Candida l’aria di gennaio frizza la piazza
folla di pangloss in saldo. Qualcuno ti vede, ma nessun chi sei.
Gli occhi mirano sui capi. L’isola pedonale
è un territorio di ciaccole d’ormeggio
ai moli delle supervetrine.
Nessuna frase ricovera per intero l’udito: si va
per esclamazioni, feriti dal brusio inestricabile
dei mozzi acuti.
Mille donne sono più di mille uomini, e mille bambini
sono meno dei loro segnali acustici.
Un buio privo di quarti lunati scoppia di luminarie esigenti,
il buon meteo fiocca acquisti e nervi fiacchi, e tu superba mentegatta,
felina mi avii dove il fiato condensa e fumo.
Pensa quanto ci rende superflui la cornucopia del flusso
che passa al volo. Stormi verso la notte che dileguano
migrazione dall’alba. Stormi di mani deposte
in strette volanti col sospetto che siano spoglie di ali.
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