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Cineuropa a Locarno - intervista a Fabrice du Welz

Argomento: Cinema

di Giorgio Mancinelli
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Pubblicato il 17/08/2019 18:14:51

CINEUROPA NEWS : LOCARNO 2019 Piazza Grande

Fabrice du Welz Regista di Adoration: "Sono un regista istintivo. Lavoro rozzamente, sul momento.

Intervista di Aurore Engelen.
16/08/2019 - Cineuropa ha incontrato Fabrice du Welz in occasione della prima internazionale del suo nuovo film, Adoration, nella Piazza Grande di Locarno
Adoration, che chiude la trilogia di Fabrice du Welz dopo Calvaire e Alleluia, questa volta ambientato nelle Ardenne ed enfatizza lamore dissennato di un giovanotto semplice e innocente per una giovane ragazza psicotica. Il regista belga segue la fuga folle di Paul e Gloria, diventati inseparabili. Lo abbiamo incontrato in occasione della prima internazionale nella Piazza Grande del Locarno Film Festival.

Cineuropa : Il tuo giovane eroe, Paul, vive intensamente e in maniera assoluta una storia damore che sembra sfuggire al suo raziocinio.

Fabrice du Welz : Lidea era di approcciare questa storia nella maniera pi semplice e viscerale possibile. Sono giovani ragazzi che devono affrontare emozioni troppo grandi per loro, e vi si perdono. Durante ladolescenza le storie damore ci annientano, la sensazione di essere innamorati totale. Ho voluto trattare lamore come un risveglio spirituale che tende al misticismo.

Detesto il realismo nel cinema, nonostante io ami liperrealismo. Ci che sto cercando una sorta di astrazione, in tutto. Cerco di spingere i codici del film drammatico verso qualcosa che tanto astratto quanto fisico.
Ma allo stesso tempo un film in cui mi sono messo a nudo molto pi di quanto faccia di solito. Di norma mi nascondo un po dietro il grottesco e a scene sanguinolente. Qui c stato un reale desiderio di purificazione. Il film si affida interamente a questo ragazzo, tutto visto da una prospettiva in prima persona, con lo sguardo di un essere gentile e innocente. Qualcuno che profondamente buono.

Con Paul la prima volta che si trova un soggetto cos gentile al centro della tua storia. Laccesso alle emozioni una cosa che ho ricercato per tanto tempo. Ho sentito che era il momento di provare qualcosa di nuovo, di superare la mia timidezza. I grandi registi che amo, da Bergman ad Almodvar, sono quelli che non esitano a fare uso della propria intimit, delle proprie emozioni private, per farne dei film. Lo trovo ammirevole, ma allo stesso tempo mi spaventa. In un certo senso mi trovo a un incrocio con questo film. Ho bisogno di misurare me stesso con qualcosa di pi semplice, e di mettermi a rischio.

Mentre il film si sviluppa avviene una sorta di rovesciamento: i due adolescenti sono sempre meno reali?

I miei film trattano sempre di frontiere. Andiamo da un ciclo a un altro, pi difficile orientarci, le cose diventano quasi spettrali. Ci che mi interessava era farle evolvere in un paradiso, poi in un purgatorio e poi in uno spazio infernale, sino a una specie di liberazione che soggetta allinterpretazione di ogni spettatore.
Hai un approccio molto strutturato durante le riprese. Giri a 360 gradi, quanto pi vicino possibile ai corpi degli attori, a cui dai molte indicazioni durante ogni ripresa.
Lavoro come un artista visivo. Abbiamo inquadrato il film e utilizzato molto lo zoom. Non riesco a non vivere le sequenze, ho bisogno di essere un attore. Sono proprio l con gli attori, e lavoro insieme a loro. B, a volte mi agito davvero troppo, forse mi manca un po di distanza! Ammiro i registi cerebrali che sanno visualizzare lorganizzazione di tutto. Ma io son un regista istintivo. Lavoro rozzamente, sul momento. Ho bisogno di rimpastare il materiale, il discorso con i miei attori, di dargli una spinta qua e l, di vivere qualcosa con loro.

La colonna sonora e la direzione artistica del film hanno particolarmente risalto allinizio dei titoli di coda. Perch?

Il nostro intento con Adoration era quello di realizzare un film che sarebbe ritornato al realismo poetico degli anni 30 e 50 del secolo scorso, quando il cinema francese produceva grandi film di genere: Cocteau, Carn, Franju, Melville
Oggi questo un genere completamente scomparso in Francia. Il cinema di genere attualmente legato al cinema americano, al cinema di sfruttamento degli anni 70. E ci siamo dimenticati che, negli anni 50, in Francia cera un genere florido: il realismo poetico. Persino a casa, in Belgio, prima dei fratelli Dardenne, cera Andr Delvaux. Abbiamo voluto fare un film che si sbarazzasse della patina americana di genere, e che non avesse paura di finire nella poesia. A tale scopo, avevamo bisogno di collaboratori che andassero in quella direzione. Sul set, il trio tra la messa in scena, gli scenari e la direzione fotografica era forte.

Io sono ossessionato dalle cose che risplendono, che hanno consistenza. A volte mi sconvolge vedere il cinema che guardano i nostri figli. Forse sono io che sto diventando un vecchio imbranato, ma tutto patinato, freddo. Credo che gli scenari abbiano unanima. E che questanima si mostri, in un modo o nellaltro, nel film. Tutto ci deve essere orchestrato visivamente, e nella musica. Specialmente in questo caso, dato che ci occupiamo delle scintille dellamore. Il cinema unarte profondamente sensuale, c la bellezza delle ambientazioni, delle emozioni, della natura.

Quali sono i tuoi prossimi progetti?
In autunno girer il mio nuovo film Inexorable. Sar caratterizzato da ununit di tempo, spazio e azione. Tutto si svolge nella stessa casa. la storia di una coppia, uno scrittore senza successo e una donna che si prende cura di ogni cosa per lui e che ne perdutamente innamorata. Un giorno, una donna di 20 anni, fastidiosa e turbolenta, far tutto ci che pu per entrare nella casa. Lidea di fare un thriller, pi cerebrale, ma che possa solo essere uno studio del personaggio.
Sinossi:
Il dodicenne Paul vive con sua madre nellistituto dove lei lavora come infermiera. Quando incontra Gloria, decide di fuggire con lei...

titolo originale: Adoration
paese: Belgio, Francia

rivenditore estero: Memento Films International
anno: 2019
genere: fiction
regia: Fabrice du Welz
durata: 98'
sceneggiatura: Fabrice du Welz, Vincent Tavier, Romain Protat

cast: Thomas Gioria, Fantine Harduin, Benot Poelvoorde, Laurent Lucas
fotografia: Manu Dacosse
montaggio: Anne-Laure Gugan
scenografia: Manu Demeulemeester
costumi: Florence Scholtes, Christophe Pidr
musica: Vincent Cahay
produttore: Manuel Chiche, Violaine Barbaroux, Vincent Tavier
produzione: Panique, The Jokers, Savage Film
supporto: Centre du Cinma et de laudiovisuel de la Fdration Wallonie-Bruxelles (BE), Eurimages
distributori: Imagine, The Jokers, Adok Films



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