Era l’anno avvenire
di quelli che accadono per la follia di crederli
possibili subito ma talmente distanti che
il futuro li accerta a più vite aggiunte
e amenità tipo fatti sopravvenienti.
Già! Ma cos’è un “fatto sopravveniente”?
Per secoli la moneta da 5 Lire si è mossa
nella volta oscura come mancia dell’Universo,
spesa da noi in proiezioni. Io c’ero,
tu vagheggiavi ancora, rosa vizza, amata come gemma
e in quanto gemmi a vista non sai se m’ami ancora.
Ma era quell’anno che al satellite si poteva pensare
come cortile, e non da terra.
Questo consentì al mio bambino, l’essere
che avrebbe lasciato, su almeno il senno
di quest’uomo, l’orma. Piena di sogni
priva però di corpo, di contusioni e divenire.
Era l’anno del bianco e nero arcobaleno della storia.
Il piccolo soggiorno col mondo enorme nello schermo,
persino circo descritto nella stanza, e lo Stagno
contemporaneo che annunciava nuova vita
tra due creste del respiro, troppo breve
per andare oltre.
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