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Rafael Alberti: il volto inedito di un poeta

Argomento: Letteratura

di Giorgio Mancinelli
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Pubblicato il 27/05/2011 08:59:08

RAFAEL ALBERTI: IL VOLTO INEDITO DI UN POETA
di Giorgio Mancinelli.

(Intervista inedita del 04 Aprile 1974, rilasciata allautore, e mai pubblicata per ragioni di carattere politico, non meglio specificate dalleditore).

Rafael Alberti nasce nel 1902 a Puerto de Santa Maria, vicino Cadice, in Andalusia, passa un'infanzia tranquilla e nel 1917 si trasferisce a Madrid dove comincia la sua avventura artistica come pittore pur rimanendo attaccato alla sua terra d'origine. Nel 1922 i suoi lavori vengono esposti nellateneo di Madrid, poco dopo entrer in contatto con gli artisti e gli scrittori nella Residencia de Estudiantes, che saranno in seguito i protagonisti della Generazione del 27.Nel 1924, mentre costretto a vivere nella sierra (Guadarrama y Rute) a causa di una malattia alle vie respiratorie, pubblica la raccolta di poesie "Marinero en tierra", un canto d'amore per il mare, che vince il Premio Nacional de Literatura. Nel 1927 partecipa alle celebrazioni per i trecento anni dalla morte di Luis de Gngora in omaggio al quale pubblicher "Cal y Canto". Sono del 1929 le dolorose liriche "Sobre los angeles" risultato poetico di una profonda crisi personale. Quegli anni li passa a contatto con Federico Garcia Lorca, Salvador Dal e Pablo Picasso, amici e compagni di strada, pubblica poi "Sermones y moradas" e "El hombre deshabitado".Una nuova fase inizia con lavvento della Repubblica franchista. Nel 1931 entra nel Partido Comunista de Espaa (PCE), studia teatro nell'Unione Sovietica e dirige con la moglie Maria Teresa Leon, la rivista rivoluzionaria "Octubre" e dal '36 al '39 partecipa alla guerra civile nelle file repubblicane.Nel 1939, dopo la sconfitta repubblicana, si rifuger in Francia, poi in Argentina dove rimane per 24 anni in esilio. Dal 1963 vive a Roma a testimoniare al mondo limpegno civile spagnolo contro la dittatura. Di quegli anni sono i suoi "Poemi d'amore" i versi per "Roma, pericolo per i viandanti", "Gli otto nomi di Picasso". Rientrer nella sua citt in Spagna, solo dopo la morte di Francisco Franco, nel 1977. Nel 1990, dopo la morte della moglie nel 1988, si sposa con Maria Asuncion Mateo. Le rime "Amore in bilico" sono dedicate all'erotismo e alla sua donna, sua nuova e giovane compagna. Sempre in quellanno ottiene il Premio Cervantes. Muore a Puerto de Santa Maria, per arresto cardiaco, il 28 ottobre 1999.

Bibliografia essenziale: (in italiano)

Cal Y Canto Lerici edit. Roma 1969
Il poeta nella strada A. Mondadori 1969
Poesie A. Mondadori 1964
Teatro A. Mondadori 1967
Teatro Einaudi 1970
Roma, pericolo per i Viandanti Mondadori 1972
Disprezzo e meraviglia Editori Riuniti 1973
Il quartiere dei profeti De Donato Ed. 1974

Discografia: (poesie)
Io Rafael Alberti. Fra il garofano e la spada Fonit Cetra LPZ 2062
Musiche di Sandro Peres eseguite dallautore e un inedito di Paco Ibanez.

Aguaviva ..la que mana y corre naturalmente Carosello CLN 25.002
Con due straordinarie poesie: Poetas Andaluces, Creemos El Hombre Nuevo, con Manolo Diaz.

Aguaviva ..la casa de san jamas Carosello CLN 25.031
Con La cancion de que se esta quieto, con Manolo Diaz.

Rafael Alberti ha partecipato personalmente, con la sua simpatica compagna Maria Teresa Len, alla realizzazione di questo LP di sue poesie dal titolo significativo Fra il garofano e la spada in cui la voce del poeta si alterna a quelle degli attori Angela Cavo e Luigi Sportelli, che interpretano le poesie, e alla chitarra di Sandro Peres, che sottolinea e punteggia la recitazione. La sequenza dei brani costituisce anche una sorta di biografia poetica di Alberti, attraverso i vari momenti della sua produzione e della sua vita intensa. qui rievocata la giovent andalusa e marinara, (periodo detto del garofano), la sua faticosa maturazione di uomo e di artista (periodo degli angeli), lamore come esperienza rasserenata nel ricordo (i ritorni dellamore), e il sorridente abbraccio di Roma, sua seconda patria. Il periodo detto della spada, cio di denuncia e dellimpegno sociale del poeta, la dolorosa esperienza della guerra civile in Spagna, la solitudine dellesilio, conclusa con linvocazione a una pace concreta e umana, nella passione del grande e nellillusione del piccolo.

Drammaturgo e saggista, poeta civile e umano, pittore e padre di tante generazioni duomini che oggi con rabbia stenta a riconoscere, Rafael Alberti ha il volto segnato dal tempo che let ha sorpreso per le strade dellesilio, dalla Francia allArgentina e poi in Italia, fino al suo rientro nella Spagna finalmente liberata della dittatura del Generalissimo Franco, non come vincitore ma come umile figlio egli dice apprestandosi ad affrontare le critiche e gli elogi del popolo spagnolo, mentre va incontro a quella libert finale che lo vede recuperare il terreno che sembrava aver perduto per sempre. Quanti hanno pensato a Rafael Alberti come possibile guida morale e civile del popolo ispanico, lo accolgono al suo rientro in Spagna, col calore riservato a un figliol prodigo che ha visto lavverarsi duna profezia, con la quale, pure auspicava e cantava lavvento nel suo paese dello spirito della libert. La sua voce, bench abbia assunto una corposit dolente, possiede ancora una straordinaria musicalit dai toni accesi, ma caldi, solo leggermente enfatici, cari al romance medievale spagnolo. Durante le sue molte pause riflessive (), egli assume talvolta atteggiamenti cupi che lasciano intravedere una qualche ricerca di infallibilit nella risposta.

Maestro, cosa pensa del mondo attuale?

Come sa, io sono un poeta costretto fuori della mia patria considerato quindi un senza terra quindi devo fare attenzione a non fallare in niente per non essere messo alla porta Ma sono anche un uomo del mio tempo, e ho seguito la strada che ho ritenuta giusta un poeta semplice che quando ha voluto parlare della luna ne ho parlato come sentivo certo, sempre che si guardi alla luna con gli stessi occhi perch quella luna cambiata: ora una bottiglia di Coca Cola e una bandiera di plastica.

E della guerra?

Sulla guerra, posso dire solo che ingiusta, ma anche necessaria, quando sono i sani principi gli ideali di libert a essere stravolti. Il clima instaurato dal regime franchista da oltre trentanni a questa parte, ha avuto come conseguenza di isolare la scena poetica spagnola dal contesto europeo e di spingere i migliori ingegni a prendere la via dellesilio. Io sono fra quelli.

Come certamente sa, i giovani doggi le decretano la priorit di avamposto negli ideali di libert fin dal 1965, quando ottenne il Premio Lenin per la pace. Senzaltro ha qualcosa da dire ai giovani che si trovano ad affrontano queste problematiche?

I giovani devono avere un indirizzo ben preciso oggi fondamentale avere un punto di partenza anche se non possibile vedere un futuro vicino e sicuro Oggi in molte parti del mondo ci sono giovani artisti contestatari ai quali non permesso di esprimersi e che pure riescono a farsi sentire al di fuori dei loro territori, nella lotta per i diritti delluomo come in Spagna cos in altri posti dellAmerica Latina, in Cile, in Uruguay .

Come in Spagna, ha detto?

Oggi in Spagna ci sono molti giovani artisti contestatari ai quali non permesso molto e che pure lottano per quei diritti delluomo che ognuno dovrebbe difendere sempre La Spagna una grande nazione colpita dal pi terribile dei mali: il franchismo ... mai come adesso pi dilaniata e divisa da forti contrasti Da una parte i franchisti, uomini venduti al servizio del potere, dallaltra una parte del popolo che ancora non ha acquisito una vera coscienza civile poi ancora c la Chiesa in nessun paese del mondo la Chiesa ha avuto potere come in Spagna nei contrasti spirituali fra Castigliani e Catalani, fra Baschi e Andalusi.

Intende dire che si arriver a una spartizione?

un nuovo discorso che viene alla luce quando dopo gli avvenimenti del vescovo di Bilbao, Antonio Anoveros, (8 Marzo 1974), ci si trovati affiancati ad attaccare direttamente e pi da vicino il comune nemico, fintanto da intraprendere un pezzo di strada insieme, su un unico fronte poi si vedr le pretese di ognuno. Siamo soltanto allinizio e la Spagna deve e dovr sempre restare unita non posso dire quale sar la fine La Spagna oscura, delle barbare uccisioni, violenta e deformata che noi vogliamo che sparisca e che pure una verit palpabile ancora quella di Goya terribilmente viva e vera ma la realt va (anche) vista con occhi che guardino al futuro Noi, intellettuali spagnoli non vogliamo la guerra si muore gi tutti i giorni personalit come Carrero Blanco vengono assassinate sotto gli occhi della polizia, senza che questa intervenga ... e questo un fatto. In Spagna si crede ci venga fatto dagli stessi Baschi, perch questo che le istituzioni fanno credere ... non si spiega altrimenti se non che lo abbiamo lasciato fare. Oggi, tutto delitto in Spagna anche vivere.

Cosa pu fare un poeta, oltre a scrivere delle poesie?

Noi poeti esiliati serviamo pi fuori che non in patria nel senso che non poter parlare davanti a certi avvenimenti come lasciarsi morire in silenzio sarebbe come lasciar fare agli altri ci che avremmo dovuto fare noi e io non mi stancher mai di gridare di far sentire la mia voce oltre i confini anche fino in Spagna. Siamo pronti anche alla guerra civile se dovesse succedere. Non ci faremo ammazzare cos con una semplice scritta sul petto, come martiri La poesia non muore con gli uomini, resta viva nel tempo, non ha let del poeta ma ne accusa e ne esalta la sua umanit.

Ritiene che la poesia pu avere una sua efficacia, come dire, un suo ruolo?

Soprattutto quando essa si spinge oltre il fatto semplicemente territoriale o intimo, e abbraccia il problema pi vasto, quando fa un discorso umanitario ... Agli inizi ero un giovane che voleva fare il pittore in Andalusia ma, una volta a Lisbona, mi interessai allavanguardia culturale e politica e divenni prima di tutto poeta un poeta civile intendo. Non credo nellaccademismo puro, credo invece alla forma di ricerca ma in senso chiaro io ho voluto essere soprattutto semplice, come la gente di strada. Penso che ci si deve aprire gridare, violare se necessario essere poeta per il fatto di essere oscuro (ermetico), non si miglior poeta, lermetismo di oggi cos?.

Qual limpegno artistico e culturale della Spagna, oggi?

Da un punto di vista culturale penso che la Spagna sia allavanguardia. Una parola che non mi piace perch io ho fatto parte dellavanguardia nel 1925 e quella di oggi non che un ricalcare certe forme inadatte Noi veramente abbiamo cambiato qualcosa. Picasso ad esempio, ha cambiato tutto, rimettendo in discussione e risolvendo certi valori non solo nellarte ... Allinizio era creduto un pazzo, oggi finalmente ci si sta abituando a una certa forma data da un modo di vedere, per cos dire, trasformato che ci fa maggiormente partecipi della societ in cui viviamo.

Ritiene Picasso un precursore del nostro tempo?

Non va dimenticato il fatto che egli stato il Direttore del Museo del Prado Alcuni anni fa, poco prima della sua morte, parlando con lui, afferm di avere ancora quellincarico poich disse: nessuno mi ha mai destituito ... Come del resto a lui mi sono ispirato nella piece teatrale andata in scena a Roma alcuni giorni fa al Teatro Belli dal Gruppo Teatro Incontro, e che conto di portare in altri teatri del mondo: Notti di Guerra al Museo del Prado.

Cosa mi dice dei poeti, quei poeti che come lei hanno gridato contro loppressione?

Ricordo che Neruda, un poeta suggestivo, molto introverso, passionale, mi affid il suo primo manoscritto Residence en la Tierra per trovargli un editore disponibile a pubblicarlo, perch lo ritenevo di valore. Allora percorsi tutta Madrid senza trovarne nessuno. Non fu facile per quei tempi ... la poesia era ormai una forma poco popolare in Spagna, direi quasi dimenticata dalle elite Fu proprio durante la guerra che ebbe inizio un certo interesse per essa come fonte di espressione popolare soprattutto con la rivista El Uomo a Sul (Labito delloperaio) Dopo la guerra la poesia divenne lunico modo di esprimersi e far circolare le idee Garcia Lorca, Jimenez, Machado, Quasimodo, Neruda, Leon Felipe, Emilio Prado, sono tutti morti in esilio, nei campi di concentramento Ancora oggi essi rappresentato la voce del popolo spagnolo, la voce libera dellumanit oppressa.

Quevedo ha fatto certamente il meglio nella critica della Spagna. Bunuel si inserito in quel tipo di visione grottesca esagerata che la Spagna spaventosa di Gutierrez, di Goya, nellidea dellEsperanto. Cio di quella violenza che noi poeti andiamo combattendo Ma dove sono finiti gli Uomini, dove sono finiti i Poeti? La Spagna, il mondo intero, ha bisogno dei suoi poeti per lottare contro le ingiustizie, contro le oppressioni: giustizia io chiedo, che sia fatta giustizia! Oggi, ancora una volta ho scritto dei versi su questo tema, eccoli, li legga!.

Oggi, fuori il cielo non pi azzurro / il sole non posa sopra di esso la sua mano calda / morta la giovinezza del mondo / il profumo dei giardini, la primavera dei campi / qui non c posto per chi ride / ma solo per chi piange e muore / ci mancher la terra per coprirli tutti / citt senza risposta / fiumi senza parole, vette senza echi, oceani muti / non sanno. Uomini fissi in piedi / sulla sponda delle immobili tombe./ Giustizia! Chiedo sia fatta giustizia!.

Ritiene che lItalia sia un paese libero?

Oggi, allet di 75 anni, dopo averne passate tante, devo dire di essere fortunato di avere ancora al fianco la mia amata Maria Teresa (Lopez) che mi ha seguito nel mio lungo esilio, e di poter ancora vivere la mia vita qui in Italia dove ho trovato un calore cos umano, cos grande e bello, cos vicino troppo vicino che devo chiudere la porta dove mi possibile sentire il flusso e il riflusso del mio mare Si, lItalia un paese dove possibile vivere anche quando ci sono spinte opprimenti intente a sopprimere la libert qui riesco a sentirmi vivo e anche libero posso dire che lItalia un paese libero, cosa che per me non lo stata neppure la Francia.

Maestro, se le decretassero il premio Nobel per la poesia, lo accetterebbe?

Non considero il premio Nobel come un traguardo ma come riconoscimento e anche se non ho lintenzione di voler essere o apparire umile, dico che lo accetterei perch i soldi hanno la loro importanza, specialmente quando come me si vissuti per la strada lontano da ogni semplice e umano conforto.


RAFAEL ALBERTI: IO CANTO LA LIBERTA
di Giorgio Mancinelli.

(Articolo pubblicato in Super Sound, il 25 Febbraio 1974).

Sono bastati alcuni giorni di pioggia e la Roma sotto austerity priva di riscaldamento e di elettricit, sprofondata di colpo nel buio pi triste e freddo, con le strade buie, dilaniata dagli scioperi e dagli scandali.
Tanto che i vecchi allangolo dellosteria parlando dellaccaduto dicono: sembra dessere in guerra, presto finiremo per fare di nuovo le barricate. E dire che loro, la guerra, lhanno vista davvero, e sanno cosa significa.
In quello stesso giorno, nel cuore antico della citt che Trastevere, il Gruppo Teatro Incontro, innalza davvero la sua barricata, la prima in tutta la citt, e gi si combatte duramente.
Chi siete?
Domanda il capitano dei miliziani accorsi a riempire la scena di Notti di guerra al Museo del Prado, in quel del Teatro Belli, per la regia di Ricardo Salvat.
Siamo il popolaccio, gente delle strade e delle piazze, di ogni piazza della citt.
il maggio del 1808, quando lultimo eroe di Spagna muore sotto le fucilate degli armigeri disposti per lesecuzione, dopo i moti rivoluzionari, rivestiti delle grida stridenti dei colori di Francisco Goya.
Nellarena scorre il sangue sudato dellultimo Toro di Spagna diranno in quei giorni, i visitatori del Museo del Prado, quando nel maggio del 1936, la rivoluzione civile in Spagna, contrassegna lottusit della guerra, che culminer col radere al suolo la citt basca di Guernica, il 26 aprile del 1937.
Ma ecco che alcuni passi gi calcano il selciato lucido di pioggia della Piazza Santa Maria in Trastevere presieduta dai miliziani che non lasciano passare nessuno.
Sono ancora quelli dei ragazzi che nelle sere destate amano sedersi sui gradoni della fontana, venuti a rallegrare laria con le loro risa e i canti, i fischi e le urla, al suono di una chitarra scordata. Ma solo un lontano ricordo, in realt se ne sono andati come gli uccelli migratori.
Un anziano signore dallaria pacata avanza solitario lungo la via schivando le ombre dei miliziani che non si accorgono di lui.
Chi siete? Fatevi riconoscere!
Gli chiede qualcuno dalla parte opposta della barricata.
Chi sono io, sono lautore (Umberto Raho che si cimenta nei panni del poeta F. Garcia Lorca, pi tardi sar un Goya di eccezionale espressivit).
Lasciatelo passare!
Esclama il comandante dei rivoluzionari.
lui, quel Federico poeta dei Canti Andalusi
La sua entrata in scena fa s che si abbassino le luci e ognuno (degli intervenuti) prenda posto fra i sacchi di stracci raccolti nei sotterranei della casa della pittura, appunto quel Museo del Prado, che la gente comune vuole salvare dalla distruzione, riproposto da un suggestivo impianto scenico.
Passano i quadri dei grandi (riprodotti in sequenza): Raffaello, Tiziano, Goya, Velasquez
Fermatevi un momento!
Chiede commosso il Poeta davanti alle Fucilazioni di Maggio 1808 di Francisco Goya.
Avevano le stesse facce, la voce di tutto un popolo!
Le palle di cannone che passano accanto al solenne edificio museale fanno tremare le pareti, e con esse, quelle figure, destandole da sotto la vernice. Le passiamo in rassegna una per una:
Maest, il suo regno in pericolo!, esclama sarcastico il buffone Don Sebastiano de Mora al suo re, ed ecco che gi la corte di Filippo IV si scrosta della regalit che Velasquez gli ha attribuita prendendosi cos la rivincita sui calci presi nel di dietro.
Adone morente lascia Venere a piangere sopra il triste destino che lincombe, quasi che Tiziano abbia voluto scrivere una pagina appassionata sullabbandono in amore.
Una schiera di Angeli vagano alla ricerca di un Paradiso che sembra perduto il tema della pala del Beato Angelico che segna un momento di alta poesia culminante in vero lirismo.
Dovevano ucciderlo tutto il popolaccio, prima delle barricate. Dovevano asciugarle tutte le penne (le voci) dei poeti di Spagna! Tutti: Federico, Antonio, Rafael, la vostra voce ancora vibra dentro la mattanza della corrida! Ol! Ol!, (*) sulla scia di queste parole fa il suo ingresso il popolaccio.
questo il momento clou dello spettacolo, quando il popolaccio si presenta sulla scena avvolto dei suoi miserabili stracci. Le popolane (Angela Redini e altre), simprovvisano dame di corte della regina, dando un esempio grottesco in una graffiante satira della nobilt.
Entra un semplice soldato monco (lattore Franco Meroni) paladino del gruppo, attorno al quale ruota tutto lo spettacolo, e chiede allAutore:
Il Poeta, cosa pensa di questa guerra?
una guerra di forti contrasti che il Gruppo Teatro Incontro affronta risolvendo una discontinuit del testo, nato come canto poetico che risuona dei passi cadenzati del flamenco. Lefficacia evocativa dei momenti dinsieme si fonde con il pubblico presente in sala. il momento del popolaccio che vuole vivere e riscattarsi dalloppressione.
Volontari di questa barricata non c tempo da perdere uniti faremo in modo che la nostra barricata sia inespugnabile (*), grida il soldato nel momento della verit. Siamo alla ultime battute. Gli attori si schierano in massa sulla scena, quando si leva un ultima lirica, profonda, accorata.
una notte di eroi questa, anche le pietre cantano Ol! Ole! Ole! (*)
Il popolaccio chiede giustizia e una volta ritrovata la libert, impicca i fantocci delloppressione.
Hei tu, criminale! Quanto sangue hai bevuto stanotte?
E tu, generalissimo, sei nello stesso tempo il conquistatore e il conquistato, se lasci che i poeti muoiano (*) che la tua voce non vale un flamenco!

Entra il Toro, lultimo Toro di Spagna. sporco di sangue sudato. Larena gremita, resta muta davanti al Guernica, cui lattore (William Ciccarelli) che interpreta Picasso, compendia con la poesia che segue larco della storia:

Il Toro del popolo monta / straripa il toro di Spagna. / Cresce per le vie, immenso / si erge furioso, salta. / un ciclone di bravura, / una tromba di fulmini e sangue. / Vive il toro, torna il toro. / Non c arena per lui, non c circo / staccionata che lo contenga /e ferri che lo costringano. / Il Toro del popolo tornato / la sua arena tutta la Spagna!.(*)

Altre bombe cadono sul Museo del Prado. Il popolaccio trema, ma il prezzo della tirannide non riscatta tutto un popolo il cui canto risuona alto e vivo:

Popolaccio di questa barricata difenditi come puoi usa la mia testa come bomba, dentro ci sono cento, mille, un milione di scintille dodio! (*).

(*) estratti dal copione teatrale di Notti di Guerra al Museo del Prado.

Poetas Andaluces.

Che cantano i poeti andalusi di ora? / Che guardano i poeti andalusi di ora? / Cantano con voce di uomo / ma dove sono gli uomini? / Guardano con occhi di uomo /ma dove sono gli uomini? / Sentono con petto di uomo / ma dove sono gli uomini? / Cantano, e quando cantano / sembra che siano soli. / Che oramai lAndalusia sia / rimasta senza nessuno? / Che forse nei monti andalusi / non ci sia pi nessuno? / Che sui mari e nei campi andalusi / non ci sia pi nessuno? / Non c pi chi risponda alla voce del poeta? / Chi guardi nel cuore senza mura del poeta? / Cantate forte / e udrete che odono altri orecchi. / Guardate in alto / vedrete che guardano altri occhi. / Sentite con forza. / Saprete che palpita alto altro sangue. / Non pi il poeta chiuso gi / nel suo sotterraneo. / Il suo canto sale dal pi profondo quando / libero nellaria / ormai di tutti gli uomini.

In occasione dello spettacolo tenutosi al Teatro Sistina di Roma dal titolo Noche de Sangre di Federico Garcia Lorca, Rafael Alberti ha dedicato una bellissima poesia ad Antonio Gades, ballerino e coreografo dello spettacolo, una delle massime figure del flamenco.

Antonio Gades, te digo: / Io que yo, / te lo diria mejor Federico. / Que tienes pena en tu baile, / que los fuegos que levantan / tus brazos son amarillos./ Eso yo, me lo s yo, / te lo dira mejor / Federico. / Que el aire baja a tus pies / y el corazn se sube / a la garganta hecho amicos. / Eso yo, lo pienso yo, / te lo dira mejor / Federico. / Que te adelgazas, que tiemblas / que te doblas, que te rompes / y esaltas come un cuchillo. / Eso yo, bien lo s yo,/ te lo dira mejor / Federico. / Pero l ya no est. / Antonio Gades, te digo: / lo quel yo, / esto que te he dicho yo, / lo hubiera dicho mejor / Federico.

Antonio Gades, ti dico: / Io ci che meglio ti direbbe Federico. / Che hai pena nella tua danza, / che il fuoco che solleva / le tue braccia una febbre. / Questo quanto io sento, / te lo direbbe meglio Federico. / Che laria balla sotto i tuoi piedi / e il cuore sinnalza / sale alla gola come anice. / Questo ci che io penso /te lo direbbe meglio / Federico. / Ci che ti smagrisce, che ti tempra, / che ti sdoppia, che ti spezza / e che ti esalta come una lama. / Questo io, lo so ben io, / te lo direbbe meglio / Federico. / Per egli non c. / Per questo/ Antonio Gades, ti dico: / ci che io, / ci che io ti dico, / te lavrebbe detto ancor meglio / Federico.

Hanno scritto di lui:
Antonio Bodini nella prefazione di Il poeta nella strada - Mondadori

Rafael Alberti, stato il primo ad avvertire in Spagna il deficit di una posizione minoritaria e a cercare di adeguare la sua poesia, prima al servizio della rivoluzione sociale, poi a quello del suo popolo in lotta contro il fascismo internazionale. Ha cantato la resistenza e lesilio senza preoccuparsi se nella sua nuova produzione loratoria contrastava il terreno alla poesia. Dal piano del poeta come eccezione a quello del poeta uno fra gli uomini. Resta un suo segreto inimitabile la sua perfetta equidistanza fra la semplice grazia popolare e la raffinatezza che fa di lui un classico. Potremmo distinguere tre fasi nella poesia civile di Alberti: la prima ha inizio prima ancora della guerra di Spagna e va dal 1931 al 1936. Il suo candido rivoluzioniamo ci appare derivante assai pi da Cervantes che da Marx. La seconda fase, coincide con la guerra civile spagnola e comprende i canti che esaltano leroica difesa popolare della Spagna. La terza che raccoglie i canti dellesilio, il rimpianto della patria, lincitamento alla resistenza, la riscoperta dellEuropa pacificata, la poesia per la pace nel mondo.

Ignazio Delogu, nella prefazione a Il quartiere dei profeti De Donato Editore

Certo, nella poesia il sentimento pi generale e la motivazione collettiva prevalgono sui motivi individuali o di gruppo, ma restano nella poesia civile, e in quella di Alberti in maniera particolare, una ribellione anche individuale, un furore che non possono essere trasferiti e che danno a questa poesia un accento inimitabile e una estrema, travolgente persino, capacit di persuasione.



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