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Il Tetto Verde

di cristina bizzarri
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Pubblicato il 21/07/2017 15:38:15

  Dalì - Ragazza alla finestra (1925)                                                           

                                                                                       A Gesù, con affetto e simpatia

 

"Quanto a quel giorno e a quell'ora nessuno lo sa,

né gli angeli del cielo, né il Figlio ma solo il Padre".

(Matteo 24,36)

 

La chiesa nuova ha il tetto verde,

oltre a una struttura in legno che sale

fino alla croce. Penso che il mondo

ha una faccia di circostanza,

non solo perché la vedo spuntare dal balcone

della camera come un richiamo,

ma anche e soprattutto per quell’aria

tra il sornione e l’austero che ha,

come a dire “ehi sono qui” a me

che in chiesa non ci vado quasi mai eppure

avrei circa un milione e oltre di domande 

da chiedere ai sacerdoti, se non sapessi

che sono vincolati a una stringa di risposte

con qualche variazione, e non di più. Anche se

loro stessi si concedono a volte piacevolezze

non esattamente ortodosse,

sapendo che non sono certo quelle

a costituire un danno.

 

Allora come si fa a non immaginare Gesù

anche biologicamente umano -

per non dire altro che sarebbe oltremodo banale -

dopo una cena e un buon bicchiere di vino,

ma soprattutto mentre ride, ride di cuore all’osteria?

 

Invece no, genuflessioni e riti a gogò,

e “dì dieci avemarie per penitenza”,

mentre  a Medjugorje una veggente si divide

tra gli appuntamenti a scadenza fissa

con la Madonna e i conti del suo albergo

che gestisce col marito e i figli

e  sicuramente è un ottimo investimento.

 

Dunque  si può ipotizzare che a Dio

non gliene importi un fico secco se gli omosessuali

maschi lo fanno in un certo modo - le femmine

con qualche sfumatura, ma appena differente -

e gli etero hanno pertugi funzionali ad hoc.

Questo tanto per fare un esempio

che la dice lunga sui nostri tabù.

 

Ma davvero sotto quel tetto verde 

si è proprio sicuri al cento per cento

che un domani, in cielo, non ci saranno più bidet,

fornelli, divani o televisori, che qui è solo uno scherzo

di cattivo gusto e dopo morti

qualcuno tirerà una bella riga alla lavagna:

i buoni di qua, i cattivi di là?

E se uno, per esempio, è stato un po’ buono

e un po’ cattivo verrà tagliato a metà,

o in una percentuale che si accordi

matematicamente  

agli errori che ha commesso?

 

O forse la vita è reale e nello stesso tempo

una metafora, una sorta di palcoscenico

dove non si smette mai di avere un ruolo

da portare avanti? I preti lo sanno,

di recitare, quelli in gamba 

lo fanno per il  bene e spesso con maestria -

forse soffrendo di fingere una sicurezza

che non hanno,

ma si sa, l’uomo ha bisogno di guide

per non tornare ai primordi,

anche la psicanalisi funge da confessione

e si può scegliere una via o entrambe  -

oppure anche nessuna, allora si devono trovare

soluzioni alternative come per esempio

mangiare un gelato al tramonto

e dirsi “ecco, qui c’è l’attimo eterno”,

ma funziona solo quando si ha una salute

accettabile o si è innamorati.

 

Insomma le cose stanno così come stanno,

con strade, semafori da rispettare

ma anche da schivare

scattando con il giallo, se lo si vuole fare

per fretta o per lieve trasgressione.

 

E qualunque domanda tu ti faccia

resta una domanda;

saperlo un po’ consola perché ci si sente parte

della famiglia umana.

Credo che Gesù volesse dire proprio questo

prima che l’avessero fregato -

state buoni, non fatevi del male, cercate di volervi bene

tanto qui le cose non cambiano, non cambiano.

 

Sì, forse se lo aspettava di essere fregato  

un giorno o l’altro,

in ogni caso si aspettava più questo che non

un tetto verde con sotto un piedistallo

di gesso

che la gente guarda e tocca sperando, temendo,

pregando che “non tocchi a me il castigo eterno”.

 

Ma Dio sorride, sono certa, con l'orologio in tasca.

 

Amen.

 

 

 


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