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Dirò che presso lo spirito

di Robert Wasp Pirsig
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Pubblicato il 16/12/2017 11:39:58

 

 

Cavo lo scritto e l’orale. Cavo il pensiero,

se la cava Gil presso il libro, prossimo all’esame finale,

al congedo votato fra un anno a partire da casa,

dov’è oggi comunque.

Accartocciata, l’anima ha spigoli semplici

meno complessi. E queste terrazze,

per le quali lo spirito è costa cruda, è cava,  

mancano dell’angoscia di nervi e di piatte terre

per nulla sedute. Diversamente bianche

spume, denti dell’acqua, polveri per la foschia,

domani, al più tardi a Natale, le farà sbocciare.

Sia in questo il colmo della leggerezza.

Sia l’uomo allegro; e la ruggine via dalle inferriate!

Anzi, via le inferriate tra terrazzi che chiedono

di passare per confini

costruiti dall’opera geografica delle strade.

Può ritenersi continente ciò che la piazza separa?

Un rancore marino prende dai piedi, via via attraverso

e consegna noi a tutto il fasciame, plastiche, metalli

da prima che Ulisse si facesse avanti.

In realtà non è mai accaduto di risiedere sul mare, è l’oceano

che colma precipizi terrestri, quindi i crepacci sono salati

e l’anima accartocciata si vede poco, pare distesa.

Se si potesse costruire oggi il futuro sul mare

sarebbe contento mio padre, ma è in una vastità tanto piccola per lui

che le ossa sono rimaste qui.

Ve lo ricordo, mio padre: Luigi, dal nome sbagliato

a seguito del varo devozionale che, come i limoni

le alici e i tonni, è per noi convenzionale. Seduto sul muretto

nella darsena di Cetara mentre ogni onda atterrandolo

gridava “perché si giunge alla riva più vecchi che stanchi?”

E giù risate, digrignando il salmastro e la sabbia. O era rabbia?

Quell’uomo, così antico che la ruggine non ne poteva più

di fiorirgli nel sangue, appena assentiva.

Naturalmente, le onde sono pusillanimi: si alzano per poi ritrarsi

dopo averti coglionato. Su di loro

poggia il manto dell’inevitabile dio

di tutti: carni, legni, plastiche e minerali, come riportato.  

E dove io copro il sangue con migliaia di camini porosi,

lui trascende in ruggine perché possa invocare

salvami, salvami dal sospetto

che marcire si meriti,

se non diversamente conciati.

 

 

 


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