Pubblicato il 18/09/2008 17:10:37
Luomo di sinistra, conformemente al suo credo, manifesta la sua fede non in un certo progresso, ma in un progresso certo, il che pi grave, e lo fa assomigliare ai primi cristiani che credevano a un prossimo ritorno del Signore in terra, alla parusa. In questa nostra epoca, in cui il progresso tecnologico si costantemente accompagnato a catastrofiche calamit, sarebbe un atteggiamento fideistico alquanto ingenuo.
Ma in che cosa diverso luomo di sinistra, ottimista a ogni costo, dal capitalista di destra che anche lui sogna il progresso, o quanto meno lo sognava fino a ieri? Ogni volta che vado in un supermarket, cosa che del resto mi succede di rado, mi sembra dessere in Russia. lo stesso cibo imposto dallalto, assolutamente uguale in ambedue i sistemi, con la sola differenza che qui i prodotti sono imposti dalle multinazionali e l da degli organismi statali.
In un certo senso, gli Stati Uniti sono altrettanto totalitari dellURSS, e in ambedue i paesi, come del resto dappertutto, il progresso (vale a dire lincremento del benessere umano immediato), o semplicemente il mantenimento dello statu quo presente, dipende da strutture sempre pi complesse e sempre pi fragili. Come il beato umanesimo del borghese del 1900, il progresso a getto continuo un sogno che appartiene al passato. Bisogna imparare di nuovo ad amare la condizione umana qual , accettare i suoi limiti e i suoi rischi, avere un rapporto diretto con le cose, rinunciare ai nostri dogmi di partito, di patria, di classe, di religione, tutti intransigenti e dunque tutti forieri di morte.
Quando faccio il pane, penso alla gente che ha fatto spuntare il grano, penso ai profittatori che ne gonfiano artificialmente il prezzo, ai tecnocrati che ne hanno guastata la qualit - non che le tecniche recenti siano necessariamente un male, ma il fatto che si sono messe al servizio dellavidit che certamente un male, e che la maggior parte di esse sussiste solo in virt di grandi concentrazioni di forze che sono piene di potenziali pericoli.
Penso a chi non ha pane, e a chi ne ha troppo, penso alla terra e al sole che fanno crescere le piante. Mi sento idealista e materialista al tempo stesso. Il cosiddetto idealista non vede il pane, n il prezzo del pane, e il materialista, per un curioso paradosso, ignora che cosa significhi quella cosa immensa e divina che chiamiamo "la materia".
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