Ai mali che non lascian scampo mai,
ai dolori inevitabili e crudi,
al cuore che sempre si piega e non sai,
come sopportare simili studi.
Versi vani a chi giammai ha scelto il fato,
mentre l’universo premia altro male,
illusoria attesa di un tempo grato,
che renda più giusto ogni nostro sale.
Eppur l’uomo adora un Dio silente,
che osserva il cammino, ma senza pena,
chi ascolta quel grido forte e dolente
che invoca luce dopo lunga scena?
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