Pubblicato il 28/07/2016 18:12:38
Avventura in Costa Azzurra
Kenia.
Nella Rift Valley affiorano sporadicamente testimonianze di un remoto passato dellumanit. I paleontologi aspettano, con infinita pazienza, che la valle decida di concedere il regalo tanto sospirato e quando, raramente, ci accade, con uguale pazienza senza fine ripuliscono dalla polvere il femore od il cranio di qualche loro antenato di due milioni di anni fa. La culla della specie umana anche un crogiuolo dove si impastano cromosomi particolarmente adatti alla corsa di resistenza. Ci troviamo infatti nella valle che ha dato i natali a tanti grandi atleti africani. E una mattinata bellissima, calda e soleggiata. Kip e Samsom, due gemelli di nove anni, si sono gi alzati da tempo e, fatta una frugale colazione e presi i libri, si accingono alla loro quotidiana fatica per raggiungere la scuola. Samsom e Kip, infatti, abitano a sette chilometri dalla scuola elementare di Eldoret che raggiungono correndo ogni giorno, feste escluse. Corrono senza sosta, felici di divorare la distanza che li separa dal sapere, da una possibile ricchezza a venire, da una vita pi dignitosa. Divorano, a mezzod, nuovamente i chilometri che li separano dalla loro casa, alla quale sono diretti per divorare un meritato pasto. Corrono non solo per raggiungere in tempo gli amici in aula, ma anche perch questa una delle poche possibilit per edificare un futuro meno oscuro. Sanno che i pi resistenti tra loro saranno selezionati per le scuole superiori e, se capaci e fortunati, dopo estenuanti allenamenti avranno forse una chance: far parte delle squadre juniores keniote di atletica. Latletica leggera: il sogno dei bimbi della Rift Valley. Latletica leggera, lo sport degli dei, il pi bello, la disciplina vecchia quanto i fossili della loro valle, nata quando questi fossili, allora dotati di poderosa muscolatura, dovevano correre pi veloce possibile, saltare pi lontano, lanciare pi forte per sfuggire ai molti nemici predatori o catturare qualche appetitoso animale. Latletica leggera, che col trascorrere dei decenni riscrive il libro dei record, misurando in secondi e centimetri il progredire della nostra specie. Latletica leggera, dove un essere umano si misura non solo contro se stesso ( per sondare la capacit di migliorarsi, di soffrire, le tattiche di gara, le doti di concentrazione ) e contro i suoi simili, ma anche contro il passato della propria razza. I gemelli corrono per agguantare un futuro non ancora raggiunto, un benessere che si intravede solo lontanissimo, potenziale. Nella loro valle ricco solo chi possiede una fattoria, un terreno sia pur ritroso a farsi coltivare, capi di bestiame, molte mucche dal bianco latte. Il sogno dei piccoli keniani possedere molte mucche. I gemelli quindi corrono, e corrono forte! Ed in pochi anni ..raggiungono la vetta. Li ritroviamo infatti, ormai diciottenni, a pieno titolo nella squadra nazionale juniores, con in una mano una borsa di studio per ununiversit statunitense e nellaltra un biglietto aereo per il loro primo impegno allestero: il meeting di Montecarlo, uno dei pi qualificati al mondo, dove chi ottiene buone risultanze pu sperare in lauti ingaggi per altre manifestazioni internazionali. Sono soli con loccasione che il destino presenta una volta nella vita, soli dentro il loro sogno. 26 luglio, ore 20. Stadio Luis II, a Fontvieille, sotto la rocca di Sua Altezza Serenissima il principe di Monaco. Il popolo dellatletica, appassionati di tutte le et ed estrazioni, si riversato con ogni mezzo nel piccolo principato. Ora prende dassalto gli sportelli della biglietteria e poi, salita qualche rampa di scale, si appresta a pregustare il grande evento, con in una mano hot dogs e coca cola e nellaltra il programma della serata. Una serata, tra laltro, bellissima. Solo qualche nuvola in lontananza sulle Alpi ed una leggera, piacevole brezza marina. E quasi percepibile nellaria lapprossimarsi delle sfide che faranno sembrare le successive tre ore un batter di ciglia. Samsom e Kip sono gi in pista per il riscaldamento. Sono incantati dallo spettacolo. Guardano meravigliati quei tifosi, tifosi non di un atleta in particolare ma del progredire dellumanit intera, tifosi che invocano i loro beniamini durante il giro donore in auto depoca, riservato ai campionissimi, nella speranza che questi eletti sappiano ripagarli pi tardi con un lampo destinato a passare alla storia, con un attimo di emozione destinata a cristallizzarsi per sempre nella memoria. Avevano ancora la meraviglia negli occhi quando, due ore dopo circa, furono chiamati sulla linea di partenza dei 3000 siepi, da anni territorio di caccia per gli uomini degli altopiani africani. E gli uomini degli altopiani si fecero onore. Sfrecciando fra un pubblico che batteva ritmicamente le mani seguendo il suono di un tam-tam scandito da un lontano tamburo, quattro kenioti ed un etiope presero la testa. Samsom e Kip erano l, anche loro. Erano nel gruppetto di testa, anche se le gambe sembravano, col passar dei giri, sempre pi legnose, anche se, col progredire inesorabile delle lancette, le idee diventavano pi confuse. Correvano con uno stile superbo, una facilit di interpretare la corsa impressionante: era un piacere vederli. Ma, nonostante rincorressero un sogno, o forse perch risvegliati nel bel mezzo di un sogno, la fatica, enorme, estenuante, vinse. Gli impulsi partivano dalle loro menti, il coraggio partiva dal loro cuore. Ma le gambe non rispondevano pi. Kip arriv quarto, Samsom sesto, sfinito. Entrambi centrarono il primato personale, suggellando una gara magnifica, mentre il vincitore, loro connazionale, fall di uninezia ( 3 decimi di secondo ) il record del Mondo tra il delirio della folla. Kip e Samsom avrebbero fotografato quellistante di soddisfazione mista a delusione e lo avrebbero portato con loro per leternit. Ore 23. Samsom e Kip ora corrono lentamente ( defaticamento ) verso il loro albergo in compagnia di un gruzzolo di colleghi, mentre sullo sfondo, nello stadio e sullo stadio, i fuochi dartificio chiudono levento sportivo. Loccasionale passante che osserva questo quadro, di uomini neri come il carbone, con sgargianti magliette arancioni e verdi, che nella nera notte piena di luci lussuose si allontanano da altissimi fuochi che celebrano un troppo breve incontro tra atleti diversi, tra diverse discipline e tra spettatori diversissimi, rimane affascinato: uno spettacolo! I gemelli, scansando i pedoni e le auto della viva, tumultuosa notte monegasca, trotterellavano pensando allunisono ( una loro caratteristica ) che s, erano veloci, erano resistenti ma. ma c un filo sottilissimo che divide inesorabilmente il bravo atleta, il pi che onesto faticatore di talento dal..fenomeno. Ed essi non erano destinati ad essere fenomeni. Non avrebbero scritto neppure una riga sul lungo libro dei record, non avrebbero vinto medaglie. No! Non cera ricchezza nel loro futuro. Non avrebbero potuto concedersi, per s e gli otto fratelli, la fattoria tanto agognata. Sul sogno si chiudeva il sipario: era stata comunque una bella rappresentazione. Giunti a questo punto del racconto, ci spostiamo qualche decina di chilometri pi ad ovest ( e tre settimane pi tardi ) a Cagnes sur Mer, nel frenetico cuore della Costa Azzurra. Eccoci allippodromo, prospiciente il mare, ad un tiro di schioppo dai sinuosi e piramidali grattacieli della Baia degli Angeli. E sera. Le grandi lampade proiettano lunghe ombre sulla pista rossa. Anche i volti degli spettatori sembrano lunghi e tristi. Molti degli spettatori coltivano un sogno, il solito che permea questa storia: la speranza di diventare ricchi. Tramite le scommesse, come i giocatori di roulette, totocalcio, lotto. C un piccolo intoppo: che i giochi del Casin, il Totip, il Superenalotto ed i loro cugini, ed anche le scommesse allippodromo, non sono equi ( anche se possono coinvolgere i cavalli ) perch si vince meno di quanto si dovrebbe in base alle mere probabilit dellevento favorevole. Perseverare a lungo in questi giochi un modo quasi certo di rovina economica. Matematico! Il popolo dellippica insegue cocciutamente la speranza, legata alle scommesse, di un futuro meno buio. E gente molto diversa da quella che segue latletica, ( anche se fra gli appassionati che assistono ad una prova di galoppo ad Epsom si contano lord, duchi, baronesse varie ed anche altezze reali, sicuramente persone non povere ) meno spensierata e allegra, quasi pesasse su di loro una cappa di disperazione, rassegnazione, sconforto. Descritta la cornice, passiamo a vedere il disegno della corsa. Facciamoci illustrare il quadro dallo speeker ufficiale dellippodromo. Mesdames e messieurs, vi giunga il mio pi caloroso buonasera dallippodromo della Costa Azzurra. Il Grand Prix di Vitesse , che stiamo per proporvi in telecronaca diretta, verr sicuramente ricordato come uno scontro tra campionissimi. Tra i 14 partecipanti certamente almeno quattro possono, a ben diritto, aspirare al titolo di miglior trottatore dellultimo lustro. Si tratta della giumenta ROQUEBRUNE ( record al chilometro 110 7 ) e di TIDAROUNPELO ( 1113 ) , i due migliori interpreti francesi di questo sport fra le ultime generazioni, trionfatori pi volte nel Prix dAmerique, a cui bisogna aggiungere la femmina statunitense SUPER MARKET ( 1103 ) , recente dominatrice delle Breeders Crown a New York e soprattutto, quale favorito numero uno viste le strepitose condizioni di forma, litaliano VALBONNE ( 1091, primato mondiale ) che ha annichilito gli avversari al Gran Premio Lotteria di Agnano ed al recente Elitlopp di Stoccolma. Ce poi una schiera di ottimi elementi che potrebbero recitare il ruolo di outsiders, per finire infine con quattro giovanissimi, tutti con la S allinizio del nome e cio nati due anni fa, senza alcuna possibilit di piazzamento. Si tratta di SBIADITO ( dal chiaro manto ) , SBILENCO ( dallandatura non impeccabile ), SCIANCATO ( affetto da discopatia ) e SBANDATO ( facile alle rotture ). La partenza, sulla pista da 1307 metri, viene lanciata lungo la curva e lautostarter abbandona i cavalli subito dopo lingresso in rettilineo.
Ma eccoci al momento tanto atteso! Tutti i cavalli sono ordinati nello schieramento iniziale, otto in prima e sei in seconda fila, e procedono seguendo facilmente lautostarter, che aumenta progressivamente la velocit ed ora si fa da parte. Lanciata dunque la gara vera e propria! Allunga in testa ROQUEBRUNE, il cui driver ha sfruttato con perizia il numero 1 dei nastri di partenza, mentre al largo si fa strada laltra femmina SUPER MARKET. Attenzione! Al centro del gruppo di testa rompe SBANDATO, allungando la lunga striscia di gare in cui non ha ottenuto alcun risultato.
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Siamo alla seconda curva ed i quattro favoriti sono gi al comando, apparentemente senza sforzo nel seguire landatura dettata da ROQUEBRUNE, pronti a piazzare lallungo decisivo, ma ora siamo ancora in una fase interlocutoria.
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Eccoci ora sul rettilineo opposto alla tribuna: nellordine ROQUEBRUNE, con allesterno SUPER MARKET, poi VALBONNE, TIDAROUNPELO, NAPOLEONE TERZO, GIRAMONDO, SBIADITO, CAP3000, PATTUMIERA, SBILENCO e gli altri. Squalificati per rottura prolungata SBANDATO e DISPERSO.
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Siamo allultima curva. Il pubblico tutto in piedi! Elettrizzante lo spettacolo! ROQUEBRUNE, TIDAROUNPELO, VALBONNE e SUPER MARKET, che sembra un po stanca. Staccati gli altri. Ormai cimento tra titani.
Uscita sul rettilineo finale! VALBONNE aumenta landatura. Impressionante! Supera in tromba SUPER MARKET e ROQUEBRUNE e si porta in testa. VALBONNE, VALBONNE ormai sicuro vincit Attenzione!! Esce SBILENCO ad una velocit supersonica, si avvicina a VALBONNE. Pazzesco!! Non crediamo ai nostri occhi! Mancano poche decine di metri. SBILENCO passa. Inaudito! SBILENCO, SBILENCO, SBILENCO !! Ha vinto! Incredibile sorpresa a Cagnes. SBILENCO, un cavallo neppure conosciuto, alla sua prima corsa significativa e iscritto con un record di 1159 al chilometro, ha vinto il Criterium de Vitesse. Gli spettatori sono attoniti. Un silenzio irreale sceso sullippodromo.
Abbiamo il risultato ufficiale. SBILENCO su VALBONNE, terza ROQUEBRUNE. Il tempo del vincitore strabiliante: ha trottato il miglio ( 1609 metri ) alla media di 109 netti al chilometro, nuovo primato mondiale. Signore e signori, vi salutiamo dallippodromo della Costa Azzurra, dove abbiamo vissuto con voi unemozione che sar impossibile rimuovere dalla memoria. Poco dopo il quadrupede vincitore viene fatto oggetto di ammirate attenzioni da parte di stallieri, accompagnatori, managers, fotografi e giornalisti. Con in groppa una mantella viene scortato alla premiazione, subissato da applausi scroscianti. Dentro a SBILENCO Kip dice: Che faticaccia! Sono stravolto. Meno male che sin da quando eravamo piccoli possediamo esattamente la stessa lunghezza di falcata ed identico ritmo di corsa, il che ci ha consentito di evitare una sicura squalifica per rottura e di procedere ad una velocit molto superiore a quella che siamo in grado di sviluppare singolarmente. S, grazie a quella pelle finta che ci univa rispose Samsom che per mi ha causato molti fastidi. Avevo un gran caldo e non vedevo dove mettevo gli zoccoli, dovevo fidarmi ciecamente di te. Anchio avevo le mie brave difficolt a scorgere il mondo esterno dalle due piccole fessure degli occhi e cercare il migliore assetto per impostare le curve. Quei maledetti paraocchi Non ti lamentare, tu! Eri comunque davanti, potevi vedere la pista. E poi, tutte quelle frustate che mi sono preso io sulla schiena nella dirittura di arrivo dove le metti? Piuttosto, abbiamo fatto bene a comportarci cos? Io non ne sono ancora convinto. Tu ed il tuo spiccato senso etico! Sicuro che abbiamo fatto bene! Tra premi di gara e scommessa su SBILENCO abbiamo sbancato lippodromo. Eravamo dati 100 a 1. Avremo incamerato, ad occhio e croce, almeno un milione di franchi. ( al tempo degli eventi descritti dalla storia non era ancora arrivato leuro.) Immagina che bella fattoria potremo acquistare, e quante mucche!. Gli altri proprietari hanno dovuto rinunciare a qualche premio, ma sono gi miliardari. Quindi siamo come Robin Hood: rubiamo ai ricchi per donare ai poveri, cio noi. Non facciamoci tanti scrupoli!. Ma noi abbiamo scommesso su SBILENCO replic Samsom che quasi nessuno aveva preso in considerazione, quindi abbiamo sicuramente fatto perdere tutti quei poveracci che hanno puntato su VALBONNE. Abbiamo rubato ai poveri per dare ad altri due poveri. Non siamo affatto come Robin Hood!. In guerra ed in amore tutto permesso sentenzi Kip. Ma noi non siamo in guerra! ( Samsom trascur a priori lamore: nessuno dei due si era ancora invaghito ) . S, invece concluse Kip in Sanscrito la parola guerra si dice desiderare pi vacche .
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