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Siberia

Romanzo

Ignazio Apolloni
Edizioni Arianna

Recensione di Francesca Luzzio
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Pubblicato il 03/05/2011 12:00:00

Il titolo del romanzo  di tipo verista, infatti non enuclea il tema, ma, come la maggior parte della narrativa di tale stagione letteraria titolato con un nome proprio che, nello specifico, propone lambiente geografico in cui si svolgono gli eventi iniziali della vita della protagonista: la Siberia, luogo radice, o meglio di accoglienza della famiglia di Ella Jaffa.

Ad avvalorare limportanza della Siberia e della cittadina di Duluth, residenza della famiglia di Ella, vi sono alcune fotografie che, poste alla fine del romanzo, sollecitano la tesi della presunta volont dellartista di rappresentare la realt cos com, proponendo visivamente i luoghi dove Ella cresciuta.

E in tali luoghi freddi e fantastici, quasi magici (luniversit della cittadina rassomiglia molto alla scuola di Harry Potter), dove la volont realistica si fonde con il magico dellambiente naturale ed architettonico, che si forma la protagonista, in un ambiente familiare in cui la madre e il  fratello sono perfettamente inseriti nel contesto borghese che li circonda e nei suoi meccanismi socio-economici, mentre il padre medico, di religione anglicana, ma di ascendenza ebraica e proveniente dalla Russia, conserva in s gli interessi filosofico-religiosi ed esistenziali che le sue origini, oltrech la sua cultura, gli impongono; inoltre, in qualit di medico, pratica una costante carit nei confronti degli Indiani della riserva Chippewa che va costantemente a curare.

E lui che plasma psicologicamente e culturalmente la figlia, con la quale sintrattiene in lunghe discussioni, dalle quali emerge, sebbene in fieri, una personalit scettica, fortemente dubbiosa, pi fiduciosa nella scienza che in risposte religiose ai grandi quesiti esistenziali che da sempre assillano luomo: Chi siamo, da dove proveniamo, perch ci siamo?

La persistente presenza di argomenti filosofici e scientifici rendono perplessi  intorno allesatta definizione del sottogenere a cui ascrivere il romanzo.

La diegesi pu infatti considerarsi funzionale al persistente ragionamento della protagonista e ci induce a definire lopera un romanzo filosofico, affine, per essere pi chiari, ad alcuni della stessa tipologia dellepoca illuminista, per Ella non insegna nulla, non propone nuove teorie, una nuova epistemologia, ma espone e dubita nella costante ricerca del quid che dia significazione. La giovane donna acquisisce tale forma-mentis anche grazie al suo professore di matematica, uomo colto ed affascinante che diviene, in virt di tali pregi, anche colui che le fa conoscere per la prima volta il mondo  delleros, il coinvolgimento dei sensi, insomma, diviene il suo primo amante. A lui ne seguiranno tanti altri, infatti Ella fa del sesso il secondo, o meglio comprimario interesse della sua esistenza, ma anche leros non per lei compimento di un processo, non tangibile espressione di sentimento, ma puro soddisfacimento fisico sine voluptate animi, pur non mancando talvolta la considerazione del sesso come ricerca di amore. Alla fine, dopo aver vissuto anche unesperienza lesbica, abbandona la possibilit di trovare attraverso lerotismo lamore, e quel fantasma con cappuccio e velato il corpo con un lenzuolo bianco (pag.65), che gi ragazzina nellapparire mentre conversava con il padre, si era impadronito di lei, alla fine prese il sopravvento  in  Ella che si chiuse in una costante e continua apoteosi di successi: non tanto nei risultati della scienza astronomica e astrofisica quanto nelle sue previsioni pi avveniristiche (pag.309). Cos  la giovane perviene alla sua meta: linsegnamento e la ricerca,  ed grazie a questa che il padre, in occasione della sua ultima visita alla figlia, avr lopportunit di conoscere il gene ebraico da cui aveva avuto origine la sua famiglia.  

  In fondo il filosofare di Ella, le sue discettazioni scientifiche, cos come le sue esperienze erotiche sono ricerca didentit, desiderio di conoscersi e di seguire la propria meta e, qualunque sia la strada percorsa, tutta la fabula corre verso il conseguimento di tale obiettivo, pertanto non sembra errato definire lopera, anche  un romanzo di formazione il cui intreccio espone una serie di peripezie, volute e vissute nella consapevole ricerca della propria identit.

Il termine peripezia ben si addice a definire la pluralit di citt visitate, i numerosi uomini a cui si concede, non escluso un omosessuale e una lesbica, il suo continuo arrovellarsi su problematiche ontologiche e scientifiche; inoltre esso induce naturalmente a soffermarsi sulla definizione della struttura. Questa percorre pienamente la distinzione proppiana: situazione iniziale, rottura dell equilibrio, peripezie, conclusione; comunque, questultima nel nostro caso, non riporta circolarmente alla situazione di partenza perch Ella non ritorna a casa di suo padre, ma lui che, dopo essere andato a trovarla insieme alla moglie, torna a Doluth, deluso di non essere riuscito a portarla indietro, la sua creatura (pag.310), ma consapevole che sua figlia sarebbe diventata la protagonista della nuova era nel campo delle ricerche astronomiche ed astrofisiche.

Il narratore esterno abilissimo nello straniamento, perci focalizza appieno la personalit ambiziosa della protagonista, attraverso soliloqui, dai quali emergono la personalit e gli interessi della stessa; la narrazione eterodiegetica   interrotta anche da altre pagine omodiegetiche, diaristiche o epistolari, che insieme ai dialoghi rendono lo stile  vario e vivace. La godibilit di questultimo ulteriormente avvalorata dalla fluidit della sintassi e dal lessico semplice e comune, se largomento proposto non esige la specificit linguistica.

 


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