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Cenni di sfinimento

di Robert Wasp Pirsig
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Pubblicato il 09/05/2017 22:32:27

 

 

I frangivento - famiglia, scuola, amici,

corpo di bacco, di venere, foglie larghe,

sfrangiate, mazzola, riva, rivera, tabacco,

sacramenti, penne, discodance - evitarono

la brutta piega della spiga dorsale, il fiero

per l’animale, come la vista degli armadi

mantiene la stanza meglio disposta.

Se fu possibile attraversare il vetro

con uno sguardo, altrettanto non potè accadere

all’odio che la camera mostrava per le grandi

sostanze. Quanto più il cemento assimila

il comportamento della roccia, tanto più

i luoghi perdono la geometria dei manufatti.

Nessuno di noi conserva l’insegnamento

se non ripetendo l’errore: come lezione, dopo

l’inutile pretesa del silenzio, come corda di salva-

mento. Tuttavia, i ruderi, i più muti testimoni del fatto,

raramente svelano l’accaduto che si immagina.

Trovai Strand appoggiato ad un vecchio magazzino:

“ If a man lets his poems go naked,

              he shall fear death.

If a man fears death,

              he shall be saved by his poems.”

E così via di peggio. L’ho avuto sotto gli occhi

per anni e mai l’ho tradotto, in realtà. Una lingua

ostica, la poesia, se deve saldare debiti. Pensavo

a quelle case costiere colorate come pesci tropicali.

Pensavo che sto nel parallelo necessario dove il corallo

è proprio della barriera, non dell’onda nè del fondale,

pensavo al viaggio di nozze in cui scomparve

mio padre: non pensavo nel giorno della sua nascita.

Amavo, ed amo, questa mappa terrena dei secoli

perché farne parte era per me impensabile. Se fossi

venuto prima, sarei mio padre; dopo, chissà se mio figlio.

Amo, ed amavo, il punto di entrata in scena. Era ridere

grazie ai frangivento. Era, il riso, la spiga dorsale.

Come quando un contadino ti porge la mano

con il saluto di ben arrivato e la roncola

per il tronco da sfrondare.

 

 


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