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Dove ormeggia il suono

di Robert Wasp Pirsig
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Pubblicato il 24/04/2017 12:06:10

 

 

Il libeccio spiaggia le cartilagini del verbo.

Parlo al vento e quello ha tra le mani i ricci,

li apre o, forse, soddisfa i resti, tira su col naso

il golfo e una nassa ariosa cala nei polmoni.

In mente il verso nuota come una seppia

(a strappi, ubriaco, eppure sinuoso: questo

perchè anche la seppia è di parola). Può bastare?

No! Sarà che ho visto un saltafango camminare

in un documentario. La lingua pare lasci

orme che scompaiono: non sempre,

qualche profondo segno resta. Il pesce

con fatica indossa l’aria, ma porta

in mano l’onda che non spetta alla sabbia.

Che idea, la sabbia! Sembra avere una densità

coerente alle maglie aderenti al busto del mare.

Quanto ci ha preso la rete? Suvvia! Scrolli

alla fontana i granelli incollati alle caviglie

poi le spazza l’africo con la sua saggina, non io.

Io tolgo via la costa con un gesto spazientito!

E le coste cadono sul riso dei frangenti: lame,

proprio per ciò vanno a fondo. Fino a questa

non poesia, quasi al tramonto: l’ovest, non tu,

o certe volte tu, io e l’ovest, con il rumore

del vento, dimentichiamo sulla tastiera la notte.

Su su su. Tira col naso il bagnasciuga, aprile

è fresco ancora. Il perioftalmo mi ha portato qui:

ex pesce, primitivo degli uomini galleggianti

nello spazio. Prossimo allo zero assoluto, la mente

vaga per mettere a fuoco la distanza del naufragio.

E già cantileno piccolezze che la risacca cancella,

come le orme e le voci delle torri di avvistamento

alla deriva. Sono consanguineo delle claveline

e non patirò del distacco dalle radici. Guarda

amico, la lingua, che appena l’onda si alza affonda,

sale nel libeccio ed ha sapore sipido, scivola

su questo foglio a luci bianche o spente

(vento che, si dice, può sfogliare pagine

ma non legge le note). Ribalta libri e spume

sui granelli -  questo schermo è in effetti l’ultima

spiaggia ancora libera. Il respiro, invece,

che di mestiere fa la vita, riconosce

la semplicità dei segni vivi

dove ormeggia il suono.

 

 

 


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