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Ogni lettore, quando legge, legge se stesso. L'opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso. (da "Il tempo ritrovato" - Marcel Proust)

Sogno pentatonico

di Franco Bonvini
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Pubblicato il 30/05/2016 13:18:55

Era uno dei soliti palchi

quelli di feste paesane

sotto le stelle.

Al posto delle alogene ai fianchi però

c' erano due fotoelettriche

tutto era illuminato a giorno

così che le stelle non si vedevano.

Tutto procedeva bene

e la gente si divertiva

finchè il cavo di tensione iniziò a scintillare

le fotoelettriche lampeggiavano

l' audio mandava strani ronzii.

La gente guardava confusa.

Apparve un ragazzo, non ho visto da dove

saltò sul palco come facevo io una volta

e iniziò ad armeggiare col cavo, senza risultato

perchè le fotoelettriche si spensero e tutto sparì.

Ma lui si accese, di un azzurro elettrico

Solo io e lui.. assomigliava a un ragazzo che avevo già visto.

Scansati, disse, così gli ho dato la diavoletto

e iniziò a suonare

erano le canzoni che facevamo da giovani.

I sogni di un bambino..

decidi..

La verità..

Ma in un modo che non ho mai sentito

con un suono che neanche i Celestion più costosi possono dare.

Non so quanto tempo durò, ma potevi batterlo con le mani,

come un orologio senza lancette.

Dovette andare alla fine, e non volle insegnarmi neanche qualche nota.

Tu prova, diceva, e riprova, tenta, e ascolta.

Ciao.. io torno presto.


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