Pubblicato il 12/02/2026 21:32:03
25 agosto 1900. Mentre morivi, il tuo folle genio divampava in tutta Europa. Celermente si diffondeva la gloriosa prodezza delle tue innumerevoli imprese. Tu, volendo edificare orizzonti immanenti e aristocratici dei valori, abbattesti i confini trascendenti degli uomini, ti sbarazzasti delle degenerazioni e delle menzogne di cui soffrono i più. Proprio come dinamite – come tu stesso dicesti in "Ecce Homo" – gli uomini, da allora, non poterono non confrontarsi con la perizia e nobile arte del tuo pensiero. Filosofo, filologo e poeta: un trittico che descrive perfettamente la tua linfa vitale. Appartieni all'eternità, finché resterà memoria della valentia che accomuna perlopiù quei pochi spiriti magnanimi che per inettitudine dei contemporanei si appellano alla sentenza dei posteri.
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