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Ti ricorderò con me, in fondo

di Robert Wasp Pirsig
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Pubblicato il 08/08/2017 11:48:52

 

 

Benché la sfera affettiva contagi il braccio

fino a farne circonferenza in vita, dell'unica

che ancora posseggo e mi possiede, un corpo

più è lontano più torna a notte fonda.

Mi piace cercarti in quel vetro che termina

nello sguardo, in un riconoscimento che manco

perché non passo più lì sotto. Eri nello studio,

nel tinello, o cos’altro era quella sorta di pelle?

Appena trattenuta, ma quasi vi si appoggia, l’ala

della casa che abiti adesso, sconosciuta perché

non passo lì sotto. Non saprei dirti

in quale punto di via Gonzaga tu ancora richiami

all’ora. E quell’ora che viene a nome tuo, albina

come ogni altra soffusa visione a notte fonda,

consegna croissant caldi al quarto piano.

O era il quinto, il secondo, il settimo cielo?   

Le strade hanno di buono l’immaginazione:

le vedi a pezzi, adesive solo ai portoni,

che non si aprono se non stacchi gli occhi

dal quotidiano che scorri. Sono cronache veloci,

composte dalle linotipie delle bocche e come

gli articoli danno genere al fatto che ti racconto.

So che ti esponi sempre a mezzogiorno,

ma non con lo stesso azzurro (sotto cui passammo lievi);

so che indossi il minuto con sofferenza, appena fuori

dallo studio, dal tinello, da cos’altro è una sorta di pelle.

So che doni le tue gambe all’aria. So che i maschi

ne calcano il vento e tentennano nell’opera di rinvenimento.

Non so in quale strada questo avviene, ma so che essa

prende consapevolezza di non essere solo asfalto

quando la frequenti.

La mia creatività sceglie la vista che le va a genio,

trova un riferimento al citofono che ha cancellato

il tuo cognome privo di lettere, come tutti i corvi

dei microfoni che gracchiano  “chi è?”

Ancora vago intorno per ricollocarti nell’afa in un poco

d’ombra. Nell’afa, gli assenti incoraggiano

il sudore per la fatica di vederli liquidi, immobili,

e il mio fiato, timbro catarroso di un pensiero

che va raffreddandosi, fonde idee, o le fonda.

Non è un modello d’amore tutto questo,

è una pietra e con essa ho fermato

l’onda che saliva in bocca.

 

 

 


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