Sostieni il nostro comune progetto: diventa Socio e/o fai una donazione
:: Pagina iniziale | Autenticati | Registrati | Tutti gli autori | Biografie | Ricerca | Altri siti ::  :: Chi siamo | Contatti ::
:: Poesia | Aforismi | Prosa/Narrativa | Pensieri | Articoli | Saggi | Eventi | Autori proposti | Video proposti | 4 mani  :: Posta ::
:: Poesia della settimana | Recensioni | Interviste | Libri liberi [eBook] | I libri vagabondi [book crossing] ::  :: Commenti dei lettori ::
Premio "Il Giardino di Babuk - Proust en Italie" VII Edizione 2021
 

Ogni lettore, quando legge, legge se stesso. L'opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso. (da "Il tempo ritrovato" - Marcel Proust)

Sei nella sezione Prosa/Narrativa
gli ultimi 15 titoli pubblicati in questa sezione
gestisci le tue pubblicazioni »

Pagina aperta 583 volte, esclusa la tua visita
Ultima visita il Sat Nov 21 13:48:25 UTC+0100 2020
Moderatore »
se ti autentichi puoi inserire un segnalibro in questa pagina

Estratto Capitolo 21 ’Forse è solo vita’

di Enrico Nottoli
[ biografia | pagina personale | scrivi all'autore ]


[ Raccogli tutti i testi in prosa dell'autore in una sola pagina ]

« indietro | stampa | invia ad un amico »
# 0 commenti: Leggi | Commenta » | commenta con il testo a fronte »




Pubblicato il 03/12/2014 00:28:04

C’è uno specchio lungo tutto il muro. Mi vedo: ho gli occhi rossi e privi di conoscenza. Non mi riconosco. Sono leggero come un soffio e a volte mi piace, a volte mi delude, non credo ci sia una sola strada nella droga, sicuramente almeno due.

Corro velocemente al binario sei dal quale partirò. Ho cinque minuti più o meno. Attraverso ancora il sottopassaggio, avevo dimenticato i due barboni visti in precedenza e nel vederli mi inquieto, ma per raggiungere il mio posto sporco di polvere nel binario di seconda classe devo passare per forza davanti a loro. Vado senza ragionare sul futuro ma solo su ogni singolo passo.

Dormono.

Mi rassereno, magari non si accorgeranno nemmeno di me in mezzo a tutta la folla di vetro muta che borbotta qua sotto. Pas- so loro davanti e nel farlo uno si sveglia, quello familiare. Con gli occhi marroni, impenetrabili e tanto pesti da essere stretti gelosamente l’uno dell’altro, mi lancia un’occhiata e con voce ebbra ripete tremolando:

«Vai al treno per Barabassandè figliolo?».
«Sì, vuoi venire anche tu?».
Puzza di alcol e di pavimento sporco di fanghiglia senza esse-

re stato lavato da giorni. Mi guarda, mi guarda. Attimi immensi, senza fine, attimi rancidi, attimi triti, incrostati. Attimi. Geme tirandosi via dai polmoni una gran quantità d’aria, era un peso. Sale un odore di vino in cartone lasciato fuori dal frigo aperto per cinque settimane.

«Venire a Barabassandè dici?».
«Sì, insieme a me!».
«Ma non ho soldi per pagarmi il viaggio, non me lo posso

permettere».
Getto per terra una banconota da venti e una da cinque, in

pratica tutto quello che custodivo nel portafoglio, lo trafiggo negli occhi cercando di farlo capire.

«Ora puoi!».

 

Frastornato barcolla, muove lo sguardo sul cane, sul compa- gno, per terra, su me, per terra, sul cane, per terra.

«Non sono una buona compagnia, sono uno sporco barbone sudato ed ubriaco, cosa ci fai con me?».

«Ci vivo!».

“Riprendi pure il denaro se vuoi. Non verrò mai a Barabas- sandè insieme a te. Il mio posto è qui, per restare sdraiato ad ubriacarmi con vinaccio scadente insieme a questi due e per fare paura a tutte le persone che passano senza muovere un dito, come ho fatto prima con te. Tu non hai bisogno di me, loro due sì» mi indica con un cenno del capo l’altro uomo che dorme e il cane.

Rifletto qualche istante.
«Come si chiama il tuo cane?».
«Come me».
«Ovvero?»
«Claudio».
Ricade rassegnato sul terreno sordido assopendosi anche pri-

ma di porre fine a quello che stava dicendo. Chiudendo gli occhi mostra un grosso neo sulla palpebra sinistra, poi niente.

Vado via lasciando lì i soldi e il giacchetto. Scappo.
Binario sei, destinazione dimenticanza.
Andrò a Barabassandè!

 


« indietro | stampa | invia ad un amico »
# 0 commenti: Leggi | Commenta » | commenta con il testo a fronte »

I testi, le immagini o i video pubblicati in questa pagina, laddove non facciano parte dei contenuti o del layout grafico gestiti direttamente da LaRecherche.it, sono da considerarsi pubblicati direttamente dall'autore Enrico Nottoli, dunque senza un filtro diretto della Redazione, che comunque esercita un controllo, ma qualcosa può sfuggire, pertanto, qualora si ravvisassero attribuzioni non corrette di Opere o violazioni del diritto d'autore si invita a contattare direttamente la Redazione a questa e-mail: redazione@larecherche.it, indicando chiaramente la questione e riportando il collegamento a questa medesima pagina. Si ringrazia per la collaborazione.

 

Di seguito trovi le ultime pubblicazioni dell'autore in questa sezione (max 10)
[se vuoi leggere di più vai alla pagina personale dell'autore »]

Enrico Nottoli, nella sezione Narrativa, ha pubblicato anche:

:: Periferia (Pubblicato il 10/12/2014 23:08:20 - visite: 851) »

:: Action man (Pubblicato il 03/12/2014 00:19:14 - visite: 678) »

:: Estratto Capitolo 10 ’Forse è solo vita’ (Pubblicato il 03/12/2014 00:11:07 - visite: 663) »