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BUONA ESTATE CON LE NOSTRE LETTURE CONSIGLIATE
Il vuoto è pieno di poesia, articolo di Donato Di Stasi
 

Ogni lettore, quando legge, legge se stesso. L'opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso. (da "Il tempo ritrovato" - Marcel Proust)

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Antologia proustiana 2021 [Invito a partecipare]

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Evento/notizia/comunicazione, proposta di LaRecherche.it

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Pubblicato il 01/05/2021 13:08:54

 

LaRecherche.it invita a partecipare all’antologia proustiana 2021

 

 

LaRecherche.it considera che chiunque invii Opere per partecipare all’antologia abbia letto, interamente e in tutta la sua estensione, compreso e accettato il seguente invito in formato di bando.

 

 

Titolo dell’antologia

 

SETTE QUADRI DA “LA PRIGIONIERA”

 

 

Tema

 

“Fin dal mattino, la testa girata ancora verso il muro, e prima d’aver visto, sopra le grandi tende della finestra, di che sfumatura fosse la striscia di luce, sapevo già che tempo faceva.”

M. Proust, da “La Prigioniera”

 

 

 

 

“La Prigioniera” sembra essere la parte più intimista e domestica della Recherche, spesso le scene si svolgono fra le mura domestiche, senza i sontuosi abiti da sera, mancano gli equipaggi a passeggio nel Bois, le feste i pranzi. Insomma, sembra che l’aria si sia addensata attorno al capo del personaggio che dice Je, il quale vive dalla sua stanza il forte struggimento per la donna amata, sfuggente benché prigioniera. L’io narrante, anch’egli prigioniero di sé stesso, si abbandona a riflessioni e considerazioni, sovente utilizzando una tecnica quasi pittorica mostra al lettore ambienti e stati d’animo. Le descrizioni non sono semplicemente cornici ai personaggi ma sono dotate di una forza evocativa in cui le immagini hanno lo stesso spessore di umori o riflessioni. Proprio come succede nei quadri dei grandi Maestri, primo fra tutti l’amatissimo Vermeer, in cui, attorno alle figure centrali, il pennello ha deposto, attraverso sprazzi di luce, velature di foschie, sfondi evanescenti, gli stati d’animo capaci di trasfigurare semplici momenti immobilizzati in veri e propri racconti in cui confluiscono desideri e attese, segreti celati e verità da offrire a chi osserva.

“La Prigioniera” si apre con un vero e proprio sipario che si alza, la scena mattutina è descritta in maniera struggente da Proust, in poche semplici pennellate dona alla sua camera da letto la profondità del ricordo e la serenità dell’abitudine, eppure con quella “testa girata” sembra volerci suggerire la sua incapacità di cogliere in pieno la verità, in qualche modo il suo sguardo non è indirizzato nella giusta direzione, benché i suoi sensi siano già ben attenti a quanto lo circonda. In queste poche parole la maestria proustiana offre al lettore un riassunto di quanto successo in precedenza e su quanto accadrà: l’io narrante ha già un sentore del suo ambiente domestico, nella fattispecie Albertine, racchiusa dietro le tende: “Albertine abitava allora da me, e si rese conto (Bloch) che l’avevo nascosta a tutti”, celata allo sguardo e alle tentazioni. Proust è consapevole del coacervo di sensazioni, anche contrastanti, che Albertine gli provoca, in qualche modo è illuminato dalla verità che però non lo investe in maniera completa poiché egli ha ancora lo sguardo parzialmente rivolto altrove. Tuttavia, si sa che al risveglio segue l’azione ed è quanto accadrà lungo le pagine, sino alla straziante e simmetrica immagine di un risveglio funestato dalla partenza: “Ah! benissimo, Françoise, grazie, naturalmente avete fatto bene a non svegliarmi, adesso lasciatemi, vi chiamerò fra un istante”. Il narratore di nuovo volta lo sguardo verso il muro, non vuole ancora guardare verso la vita di Albertine, e la sua fine è racchiusa – forse – in una pennellata del quadro di apertura che fa presagire un gelido vuoto “insinuatasi attraverso il sonno a diffondervi una tristezza che annunciava la neve…”

 

Mancando quasi completamente lo spazio esterno: il mare, gli alberi, i biancospini la natura e il mondo sono rappresentati in modo da apparire come dei quadri nella galleria di una pinacoteca. Appaiono come dei dipinti fiamminghi dalle luci calde, le tonalità soffuse dai lumi delle lampade e dalle velature delle cortine, oppure assumono l’aria chiassosa e vociante degli ambienti impressionisti e così via.

Quest’anno abbiamo potuto visitare questa galleria privata e incantevole e riportiamo le descrizioni che fa Proust di sette di questi quadri; dalla descrizione che egli ne fa, ognuno può ricreare l’opera in versi, in prosa, foto, racconti e quanto la fantasia può suggerire.

Sette quadri tratti da “La Prigioniera” (I Meridiani Mondadori – traduzione di G. Raboni):

  1. “Le sere in cui non mi leggeva ad alta voce, la mia amica mi faceva un po’ di musica, o iniziava con me delle partite a dama o delle conversazioni ch’io interrompevo, le une e le altre, per baciarla.”
  2. “C’erano giorni in cui il rumore d’una campana che batteva le ore portava sulla sfera della sua sonorità una placca così fresca, così potentemente intrisa d’umidore o di luce, che era come una traduzione per ciechi o, se si vuole, come una traduzione musicale dell’incanto della pioggia o dell’incanto del sole.”
  3. “Di colpo, il sole colorava di giallo quella mussola di vetro, la dorava e, scoprendo pian piano in me un giovane più antico che l’abitudine aveva a lungo nascosto, mi inebriava di ricordi, come se mi fossi trovato nel bel mezzo della natura davanti a un fogliame dorato cui non faceva difetto neppure la presenza d’un uccello.”
  4. “Françoise veniva ad accendere il fuoco, e perché prendesse vi gettava qualche rametto il cui odore, dimenticato per tutta l’estate, descriveva attorno al camino un cerchio magico nel quale, scorgendo me stesso intento a leggere ora a Combray, ora a Doncières, io mi sentivo altrettanto felice, senza muovermi dalla mia stanza di Parigi, che se fossi stato in procinto di fare una passeggiata dalla parte di Méséglise o di raggiungere Saint-Loup e i suoi amici alle manovre in campagna.”
  5. “«Quel che amo, in quei cibi gridati, è che una cosa ascoltata come una rapsodia cambi natura, quando è in tavola, per far appello al mio palato. Quanto ai gelati (ne ordinerete, spero, solo di fatti in quei vecchi stampi d’una volta, che hanno tutte le forme architettoniche possibili), ogni volta che ne mangio, templi e chiese, obelischi e rocce, è innanzitutto una sorta di geografia pittoresca quella che contemplo, salvo poi convertirne i monumenti di lampone o vaniglia in freschezza per la mia gola.»”
  6. “Lo seppellirono, ma per tutta la notte prima dei funerali, nelle vetrine illuminate, i suoi libri, disposti a tre a tre, vegliarono come angeli dalle ali spiegate sembrando, per colui che non era più, un simbolo di resurrezione.”
  7. “Approfittando del fatto che ero ancora solo, e chiudendo a mezzo le tende perché il sole non mi impedisse di leggere le note, mi sedetti al piano e, aperta a caso la Sonata di Vinteuil che vi era posata, mi misi a suonare; poiché l’arrivo di Albertine era ancora un po’ lontano ma, in compenso, assolutamente certo, avevo insieme del tempo e della tranquillità di spirito.”

 

 

Modalità di partecipazione

 

Invio e scadenza

 

Tutti sono invitati a partecipare inviando il materiale, attinente al tema sopra descritto, alla e-mail marcelproust@larecherche.it, entro e non oltre il 30 giugno 2021 (non sono accettate opere inviate in altro modo).

L’antologia sarà pubblicata, in formato e-book, sui siti www.larecherche.it e www.ebook-larecherche.it il giorno 10 luglio 2021 (compleanno di Proust).

 

 

Formato delle Opere

 

È possibile partecipare con poesie, racconti, articoli, brevi saggi, disegni, fotografie o altro (le opere in prosa non devono superare le 15.000 battute, spazi inclusi; le opere in versi non devono superare i 50 versi; le immagini dovranno avere un’ottima risoluzione e nitidezza).

I testi dovranno essere in uno dei seguenti formati: rtf, doc, docx, odt (non sono accettate opere inviate in formato pdf); le immagini dovranno essere in uno dei seguenti formati: jpg, tif, png.

Nel caso di invio di più Opere, da parte di uno stesso autore, i curatori valuteranno se inserire in antologia tutte le Opere inviate o solo alcune o parti di esse.

 

 

Specifiche da parte dell’autore e azione selettiva dei curatori

 

I curatori si riservano di pubblicare solo le Opere che riterranno valide e attinenti al tema, senza l’obbligo di darne la motivazione in caso di esclusione di tutta o parte dell’Opera. Il palese scostamento dal tema proposto potrà essere motivo di esclusione dall’antologia, così come il riscontro di gravi errori di ortografia/sintassi.

 

L’autore non deve inviare la propria biografia poiché nell’antologia sarà riportata la seguente dicitura:

Le informazioni sugli autori sono reperibili direttamente online su LaRecherche.it oppure nei vari blog degli stessi autori. In ogni caso, per qualunque informazione relativa a un autore, o contatto con esso, è possibile scrivere a redazione@larecherche.it.

 

 

Dichiarazioni dell’autore

 

L’autore, inviando la sua Opera alla suddetta e-mail, dichiara esplicitamente, che essa è di sua esclusiva proprietà intellettuale, avendone pieno diritto di utilizzo, ed è esente da qualsivoglia vincolo presso terze parti (editori, eccetera); con l’invio si concede a LaRecherche.it l’autorizzazione a pubblicare l’Opera in e-book e/o sulle pagine del sito in modo permanente senza possibilità di revoca da parte di chicchessia.

 

 

Pubblicazione a stampa e ulteriori dichiarazioni dell’autore

 

LaRecherche.it valuterà se pubblicare l’antologia, eventualmente in un secondo momento, anche in versione a stampa, su Amazon tramite il servizio di Direct publishing, con un prezzo di copertina il più basso possibile, o presso altro editore eventualmente disponibile. Gli eventuali proventi derivanti dalla vendita dell’antologia andranno a sostenere le iniziative culturali di LaRecherche.it. Pertanto, chi invia il materiale per partecipare all’antologia concede a LaRecherche.it i diritti di pubblicazione e vendita, senza pretendere nessun tipo di compenso né per sé né per i propri eredi, né oggi né mai, senza possibilità di revoca da parte di chicchessia. Non sono dovute copie omaggio né agli autori né a nessun altro. I curatori valuteranno se inserire nella versione a stampa tutte le opere inviate, eventualmente escludendo quelle non ritenute idonee alla stampa, anche se inserite nell’e-book. Per motivi di tipo tecnico la versione a stampa potrà differire da quella in e-book. (Si sappia che tale eventuale pubblicazione è per i curatori un onere in più per il quale non riceveranno nessun compenso, come d’altronde anche il lavoro di cura dell’antologia in formato e-book).

 

 

Bozze e autorizzazione alla pubblicazione

 

LaRecherche.it, per procedere alla pubblicazione, sia della versione e-book sia della versione a stampa, non è obbligata a fare visionare le bozze agli autori né a ottenere da essi una ulteriore autorizzazione alla pubblicazione oltre a quella sottoscritta con l’invio dell’Opera alla suddetta e-mail da parte dell’autore.

In ogni caso, anche in assenza di esplicita autorizzazione da parte dell’autore a pubblicare l’Opera, in e-book e/o a stampa, il solo fatto di inviare le proprie Opere a LaRecherche.it avrà lo stesso valore di un consenso esplicito.

 

 

Dichiarazione definitiva da inserire nella e-mail di invio dell’Opera

 

Nella e-mail di invio dell’Opera dovrà essere riportata la seguente dichiarazione:

 

Ho preso visione puntuale, per me e per i miei eredi, in tutta la sua estensione, del bando titolato: “LaRecherche.it invita a partecipare all’antologia proustiana 2021”, pubblicato sul sito www.larecherche.it, e lo accetto integralmente senza riserve.

 

 

Roma, 1 maggio 2021

 


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