Pubblicato il 03/01/2026 08:57:53
L'incipit del Vangelo di Giovanni recita che "In principio era il Logos", ossia il verbo o la parola che era presso Dio: il Logos era Dio. Sono le parole che riecheggiano anche nel famoso saggio di Enrico Berti: "In principio era la meraviglia". Aristotele dichiara nel libro I della Metafisica che tutti gli uomini tendono al sapere – Πάντες ἄνθρωποι τοῦ εἰδέναι ὀρέγονται φύσει – Prosegue dicendo che costoro cominciarono a filosofare, cioè a interrogarsi su qualunque cosa suscitasse in loro meraviglia. Già Platone, prima di Aristotele, in bocca di Socrate a Teeteto, affermò che "È proprio del filosofo questo che tu provi, di essere pieno di meraviglia – φιλόσοφου τούτο το πάθος το θαυμαζειν –, né altro cominciamento ha il filosofare che questo". Sono pensieri emblematici che esprimono tutta la grandezza del desiderio umano. Max Scheler disse che, mentre la religione nasce dal bisogno di salvarsi dalla morte, e la scienza dal dominio della propria potenza, la filosofia è un istinto di desiderio volto alla costante ricerca del sapere. La meraviglia non è altro che la necessità di superarsi, il desiderio di sottrarsi all'ignoranza, giacché coscienti di esserlo, senza la mendace pretesa della sapienza. In questo senso, non bisogna perdere il valore della meraviglia. In principio era la meraviglia significa che essa fosse la base fondamentale della ricerca del sapere; l'essere-nel-mondo che persiste nell'interrogativo socratico "τι έστι", ovvero il che cos'è delle cose, quale esse siano. Ripetendolo, senza alcuna altezzosità. Chiedersi il che cos'è, ma anche il perché, le cause di queste – gli αιτία –, proprio come lo spirito tipico del fanciullino. Come conservare la meraviglia? Attraverso il desiderio di conoscere, la volontà sottrarsi all'ignoranza tramite l'educazione e la conoscenza; in ultima analisi, la cultura. La meraviglia è per Aristotele l'origine della filosofia, caratteristica dei primi monisti – Talete, Anassimandro e Anassimene –, libera dalle preoccupazioni mondane e dai piaceri materiali. È una vera libertà, quantunque preziosa e cara, che permette un affrancamento totale. Stupirsi per interrogarsi, chiedere per trovare, cercare per conoscersi. La filosofia diviene presto una forma di επιμέλεια – cura, benessere – e di conoscenza di sé – γνώθι σάυτον –.
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