Maggiore trasparenza chiede alla finestra
il suo segreto, rincasando distesa, nel cono
d’ombra dell’uomo. Così come è, mostra
il profilo della stessa specie degli oggetti
fino a sommare in lei l’occupazione del nero.
Inciampa nel buio domani e un calendario
di singole voci sfoglia l'albero dei nomi.
Se la parola adesso fosse con vocazione, sarebbe
intensa e tanto appariscente da sembrare urlo.
Lasciatemi stare in questa chiarità che ultima
il mondo, dice l’anima trasandata, la gatta buia
con fusa, la fucina in disordine, il piatto sapere
e il verticale insoluto.
So che corpo e mente viaggiano in modo diverso:
il primo nel metro e nel ferro, l’altra a seconda
che il sole si affacci o meno nel vano dell’ora.
Poco si apre al nuovo. Nuovo è tornare
più vecchio ancora.
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