:: Pagina iniziale | Autenticati | Registrati | Tutti gli autori | Biografie | Ricerca | Altri siti ::  :: Chi siamo | Contatti ::
:: Poesia | Aforismi | Prosa/Narrativa | Pensieri | Articoli | Saggi | Eventi | Autori proposti | 4 mani  ::
:: Poesia della settimana | Recensioni | Interviste | Libri liberi [eBook] | I libri vagabondi [book crossing] ::  :: Commenti dei lettori ::
 

Ogni lettore, quando legge, legge se stesso. L'opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso. (da "Il tempo ritrovato" - Marcel Proust)

Sei nella sezione Articoli
gli ultimi 15 titoli pubblicati in questa sezione
gestisci le tue pubblicazioni »

Pagina aperta 29 volte, esclusa la tua visita
Ultima visita il Fri Apr 24 14:13:50 UTC+0200 2026
Moderatore »
se ti autentichi puoi inserire un segnalibro in questa pagina

Di Pasquale Martucci ’Sentieri sospesi’

Argomento: Letteratura

di Bianca Fasano
[ biografia | pagina personale ]


[ Raccogli tutti gli articoli dell'autore in una sola pagina ]

« indietro | stampa
# 0 commenti: Leggi | Commenta » | commenta con il testo a fronte »




Pubblicato il 24/04/2026 11:37:11

Dal marzo 2026 in libreria, di Pasquale Martucci Sentieri sospesi: Memoria della cultura e prospettive territoriali.

Pasquale Martucci un sociologo studioso del territorio cilentano interessato alle identit alla cultura popolare e alla memoria del Cilento. Uno dei suoi lavori pi recenti e completi : Del Cilento e del suo Genius Loci, del 2023. Ha anche elaborato sulle testimonianze dirette e sulle storie di vita con l'evidente obiettivo di capire e far comprendere ai lettori, cosa significasse davvero essere Cilentani dal punto di vista culturale e umano. Un suo libro del 2024 lo vede in tandem con lo psichiatra Luigi Leuzzi: Identit evolutive studi e ricerche sul Cilento. In questo suo ultimo libro Sentieri sospesi Memoria della Cultura e prospettive territoriali, Martucci analizza tra l'altro come, in un territorio Antico come Cilento, intervengano rituali e miti locali che spesso ricordano schemi universali ossia quasi archetipi. Carlo Gustav Jung ha raccontato un episodio della sua vita che ha descritto come parapsicologico precisando che la psiche possiede facolt particolari, per cui non tutto confinato entro lo spazio e il tempo e questo spiegherebbe il perch degli archetipi dell'inconscio collettivo. Difatti viene fatto di chiederci come territori lontanissimi tra di loro possano avere archetipi simili. Jung, parlava di inconscio collettivo e sosteneva che tutti gli esseri umani condividessero strutture mentali profonde ereditate che producono immagini e schemi ricorrenti. Pur non essendoci contatti tra le culture ci sono vincoli biologici.
Martucci in questo suo lavoro sostiene che la cultura un processo vivo fatto di relazioni esperienze e stratificazioni nel tempo. Parla di un vero e proprio ecosistema culturale, dove tutto interconnesso. Sentieri sospesi? Perch i sentieri sono equivalenti ai percorsi culturali, identitari e storici, sono sospesi perch non sono conclusi, essendo in trasformazione, cio in evoluzione. Com' il rapporto tra tradizione e modernit. Il Cilento un contenitore di storie e simboli e la cultura deve nascere dal dialogo tra generazioni individui tradizione e motivazioni differenti. Qual il rischio della tecnologia? Che la globalizzazione, il cambiamento sociale stiano modificando il territorio.
Appunto per questo Martucci porta l'esempio di Martin Heidegger con i suoi Holzweges. Che significa trovarsi in questo Holzweges? Significa percorrere un sentiero, per preoccupandosi di custodirlo perch questo sentiero attraversa un momento sospeso tra la memoria di una cultura e la dinamica evolutiva di una societ che cambia e pu modificarlo o distruggerlo.
Sono restata coinvolta, dai sentieri della creativit, perch riguardano un approccio in prospettiva, che considera l'umanesimo tecnologico, le comunit narrative, la contemplazione e la creazione, conservando per, i sentieri della civilt, che riguardano strettamente il concetto stesso di Cilentano. Il Cilento ha una sua tipicit territoriale che interessa anche i giovani e la loro identit e c' il dubbio che lo sviluppo tecnologico, tra cui anche l'intelligenza artificiale e la robotica digitale, possa non essere guidato dai valori umani ma solo dall'efficienza del profitto. Ecco perch non basta chiederci, rispetto a una idea, a una soluzione specifica, se possiamo porla in atto, ma anche se questa realizzazione sia giusta farla e per chi la stiamo facendo.
Quali sono le sfide? lo spopolamento giovanile la perdita delle tradizioni, la modernizzazione che rischia di cancellare la memoria nei piccoli centri del Cilento, in quanto la memoria va salvata e costruita, allo scopo di non perdere le radici, l'habitus di Pierre Bordieu, che corrisponde all'insieme di abitudini, agli schemi mentali, al modo di comportarci, che interiorizziamo nel tempo attraverso la famiglia l'ambiente sociale e l'educazione e tutte queste cose ci vengono naturali. Le persone che vivono nel Cilento hanno un loro habitus, che va salvaguardato perch questo habitus guida le scelte, influenza i gusti le opinioni e il comportamento. Per occorre evitare che tenda anche a riguardare le differenze sociali, come un programma invisibile dentro di cui i capitali la cultura e il campo sociale possano trovarsi imprigionati.
Martucci ricorda che il patrimonio culturale materiale va inteso come un complesso di beni, valori materiali e non materiali, che appartengono a una comunit, nel caso particolare il patrimonio del Cilento e questo un insieme di saperi, opinioni, credenze, valori, norme, costumi, comportamento e processi tecnici, per cui non stupisce che la cultura di una comunit si sviluppi attraverso simboli, miti e immagini. Leggendo il libro, sono stata spinta a pensare anche al modo con cui io da napoletana cittadina, piombata nel Cilento, abbia assimilato nel tempo e cercato anche di salvaguardare quello che erano i presupposti di una civilt per molti aspetti, differente dalla mia. Parliamo di identit, e questa muta nel tempo, come cambiata la mia. Intesa in senso auto evolutivo, per cui non pu essere pragmatica, ma comporta fluidit e transizione legate anche al concetto di incertezza della contemporaneit di cui parla Martucci ricordando Zygmunt Baumann.
Evidentemente, essendo l'identit in evoluzione, come un liquido che si adatta agli ambienti, anche prendendo forma dall'esperienza, questa si scontra con l'habitus di Bordieu.
Pensiamo quindi al Cilento, e al singolo cilentano, che deve adattarsi alla modernizzazione, venendo meno quello che Ferdinand Tonnies definiva come comunit. Cio legami affettivi, tradizioni condivise e senso di appartenenza. Non stupisce che si possa ricadere nell'anomia studiata da Durkheim, in quanto, nel momento in cui vengono a mancare le regole di riferimento, viene a crearsi una crisi dei valori e quindi un senso di smarrimento che si pu anche riconoscere in una comunit nel momento in cui si tramuta in societ e si deve adattare a rapporti razionali, interessi individuali e obiettivi pratici.
Che fine far il Genius Loci di una terra? lo spirito, l'anima, l'atmosfera, i colori, gli odori, i suoni, il linguaggio, della popolazione e anche quello che ricorda Martucci Il silenzio.
Se il Genius Loci rappresenta l'anima di un territorio come potr sopravvivere alla glocalizzazione? il Cilento dovr adattarsi alla dialettica del locale globale senza perdere se stesso. Potr sopravvivere la memoria collettiva di cui parlava Maurice Halwachs? Dovr, il Cilento, riscrivere sui suoi file e conferire alla memoria una forma accettabile in cui immergersi.
Lo storico Alessandro Barbero ricorda che la storia si ricava dalle Fonti. La storia del Cilento, la sua memoria, si pu ricavare anche dalle rappresentazioni collettive, cio le credenze, le idee, le norme, le tradizioni, il linguaggio, ma anche dalla religione che diviene uno spazio materiale e simbolico attraverso le Chiese come la Badia di Pattano (complesso basiliano), il Santuario della Madonna di Pietrasanta a San Giovanni a Piro e la Chiesa di San Nicola a Sacco Vecchio (circa 600 d.C.). Di quei ricordi, che sono pietre, cos come nelle abitazioni antiche dei borghi, restano tracce visibili.
Ben diversi dai non luoghi, quali i centri commerciali, le autostrade, gli aeroporti e gli scali ferroviari che non conservano sentimenti condivisi.
Cosa occorre conservare del Cilento? Le relazioni, che sono scambi culturali, interazioni sociali, connessioni tra comunit, per cui un territorio non solo uno spazio geografico, ma una rete viva di rapporti e risonanze, per cui un evento, una memoria, una tradizione, non resta confinata ma risuona, cio si propaga, si trasforma, viene reinterpretata e in questo modo il passato continua a vivere nel presente. Cos una cultura locale pu avere effetti pi ampi e le esperienze individuali diventano collettive. Come ci ricorda Ernesto De Martino, per cui il territorio viene individuato come processo, visto con le motivazioni e le pratiche essenziali, la memoria condivisa va trasformandosi in un dato dinamico.
Non potevo non lasciarmi coinvolgere dai molteplici spunti di interesse che il libro di Pasquale Martucci, con i suoi sentieri, presuppone. Per ho dovuto tener presente che a parlare eravamo in molti e anche considerando venti minuti per ciascuno di noi avremmo fin troppo allungato in ore la trasmissione. In tal senso ho dovuto tagliare alcuni interessi. Non potevo non lasciarmi coinvolgere dai sentieri della creativit essendo io un artista e quindi mi sono interessato al valore dell'immaginazione come strumento di crescita non soltanto come espressione artistica. Pensarsi creativi, non rigidi, aperti alle incertezze e alle esplorazioni ci conduce alla creativit vista come processo che si sviluppa nel tempo, che coinvolge esperienza ed emozione per cui raccontarsi e dare significato alle proprie esperienze alimenta la creativit. Educazione e formazione dovrebbero quindi stimolare i processi creativi anche nella societ cilentana e non limitarli sarebbe utile.
Inoltre si rende indispensabile il tempo della sospensione e della riflessione per generare nuove idee. Martucci in tal senso ci riporta a Harry Jenkins, che prevede una convergenza tra consumatori e produttori, tra vecchie e nuovi media e i loro rispettivi linguaggi. Occorre ricordare che oggi la cultura partecipativa e che esiste una convergenza dei media per cui il pubblico non pi passivo, le persone creano contenuti, partecipano alla circolazione delle idee, collaborano, condividono online, le idee circolano sulle piattaforme per cui i media si intrecciano la convergenza avviene nella mente degli utenti.
Concludo con uno sguardo agli esclusi di cui lautore parla nellUmanesimo tecnologico. Ricordiamo chi non ha accesso alle tecnologie, il digital divide, la mancanza di competenza digitale, gli svantaggi economici, le esclusioni a causa della cultura o della lingua, dando uno sguardo alla parte passiva della societ che non abbiamo bisogno di ricercare in Africa ma certamente fa parte anche della societ occidentale e a causa della quale, si formano nuove forme di disuguaglianza, cognitiva e partecipativa. Ecco perch si rende necessario che ci sia il diritto e la partecipazione alla creativit, che divenga collettiva diffusa e condivisa. Martucci in questo si collegato a Pierre Lvy, che parla di intelligenza collettiva, per cui occorre valorizzare la tecnica di questa intelligenza collettiva, che investa i vari ambiti del sapere, sotto forma di progetto nel cyberspazio. Quindi la creazione di uno spazio mutevole delle interazioni.
Un libro che ha la necessit di essere studiato nel tempo, come spunto di riflessione per il futuro delle aree marginali in particolare e del Cilento in generale.
Bianca Fasano.


« indietro | stampa | invia ad un amico »
# 0 commenti: Leggi | Commenta » | commenta con il testo a fronte »

I testi, le immagini o i video pubblicati in questa pagina, laddove non facciano parte dei contenuti o del layout grafico gestiti direttamente da LaRecherche.it, sono da considerarsi pubblicati direttamente dall'autore Bianca Fasano, dunque senza un filtro diretto della Redazione, che comunque esercita un controllo, ma qualcosa pu� sfuggire, pertanto, qualora si ravvisassero attribuzioni non corrette di Opere o violazioni del diritto d'autore si invita a contattare direttamente la Redazione a questa e-mail: redazione@larecherche.it, indicando chiaramente la questione e riportando il collegamento a questa medesima pagina. Si ringrazia per la collaborazione.

 

Di seguito trovi le ultime pubblicazioni dell'autore in questa sezione (max 10)
[se vuoi leggere di pi� vai alla pagina personale dell'autore »]

Bianca Fasano, nella sezione Articolo, ha pubblicato anche:

:: [ Societ ] Gli omicidi delle altre nazioni. I nostri omicidi di omissio (Pubblicato il 16/01/2026 15:48:57 - visite: 436) »

:: [ Filosofia/Scienza ] Da Voci dal passato. La speranza di un’anima (Pubblicato il 08/01/2026 14:06:30 - visite: 420) »

:: [ Societ ] Cusano Mutri, bellezze naturali e artigianato (Pubblicato il 05/01/2026 14:45:21 - visite: 405) »

:: [ Societ ] Quanto giusto che i nostri bambini continuino a credere... (Pubblicato il 18/12/2025 16:21:28 - visite: 381) »

:: [ Societ ] In ricordo di Aaron Swartz (Pubblicato il 27/11/2025 11:46:47 - visite: 455) »

:: [ Letteratura ] Marted 4 novembre ore 18.00, iocisto, Korallion. (Pubblicato il 30/10/2025 16:52:42 - visite: 528) »

:: [ Sanit ] Discarica abusiva nel comune di Casandrino (Pubblicato il 21/10/2025 11:11:51 - visite: 588) »

:: [ Cultura ] Intervista alla giornalista Anna Vairo (Pubblicato il 14/10/2025 20:08:56 - visite: 641) »

:: [ Arte ] Mauro DAiuto e Giuseppe DAiuto al Concorso Don Enrico Smal (Pubblicato il 06/07/2025 14:14:44 - visite: 686) »

:: [ Societ ] Di Pasquale Martucci: Culture immateriali (Pubblicato il 08/05/2025 14:59:21 - visite: 967) »