Del tempo è colpa, arcano e duro nume,
che l’uom sospinge a scrutar l’ignoto velo,
in petto accendendo il vano ardor, ch’assume
già forma di febbre, contro il chiuso cielo.
Instilla una brama d’oro nei lunghi anni,
schermo alla vista d’una tarda etade,
spezza i bei sogni ed i giovanili inganni,
e il cor fa greve nelle segnate strade.
Del tempo è colpa: illude e poi consuma,
ma spegne l’amore in fragile sembiante,
non dona senso, che poi severo assuma,
ciò che saremmo, vinti in un sol istante.
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