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Ogni lettore, quando legge, legge se stesso. L'opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso. (da "Il tempo ritrovato" - Marcel Proust)

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L’eretico

di Lorenzo Vazzana
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Pubblicato il 07/07/2015 19:44:39

L’ERETICO

 

Lo riconosci subito l’eretico,

ad un primo sguardo

ti incute timore.

 

Ondeggia con le spalle

Come un mare

Infuriato

Che non trova

Pace,

che fa schiantare

le sue onde

contro sé stesse

e si affoga

nella sua stessa schiuma.

 

Lo riconosci subito l’eretico,

ad un primo sguardo

ti palesa l’orrore

della vita.

 

 

E’ un albero spoglio

D’autunno,

scarno e avido

di gioia,

un cadavere

esposto

da Dio

al mondo

per ricordarci

la caduca essenza

della nostra carne

languente e sanguinolenta.

 

Lo riconosci subito l’eretico,

ad un primo sguardo

senti la puzza

tremenda del dolore.

 

Cammina stanco,

come se portasse

un sacco sulla schiena,

un Sisifo dagli occhi

spenti,

anche se la sua pelle

è bruciata dal sole,

ma nessun uomo

ha la forza

di spingere

il peso del suo masso

sopra la montagna,

e spera che un giorno,

apposto della pietra,

sarà lui a ruzzolare

giù.

 

Lo riconosci subito l’eretico,

ad un primo sguardo

ascolti il fervore

delle sue ossa scricchiolanti.

 

E quando il sole si addormenta

A occidente,

vedi che fa un sospiro metafisico,

e guarda profondamente,

perché mentre gli altri

sognano dolci piaceri,

lui è attento nel guardare

il buio. 


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