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Anna e i suoi amanti

di Abraxas
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Pubblicato il 17/01/2013 08:32:22

Anna Bolena fu moglie di Enrico VIII tra il 1533 e il 1536 e regina D'Inghilterra; fu causa dello scisma che portò alla rottura con la Chiesa di Roma e alla nascita della confessione Anglicana. Le fonti storiche non sono concordi sulla data di nascita; di sicuro venne al mondo tra il 1501 e il 1507; convengono, invece, su giorno, mese e anno della morte avvenuta per decapitazione il 19 maggio 1536. “Almeno così sembrava sino a qualche tempo fa!” esclamò il conduttore televisivo di una trasmissione di successo; poi fece una pausa, guardò fisso per qualche istante la telecamera che lo inquadrava e continuò il racconto con un tono di voce più sostenuto. “Sino alla pubblicazione di una nuova biografia su Anna Bolena in cui s’ipotizzano scenari di tutt'altro tipo”. “Abbiamo invitato, continuò, l'autore del libro "Mistero alla corte di Enrico VIII: la vera storia di Anna" per esporci le sue teorie. Il regista diede ai cameraman l'ordine d'inquadrare lo scrittore Alan Smith, mentre entrava a passi lenti nello studio e raggiungeva il conduttore tra gli applausi dei figuranti pagati per spellarsi le mani a comando. Statura media, capelli grigi, un cinquantenne in piena forma: così apparve a tutti lo studioso di storia inglese. Il suo racconto era tradotto in simultanea per i telespettatori da una calda voce femminile. Alan prese a raccontare fatti già noti: la tresca di Anna col Re prima del matrimonio, l'incoronazione avvenuta tra le risa di scherno del popolo che parteggiava per Caterina, la Regina detronizzata, la nascita della figlia Elisabetta, futura regnante, gli intrighi di corte che ne determinarono la caduta in disgrazia, il processo e la condanna. A domanda del conduttore, lo studioso rivelò che ad essere decapitata non fu Anna, ma una delle sue cameriere: un carteggio da lui rinvenuto in un vecchio castello abbandonato dimostrava che Anna fu tradotta in catene a Roma e imprigionata nelle carceri Vaticane su ordine di Papa Paolo III. Fonti segrete rintracciate casualmente negli archivi Vaticani dimostravano che non aveva chiuso la sua vita in prigione: era divenuta l'amante di cardinali potenti, l'occulta ispiratrice dei lavori del Concilio di Trento. Non morì di morte naturale ma assassinata da mani ignote in un quartiere malfamato di Roma, dove travestita da uomo, soleva recarsi per soddisfare certi appetiti saffici. Il format della trasmissione prevedeva l'intervento telefonico di persone a conoscenza dei fatti narrati. Nessuno si sorprese dunque quando lo squillo di un telefono interruppe il racconto di Mister Smith. Destò stupore, invece, la declinazione delle generalità dell'ospite telefonico: una voce maschile dichiarò di essere Enrico VIII. Il presentatore eccitato dall'idea di uno scoop clamoroso, di una salita vertiginosa dell'audience, prese a interrogarlo. L'uomo negò vigorosamente ogni carteggio con il Pontefice, qualunque accordo segreto con Roma: Anna, fu la sua conclusione aveva pagato con la morte il suo insaziabile appetito sessuale, rivelò che gli amanti condannati a morte con lei erano solo una piccola parte di quelli effettivi. Condannarli tutti avrebbe significato la certa scomparsa della corte dell'epoca. Si udì il trillo di un altro telefono, il pubblico non pagante ammutolì quando una nuova interlocutrice dichiarò di essere Anna Bolena in persona. Alle domande del conduttore, rispose con tono algido, smentendo punto per punto la ricostruzione del marito e quella dello studioso inglese: era stata decapitata dopo un processo farsa, era morta da innocente, non aveva mai tradito il marito, non era ninfomane, né lesbica. Il format della trasmissione prevedeva che i telespettatori interagissero con il conduttore e gli ospiti, via sms, messaggi sul canale Twitter e Facebook del programma. La rete era in subbuglio, erano già stati battuti tutti i record d'audience della trasmissione. Il ritmo della contesa accelerò quando intervenne il Sommo Pontefice Paolo III per confermare l'accordo con Enrico VIII e la carcerazione a Roma di Anna. Il mistero s'infittì quando la testimonianza del boia rivelò che la decapitazione era stata un trucco da illusionisti, che anche la cameriera di Anna, era sopravvissuta a quel 19 maggio del 1536. Mister Alan Smith appuntava ogni cosa sul suo smartphone, cercando di raccapezzarsi in quel caso che aveva ormai le caratteristiche dell'intrigo internazionale. Tutti smentivano tutto: i cinque condannati alla decapitazione insieme alla Regina, con l'accusa di esserne gli amanti, rivelarono di essere stati scarcerati di nascosto e di aver concluso sotto mentite spoglie la loro esistenza molti anni dopo. A quel tempo non era stata ancora inventata la fotografia, non esistevano telecamere, cellulari e altre diavolerie che potessero consentire l’identificazione certa di una persona. L'interruzione pubblicitaria capitò a fagiolo: in un concitato colloquio tra lo staff della trasmissione fu deciso di chiedere ai telespettatori la soluzione del giallo. Alla ripresa della puntata dopo l'immancabile esibizione di nudità danzanti, il conduttore lesse gli indirizzi di posta elettronica dove i telespettatori potevano inviare la loro soluzione del caso. Una giuria avrebbe premiato la spiegazione più ingegnosa con un televisore in 3d da sessanta pollici. La trasmissione si chiuse con un nulla di fatto: mister Alan Smith fu costretto a rottamare il suo smartphone, usurato dal frenetico utilizzo di quella sera. L'incertezza regnò sino al giovedì successivo, giorno della nuova puntata: la giuria riunita per l'occasione, aveva scelto la migliore spiegazione del mistero tra quelle pervenute. Era stata invitata una compagnia teatrale per sceneggiare il caso, con lo scopo di tenere gli spettatori incollati allo schermo tra un'interruzione pubblicitaria e l'altra. Il racconto iniziava con la lettura della condanna a morte per cospirazione, adulterio e incesto della Regina e dei suoi cinque amanti rei confessi. Nella scena successiva Enrico VIII dopo aver ricevuto l'ambasciatore del Papa, gli consegnava per incarcerarla nelle prigioni papali, la cameriera di Anna travestita da Regina. Gli amanti veri o presunti della sovrana, intanto venivano scarcerati di nascosto, al loro posto furono giustiziati dei contadini scelti tra coloro in ritardo col pagamento delle tasse. Anna diventò l'amante segreta del marito, dopo che sposò in terze nozze Jane Seymour. Ebbe l'onore di cornificare nel corso della restante vita anche le tre mogli successive del sovrano d'Inghilterra. Prima dei titoli di coda arrivarono in contemporanea le conferme dei due amanti: il loro segreto aveva finalmente una vera spiegazione. Alan Smith provvide ad aggiornare il titolo della sua opera: "Anna ed Enrico...storia di una beffa secolare". Lasciò soddisfatto la trasmissione: in fondo i documenti pubblicati sul libro erano veritieri e la sua opera era servita a fare luce sul caso. I giornali, l'indomani, si profusero in elogi sperticati: scrissero della nascita di un nuovo genere. Il melodramma storico.

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