Sopra, ti grava un cielo muto e vasto,
solo, resti, in ascolto del segnale,
nel vuoto cerchi un senso mai rimasto,
un cenno lieve, antico e universale.
Protendi mani al vento che ti sfida,
ti scuote il petto con severo ardore,
nel tempo cieco il cuore non si fida
e al cosmo affida il peso del dolore.
Vestito di speranze oltre la sera,
non vuoi la resa, né fine amara,
ogni molecola ti fa frontiera
finché, l’aurora, il buio apre e ripara.
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