Cavo lo scritto e l’orale. Cavo il pensiero,
se la cava Gil presso il libro, prossimo all’esame finale,
al congedo votato fra un anno a partire da casa,
dov’è oggi comunque.
Accartocciata, l’anima ha spigoli semplici
meno complessi. E queste terrazze,
per le quali lo spirito è costa cruda, è cava,
mancano dell’angoscia di nervi e di piatte terre
per nulla sedute. Diversamente bianche
spume, denti dell’acqua, polveri per la foschia,
domani, al più tardi a Natale, le farà sbocciare.
Sia in questo il colmo della leggerezza.
Sia l’uomo allegro; e la ruggine via dalle inferriate!
Anzi, via le inferriate tra terrazzi che chiedono
di passare per confini
costruiti dall’opera geografica delle strade.
Può ritenersi continente ciò che la piazza separa?
Un rancore marino prende dai piedi, via via attraverso
e consegna noi a tutto il fasciame, plastiche, metalli
da prima che Ulisse si facesse avanti.
In realtà non è mai accaduto di risiedere sul mare, è l’oceano
che colma precipizi terrestri, quindi i crepacci sono salati
e l’anima accartocciata si vede poco, pare distesa.
Se si potesse costruire oggi il futuro sul mare
sarebbe contento mio padre, ma è in una vastità tanto piccola per lui
che le ossa sono rimaste qui.
Ve lo ricordo, mio padre: Luigi, dal nome sbagliato
a seguito del varo devozionale che, come i limoni
le alici e i tonni, è per noi convenzionale. Seduto sul muretto
nella darsena di Cetara mentre ogni onda atterrandolo
gridava “perché si giunge alla riva più vecchi che stanchi?”
E giù risate, digrignando il salmastro e la sabbia. O era rabbia?
Quell’uomo, così antico che la ruggine non ne poteva più
di fiorirgli nel sangue, appena assentiva.
Naturalmente, le onde sono pusillanimi: si alzano per poi ritrarsi
dopo averti coglionato. Su di loro
poggia il manto dell’inevitabile dio
di tutti: carni, legni, plastiche e minerali, come riportato.
E dove io copro il sangue con migliaia di camini porosi,
lui trascende in ruggine perché possa invocare
salvami, salvami dal sospetto
che marcire si meriti,
se non diversamente conciati.
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