Pubblicato il 22/01/2022 07:52:22
Leopoldo Attolico o i colori dellassenza. In I colori delloro Caramanica Editore 2004
Se mai il vuoto, che non compete al nulla, avesse un profumo, sarebbe leffluvio del tempo che passa e che lascia un alone di soglia, di forzata partenza. Quello stesso che questo raffinato poeta stilla da un sentimento damore, allorch abbandonata la sua proverbiale ironia, sofferma la mente sullumanissima condizione dellassenza, come dingombrante percezione di una perdita che non abbandona la presa e che nel timore della fine, dissangua
Brilla / alta nella mente / la tua assenza / ed il mio tutto / un battito rappreso
Se mai lassenza avesse un colore, savrebbe un alone di luce, in cui almeno una volta nella vita (tutti) ci siamo persi e ritrovati nella moltitudine cercata, o quasi. Come dentro un attimo sfuggito al quadrante del tempo, ove abbiamo raccolto il frutto duna felicit incommensurata che non lascia spazio al domani, alla solitudine avita che lanima bella rifugge, ma che pure resta in agguato, allorch alla prima folata di vento contrario, ci si accorge daverla perduta o forse sognata
e qui arrivato / nella citt sepolta dalla notte / appena fuori stazione / quel tonfo di cancellata e di aria morta dare senza chiedere mai / gi rimpianto?
Se mai lamore stato amore, ritroviamo in questo elegante volumetto dal titolo programmatico certi arcani colori delloro, segni dellaurea presenza del poeta che improvvisa e che il silenzio invoca, svelando al lettore attento, il significato intenso e luminoso del suo amore, perpetrato, non senza rimpianto, per quel tanto che sa di giustificato, di prudentemente evocato, o forse di santificato
E non ho parole, seppur mai ne ho avute / n grida per liberarle; povera cosa divisa / tra il tuo dolore ed il mio / senza pi peso, senza pi volere / ma mai cos vivo come ora nel tuo nome e nel mio: / un solo grande viso.
Eppure, vedi: / c un luogo del mondo, laggi / dove irrompe il Divino o chi per lui /e le onde sono nidi di gioia, di vento / hanno grazia ed ali per portarti via.
Se mai ci avesse un senso, che pur ha, ancor pi dona alla voce del poeta lafflato del canto, nelle frasi che non ha pronunciato con le parole e che premono sulle labbra, insite nei battiti del suo cuore. Di quella parte di cuore che in nebulosa di sonno / avara di abbandoni rettilinei egli avverte in tumulto costante dentro un gioco visionario / (di) geloso stordimento.
Con quali parole, contro ogni altro dire, si coniuga lamore, se non quelle della poesia che in piena luce sgorga fluente dal sentimento, dalla spinta interiore di un afflato reciprocamente sentito che nellevanescenza dellaere apre le ali alla luce e sindora? Quale alba sorger, si chiede il poeta, dopo labbraccio argentato della luna nelleffondersi con la notte? Di quali costrutti savvale il futuro dei giorni a venire, se non dei sogni fatti reciprocamente?
In questo litorale spalancato / / getto la salda ombra di un pezzetto damore / / colgo la limpida caduta / di un colore dinchiostro / in soggezione dalba. Se mai chi ama accusa in seno un dolore, quello delle parole mancanti nel dialogo damore, che lanima reclama. Ed un susseguirsi di spasimi: Un sapore di verit rimproverata / quasi una nota burbera / questa tua infelicit senza desideri: / la vena di una rupe asperrima e verdissima nellanima
Ti ricordi dellamore appena in tempo. Come una nube improvvisa fa da schermo al sole, cos le tue parole ritornano sul viso lo stupore di esistere, la disabitata tristezza di conoscersi. Forse il tuo amore, ora in questo breve margine nel ritornarmi un addio negli occhi oltre limpossibile, oltre un morire silenzioso e immane.
Ed io non so se piangerne o sorriderne.
Se mai la pagina bianca, che pur accoglie i suoi versi, parlasse del S, segreto e profondo, direbbe di un uomo che nello scorrere fluido della sua esistenza, ha pagato un pegno di sangue. Donde larcano viluppo di una vena scrittoria che nella luce ricerca il riflesso delloro: e un fioco lume / dolce nel lucido degli occhi che lo accoglie, quando: Il silenzio si congeda. / lalba. //Calda di nido / la mia notte finita; / una poesia fra le mani, che nei versi affioranti del ricordo trova uneco lontana, mai stanca damore
Vengo a guardarti dormire, come fa la vita / quando raggiunge una soglia socchiusa / e ne allontana innocente il mistero / per lasciarvi un sogno.
allora che il verso si perde, scantona nelle ridotte linee di numerosi haiku, uno dopo laltro, di un tacere sublime, quasi crudele, che dellamore si fa discanto, al colmo di una luminosa malinconia, tra lo stupore di esistere e di disabitata tristezza come bene lo ha definito Giuliano Manacorda nella sua toccante prefazione dautore
La tua poesia taciuta coi suoi cieli e i suoi percorsi sottotraccia mi fa pensare allubiquit un poco spaventata di un coro a bocca chiusa.
Non ha nido di terra ne suono di vento su corde dacqua; men che meno la pausa senza peso luminosa di preghiera
Io la assimilo a un altrove di primavera intempestiva ogni volta disattesa fuggitiva che ti cerca sulle labbra.
Se mai nella vita, il crepuscolo ha ricoperto le ombre della sera di pulviscolo dorato: Nel sereno disordine del cuore / aria di partenze e di approdi / e la vita aperta davanti come un fiume / incontro al mare. / [] Invero, C soltanto la cuspide di un senso / appena un po pi in alto della storia / che trascorre i tuoi occhi, a ricercare, in quella / lo scarto della luce / che assorta su una piaga di tremola bellezza / interroga limmenso. / [] E quel tuo andare leggera/ una ferita che non guarisce pi; / come lamore / quando stilla sul mondo un batticuore / e poi sinciela. Se mai lamore
Lautore. Leopoldo Attolico, collabora a varie riviste letterarie, occupandosi prevalentemente di poesia performativa, con particolare riferimento al rapporto tra oralit e scrittura. La sua attenzione sempre stata rivolta ad una classicit intesa come chiarezza di significati, con inserti di giocosit, ironia/autoironia e senso del paradosso. Tra i suoi libri in versi vanno qui ricordati Il parolaio 1994; Calli amari 2000; Siamo alle solite 2001; Si fa per dire -Opera Omnia, tutte le poesie 1964-2016, Marco Saya Editore.
Note: Tutti i corsivi sono di Leopoldo Attolico, tratti da I colori delloro - Caramanica Editore 2004.
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