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Dirò dell’età congenita, inguaribile

di Robert Wasp Pirsig
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Pubblicato il 14/12/2017 13:09:55

 

 

Se posso ruotare su di un fianco

e russare leggero lo devo a un gesto

di gratitudine vs la postura della piccola morte:

accarezzi la spalla quanto basta

a creare un punto d’appoggio

e sollevi il tuo sogno

da un borbottio vecchio stile

ad un convenevole posto.

Ricco di orbite tremanti,

apogeo della carezza furtiva - una fase più lunga del quarto lunare -,

l’una e l’altro, tu ed io che saremmo inguaribili,

prima saniamo distanze

poi ci eclissiamo tra cucina e salotto.

Quale diritto ha il corpo di mancare l’appello

in questa stagione?

Recuperi sonno dalla pesantezza del suono,

e, ribaltata, l’intera fabbrica del respiro muta

il ruglio in fondo. In questa congerie,

l’età dei fossili irreprimibili simula

la vicenda dell’incontro, ma devi essere cieca

per desiderarlo ancora. O, forse,

per riconoscere la bontà dei tuoi occhi,

occorre io resti allo scuro.

 

 

 


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