimanere con lui, anzi devo dire che sono stata ingenua a mettermi con lui, ma che ci vuoi
farepu succedere!. Solo adesso te naccorgi, brutta cretina?, anche questo Manuel lo pens solo. Mentre Carmen faceva il caff, chiese a Manuel come andava lUniversit. Sai, lo studio va da s, dopo i prinmi tempi ho preso il cammio giusto; non voglio dire
che sia facile, accidenti! Facciamo una facolt dove si deve pensare poco, si deve solo
ricorda questo o quellarticolo. Carmen gli diede la tazzina col caff non zuccherato, come lo preferiva lui, e di questo
particolare Manuel si accorse;mentre lui beveva quel caff nero e bollente lei gli fece una
propostasenit, dato che ci vediamo poco e ci sentiamo ancor pi raramente, ci vogliamo
scambiare gli orologi?. Vuole scambiare gli orologi lei!Avr un significato simbolico tutto ci?Con il mio
orologio vuole un pezzo di me?Carmen basta che tu sia esplicita ed io mi gettr ai tuoi
piedi, ma ora niente pi giochi!Devo fare il duro, mi sono ripromesso di non cadere in
questi tranelli. Manuel non si fece intenerire, e con la sua risposta si manifest un po acidino: Sai, il
mio orologio costa un po!. Dopo quella risposta cal in quella stanza, che a dir il vero era un po trascurata, come ,
tra laltro ogni stanza in mano a giovani universitari, il silenzio che fu rotto
dallentrata di Samuele che con due delle sue battute alquanto sciocche riavvivarono la
serata o la mattinata, dipende dai punti di vista; poco dopo si misero a dormire. Lindomani ripartirono e Manuel torn nella sua citt e alla monotonia che sgorgova da ogni
dove come le cascate del Niagara. Lunica cosa che lo spingeva ad uscire ad Arcadia era il sapere che, se non cera nessuno
in giro, poteva sbattere presso la bottega di un suo amico: Carlo aveva un negozio dintimo
per donne; vedere quei perizomini, quei tanga, per Manuel era un divertimento , soprattutto
quando, con la sua immaginazione alquanto distorta, abbinava un tanga a ragazze che
entravano nel negozio e che al posto del sedere si portavano un rimorchio dietro!Con Carlo
il rapporto era speciale: lui era pi grande di Manuel, era un ragazzo che con le donne ci
sapeva fare e ad aveva unesperienza incredibile; si pu anche dire che il nostro
protagonista lo venerava; i loro discorsi erano molto sinceri eil fatto di poter criticare
lamico per un suo brutto vestito, per un comportamento non molto educato o conveniente in
una data situazione non era un offesa, ma un modo per poter migliorare laltro, e, di
solito, alla fine si arrivava ad una conclusione comune.Forse era sul terreno della cultura
calciofila che tra i due vi era una certa distanza, o meglio ancora, un abisso, a causa
della faziosit radicata nei personaggi: Carlo era milanista, un tifoso che aveva fatto suo
il credo berlusconiano della grandezza nel pallone; lapoteosi del Milan sacchiano, e della
cultura del lavoro e dellattacco, come miglior difesa, rendevano i discorsi di questo
commerciante privi di senso: solo il Milan faceva la cosa giusta e chi non era milanista
poteva considerarsi un eretico del pallone; quando parlava del Milan, Carlo usava sempre il
termine: Noi qui e noi l!Noi siamo andati a giocare al San Paolo, abbiamo faticato, ma
poi abbiamo vinto meritatamente.Era come se facesse parte della squadra, parlava dei
giocatori chiamandoli per nome; Carlo rispettava Manuel come persona e gli riconosceva
anche molte doti, ma quando parlava di calcio apostrofava quel blasfemo juventino di Manuel
con questa frase: Incompetente!ma che ne sai tu di calcio!, zittendo sul nascere ogni
discorso che avrebbe portato ad una rissa verbale tra i due. Il suo negozio, che si trovava al centro di Arcadia era, comunque, il posto di ritrovo di
chi non aveva nulla da fare, oppure di chi usciva per il Corso e, dopo una breve
passeggiata, non incontrando nessuno con cui discorrere, oppure nessuno con cui andare a
prendere un aperitivo, andava a da Carlo, magari a commentare il fisico della ragazza
appena entrata nel negozio o lultimo video passato sulla commerciabilissima Mtv o a
prendere in giro il giovincello che era deciso a comprare, per la prima volta, alla sua
ragazza un qualcosa di intimo.Carlo si inquietava con questa tipologia di clienti, i quali
entrano a comprare, ma non sanno n cosa, n, tantomeno la taglia.Con i pi reticenti a
divulgare informazioni sul fisico della ragazza, Carlo non aveva un bellatteggiamento
propositivo, quindi quando per esempio chiedeva la taglia del reggiseno e, a tale domanda,
non cera risposta, lui apertamente diceva: Ha le tette grosse o piccole?. Manuel gli parl del concerto, con invidia mal celata dellamico, e della strana
conversazione che ebbe con Carmen. Carlo disse la sua: Secondo me, la storia dellorologio eraa solo un pretesto; dovevi
andar pi in profondit, vedere dove lei voleva andar a parare.Lasciamo dire per, che solo
tu potevi uscirtene con una frase idiota come quella!E poi, scusami, tu vuoi lei?Allora
cosa te ne importa dellorologio?Poteva essere un mezzo per arrivare a qualcosa che va
oltre laspetto mareriale. B, Carmen una ragazza un po ingenua, magari le sue intenzioni erano quelle che
apparivano a me cio un semplice scambio di orologi; ora, comunque, quello che fatto
fatto e se anche ti dicessi che avevo capito che forse lei voleva da me qualcosa in pi di
un semplice orologio, allora ti posso anche aggiungere che avrei avuto paura di dirle s;
non vorrei ripiombare in unaltra delusione, oppure in unaltra figuraccia con lei, avendo
frainteso le sue purissime intenzioni. Lamico commerciante chiuse il discorso: Caro il mio Manuel, se vuoi far parte del club
degli ignavi fai pure; hai fatto il liceo, te lo ricordi dove li aveva posizionati, quelli
l, Dante?Vai a rileggerti lInferno, vaiIn cosa posso esserle daiuto?.Entr un cliente
e, quindi, quel discorso cadde nel vuoto. Forse ad Arcadia i mesi terribili potevano considerarsi i mesi invernali.Ci si pu
immaginare una piccola cittadina col suo centro storico medioevale vuoto, con i negozianti
intenti nella loro attivit pi importante, cio il fumare nellattesa di un cliente, e con
un clima rigido a causa delle maestose montagne che circondano tale ridente, si far per
dire per un giovane pieno di ambizioni e voglia di vivere, cittadina.Quando la neve copriva
la montagne, comunque, la citt diveniva meta obbligata dei turisti; di solito di gente
romana o napoletana che disponeva di una seconda casa in montagna; quei soggeti erano
riconoscibili non solo dalla parlatama anche dal fatto che ostentavano la loro ricchezza in
mezzo alla gente del posto, ma soprattutto perch andavano in giro per negozi calzando
scarponi da montagna per la neve, che in citt non arrivava mai, e tute per la neve
coloratissime; Manuel era dellidea che quei colori sgargianti servivano per individuare
nel centro storico di Arcadia la comitiva scesa dalle montagne e dispersasi nelle
stradine.Nonostante la citt era pine di questi signori e signorotti, lui si sentiva solo:
cosa serve una marea di gente se non puoi scambiare una parola con nessuno di loro?Manuel
si rifugiava nella palestra per dare un senso almeno estetico alla propria misera vita,
oppure presso lamatissimo cinema dove per i film arrivavano sempre molto pi tardi
rispetto alla pubblicazione; lui, peraltro, per la sua abnegazione nel frequentare quella
sala, ebbe un riconoscimento, non formale ma solo di fatto, di un posto nella sala
cinematografica tutto per lui, con tanto di nome scritto a penna sulla schienale.Quella
poltroncina lo faceva sentire un giovane importante e questa onorificenza rendeva, lo stare
seduti su quella sedia, meno scomodo. La cosa positiva di tutto ci, se ne rese conto solo in un secondo tempo, dando un occhiata
al suo libretto universitario, era il fatto che non avendo nessuna distrazione, tranne, in
maniera estemporanea, le proposte geniali di Morgan, riusciva a studiare perfettamente; non
trovava pi difficolt nello studio della legge, come allinzio, ma, anzi, gli esami
venivano superati con una certa facilit.Manuel era compiaciuto di ci, forse si rendeva
conto che qualche pregio o attitudine ce laveva, forse bastava credere un po in s
stessi. In quei giorni di pura noia telefon la solita Carmen: Ehi Manuel, come va?. La voce di Carmen era incondibile: Ehi ciaoCome mai sei qui?. Ti ho sorpreso?In effetti sono dovuta tornare da Roma per sbrigare alcune faccende, ma
nulla di preoccupante.Sapevo di trovartiormai sei diventato il mio punto di riferimento ad
Arcadia.Manuel non era affatto dispiaciuto da tale affermazione, anzi Lei fece una proposta: Andiamo al cinema stasera?C un bel che mi va di andar a vedere;
vuoi farmi compagnia?.La sua voce era quella di sempre, allegra, serena, vitale, la sua
voglia di muoversi era contagiosa, e tale contagio Manuel lo sub attraverso il telefono. Manuel si fece venir a prendere da lei in macchina; non molto signorile questa cosa, o
dacavalieri come si usa dire comunemente, ma egli odiava guidare la macchina, preferiva
stare al fianco dellautista o, meglio ancora, nei posti di dietro; si potrebbe pensare che
tale attitudine era una conseguenza al fatto che, nel cervello di Manuel, nascosto il
ricordo recondito di suo padre, il quale portava il figlio in macchina per farlo
addormentare, quando lui faceva i capricci.Lappuntamento era alle 21,30, sotto casa, ma
Manuel conosceva bene le abitudini di Carmen e quindi si fece trovar pronto solo alle
21,45. Al cinema egli si sedette sulla poltroncina personalizzata.In quella sala si materializz
unatmosfera alquanto strana.La coppia di amici and a vedere uno di quei filmoni
strappalacrime dove lamore vince su tutto.Lei alcostista?Perder questo vizio.Lui si
drogava e picchiava i figli?Per lamore verso la sua famiglia, dopo numerose sofferenze,
tutto si sistemer e vivranno felici e contenti come nei finali dei fumetti su Topolino,
dove anche perde contento, sempre! Chi va a vedere questi film?Le donne emotive, con i fazzoletti in mano, accompagnati da
uomini corrotti, forse, da una notte di sesso o chiss da cosa, soprattutto se si tratta
della domenica sera, quando c in televisione il posticipo della partita.Manuel non fece
difficolt a scegliere, non perch a chidergli di andar a vedere quel film fu Carmen, ma
perch in posticipo non giocava la Juventus: passano gli anni, passano le donne, le gioie e
i dolori, ma la Juve una fede e, come tale, sta al di sopra di qualunque essere umano. un momento importante, per un uomo, acconsentire ad andare al cinema e soffrire sia per
il film sia per le scomode poltrone; negare ad una donna tale uscita potrebbe significare
mettere in dubbio la loro unione sentimentale: dalla mancata vsione del film, si pu
passare alla rivisitazione di episodi passati sui quali lei aveva soprasseduto fino a quel
momento, ma che avrebbe tirato fuori nei momenti pi propizi come strumento di
ricatto.Lepisodio finali di questi discorsi possone essere affermazioni del tipo: Allora
non mi ami pi!, oppure: Ormai non mi capisci pi.Magari da questi scerzi si finisce la
coppia si lascia! Era prevedibile che a Manuel quel film non piacesse, ma cose gli importava se a suo fianco
aveva il suo amore?Quella ragazza che, appena vide entrare sullautobus nella gita della
terza media, sapeva che gli avrebbe sconvolto la vita? In quella sala le coppiette, di solito poste negli angoli pi bui della sala, si baciavano,
si dicevano cose graziose allorecchio dellaltra e facevano sorrisini che pi intimi di
cos nono si pu; gli unici intenti a guardare il film erano proprio Manuel e
Carmen.Chiaramente n al cinema n dopo la visione del film successe qualcosa, ma lei
disse, prima che Manuel potesse scendere dalla macchina per raggiungere la porta della
propria casa: Ho deciso che per gli esami studio qui.Ci sentiamo?. Lui annu con il capo. Lei non aveva finito e continu: Stiamo facendo lo stesso esame, magari possiamo darci una
ripassatina insieme; che libro usi?Io il testo di Temistocle Martines. Manuel disse che anche lui stava studiando su quel testo, ma non era una coincidenza, come
molto potrebbero pensare, in quanto sapeva che quel testo era uno dei pi utilizzati nelle
varie facolt italiane di giurisprudenza. Un bacio sulla guancia e Manuel scese dalla macchina. Nei giorni seguenti studiarono insieme, si telefonarono, scherzarono su quando Manuel senza
giri di parole, le chiese di essere sua. Questo bel quadretto dur il tempo di un fiammifero acceso giacch lei ripart, oltretutto
senza avvertire, per Roma; fu un periodo lundo nel quale non si videro, n sentirono. Quando Manuel si sveglia la mattina gli viene sempre in mente una scena di unopera di
Eduardo D Filippo, quando lui viene svegliato la mattina.Non ricorda bene ci che disse,
ma il senso era che uno non fa in tempo a chiudere gli occhi che subito li deve riaprire;
pens lui che sebbene quella fosse una battuta, un fondo di verit cera:perch la cosa pi
bella del mondo, il dormire, non pu essere sentita dalluomo?La persona non ha la
consapevolezza che ha dormito, il fatto viene dedotto solo guardando la sveglia sul
comodino; solo da l lindividuo pu accorgersi quanto ha dormito, inoltre pu dedurre se
ha dormito bene o male, facendo il calcolo matematico delle ore. Perch non possiamo accorgersi di questo piacere simultaneamente nel momento in cui il
piacere in essere, mentre lo stress e il dolore non porta alle stesse conseguenze?Tutto
questo per dire che il nostro amico, ogni giorno, sente la sveglia per alzarsi alle otto di
mattina , fare colazione e poi cominciare a studiare. Che strana cosa il diritto!Manuel aveva passato senza difficolta, i primi tredici esami;
tutti, naturalmente,avevano un punto in comune, cio, spiegavano le regole di quel settore
del diritto specifico.Il nostro studente ne trovava altri di fili conduttori nelle varie
materie: il fatto che tutti davano per scontato luguaglianza del soggetto davanti alla
legge, la giustezza della pena, il fatto che tutti devono contribuire per lo Stato con i
propri mezzi ed in maniera progressiva, secondo le norme tributarie.Tutto ci era e
continua ad essere giusto in linea di massima, ma nessuno di quei testi diceva:
Attenzione, nella realt non proprio cos!. Lui si chiedeva il perch del condono fiscale.Perch chi dovrebbe pagare di pi, poi alla
fine, paga di meno?Perch viene sempre graziato?Perch se unimputato famoso, se viene
condannato,va pure in televisione per dire che i giudici contro di lui hanno sbagliato e
magari, guadagna di pi rispetto a prima?Perch il cittadino comune, se viene addidato come
colpevole, ma poi viene riconosciuto dagli stessi giudici innocente, non se ne parla e,
magari, diventa pi povero, rispetto a prima perch fottendosi, tutta la societ, del
principio di innocenza, ormai screditato? In effetti lunica risposta che si ruisciva a dare che le caste ci sono state, ci sono
tuttora, ci saranno sempre!Bah!Le libert, i diritti, sono tutte cose che noi, gente
comune dobbiamo sudarci sul campo, c invece chi ha un incremento ingiustificato di
diritto; Manuel, poi, mal sopportava, quei soggetti, soprattutto attori e cantanti, che si
vedevano sui palchi delle grandi platee a blaterare sulla libert, sulle manovre del nostro
governo contro i lavoratori, contro i magistrati, contro lEuropa, contro tutti!Questo tipo
di qualunquismo scellerato, senza un fine vero, se non il sentir parlar di s, poi comporta
un influenza sui giovani che stanno di fronte a quei sedicenti leaders carismatici; Manuel
non voleva che tutti quei giovani la pensassero come lui, ma che almeno la propria idea
politica passasse attraverso esperienze proprie di interesse nei confronti della materia, e
non per sentito dire!Perch nessuno di quei cantanti, attori, calciatori, non cacciano la
moneta e sostengono un barbone?Un bambino russo?Una ricerca sul cancro?Cosa fanno questi
soggetti?Mettono la loro faccia e dicono a noi di fare uno sforzo nei confronti dei pi
deboli.Bah, bah e ancora bah! Allennesimo perch, Manuel chiuse il libro e, giacch la giornata lo permetteva, decise di
andar a farsi una passeggiata per rischiararsi le sue idee. La zone nella quale abitava il nostro futuro avvocato non era molto vicina al centro della
citt, ma, nonostante questo, era un quartiere trafficato per la vicinanza con la stazione;
la sua casa si trovava in un ibrido tra un quartiere residenziale e ambiente agricolo. Quando voleva farsi una passeggiata, Manuel preferiva sempre andar verso la zona rurale,
dove la mattina la foschia ricopriva ancora i terreni dei contadini, senza dar la
possibilit di distinguere le varie coltivazioni, la foschia, alla fin fine, come la
vita: non puoi veder cosa ti attende, puoi essere cauto nei movimenti che fai, ma non si
pu prevedere le consuguenze delle tue azioni.Quel giorno, per, la foschia, non si trovava
davanti a s, non copriva le coltivazioni, ma si trovava dentro di s, nella sua testa. Qualche tempo fa, si sarebbe chiesto: Cosa mi riserva il destino?Che mi devo aspettare
dalla vita?Io cosa voglio che la vita mi offra?.Sapeva che non erano queste le domande
giuste da porsi, piuttosto bisognava chiedersi: Cosa voglio fare?Come voglio rendermi
utile alla societ? Le persone tendono sempre ad aspettare che gli eventi si facciano da soli.Egli, invece,
aveva la consapevolezza che se voleva cambiar qualcosa, doveva esser lui stesso a far
scatenare gli eventi e a dominarli. In questo contesto rivalut lunico gesto di coraggio della sua vita, fatto, ormai chiss
quanti anni prima, nei confronti di Carmen. La foschia si stava diradando; manuel, forse, ci vedeva pi chiaro,e, in questo caso, gli
occhiali da vista non centravano.Ritorn a casa, e dopo essere andato al bagno, giacch il
movimento gli stimolava lapparato digerenre, ri rinchiuse nella camera. Quelle quattro mura erano da considerarsi la sua vita; magari le sue idee politiche erano
per una societ pi giusta, ma nel suo spazio esiguo, egli non si faceva mancare nulla:la
televisione, le stereo dei suoi genitori, il telefono sul comodino, la batteria blu.A
Manuel piaceva arricchire le mura con le foto dei suoi amici, col biglietto di un concerto
mitico, oppure con cimeli particolari presi in qualunque posto andasse. In questa collezione di cose, che la mamma aveva etichettato come roba da buttare, non
potevano mancare i calendari famossisimi con le tette al vento: quello era lanno della
Ferilli e della Marcuzzi; Manuel non se la sentiva di poter scegliere tra una mora e una
bionda: si prese tutte e due!Quando uno pu! Col passare del tempo e, quindi, maturando, anche la sua libreria divenne pi
competitiva.Fino a poco tempo addietro, leggeva Topolino, ma un giorno decise di comprarsi
un libro serio, per passare cos nel cerchio degli adulti.Ricorda con piacere il primo
libro letto: il viaggio allucinante di Asimov, rappresentava un capolavoro per lui.Quel
modo minuzioso di mostrare le varie operazioni con termini tecnici,ma in maniera anche
chiara, per un neofita, era un talento enorme.Era convinto che erano questi i libri che un
giovane studente dovrebbe leggere a scuola.Tutti si sarebbero interessati di pi. Da Asimov, pass a Miller e suoi racconti erotici, a DAnnunzio.Ormai ci aveva preso gusto! La vita, come tutti sanno, bella perch, nel bene o nel male, non mai monotona, regala
sempre quella sorpresa che attende tutti dietro langolo, appena svostato, della nostra
esistenza, che, seppur effimera nella lunghezza, comparandola a quella che la storia
dellumanit, sempre emozionante.Tutti abbiamo bisogno di una dose di emozioni: si pu,
infatti, definire luomo, come drogato da emozioni e, essere in crisi, di astinenza, ci fa
sentire vuoti e senza valore. Buonasera vorrei un Fiore. Quale tipo di Fiore?. Uno qualsiasi, mi basta che sia profumato e vivace. Vivace?, chiese la fioraia, non avevo mai sentito parlar di un fiore come vivace!E per
unoccasione particolare?No? Allore le do questo qui. Manuel lo prese in mano e lo annus; non chiese quale poteva essere il nome del fiore
perch non voleva apparire come un ignorante (per queste cose era fissato!), ma i colori
accesi lo avevano conquistato.La fioraia chiese gentilmente: Vuole scrivere un biglietto
dauguri? Qui nabbiamo di tutti i tipi e per ogni occasione: eleganti, semplici, colorati
o tutti bianchi, col fiocchetto o senza.. Manuel era seccato dalla invadente gentilezza della fioraia e, quindi, tronc subito il
discorso, prima che la commerciante, potesse entrar nei particolari: Questo bel fiore, con
questi petali cos colorati, con questo prfumo inebriante dal far ubriacare un astemio
per me!Il biglietto non mi serve, a meno che io non voglia farmi gli auguri per qualche
evento che riguardi la mia vita, ma ora in questo momento, che io sappia, nessun
appuntamento mi coinvolge, n un compleanno, n il mio onomastico di cui ignoro anche il
giorno!Quindi, senza patemi danimo, non si prodighi nel cercare un biglietto carino;
magari, per lei sa qualcosa di me che io non so!.Manuel, la mattina, non mai gentile,
ed per questo che, il pi delle volte, non proferisce parola; questa volta, per, la
fioraia aveva esagerato. Questultima aveva labitudine di farsi gli affari degli altri, facendoli poi conoscere
agli altri.Questa corpulenta signora chiedeva, sempre, i particolari di una storia,
rispondendo, a chi criticava, tale atteggiamento che, questo, era lunico modo per fare
ottime composizioni; sapere il perch di un mazzo di fiori era importante, spesso ripeteva
che i fiori sono parole aggiunte a quelle dellalfabeto, con cui si possono dire che le
parole stesse non possono descrivere.La sua era una semplice indagine psicologica sul
cliente per far rendere al meglio la sua attivit. Nonostante le dure parole di Manuel, la signora, armata di forbici, appese ad un cinturone
legato alla sua immensa vita,dopo un primo gesto di nervosismo, non si tir indetro e
continu a fare domande personali, come fosse una mitraglia a caricamento automatico.E
sicuramente una lei un fiore particolare quello che lei ha sceltone deduco che anche
una giornata particolare quella di oggi vero?. Se ci tiene molto a saperlo le posso solo dire che si tratta di un mio ricordo, ma se ha
finito, adesso, vorrei prendere il fiore, pagarlo e andar via.Grazie!. In effetti quel fiore rappresentava un ricordo, un frammento di vita; si tratta di
istantanee che sepolte nel nostro cervello riaffiorano grazie ad una causa scatenante quale
un profumo, un suono, un luogo; in molti film, si vedono psichiatri che attuano tale
principio, ossia il ricordo legato ad un elemento sensoriale, volontariamente; il fiore
serviva a Manuel per far rivevere nella sua fervida mente, che rappresentava un po un
mondo a parte, il ricordo di una ragazza conosciuta qualche tempo fa. Nonostante quella ragazza avesse un nome proprio, come del resto hanno tutti, tranne i
brasiliani, dei quali, Manuel, non capiva il funzionamento del soprannome e non capiva se
essi avessero un nome proprio, per il nostro amico, lei era un fiore, dal quale riprendeva
la fragilit da una parte ma leleganza dallaltra. Lei era Fiore, il nome non aveva importanza. Manuel ne era fortemente attratto, ma non voleva compiere il passo deciso; troppe le
scottatture prese in passato, troppe le sofferenze patite, per un ragazzo che poi tanto
forte non era, ma anzi, lamentava una certa debolezza caratteriale: il non essere compreso
nei suoi gesti, nel non trovare, tra la sua cerchia di amici ed oltre, una persona che
potesse comprenderlo.Quelle esperienze passate sottrassero dal suo essere persona,
quellinstintivit e avventatezza nei confronti delle donne e lo resero pi cauto
nellaffondare un approccio bench minimo.Ormai egli tendeva a diventare un amico delle
ragazze pi che un corteggiatore. A chi gli faceva notare che diventare troppo amico di una donna avrebbe potuto pregiudicare
un rapporto intimo con la donna, in questo ci si riferiva al suo rapporto con Fiore, lui
rispondeva stizzito: Posso aspettare anche tutta la vita, ma sono convinto che lei si
accorger di me.Voglio che sia lei ad avere quella sensazione che ti fa capire di essere
davanti al ragazzo giusto.Voglio che, quando lei si giri intorno per trovare un compagno,
il suo viso veda per prima me, e questo pu succedere solo se io divento suo amico.Questa
ragazza molto importante per me e non vorrei che diventi una nuova Carmen. Fiore era affezzionata a Manuel, timido, scontroso che rende la situazione pi complicata
di quanto realmente sia. La ragazza era diversa: pi che preoccuparsi delle sue azioni e delle consuguenze, come
faceva Manuel, focalizzava la sua attenzione sui suoi desideri e sulle esigenze che la
riguardavano, senza pensare alle conseguenze; agiva per il presente e non per il futuro. Fiore era ancora una liceale, poich sebbene Manuel la reputava persona degnissima e
intelligente (forse era lamore che gli offuscava gli occhi sulla verit), lei non si
concentrava molto sui libri. Secondo Manuel, aveva un pessimo gusto per i ragazzi, ma questo da una persona
interessata.Si pu dire, con certezza che, pi laspetto fisico, ci che lo attirava di lei
era, soprattutto, il fatto che era quello che Manuel non era e che avrebbe voluto essere.La
considerava il suo complemento. La religione insegna che dalla morte nasce la vita. Pioveva forte quando Manuel ritorn a casa tutto bagnato. Era uscito col motorino e, quando lasci casa, accellerando, come fosse un pitola di
motociclismo, il sole era alto in cielo e splendeva in maniera rigorosa, come una palla
fiammeggiante; come nele pi classiche giornate estive, vi sempre in agguato il temporale
che non ti aspetti, quello che dura cinque minuti e butta litri su litri dacqua.Tornato a
casa ricevette una telefonata. Quella voce cos formale, fredda che giungeva dallaltra parte del telefono, non prometteva
nulla di buono: Manuel, successa una cosa spaventosaNon ho capito beneforse un
incidenteTommy ha avuto un incidente morto!. A quella notizia cos inaspettata, Manuel rimase, inizialmente immobile, ma poi si riusc a
sedere sulla poltroncina vicino al telefono.Sent un brivido che lo attravers tutto, forse
era il brivido della morte.Rimase spaventato da tutto ci. Tommy non era proprio un suo amico, non poteva considerarsi uno che col neo defunto avesse
avuto chiss quale rapporto speciale. Dalla sua prima emozione, pass ad una situazione di
stallo nella quale lui non sapeva come comportarsi, non sentendo i suoi comportamenti
simili a quelli del gruppo dei suoi ex compagni di scuola.Sentiva un certo dolore per la
dipartita di Tommy, ma si abbandon a scene di isterismo;nono modific i suoi comportamenti
e suoi gesti nei confronti della vita come avveniva nei suoi amici; in questo senso si
sentiva in imbarazzo e si chiedeva, in cuor suo, se magari lui fosse un mostro, per non
sentir nulla di profondo dentro di s, o fossero gli altri ad avere dei problemi.Si sentiva
in imbarazzo, per questa situazione. Quel ragazzo, veniva dalla stessa sua scuola e non cera nessuno che nelledificio non lo
conosceva.Era il classico ragazzo popolare e che faceva parlar di s, amava stare davanti a
tutti. Morgan, Carmen, Mark e Viola, ed ancora altri compagni liceali, si riunirono a casa del
Sindaco.Questultimo non era il vero sindaco, ma era il suo soprannome: era militante
politico, amante della politica, che di politica si sfama.Era triste fare una riunione di
ex compagni per una sutuzione non allegra, ma triste nella quale difficile strappar un
sorriso per aver rivisto un amico! Sono venuto appena ho potutoero tutto bagnatoditemi tutto. Il Sindaco, avendo la mamma che lavorava nellospedale della citt, raccont tutto quello
che si poteva sapere per una disgrazia che lasciava una famiglia senza un erede e preda di
un dolore che non pu essere codificato da altri, fino a che non si perde una parte di s,
come un figlio o un genitore: Guarda, non si sa di preciso; dovranno fare lautopsia, ma
sembra che Tommy sia stato sorpreso dal temporale con la moto; scivolato sulla strada
bagnata ed ha sbattuto la testa.Non era ancora morto, quando arriv allospedale; mia madre
mi ha detto che farfugliava parole come : mamma, mamma entrato in coma e poi deceduto. Ma il casco?Non lo portava?, chiese Carmen che nonostante fosse scossa per laccaduto,
era bella come in giorno di festa. Manuel, invece, non era scosso, ma lucidamente si chiedeva il perch delle cose
accadute.Perch si fatto morire un ragazzo di 24 anni?Quel Dio che governa le cose del
mondo perch non lo ha salvato?Tommy non era uno stinco di santo, ma non era un gran
peccatore, non doveva essere punito in tale maniera.Se muore un vecchio, pensava Manuel, si
trova la giustificazione: ha vissuto la sua vita ed ora arrivato il suo momento.Non si
pu capire,ivece, razionalmente, il perch della morte di un giovane come Tommy.Non basta
aggraparsi alla fede, che domande di questo tipo non se le fa: il tutto rientra nel disegno
del Grande Manovratore.Tra laltro, la morte di Tommy fu veramente tragica poich egli mor
senza aver detto un ultima parola ai genitori, oppure senza che i genitori potessero vedere
i suoi occhi pieni di quella vita che da l a poco se ne sarebbe andata; non si potuto
congedare da nessuno e in nessun modo. Vedere quel corpo freddo dentro la bara, fu un episodio della vita della sua vita che
Manuel avrebbe voluto cancellare dalla memoria: in completo jeansato, freddo, ricordava una
statua di cera, una di quelle presenti a Londra; Manuel non aveva mai visto un morto,
neanche quando mor suo nonno si sent di avvicinarsi alla casa del parente defunto; fu un
colpo allo stomaco. La corona venne comprata dalla stessa fioraia dove Manuel aveva comprato quel meraviglioso
fiore alcuni giorni prima. La fioraia, naturalmente, aveva gi saputo della tragica notizia, giacch Arcadia una
citt piccola, dove le notizie si diffondono come una macchia dolio, soprattutto se si
tratta di notizie dolorose o di pettegolezzi su qualcuno. In quei giorni Manuel, come del resto gli altri amici, non era molto allegro; lui infatti,
quando stava insieme ai suoi ex compagni di classe, riusciva sempre a sdrammatizzare, ogni
volta che ce ne fosse bisogno; quella volta non fu possibile. Un salvagente, a fomr a di telefono, fu la sua salvezza; rispose la mamma: Manuel!E una
ragazza! Lui rispose e cap chi vi era dallaltra parte del cavo. Come stai?Ho saputo della disgrazia.Ti ho anche telefonato prima e ieri ma non sono
riuscita mai a trovarti. Sai, Fiore, Tommy non era propriamente un mio amico,anzi dopo un primo momento di
dispiacere e smarrimento, non sono tristissimo; oggi per lho visto dentro la bara, in
mezzo a tanti fiori, col suo giubbino preferito e colla foto di Bob Marley, il suo cantante
preferito; quel momento stato veramente triste, soprattutto perch sei contagiato, per
osmosi, dal dolore degli altri e, quindi, anche se te sei forte, la tua fortezza
destinata a cadere sotto il piante di un gruppo per u ragazzo che non si meritava queto
destino. La ragazza cerc di tirarlo su di morale: Senti io sono a piedi, perch non passi e
usciamo un po?Cos ti distrai, che ne dici?. Uscirono insieme e decisero di andar in qualche locale del centro: oramai si conoscevano da
un po di tempo, ma Manuel riflett che, da quando si erano conosciuti, non erano mai
andati in un locale da soli, ma sempre in gruppo. Seduti davanti a due birre si confidarono. Come stato il funerale?, chiese lei. si pu dire che stato bello, c stata una grande partecipazione spontanea della gente,
il prete poi mi piaciuto perch ha fatto una bella orazione funebresenti vorrei
chiederti una cosa che non posso pi rimandare. Fiore aspett che Manuel parlasse. Manuel fece un respiro molto lungo per poter dire tutto senza doversi fermare: Tu sai
qual la mia vita quotidiana: mi sveglio alle otto, studio, mangio, guardo la televisione,
ristudio e poi esco un po.Questa la mia vita monotona di tutti i giorni.Allinterno di
questo schema ci sono stati delle variazioni, soprattutto a causa di ragazze che poi, alla
fine, mi hanno sempre fatto soffrire, facendo s che mi chiudessi in me stesso. Lei non capiva ancora dove lui voleva andar a parare. Manuel continu senza fermarsi: Dopo la morte di Tommy, mi sono chiesto se valeva la pena
veivere nel modo come vivo io.Un amico mi ha detto una volta che Dante mi avrebbe messo tra
gli ignavi, i peccatori pi deprecabili.Tommy aveva la mia stessa et, ma lui ha vissuto
molto pi di me; se ci fossi stato io al posto nessuno mi avrebbe ricordato come hanno
fatto con lui.Poi, per, ho incontrato te, lunica persona che riuscita a migliorarmi
sotto laspetto del carattere, lunica che mi abbia fatto uscire dai miei schemi.In questo
momento, in questo preciso istante tu rappresenti ci che c di meglio in questo
miserabile mondo.Viviamo in mondo cinico dove lambizione va per la maggiore e tutti
cercano di ambire a posti di comando a scapito dei pi deboli. Viviamo in un mondo dove non esiste pi la comunicazione tra persone, non si parla per
paura di provare emozioni, si preferisce mandare un messaggino con telefonino, si ha paura
di esprimere di persona i propri sentimenti.Io posso ritenermi fortunato ad aver incontrato
te. Tu mi hai dato tanto senza chiedere qualcosa in cambio.Io voglio darti me stesso e il
mio amore ora, senza aspettarmi qualcosa in cambio; il mio amore per te senza confini e
non ha bisogno di essere alimentato dal tuo.Tutto questo perch mi hai reso migliore. Lei rimase stupita da quellinaspettato monologo detto tutto di un fiato. Siccome Manuel vedeva che lei non parlava lui, per metterla aproprio agio, disse: Guarda,
non c bisogno che tu mi dica di s; il mio sintimento che volevo manifestarti, ma non
ha bigno di essere ricambiato. Sono rimasta colpita e sorpresa, mi hai emozionataPosso dire che non aspettavo che
questo, non ho mai detto nulla su questo argomento perch non riuscivo a capire le tue
intenzioniOra penso si saperlo!. Manuel rimase un po confuso, perch Fiore non aveva usato quelle frasi di circostanza
che, da Carmen in poi, tutte le ragazze gli avevano ripetuto nel corso degli anni e, quindi
rimase spiazzato,ma si fece impavido: Senti non sono pratico di queste cose, ma penso che
forse adesso un bacio serva per suggellare la nostra unione. E bacio fu! Adesso era in grado di pronunciarsi su cosa lamore.Morgan aveva torto, aveva capito che
ci si pu impegnare con una donna.Manuel lo aveva fatto, era riuscita a cogliere il Fiore
pi bello tra i tanti coltivati. Non aveva avuto il bench minimo momento di ripensamento su di lei; certo bisogna aspettare
ma , con costanza, si pu ottenere un po di felicit!
« indietro |
stampa |
invia ad un amico »
# 0 commenti: Leggi |
Commenta » |
commenta con il testo a fronte »
I testi, le immagini o i video pubblicati in questa pagina, laddove non facciano parte dei contenuti o del layout grafico gestiti direttamente da LaRecherche.it, sono da considerarsi pubblicati direttamente dall'autore Silvio Mancinelli, dunque senza un filtro diretto della Redazione, che comunque esercita un controllo, ma qualcosa puó sfuggire, pertanto, qualora si ravvisassero attribuzioni non corrette di Opere o violazioni del diritto d'autore si invita a contattare direttamente la Redazione a questa e-mail: redazione@larecherche.it, indicando chiaramente la questione e riportando il collegamento a questa medesima pagina. Si ringrazia per la collaborazione.
|