Il tempo mi dice ciò che sono. Cambio e sono lo stesso.
Mi svuoto della mia vita e resta la mia vita.
Mark Strand
Questa è della distanza come ci pare.
Per un quarto qui la chiamano luna anche i piloti,
e i piloti, nel porto, incoraggiano gli arrivi.
Più lontano si vedono i gabbiani,
più sperato è l’approdo, e lo senti dal tono
prendere il sopravvento: “è là, è là!”
Chiunque trovi il là avrà il suo da fare
per restare nel nostro inventario.
Potete guardare l’orologio, credetemi,
mettere sul centro l’indice verticale: a mezzogiorno
puntando il nord, alle dodici vi verrà di vedermi
alle sei con le due lancette a distesa,
come campane intransigenti.
Mi è difficile rappresentare il magnetismo vitale
della vostra specie. Difficile, non improbabile.
Un uomo che oltrepassa la nostalgia
perde il gemito ma recupera il grido.
Io mormoro per la sciatteria del costato,
pagato il giusto prezzo alle risacche,
quando mi adagio inatteso all’ombra di chissà.
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