Pubblicato il 03/09/2015 20:28:05
A difesa del canto contrario
Fu naturale per molti denunciare lebreo nascosto nel pianoforte, larmeno stipato in soffitta, il dissidente scivolato sulla fricativa delle scale. Al funerale di Stalin centinaia morirono schiacciati al culto radioattivo, come blatte ammaliate dal morto mattino. C un istinto secolare che sinsinua nella storia che lascia un residuo che umano non vorremmo.
Il Novecento giace insepolto scuote la sua nuda carcassa riverbera squame infuocate sui versanti pi esposti ad oriente. Sembra che al male nessuno si iscriva ma i rasi al suolo giurano e spergiurano che il male sempre si addestra come una maledetta preghiera come una prediletta memoria conficcata nel cuore primario. E intanto muoiono i costretti a partire sottoposti allestrema omelia del mare insolvente; muoiono gli obiettori, i ribelli, le donne poco conformi, gli schiavi del nostro occidente; muoiono i fumettisti insolenti, gli impuri, i poveri cristi custodi dei templi idolatri.
Finch la storia non ci insegue sul pianerottolo, nessuno conosce se stesso, nessuno sa quanto scarterebbe di lato lo sguardo, quale gesto opporrebbe al potere imperante. Ma seppur difettosi continuiamo ostinati a remare contro il buio che incalza ogni canto contrario.
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