Pubblicato il 11/05/2024 18:42:23
Lavventura di due sposi di Italo Calvino
Loperaio Arturo Massolari faceva il turno della notte, quello che finisce alle sei. Per rincasare aveva un lungo tragitto, che compiva in bicicletta nella bella stagione, in tram nei mesi piovosi e invernali. Arrivava a casa tra le sei e tre quarti e le sette, cio alle volte un po prima alle volte un po dopo che suonasse la sveglia della moglie, Elide. Spesso i due rumori: il suono della sveglia e il passo di lui che entrava si sovrapponevano nella mente di Elide, raggiungendola in fondo al sonno, il sonno compatto della mattina presto che lei cercava di spremere ancora per qualche secondo col viso affondato nel guanciale. Poi si tirava su dal letto di strappo e gi infilava le braccia alla cieca nella vestaglia, coi capelli sugli occhi. Gli appariva cos, in cucina, dove Arturo stava tirando fuori i recipienti vuoti dalla borsa che si portava con s sul lavoro: il portavivande, il termos, e li posava sullacquaio. Aveva gi acceso il fornello e aveva messo su il caff. Appena lui la guardava, a Elide veniva da passarsi una mano sui capelli, da spalancare a forza gli occhi, come se ogni volta si vergognasse un po di questa prima immagine che il marito aveva di lei entrando in casa, sempre cos in disordine, con la faccia mezzaddormentata. Quando due hanno dormito insieme unaltra cosa, ci si ritrova al mattino a riaffiorare entrambi dallo stesso sonno, si pari. Alle volte invece era lui che entrava in camera a destarla, con la tazzina del caff, un minuto prima che la sveglia suonasse; allora tutto era pi naturale, la smorfia per uscire dal sonno prendeva una specie di dolcezza pigra, le braccia che salzavano per stirarsi, nude, finivano per cingere il collo di lui. Sabbracciavano. Arturo aveva indosso il giaccone impermeabile; a sentirselo vicino lei capiva il tempo che faceva: se pioveva o faceva nebbia o cera neve, a secondo di comera umido e freddo. Ma gli diceva lo stesso: Che tempo fa? e lui attaccava il suo solito brontolamento mezzo ironico, passando in rassegna gli inconvenienti che gli erano occorsi, cominciando dalla fine: il percorso in bici, il tempo trovato uscendo di fabbrica, diverso da quello di quando cera entrato la sera prima, e le grane sul lavoro, le voci che correvano nel reparto, e cos via. [...]
Da : 'L'avventura di due sposi' 'Gli amori difficili' in I Racconti, Einaudi, Torino 1976
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