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Nella durata minima di luce

di Amina Narimi
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Pubblicato il 25/12/2014 16:39:43

Nelle nostre morti segrete,

nell'uragano del perduto

che non si lascia misurare,

l'Immenso è sterminato canto

che riempie di sangue

ciò che è senza limite..

 

Da un altro luogo, sulla terra, mi commuove

vedere  amina alla finestra, mentre prega,

nell'ora del cielo,  la  più bella,

dove qualcosa si lacera e si spacca

in tutta la  sua grazia  naturale

per distendere il torace di chi muore

nella tragedia umana del natale,

dondolando lentamente le ginocchia

sul carro dell'Orsa, la minore,

 

nella notte più lunga dell'anno

vengono a piedi  dodici stelle

e la figlia del fulmine, rossa,

con le mani che sanno di mirra,

una pioggia trascorsa alle orecchie

 

Ohh..C'è più del semplice passato nei natali

di quella volta che mi tenevi

coi capelli bagnati sul Savena:

tenevi la fiamma più piccola accesa

in cima all'abete, per ferrare i cavalli

nella tempesta di neve, e sulla ruota

cantavi del Re che diventava un bambino

nell'utero della dea, nella regina del gelo

eri l'amante,  il figlio  e la promessa,

nell'attimo dell'inizio,  di primavera..

 

dentro la finestra,  c'è la stessa luce-

come avevi sugli stracci allora

nell'aria stretta del rifugio, e poche cose

per non farci più vedere da nessuno,

nelle bacinelle il nome intero luminava

con i ferri di Nichole, con i ramponi nuovi

tenuti in serbo per Natale, per la neve-

se ti racconto ancora la bellezza

di come stringevo le sue zampe

tra le cosce, come tremavo inginocchiata

lasciando andare le mie mani

con un chiodo dopo l'altro  sugli zoccoli:

tra l'immagine e la voce ti toccavo

nella durata minima di  luce

col filo a piombo del signore,

piccolomio. Dove viene per morire

è trasparente la salita

e l'anima s'imbianca questanotte,

dove trabocca il mio presepe,

nel mistero femminile della luce,

divenuto intero. Io ti ascolto,

meravigliosa di tanta mestizia

e tutto quello che  posi, dentro claudia,

dove nulla è più vero di Luca,

con gli stessi occhi chiari degli uccelli

ti offro queste braccia per natale,

per l'amore di aderire con lo sguardo

fino a dove  ti sento risalire,

con un gesto che riposa ogni respiro.

 

Toccando l'invisibile mi sposo

con l'infinito ciclo delle palpebre,

il dolore appena fatto va alla gioia,

rifiorendo dallo stesso grembo

che gli dette vita per Natale.

 


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