Come tutti, ho storie che mi raccontano
mantenute in una scatola piuttosto comune
tranne per quella certa origine da tronchi
diversi, se pure familiari. Ossia: per la stessa
radice valgono i fatti dalla terra al senso
del cambiamento adattato al resto. Parlo,
mi parlano, ascolto, mi ascoltano, ci sono
e non ci sono: c’è mercato in un corpo e
nell’altro forse una folla si anima: così
la lingua è nacchera e territorio di scambio.
Le parole si alzano uguali fino ai tetti,
poi la vastità ne abusa, le sparpaglia;
separa le deboli come i rapaci sullo stormo.
Per la loro invocazione l’animo adotta la bocca,
l’udito è in conflitto perenne con gli occhi
e lo sguardo punta altrove, fissando il ventre
dei nomi per capire se ancora figlia due o tre
o più figure in attese.
Comunque, sia sempre lodata la spugna rosa.
i suoi alveoli aerati per il sostegno al lavoro
delle sillabe che abitano il favo della voce e,
corda a corda, annodano il vocabolario al
discorso, al corso, al so; e agli strumenti
della narrazione. Avrò detto il giusto?
Poco importa: in questa pagina muta
la nacchera in ballo.
I testi, le immagini o i video pubblicati in questa pagina, laddove non facciano parte dei contenuti o del layout grafico gestiti direttamente da LaRecherche.it, sono da considerarsi pubblicati direttamente dall'autore Robert Wasp Pirsig, dunque senza un filtro diretto della Redazione, che comunque esercita un controllo, ma qualcosa puó sfuggire, pertanto, qualora si ravvisassero attribuzioni non corrette di Opere o violazioni del diritto d'autore si invita a contattare direttamente la Redazione a questa e-mail: redazione@larecherche.it, indicando chiaramente la questione e riportando il collegamento a questa medesima pagina. Si ringrazia per la collaborazione.