Pubblicato il 27/04/2016 14:54:31
Indovina indovinello
Il ministro del Tesoro era visibilmente contrariato. Ma Maest disse rivolto alla Regina Lei non comprende le ragioni di Stato. Il Principe di Katmand un ottimo partito. Ha vaste terre, sconfinate foreste e financo un allevamento di gnu . La Regina rispose decisa allarrabbiato subordinato: Non minteressano le vostre questioni, n le finanze. E molto rilevante, al contrario, la felicit della mia unica figlia. Ed ora andate! . Il dignitario, che nel frattempo aveva fatto dietrofront ed era uscito, stava perorando la causa del Principe Igor, erede designato del regno del Nepal, ricchissimo, potente, ambizioso, astuto emolto intelligente. Igor strano nome per un nepalese, di neanche tanto vago sapore russo era rimasto folgorato, qualche tempo prima, alla vista di un quadro che ritraeva la bellissima Giulia, figlia della Regina Carla e, ovviamente, del Re di Samarcanda. Si era innamorato a tal punto di quel viso celestiale da fare una mossa importante: aveva ufficialmente richiesto la mano della giovane. Un suo incaricato, il Gran Mandarino Ci-an-dai, era giunto con scorta al seguito a palazzo reale con tanto di domanda in carta bollata e firmata ( da Igor ). Una richiesta ufficiale di matrimonio, vi devo dire, richiede giocoforza una risposta altrettanto poco ufficiosa. Il saggio e bravo Re Teodoro di Samarcanda doveva, e sottolineo doveva, ammettere il Principe pretendente alla prova prematrimoniale. In cosa consiste una siffatta prova? Oh, bella! Non lo sapete? In questi antichi ed asiatici regni, ogni Principe che si rispetti e che aspiri alla mano di qualche leggiadra fanciulla dal sangue blu deve risolvere un indovinello. Il padre della futura sposa, cio il Re, pone un quesito al futuro marito e questi, se risponde a modo, pu coronare il suo sogno damore. Voi ovviamente direte: e la sposa? Non contano nulla i pareri delle Principesse? Certo che contano! Fatta la legge, trovato linganno, si dice. Non vi era cenno infatti, nei voluminosi tomi giuridici di diritto matrimoniale, del grado di difficolt dellindovinello. Di solito le cose si svolgevano cos: se la fanciulla ricambiava la simpatia il padre chiedeva al fidanzato qualcosa del tipo Che mese viene subito dopo maggio? , linteressato rispondeva giugno e a luglio convolava a giuste nozze. Se la signorina viceversa trovava il tipo troppo alto, poco abbronzato o mezzo calvo, il regnante padre solennemente domandava Mi illustri un modello di universo del tipo anti-de Sitter ed il povero malcapitato a malincuore capitolava. Insomma, era la futura sposa che decideva ( e di questo non c molto da stupirsi ). Nel caso di cui stiamo disquisendo, come avrete capito fin dalle prime righe, alla cara Giulia Igor stava tanto, tanto, ma tanto antipatico. La bella aveva ascoltato pi di un racconto e vari aneddoti su quel pallone gonfiato che si pensava al centro del creato. Non che non fosse un po carino, non dico questo, ma si dava tanta di quella importanza che Insomma, Giulietta non ne voleva sapere, assolutamente! E sin qui nulla di nuovo, capita. I problemi per, per il Re Teodoro III di Samarcanda, erano la sterminata ( come una steppa ) cultura e laguzza ( come una scimitarra ) intelligenza di Igor. Egli curava la rubrica domenicale di enigmistica di un noto quotidiano, era il campione asiatico in carica di morra cinese, aveva scritto due anni prima un libro sulla strategia del gioco della torre di Hanoi e, non essendo ancor maritato, andava a nozze con i solitari ( mi sono dimenticato le cinque lauree ). Quale domanda porre a quellenciclopedia vivente? Il re Teodoro, che adorava lincantevole figlia e non ambiva ad altro che a renderla felice, aveva dunque le sue belle gatte da pelare; le ardue imprese, daltronde, si addicono ai Re. O no? Il ministro delle finanze, invece, aveva della questione unopinione decisamente agli antipodi: per bilanciare il bilancio, perennemente in rosso e costantemente scalcinato, vedeva di buon occhio quella fattibile unione, anche perch sapeva da suoi amici diplomatici che Giulietta vedeva di buon occhio ( nessuno a Samarcanda porta ancor oggi gli occhiali ) un povero Principe, il Principe della Mongolia, che per non aveva lardire di farsi avanti. Era suo preciso dovere di ministro delle Finanze, del Bilancio e del Tesoro scongiurare una possibile futura sciagura: in Mongolia cerano solo milioni di dune di sabbia e due o tre cammelli. Quella mattina, quindi, limportante ministro Aziz usc alterato dalludienza con la triste Regina. La collera del funzionario per si trasform, man mano che allontanandosi dalla sala del trono i suoi piedi calpestavano le innumerevoli piastrelle dei pavimenti della splendida reggia, in un sottile compiacimento. Una certezza si stava infatti insinuando nella sua mente: per quanto difficile potesse essere la domanda che il Re avrebbe posto, la bravura di Igor ne sarebbe venuta a capo, rimpinguando poi di conseguenza le finanze dello Stato. Per lui Igor costituiva un vero e proprio tesoro. Giulietta frattanto non smetteva di implorare il Re: Ti prego, ti scongiuro, padre mio! Trova una prova difficile, scova un cimento impossibile per quelluomo ignobile! . Cara, adorato mio fiore, ci sto pensando, ci stiamo lavorando. I dodici saggi del Regno sono riuniti in seduta continua da quando ti ha chiesto in moglie. Vedrai, non disperare! . Ma, mentre la sua voce pronunciava questa frase, il suo cuore era colmo di dolore e sconforto, la sua mente piena di dubbi: forse stava solo illudendo la figlia. Alla corte in quel d erano in corso intanto i preparativi per accogliere, con la dovuta ed a tutti nota ospitalit, il principe nepalese, che sarebbe giunto lindomani, giorno fissato per ludienza a cospetto delle maest reali e per la grande prova. Il Re, congedatosi da Giulietta, nel procedere verso la Stanza dei saggi simbatt nel Gran Ciambellano che, allimpiedi su di un tavolo, dava disposizioni ad una trentina di camerieri su come addobbare impeccabilmente la Stanza dei banchetti ufficiali. Dalla cucina intanto giungevano invitanti odori di selvaggina condita con spezie orientali ed una nube di svolazzanti donzelle si aggirava, intralciando non poco sua maest, con in mano candide lenzuola e federe appena stirate. Lattivit era frenetica in tutto il palazzo, e pertanto anche nella Camera dei saggi. Aperta la porta, sua maest si trov di fronte ad un colossale bisticcio: il rettore della locale universit gridava Dobbiamo chiedergli chi fu il primo sovrano della dinastia dei Merovingi e quale il pi importante , il docente di statistica ribatteva No! Quella la sa! Domandiamogli invece di quale deserto tipica la pianta della Xantorrea Ma no! Asini che siete! Chiediamogli che ci illustri i pi comuni concimi chimici disse larchitetto reale battendo i pugni sulla tavola rotonda. In un angolo lo stalliere della regina ed un dottore del centro cefalee addirittura stavano per azzuffarsi. Povero me! pens Teodoro che poi, richiusa la porta per dar pace alle orecchie, si diresse a lenti passi fino alla grande biblioteca. Sprofond in una comoda poltrona in prossimit dei 38 volumi dellinfinito dizionario enciclopedico illustrato Conoscere lAsia e dintorni ed incominci a far scorrere lo sguardo sullultimo volume, interamente dedicato al sommario. Si spaziava ovviamente dalla geografia alle scienze, dalla storia alle arti. Era facile, molto facile trovare nei primi 37 libri qualche domanda difficilissima, del tipo Quale catena montuosa si estende ad Haiti tra le localit di Jrmie e Les Cayes? ( rispondete voi, se ne siete capaci! ), ma non era altrettanto facile intuire se Igor sarebbe stato ignorante sullargomento. Decidere la domanda adatta era come cercare un ago in un pagliaio. Non si poteva avere la certezza assoluta, matematica, di riuscire ad incastrare il principe e vincere la sfida. Verso le undici e trenta di quella sera, sconfortato, Re Teodoro vide in un cantuccio un libro, un piccolo libro che era solito leggere alla figlia ancor piccina e, forse per nostalgia di quei tempi andati o per la tenerezza che il ricordarli gli causava, lo apr. Nel libro erano contenuti molti utili consigli di vita pratica, da come costruire casette di carta e bambole di pezza a come attizzare il fuoco se sprovvisti di accendino. Il titolo era MANUALE DELLE PICCOLE TALPE, forse perch i bimbi sono ancora ciechi rispetto alle realt del mondo, e conteneva anche ( indovinate un po! ) una serie di indovinelli per i pi piccini. So per certo che siete impazienti di sapere se il quesito il Re lo prese da questultimo libro, dallenciclopedia, dai saggi o da cosaltro e, soprattutto, quale fu la domanda. Vi chiedo ancora un po di attesa. In ogni caso, il Re si addorment in biblioteca e ripos tranquillo fin verso le otto, quando il Gran Ciambellano gli serv il th verde del mattino. In altre stanze invece Giulietta e Carla non chiusero occhio, trascorrendo una notte di incubi popolati da Principi che dalla alte vette himalayane urlavano a valle le loro richieste di nozze, per poi ridiscendere orgogliosi a cavallo dalle nevose cime fino alla chiesetta dove una dolce fanciulla di bianco vestita li aspettava con un bouquet nella mano. Verso le dieci arriv finalmente a corte il corteo dei nepalesi, tutti a cavalcioni di bestie chiamate lama. Parcheggiati i lama, essi furono accolti con tutti i salamelecchi necessari e sufficienti e, dopo il meritato riposo ed il cambio dabiti, parteciparono con gioia verso mezzod al grande pranzo in loro onore. Giulietta, che non osava alzare le occhiaie, nere per linsonnia, dal piatto, non tast cibo, al pari di una preoccupata Regina. Il Re, come la maggior parte dei suoi dignitari, si concesse un pasto normale consumando le solite dieci portate, mentre un raggiante Aziz, come daltronde Igor e tutta la sua truppa, si ingozz ignominiosamente. Al pranzo segu un fumante th e poi tutti a prepararsi per ludienza delle 15. Lattesa, fra i cortigiani di Re Teodoro, cresceva al passar dei minuti, destinata a diventar spasmodica: era in gioco il futuro del Regno e la felicit della loro prossima Regina. Ogni suddito si interrogava su quale sarebbe stato il quesito del Re ( esattamente come state facendo voi ). Alle 3 in punto Igor, accompagnato da una mezza dozzina di nobili nepalesi e tibetani, fece il suo ingresso nellinterminabile Salone delle udienze e avanz verso i due troni dorati tempestati di pietre preziose, sui quali erano assisi con fare serio il Re e la sua sposa. La dimessa Giulietta era pi distaccata, su una comoda sedia in prossimit di Aziz e degli altri membri del governo. Igor, spavaldo nei modi e nello sguardo, si ferm quando giunse a pochi metri dai sovrani, fece un inchino ed esord: Altezze Serenissime, sono qui per chiederVi ufficialmente la mano di Vostra figlia, limpareggiabile Principessa Giulia di Samarcanda. Non Ve la potr negare disse gravemente il Re se Voi supererete la prova che Vi attende, e che certamente conoscete . Naturalmente, Sire. Io sono pronto! . La Regina pens: Forse gli chieder quanti chilometri quadrati misura la superficie del Borneo . Giulietta pens: Magari gli domander quale era il soprannome di mia nonna . Il ministro degli interni pens: Vorr sapere forse la data di morte di Federico II di Svevia . Il viceministro degli esteri pens: Io gli domanderei a quale gruppo d pesci appartiene il protottero etiopico . Il titolare del dicastero delle finanze ( nostra vecchia conoscenza ) pens: Che gli faccia integrare tra zero e infinito una funzione fratta? . Voi penserete: Sta a vedere che gli chiede quante pagine lunga questa fiaba! . Ma il giusto Teodoro prosegu: Bene. Come sapete, ho una domanda da porVi. E non se siete innamorato di mia figlia, alla quale, non ho dubbi, rispondereste con un s! Io Vi domando. fece una pausa mentre sulla grande sala era sceso un silenzio tombale, opprimente, carico di aspettative e significato. Io Vi domando.questo: se CINQUE limmagine di DIECI, QUATTRO immagine di OTTO e TRE immagine di SEI, quale limmagine di DUE? . La sorpresa non avrebbe potuto essere pi grande! La bella Regina Carla spalanc letteralmente la bocca dallo stupore, la figlia la abbracci piangendo a dirotto, a qualche ministro balen in testa lidea che il Re fosse impazzito. Aziz pens: Cos FACILE! Cos maledettamente FACILE! e si sfreg le mani. Anche un babbeo avrebbe capito che bastava tagliare in due quel due finale per avere in pugno la risposta ( e la tanto agognata Principessina ). Anche Igor fu molto sorpreso. Aveva studiato laltitudine delle prime 14 vette del pianeta, aveva imparato a memoria lIliade e lOdissea, aveva fissato bene in mente il giardinaggio e la trigonometria. Certamente era sorpreso. Sapeva che la facilit della domanda non era dovuta al fatto che Giulia lo gradisse; lambasciatore indiano laveva messo al corrente delle simpatie della donzella. Dopo un istante, cap. Un sorriso gli si dipinse sul fiero volto, un sorriso immagine esterna del suo pensiero: - Vecchio mio, tu vuoi umiliarmi. Vuoi toglierti almeno questo sfizio, non concedermi la soddisfazione di sfoggiare le mie conoscenze, vero? Sai benissimo che usciresti sconfitto qualsiasi cosa mi chiedessi. Tanto vale farmi una richiesta banale, da prima elementare. Ma questa domanda il segno della tua sconfitta! -. E Igor, dopo un altro istante, disse solo: UNO . Carla, mentre riempiva di carezze la figlia nellinutile tentativo di consolarla, guardava incredula il marito. Teodoro, aggiustatasi meglio sulla reale zucca la corona traboccante di brillanti, rispose: Non dubito di certo che numerose Principesse asiatiche, e non, si unirebbero volentieri con un uomo come Voi, cos coraggioso, capace, audace, scaltro e generoso, Anchio, lo confesso, sarei ben felice di abbracciarVi chiamandoVi figlio, ma, disgraziatamente, il destino riserva per Voi ben altri disegni . Perch proferite queste parole, Maest? . Perch, mio caro Principe del Nepal e del Tibet, purtroppo avete dato la risposta SBAGLIATA! . Restarono stupefatti persino gli arredi dorati della magnifica Sala. Tutti i presenti erano completamente increduli, e qualche ministro pens di avere la conferma che il Re aveva smarrito il ben dellintelletto. Un Aziz allibito trov la voce per ribattere: Ma, Vostra Altezza Reale, CINQUE evidentemente la met di DIECI, cos come QUATTRO lo di OTTO e TRE di SEI. Quindi, poich la met di DUE UNO, il Principe pretendente ha fornito senza ombra di dubbio alcuno la risposta ESATTA! . Sono veramente desolato lo contraddisse il suo Sire ma il Principe non ha dato la risposta corretta: CINQUE immagine di DIECI perch la parola DIECI formata da CINQUE lettere,il vocabolo OTTO ne contiene invece QUATTRO e la scritta SEI ne ha TRE. Per cui limmagine di DUE indubitabilmente TRE! . Aziz ammutol, Igor cap quanto saggio e sottile possa essere a volte un Re, una felice Giulietta baci la raggiante madre e il Gran Ciambellano improvvis tre passi di ballo con la cuoca mentre i sudditi festanti paragonavano Re Teodoro con il pari grado Salomone. Qualche ora pi tardi, partita la processione dei lama tibetani che dovevano sorreggere i proprietari e la di loro enorme delusione, Aziz, timidamente, os interpellare il proprio Signore: Mi felicito con Voi, Vostra Grazia, avete scovato non so come una prova talmente ardua che neppure lacutissimo Principe nepalese stato capace di superare. Neppure lui arrivato a trovare la soluzione, cio TRE . Mio ingenuo consigliere, ma anche se avesse risposto TRE noi avremmo trionfato! . Come!? Ma, mio Sire, cosa dite? . Certo. Io avrei semplicemente risposto che UNO sarebbe stata la giusta risposta, e cio che bisognava considerare la met di ogni numero fornito, tutto qui! Vedete, mio prezioso amico, lo sconfinato amore di due genitori per la figlia non conosce ostacoli, tanto ho fatto, pensato e cercato che alla fine ho trovato. La mia adorata met ed io amiamo cos tanto Giulia che non potevamo perdere, NON POTEVAMO PERDERE!.
POST SCRIPTUM: se vi siete chiesti da dove il Re abbia pescato lidea per la domanda di matrimonio, se sia farina del suo sacco, del dizionario enciclopedico o del manuale delle giovani talpe, io non sono in grado di aiutarvi, giacch in quei giorni non ero a Samarcanda. Per, se propendete per lultima ipotesi, behsiete in buona compagnia. Se dovessi proprio scommettere, anchio scommetterei di s!
« indietro |
stampa |
invia ad un amico »
# 0 commenti: Leggi |
Commenta » |
commenta con il testo a fronte »
I testi, le immagini o i video pubblicati in questa pagina, laddove non facciano parte dei contenuti o del layout grafico gestiti direttamente da LaRecherche.it, sono da considerarsi pubblicati direttamente dall'autore Pietro Rainero, dunque senza un filtro diretto della Redazione, che comunque esercita un controllo, ma qualcosa puó sfuggire, pertanto, qualora si ravvisassero attribuzioni non corrette di Opere o violazioni del diritto d'autore si invita a contattare direttamente la Redazione a questa e-mail: redazione@larecherche.it, indicando chiaramente la questione e riportando il collegamento a questa medesima pagina. Si ringrazia per la collaborazione.
|