Il viale è preso dalla rotazione
intorno al lungo mare: entrambi sono vuoti
ma come riempiti di perdite d’occhi.
Questa conformità nello sguardo non mi meraviglia.
Le piante si somigliano da occidente all’est
perché sono invariabilmente protese
al sole, non a noi. Continuare ad ombra.
In basso si tocca. Si crede in alto. Farebbe testo,
ma la natura non scrive perché ha altre passioni:
canto colori modellazione sfondi; senza urgenze.
Noi siamo frettolosi a causa del clamore
che procurano gli orologi di polso.
Nell’ora della prima luce, la più antica rivista
parlò di gossip tra pomo e mano: finì male l’ozio
e venne la strada in salita priva di scollinamenti.
Gli asfaltatori si sentirono sollevati come ora le piume
fingono il riposo mentre chiudono il becco i saliscendi
alati e per meno di un torpore lasciano i luoghi
a furor di popolo. Non mancherebbe l’aria
se mancassero i polmoni, così non mancano
i sogni se ci manca il sonno.
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