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In ricordo di Aaron Swartz

Argomento: Società

di Bianca Fasano
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Pubblicato il 27/11/2025 11:46:47

Aaron Swartz avrebbe compiuto 39 anni questo novembre. Chissà quante cose avrebbe potuto regalarci con la sua inventiva. Invece "è stato suicidato", o, quanto meno, spinto a farlo. Aaron Hillel Swartz (Chicago, 8 novembre 1986 – New York, 11 gennaio 2013) è stato un programmatore, scrittore e attivista statunitense e "La morte di Aaron Swartz non è stata una semplice tragedia personale". Il 19 luglio 2011 fu arrestato per aver scaricato 4,8 milioni di articoli scientifici dal database accademico JSTOR; pur essendo stato liberato dietro cauzione, si suicidò a soli ventisei anni, nella sua casa di Brooklyn a New York nel gennaio del 2013. A proposito di suicidio, occorre dire che, solo in Italia, si registrano ogni anno circa 4000 morti per questa causa. Nella sola Europa, si stima che circa 1.200 bambini e adolescenti fra i 10 e i 19 anni pongono fine alle loro vite ogni anno, ovvero 3 vite al giorno perse a causa di suicidi. Sembra assurdo a dirlo, ma nel 2000 hanno perso la vita circa un milione d’individui a causa del suicidio. Dobbiamo rimarcare che, nel caso di Aaron la sua decisione sia scaturita da una terrificante mescolanza di bullismo governativo e depressione. Nel mondo il suicidio (dato poco conosciuto) è attualmente tra le prime tre cause di morte nella fascia di età 15-34 anni; un fenomeno preoccupante tra i giovani, sia in termini assoluti sia relativi, in un terzo delle nazioni. L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) precisa che ogni giorno muore a causa del suicidio l’equivalente delle vittime causate dall’attacco alle torri gemelle di New York l’11 settembre del 2001. Tornando ad Aaron, certamente la sua fine non possiamo valutarla “soltanto” come una tragedia personale dei genitori e di quanti l’hanno amato e stimato, ma, certamente è ANCHE una tragedia personale. Se avessi cresciuto un figlio (ed era, giacché figlio del Web, figlio dell’universo-mondo), l’avessi visto così capace, intelligente, interattivo, speciale, mediatico, universale… come mi sarei sentita se poi l’avessi visto suicida? Che cosa avrei dovuto dirmi? Che sarebbe stato meglio fosse stato un “normale” ragazzino senza pretese? Che il mondo non è PREPARATO ad accogliere menti quali la sua?Certamente nel suo animo meraviglioso e strano, doveva anche essere “delicato”, suscettibile, passibile di sofferenze particolari. Difficile che un giovane sia così speciale e non abbia anche antenne particolarmente capaci di percepire il disagio. Probabilmente, senza neanche rendersene conto, aveva sorpassato la linea indefinita e volubile del “giusto” e dell’illegale, del “permesso” e del negato. Ma esiste, appunto, quella linea, nel Web?Temo sia tutta da inventare e costantemente da rielaborare. "La conoscenza non è un crimine", si legge nella firma di “Anonymous” in onore dell'attivista e del diffusore della conoscenza a mezzo file sharing (di condivisione). Ma, ditelo alle religioni, ditelo a quanti ancora non hanno compreso che se c’è un Dio ci ha fatti curiosi e sa bene dove la nostra curiosità potrà portarci. Se c’è un Dio, ci ha fatti simili a lui, quindi, creatori, anche di nuovi spazi e di nuove mete. Ditelo a quanti (e sono tanti), dell’ignoranza godono e profittano, per cui ci indicano la cacciata dal paradiso e la “mela del peccato” con un indice enorme e minaccioso. Gabriele Frasca dice che «… nelle epoche di passaggio da una galassia di mezzi a un’altra suscita la paralizzante sensazione di una vera e propria “guerra mediale"».[1] La guerra mediale ha i suoi morti, anche se tanti, come è accaduto per me, sono passati in modo lieto dalla pur cara macchina per scrivere ad un mezzo che permette libertà nel passato inimmaginabili e mi ha poi consentito l’accesso all’immenso database di internet. D’altra parte:“É un po’ il destino delle fasi di transizione quello di offrirsi solo in un secondo momento alla consapevolezza degli osservatori, e giusto per il fatto che proprio coloro che sono immersi più profondamente in una rivoluzione finiscono con l’essere meno consapevoli delle sue dinamiche” (McLuhan 1962, pp. 210-212).[2] L’altra faccia della medaglia è che il world wide web[3] sia una terra virtuale laddove è possibile esprimere se stessi e ricercare libertà di pensiero e verità, per cui diventa territorio di contesa da parte degli stati cui la sua struttura affrancata e scorrevole rappresenta un pericolo, o comunque uno spazio da amministrare e verificare. Per Manuel Castells internet si palesa come un mezzo efficace affinché la democrazia possa espandersi nel globo e quindi egli trova ovvio che il web possa concorrere alla sua costruzione. Difatti, le differenti forme associazionistiche, private e pubbliche, le reti civiche e le reti private, conviventi in una nazione libera e democratica, attraverso il Web si affidano alla rete, assolvendo i loro compiti di informazione, sia questa "alternativa", pubblica, amministrativa, di volontariato, religiosa o di altro tipo. Purtroppo questa larghezza di pensiero ha i suoi risvolti nella possibilità che sia sfruttata anche in negativo e che vi sia un background meno nitido e pulito di quanto vorremmo fosse. Se la rete deve essere controllata, occorre creare una legislazione ad hoc e porre dei filtri per entrare in essa, ma in questo modo “il controllo” disporrebbe dei mezzi per essere totale e dittatoriale, cosa documentata nel caso di regimi totalitari dove l’informazione è imbavagliata, anche perché in Internet è facile essere controllati, si è completamente trasparenti, la privacy è assente e il rischio di essere spiati, più alto. Aaron era il paladino della libertà di informazione, o meglio del libero accesso alle informazioni, di quello che porta vicino ad essere “un unico cervello universale”, una “memoria globale”. Mai soli. Aaron, è vero: la tua morte NON è stata una semplice tragedia personale. Dovrebbe indicare la strada verso un modo nuovo di percepire questa nostra assoluta, potenziale, capacità di “conoscenza”. La tua morte la soffriamo tutti ancora oggi perché ti sei portato con te, togliendolo a ciascuno di noi, un “bit” del nostro coraggio e della nostra speranza per il futuro. Mettili assieme, nel mondo dove sei adesso e prova a costruirti un mondo “virtuale” migliore del nostro in cui vivere libero. Bianca Fasano. [1] G. Frasca “ La lettera che muore-la “letteratura”nel reticolo mediale”; 2005-meltemi editore Srl, Roma, cap. secondo pag.42. [2] G. Frasca “ La lettera che muore-la “letteratura”nel reticolo mediale”.Op.Cit. Cap. terzo, pag. 82 [3] Il World Wide Web (nome di origine inglese), in sigla WWW, più spesso abbreviato in Web, anche conosciuto come Grande Ragnatela Mondiale, è un servizio di Internet che permette di navigare ed usufruire di un insieme vastissimo di contenuti multimediali e di ulteriori servizi accessibili a tutti o ad una parte selezionata degli utenti di Internet.


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