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Il rito della Pasqua - nella Musica Contemporanea

Argomento: Religione

di Giorgio Mancinelli
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Pubblicato il 28/03/2017 08:40:48

Equinozio di Primavera / Aspettando la Pasqua.
(musica contemporanea per una festa)

Dixit Dominus Domino meo ,
Laudate pueri Dominum: laudate nomen Domini
Confitebor tibi Domine in toto corde meo ,
Te Deum laudamus, te Dominum confiteremur
Magnificat anima mea Dominum ,

Proiettati nella festitit della liturgia cristiana per la Santa Pasqua, sebbene spogliata di quegli ornamenti ridondanti lasciati dalla patina del tempo, ritroviamo qui quel legame affettivo che durante le funzioni del culto, nelle feste e nei vesperi domenicali, ci vedeva intonare in coro i versetti melodiosi e solenni dei Salmi sotto la volta della chiesa, mentre il turibolo andava e veniva come un pendolo davanti allaltare maggiore, mandando al cielo grate nuvole dincenso. Sar un fatto emotivo, forse, che certe prime messe siano legate ai ricordi del tempo di Pasqua, ma ancora oggi, nel riascoltarli, li riscopro pieni di tono, quasi che in essi si rivelasse lanima semplice partecipata della gente, a conferma dello stretto legame che da sempre unisce luomo (questo strano essere inintellegibile) alla divinit che dimora fra la terra e il cielo, in quello spazio pur silente dove non c il vuoto.

Una cultura scrive Raymond Williams mentre viene vissuta, sempre in parte sconosciuta , in parte incompresa. Il formarsi di una cultura comunitaria pur sempre un tentativo, perch la consapevolezza non pu precedere la creazione, e non esiste una formula per laesperienza ignota. Una comunit sana, una cultura viva, proprio per questo non soltanto accoglier, ma attivamente incoragger tutti, e chiunque sia in grado di contribuire al progresso della consapevolezza, che la necessit comune.

I riti religiosi rituali della Settimana Santa scrive Diego Carpitella docente di etnomusicologia alla facolt di lettere dellUnivesit di Roma ricalcano consuetudini di origine chiaramente precristiane, sotto il punto di vista della ritualit e periodicit calendariale legata agli eventi della natura. Su queste radici il Cristianesimo delle origini ha quindi conformato i suoi riti che celebrano la passionee la morte, ma anche la resurrezione di Cristo, e che altro non che il germogliare del seme della vita. Senzaltro linteriorizzazione dellaspetto penitenziale delle Lamentazioni e del Compianto, poi sfociati nellevento processionale della Via Crucis, dove i fedeli sono chiamati a farsi partecipi della Passione di Cristo cos come la descrivono i Vangeli, sono stati la fonte ispiratrice dei canti che laccompagnano. Non meno delle pagine di musica tra Oratori e Messe di grande bellezza suggestiva che oggi possiamo ascoltare in esecuzioni di pi ampio respiro artistico.

Latmosfera meditativa dei grandi misteri del triduo pasquale (giovedi, vederd, sabato, santi) , elaborata nelle melodie gregoriane dai monaci cistercensi e la perfetta risonanza delle volte delle chiese, qui ricreata nelladdolorato e toccante Stabat Mater attribuito a Jacopone da Todi e musicato da G. B. Pergolesi:

Stabat Mater dolorosa
Iuxta crucem lacrimosa,
dum pendebat Filius
Quis est homo, qui not fleret,
Christi Matrem si videret
In tanto supplicio?
Quis non posset contristari,
piam Matrem contemplari
dolentem cum Filio?

Respiro artistico, dunque, che mette in risalto il fulcro della solennit della Pasqua e che, accolto allinterno del rito liturgico della Chiesa ufficiale, ne conserva lafflato, il momento estatico, celebrativo e trascendentale dellassemblea dei cristiani riuniti. Leggiamo insieme il seguente testo tratto dall Introitus:

Egli, dunque nacque
e il suo pianto risuon come un grido
levato nella profondit della notte:
uneco lontana che ripeteva nel sussulto dun attimo
il sorgere strepitoso della vita.
Egli era il seme
il germoglio e la causa del germogliare
la ragione e la volont del prevalere
la sospensione cosmica del tempo
che attendeva la primeva luce-
Egli, era il Figlio
Linequivocabile continuit del Padre
sua immagine e somiglianza
lacquisita coscienza dellumano volere
la sua suprema speranza.
Egli, era lunica volont possibile
il dono elargito con generosit
lineluttabile gesto del suo grande amore:
la conoscenza e larmoniosa proporzione del tutto
linizio e la fine di ogni cosa.
Egli, era lAgnello del sacrificiuo
lamaro sudario della fine
lestremo abbandono, lultimo castigo
leterno sepolcro della carne
prima della resurrezione.
Egli, dunque mor e fu sepolto
e il suo pianto si lev al di sopra del mondo
come un inno levato alla divinitceleste del Padre
che lo aveva reso allumano volere
nellinconsavevole reminiscenza dellaffanno
del dolore pi grande.

* Arvo Prt indubbiamente il compositore del cambiamento e della trasformazione della musica liturgica, il pi ascoltato, il pi eseguito, il pi aderente alla tradizione coreutica del gregoriano, il pi rigoroso lettore delle Scritture Sacre: ..ai cui testi egli afferma mi sono sempre sentito molto vicino e dai quali ricevo ispirazione per i miei componimenti, in quanto contengono verit che hanno un valore secolare e comunque sempre fortemente attuali. Le sue architetture strumentali prendono avvio e si formano su una componente distintiva classica, ma sono molti i brani singoli come Arbos, Fratres e Alina, ma anche quello delle tracce 5 Solitudine e 11 Fragile e conciliante contenute in Lamentate (ECM 2005) che, ad un ascolto attento, presentano per cos dire difformit fuorvianti dalla regolarit di una partitura cosiddetta sinfonica.

Altre, ad esempio, almeno quelle contenute in Orient e Occident, oppure Tabula rasa o Cantus, sono tali da sembrare concepite su una scala dilatata piuttosto che sul consueto pentagramma, peculiare delle ultime tendenze nichilistiche pi vicine a Peter Etvs di Replica e Gyrgy Kurtg di Movement; come anche alle elaborate sonorit dei Kronos Quartet quando affrontano gli String Quartet di Grecki o di Philip Glass dal titolo omonimo o il Michael Nyman di The piano concerto . Dilatata a tal punto da sembrare libera da qualunque inflessione accademica eppure non meno rigorosa di quelli che sono i canoni dettati dallo studio e dalla percezione. Alla base della mia tecnica compositiva la sostanza musicale stessa per cui il colore sonoro pu diventare secondario. Da tutto ci si sviluppano delle libert legate ad alcune scelte, che possono indurre successivamente a una serie di sviluppi e a infinite rielaborazioni. Cos come del resto devessere senzaltro avvenuto con le opere di quei compositori che mi hanno accompagnato, quali sono stati Bach, Mozart e Schubert nel corso di tutta la mia vita, e lo fanno tuttora.

Dopo i tanti segni pi attribuitigli, nel 2016 Arvo Prt ne ha aggiunto un altro, quello dessere per il sesto anno consecutivo indicato nelle classifiche come il compositore vivente pi eseguito al mondo. Ci non toglie che possiamo attribuirgli qualche segno meno, quale, ad esempio: il meno abusato e quello del meno contaminato che, a quanto sembra non sempre un bene, in ragione di unavvicendarsi sulla scena musicale mondiale di una contaminazione influente quanto creativa di suoni altri che stanno cambiando lorecchio degli ascoltatori e soprattutto il gusto. Cos come nella musica vocale sacra si sta tornando alla forma medievale del discanto o discantus che poteva essere improvvisato secondo una prassi dalle regole ben codificate, ma che non si riteneva opportuno annotarlo.

Daltra parte anche le partiture vocali e polifoniche di Arvo Prt risultano non poco impegnative sul piano dellascolto e molto probabilmente su quello dellesecuzione: i suoi pianissimo da canto firmus giocate sulla sospensione prolungata della voce e del suono che talvolta rasentano il silenzio, quasi a voler affrontare quel mondo estremo che solo appartiene aldil interiore. Sospensione che permette al compositore di eludere la voce con sonorit prolungate sostitutive della voce stessa, efficienti nellesternare il sacro indicibile contenuto, in quei momenti, nellafflato corale e che ogni volta ritorna come per una resurrezione.

Non si pu dire che le sue maggiori composizioni dedicate al fatto religioso non raggiungano lo scopo voluto, tuttaltro; opere quali Litany, Lamentate, Miserere, De profundis, Stabat Mater, Passio secundum Joannem, Te Deum e quel Kanon pokajanen basato sul canone di penitenza recuperato da antichi manoscritti di origine greco-ortodossa, attribuito a SantAndrea da Creta prima dellVIII sec d.C.,
sublimano leffetto evocativo, quasi che il tutto stia l per accadere nellimminenza del sacro: ..ci si innalza verso la luce che sta arrivando, la stessa luce che nel momento culmine della Messa, splender con tutta la sua forza nel corso della liturgia. Anche per questo Arvo Prt il pi significativo dei compositori, come gi stato detto lautore del cambiamento e della trasformazione in atto nel XXI secolo.

Colui che ha permesso alla musica sacra di conformarsi alla svolta della contemporaneit e raggiungere sonorit finora inusitate, quasi .. lauge della potenza e della gloria che da sempre Prt sembra perseguire, e che ha portato alla ribalta della musica internazionale. Le sue composizioni sono oggi fatte oggetto di cult presso le giovani generazioni alla ricerca di emozioni epidermiche e talvolta superficiali ma che rispondono alla suggestiva emotivit e le tensioni del tempo attuale. Non c davvero una categoria nella quale iscrivere la sua musica, tanto ricca di riferimenti, di tensioni, di colori che sfugge a una sommaria quanto inutile classificazione. Ed proprio questa la sua caratteristica pi affascinante, la magica alchimia di suoni e assonanze che sostiene ogni sua composizione, elaborata con pazienza e dedizione nei molti anni della sua avventura musicale.

Per comprendere lopera di Arvo Prt per necessario fare pi di un passo indietro nel tempo e tornare alle origini della sacralit del Canto Gregoriano, comprenderne gli sviluppi e le trasformazioni successive. Sebbene qui sar fatto per brevi linee, fuor di dubbio che limpronta penitenziale del gregoriano per la Santa Pasqua risente dellatmosfera lugubre in cui immerso, per quanto non manchino in esso ampie schiarite di gloria, soprattutto in quegli oratori che sono motivo di grazia operata dalle anime dei giusti, nel raggiungimento del culmine massimo della celebrazione rappresentato dalla sopraggiunta enfasi estatica di pieno splendore. allora che il canto firmus, pur nel timore supplichevole che incombe, avverte lo sguardo indagatore del divino sopra di s, ed esprime nel de profundis la volont di mostrare la propria anima, profondamente addolorata e contrita. O, come spesso accade durante le commemorazioni liturgiche popolari, lasciando sciogliere il dolore in un fiotto di lacrime (e di grida tipiche), per poi recuperare quella felicit interiore che la ritrovata voce infonde nel canto che si leva alto, a raggiungere le vette del sentimento pi puro.

* Molteplici e notevoli sono le trascizioni eseguite dellantico Canto Gregoriano delle Messe per il Venerd Santo dalle Schola Cantorum attive in tutta Europa, oggi reperibili in registrazioni qualitativamente apprezzabili, sebbene lascolto diretto, in latino, eseguito da Corali professionali sia tuttaltra cosa. Linvito quindi di cercare i luoghi e le occasioni di dette esibizioni corali che in questo periodo non mancano nelle chiese che rispettano la tradizione. Di vero interesse e, soprattutto, di grande effetto rappresentativo sono le parti cosiddette a responsorio dove la voce solista (solitamente un narratore) si interroga sui fatti della Passione e interpella il popolo (coro) che risponde, aggiungendo allenfasi della richiesta il proprio risentito dolore.
Dalla Messa ?In Passione et Morte Domini leggiamo un passaggio significativo:

Tractus.
Domine, audivi auditum tuum, et timui;
Consideraavi opera tua, et expavi.
In medio duorum animalium innotescris:
dum appropinquaverint anni, cognoscris;
dum advenirit tempus, ostendris.
In eo dum conturbata fuerit anima mea:
in ira, misericordiae memor eris.
Deus a Libano veniet,
et Sanctus de monte umbroso et condenso.
Operuit caelos maistas eius:
et laudis eius plena est terra.

Responsorium-Graduale.
Christus factus est pro nobis obediens
Usque ad mortem, mortem autem crucis.
Propter quod Deus exaltavit illum,
Et dedit illi nomen quod est super omne nomen.

Improperia.
Popule meus, quid feci tibi?
Aut in quo contristavi te?
Respondi mihi.
Hagios o Theos.
Sanctus Deus.
Hagios Ischyros
Sanctus Fortis.
Hagios Athanatos, eleison hymas.
Sanctus Immortalis, miserere nobis.
Qua eduxi te de terra Aegypti;
Parasti Crucem Salvatori tuo.

Adoratio Sanctae Crucis.
Ecce lignum Crucis,
In quo salus mundi pependit,
Venite adoremus.

* Tuttavia non siamo ancora alla definitva conclusione, dal Medioevo qui appena rivisitato, per tornare ad Arvo Prt dobbiamo fare non uno bens molti passi in avanti, allorch altri compositori si affacciarono sulla scena della musica dispirazione liturgica per arrivare allmpianto della Messa contemporanea, rivolta per lo pi allevidenza laica, e che sono rispettivamente Pierre Schaeffer e Pierre Henry, che conversero le loro ricerche in una medesima esperienza. Compositore e allievo di Olivier Messiaen e Nadia Boulanger, Pierre Henry gi collaboratore del Club d'Essai fondato da Pierre Schaeffer presso la RTF francese, col quale ha anche composto la Symphonie pour un homme seul (1949-50), considerato uno dei teorizzatori della musica concreta basata su suoni pre-esistenti, uno dei primi modelli di manipolazione del suono per fini compositivi (in quel caso magnetofoni), che apr alla cosiddetta musica elettronica e che di fatto, ampliava gli orizzonti musicali a confini mai intravisti prima.
Tale opportunit si collocava in contrapposizione all'idea di astrazione che secondo Pierre Schaeffer caratterizzava l'approccio musicale dominante (musica elettronica, musica strumentale): cio, il pensare la musica per criteri astratti (armonia, contrappunto, notazione, dispositivi logici, etc.) piuttosto che elaborarla concretamente attraverso il suono e l'ascolto. Schaeffer parlava di musica concreta intendendo il suono nella sua completezza; ovverosia il fatto di ascoltare il suono in tutti i suoi aspetti (attacco sonoro, durata, inviluppo, densit di massa sonora, andamento, timbro, frequenza, ampiezza etc.). I suoni potevano provenire dalle fonti pi varie della realt acustica (rumori, strumenti tradizionali, voci e molti altri) e in gran parte dei casi venivano captati tralasciando la risonanza in un dato punto dello spazio. A differenza della musica elettronica pura, la musica concreta non era basata su sonorit ottenute direttamente da frequenze elettroniche. Questa attivit gli permise di utilizzare il vasto archivio discografico della radio della RTF in cui lavorava come ingegnere del suono e di cominciare a fare esperimenti sul suono ed il rumore, ma soprattutto cominci a maturare dei nuovi metodi compositivi, come dimostrarono i suoi saggi: Introductrion la musique concrte e A la recherche d'une musique concrte.

Egli inoltre autore inoltre, del primo brano di musica concreta: tude aux chemins de fer del 1948: un breve studio sul ritmo per giradischi che riproduce i suoni provenienti da un treno in movimento (fischi, suoni di vapore, e altri). Ad esso seguirono negli anni successivi altre composizioni non troppo diverse e sempre di breve durata quali tude aux tourniquets, tude au piano I (tude violette), tude au piano II (tude noire), ed tude aux casseroles (tude pathtique). Durante questa fase, Schaeffer lavor quasi completamente da solo. A partire dal 1949, inizi una collaborazione con Pierre Henry che frutt composizioni pi lunghe, ambiziose (e, a detta di molti, pi mature) quali la Symphonie pour un homme seul. Iniziata nel 1949 e terminata l'anno seguente, (sebbene sia stata oggetto di pi revisioni) essa un altro esempio di musica concreta in cui suoni strumentali si mescolano a suoni presi dalla vita quotidiana di un uomo (respiri, passi, fischi, porte che sbattono ecc.). La musica concreta di questo periodo poco o per nulla strutturata e meno rigida di quella che seguir.

Nel 1951, in seguito all'introduzione di nuove apparecchiature, Schaeffer, Henry e il fisico Andr Moles fondarono il Gruppo di ricerca di musica concreta (futuro Gruppo di ricerche musicali) che era finanziato dallo studio parigino RTF, che fu il primo studio costruito per comporre musica elettronica:

Noi abbiamo chiamato la nostra musica concreta, poich essa costituita da elementi preesistenti, presi in prestito da un qualsiasi materiale sonoro, sia rumore o musica tradizionale. Questi elementi sono poi composti in modo sperimentale mediante una costruzione diretta che tende a realizzare una volont di composizione senza l'aiuto, divenuto impossibile, di una notazione musicale tradizionale. Fra i nuovi macchinari erano inclusi magnetofoni e quattro apparecchiature speciali: la prima controllava i suoni nello spazio esecutivo, la seconda era un registratore in grado di riprodurre riverberazioni, mentre le ultime due permettevano di variare la velocit di riproduzione del nastro e di "trasporre il materiale registrato su ventiquattro altezze, (esse erano nominate rispettivamente pupitre de relief spatial, il morphophone, e le phonognes). I magnetofoni, che da allora rimpiazzarono il giradischi, permisero al compositore di suddividere i suoni in pi parti al fine di adoperare solo quelli necessari alla composizione.

* Fu in quello stesso periodo, che emersero altri studi di musica elettronica. Altri musicisti iniziarono a comporre seguendo la loro stessa filosofia ed esperienza. Fra essi Karlheinz Stockhausen, che realizz nel 1955 la prima composizione di musica concreta a presentare sonorit provenienti da segnali generati elettricamente: Gesang der Jnglinge im Feuerofen, mentre Desert del 1954, una composizione di Edgar Varse per fiati e percussione, invece considerata il primo capolavoro di questo metodo compositivo. In seguito all'uscita di Henry dal GRMC, che decise di fondare lo Studio Apsome nel 1958, Schaeffer intraprese, ispirandosi a Varse, un percorso di ricerca molto pi rigoroso e meno empirista di quello dei suoi primi lavori. Da questo momento, i membri della scuola francese si concentrarono maggiormente sull'analisi dei suoni registrati e iniziarono a comporre una musica realizzata da suoni "presi cos come vengono percepiti".

* Di questa fase, caratterizzata da composizioni pi astratte rispetto a quelle degli esordi, si ricordano il lunghissimo Trait des objets musicaux, terminato nel 1966 (ma iniziato quindici anni prima) e registrato da Schaeffer con musicisti quali Abraham Moles, Jacques Poullin pi altri ricercatori. A differenza di Schaeffer, Pierre Henry prosegu gli ideali originari della musica concreta degli esordi. Con Variations pour une porte et un soupir del 1963 e, successivamente con Messe pour le temps present composta con Michel Colombier per il coreografo Maurice Bjart, contenente il brano Psyche-Rock, utilizzato poi nella colonna sonora di Z: lorgia del potere di Costa Gravas del 1969; e la Messe de Liverpool del 1967 registrato dal vivo in occasione dellinaugurazione nella Cattedrale Metropolitana del Crist-Roi di quella citt; nonch Musique pour une Fete del 1971 in occasione della Festa dellUmanit tenutasi alle Tuileries di Parigi e danzata dal Ballet du 20 Sicle di Maurice Bjart, siamo di fronte ad una vera e propria apoteosi celebrativa di questa musica che savvia alla sua esperienza conclusiva a partire dai primi anni settanta, periodo in cui i compositori, interessati ad approfondire l'analisi dei suoni con nuovi mezzi, iniziarono ad adoperare apparecchiature quali sintetizzatori e computer etichettata poi come progressiva, e che da questo momento in poi abbraccia ogni genere musicale che si avvale della strumentazione elettrificata e di apparecchiature elettroniche nel mixage.

* Questo fenomeno ebbe come principale conseguenza quella di annettere il concetto di musica concreta a quello pi generale di musica elettronica almeno altre due esperienze, separate tra loro da anni di vuoto, e che hanno portato alla ribalta gli Eela Craig, un gruppo rock austriaco degli anni 1970 e 1980, che ha unito progressive rock con influenze jazz e di musica classica e testi liturgici cristiani. Il nome della band pur senza significato nota riprende il discorso abbandonato da Henry delle Messe, infatti il loro album pi importante Missa Universalis del 1978 confluita in quella New Age di pi largo consumo. Laltra esperienza di un certo livello, maturata a cavallo tra gli anni 60 e il 1980, senza ombra di dubbio quella di Hans Werner Henze compositore tedesco vissuto in Italia, noto per le sue opinioni politiche marxiste e il loro influsso sulla sua opera. Il suo stile compositivo abbraccia il neo-classicismo, il jazz, la tecnica dodecafonica, lo strutturalismo e alcuni aspetti della musica popolare e del rock. In seguito per, ribellatosi agli obblighi dello strutturalismo e dell'atonalit, al punto che nella sua opera "Boulevard Solitude" del 1951 sono presenti elementi riconoscibili provenienti dal jazz nonch dalla canzone francese dell'epoca.

* Laltro suggerimento ancora pi toccante, si tratta della colonna sonora del film Passion: The last temptation of Christ (Virgin / Realworld 1989) di Martin Scorsese, con i pur bravi Willem Dafoe e Harvey Keitel. Composta e diretta dal mostro sacro del rock-progressivo Peter Gabriel, cantante, polistrumentista, compositore, produttore discografico e attivista britannico che, dopo aver raggiunto il successo negli anni settanta nel celebre gruppo dei Genesis e aver intrapreso una carriera solista di successo sperimentando numerosi linguaggi musicali, negli anni ottanta si impegnato nella promozione della world music attraverso la sua etichetta Real World, andando alla ricerca di moderne tecniche di incisione e nello studio di nuovi metodi di distribuzione della musica online. anche noto per il suo costante impegno umanitario. La colonna sonora de L'ultima tentazione di Cristo, pubblicata un anno dopo luscita del film sotto il nome di Passion voluto da Peter Gabriel, oggi considerata un capolavoro dellallora neo-nata world music. Per la realizzazione l'ex-Genesis si avvalse della collaborazione di artisti internazionali di musica tradizionale quali Youssou N'Dour, Billy Cobham e Nusrat Fateh Ali Khan. Ad esso si accompagna l'album 'Passion sources' il quale completa la colonna sonora e promuove gli artisti che hanno collaborato con Gabriel proponendo dei loro brani importanti, finora sconosciuti al grande pubblico.

Tuttavia, ad oggi, non possibile affermare che in Arvo Prt, fautore del cambiamento e della trasformazione si possa trovare tutto questo; certo che malgrado egli, come abbiamo fin qui appreso, indubbiamente il riformatore e il continuatore della tradizione millenaria riversatasi nella musica liturgica. Per quanto egli rimanga ancorato alla musica sinfonica e al gregoriano come forma compiuta nei suoi componimenti, non esclude il fatto dellaver trovato nela estensione sonora della musica contemporanea il perno dappoggio per le sue personalissime creazioni, col fare qua e l uso di determionate sonorit e di ricercate assonanze atonali, seppure utilizzate in maniera eccelsa. Non per caso che Arvo Prt oggi il compositore pi seguito e ascoltato dalle nuove generazioni, sulle quali approfondire e sviluppare nuovi linguaggi sonori.Ma, in tutto questo bla-bla, sarebbe servito a poco se adesso non dicessi ci che non ho ancora detto, cio in che cosa mi trovo daccordo col maestro: ..che la musica, macerie di tutte le idee, fa da sfondo ad un incendio che ancora non rischiara il mondo.









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