Col dito in bocca offri il tuo bicchiere,
chi ti osserva resta col cuore in pena,
neri capelli, legati al piacere,
scintillano al sole come una scena.
Lo sguardo languido mostra la voglia,
danza la malizia, nel tuo passo,
ti pieghi al bancone, curva ma spoglia,
il corpo mostrando in perfetto abbraccio.
Ammaliato, da quel fascino ardente,
gusto la scena e il sangue è ribelle,
poi, tra lo stupore, assai sorprendente,
urlo “oscenità” che rompon le stelle.
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