Pubblicato il 26/02/2012 14:05:15
Attimi sottratti alla fatica, rubati alla fretta che strozza, mi scopro libero e straniero alla citt mia. Non ha pi tempo ora per me. Milano non hai volto dove vedere un'anima. Ti camminano creature di nebbia, bipedi automatici, cui concedi fantasia nelle cravatte e in poco altro ancora. Rumori di tran tran coprono urla rapprese di silenzio, uccise in fasce.
Tu compri intere vite a un prezzo troppo alto per essere scritto su carta. Lo pagano i figli, presi padre e madre, ma senza riscatto.
Chi vince perde, giocando con te, ma ormai troppo tardi lo apprende quando vomitato vecchio dal tuo ventre triste e duro. Da spiragli furtivi vedo vite diverse, vite vere. Prima che chiudano chiedo coraggio. Prego ancora un momento.
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