Pubblicato il 15/01/2013 17:26:01
Il coraggio, insieme alla compassione, forse la qualit pi essenziale per uno scrittore di lungo corso. Ma attenzione, il coraggio dello scrittore pu non somigliare allimmagine stereotipata del coraggio. Quello celebrato nei film di avventura il coraggio acuto, limpulso repentino di fuggire verso il nemico al posto di fuggire dal nemico, un superamento esplosivo di se stesso e dei propri terrori. Il coraggio richiesto dallo scrittore invece una sorta di coraggio cronico, uno stato di coraggio persistente, quotidiano, discreto e non sempre riconoscibile. Non uneffimera vittoria sui propri limiti ma una modalit stabile dellessere, la conquista definitiva di un territorio che non conosce limiti. Questa condizione deve sopraggiungere perch la scelta di fare lo scrittore come vita, mestiere e vocazione comporter inevitabilmente una serie di sfide al sistema sociale e culturale, per cui bisogna essere preparati. Il fatto che le sfide prima o poi provocano una reazione severa, che occorre affrontare. La prima sfida quella di ordine personale ed esistenziale. Dichiarare di voler fare lo scrittore spesso interpretato come un atto di presunzione, come una voglia di prendere distanze dalla normale convivenza, come qualcuno che, magari senza meriti, decide di giungere alla sommit del monte Olimpo con le proprie gambe. La seconda grande sfida, anchessa personale, di natura psicologica. Lo scrittore deve affrontare, riconoscere e poi convivere con i fantasmi del proprio inconscio. Lo dobbiamo fare tutti, vero, ma lo scrittore non prova ad arginare o a reprimere gli esseri che emergono dalle zone ombrose dello spirito, ma li convoca, li invita a manifestarsi e instaura con loro un vero dialogo. Molti di questi fantasmi, con le loro pulsioni selvagge, saranno pi avanti metabolizzati nelle caratteristiche di certi personaggi. C anche, e forse soprattutto, la sfida morale, sociale e politica. Il coraggio di Brecht, di Lorca, di Primo Levi, di Mishima, di Jack London. Il coraggio del dissidente e del rivoluzionario. La sfida frontale alle patologie del sistema o al sistema stesso. Lo smascheramento delle illusioni, dei meccanismi che fabbricano il consenso e delle ipocrisie che sostengono i privilegi e le ingiustizie. Le reazioni a queste sfide sono le pi violente, e spaziano dallesclusione editoriale, dalla derisione pubblica e dalloblio mediatico alla prigione e in alcuni casi alla tortura e alla morte. E in ultimo c una particolare forma di sfida allinterno della letteratura stessa, la sfida alla forma e alla struttura tradizionale. Osare raccontare in modo originale, inventivo, sorprendente e sovversivo delle regole, non per trasgressione fine a se stessa ma per cercare una nuovissima e pi efficace forma del narrare in sintonia con le trasformazioni della sensibilit del nostro tempo. Anche questo genere di sfida suscita spesso reazioni tuttaltro che morbide e pacate. Questo stato di coraggio permanente richiesto allo scrittore pu essere raggiunto solo da una piena consapevolezza del suo ruolo, da un nocciolo duro morale che si coagula lungo gli anni a partire dalla costatazione che se certe cose non le dice uno scrittore, non ci sar proprio nessunaltro a dirle.
(tratto da "Sagarana", editoriale N. 50, gennaio 2013)
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