Pubblicato il 04/03/2015 09:17:24
QUADERNI DI MUSICOLOGIA XIII : MUSIC OF CHANGES / LA MUSICA CONTEMPORANEA
accertato che la musica scaturisce immagini in quanto fonte di emotivit costante proveniente dal subconscio uditivo capace di connubi differenziati modificati e trasmessi attraverso ultrasuoni che lorecchio percepisce ed elabora in qualit di suono. Parliamo dunque di suono-visivo nel processo graduale di crescita e di esplorazione sonora. Gli esperimenti fatti nel campo della musica-visiva avanzati dai ricercatori allinizio del Novecento sono indubbiamente molteplici e spaziano in molte applicazioni, coadiuvate dallavanzamento incessante della tecnologica. Nel campo dellarte ad esempio ci appare assai evidente negli abbinamenti con la visual-art: scultura-musicale, pareti che vibrano ed emettono suoni diversi, parti meccaniche in movimento, architettura-fonetica ecc. ecc. che hanno segnato alcune stagioni dellarte contemporanea, e che oggi costituiscono il nostro bagaglio sonoro-musicale pi avanzato. Alcuni esempi eloquenti sono, a mio avviso, quelli proposti da John Cage, compositore, teorico musicale e scrittore statunitense, considerato una delle personalit pi rilevanti e significative del Novecento la cui opera centrale nellevoluzione della musica contemporanea. Dapprima con Imaginary landscape n.1 del 1939 e Tuned Space del 1950 costruito sullidea per unarchitettura in musica e, successivamente, con il progetto di un ambiente di suono e nebbia per unisola svedese intitolato Island Eye Island Ear del 1958(?) nato dalla collaborazione con David Tudor anchegli pianista e compositore, che John Cage ha dato il via a quella che sar lautentica rivoluzione estetica in musica, sconvolgendone da cima a fondo limpianto strutturale mettendo in discussione i fondamenti della percezione uditiva. Ma con 433 del 1952 interamente immerso nel silenzio che possibile dire che Cage ha investigato tutto o quasi di quanto la sua apertura totale in musica poteva suggerire alla multimedialit riconducendo il suono dentro il silenzio cosmico iniziale. In questo modo Io decido che ci che ascolto musica disse in occasione della presentazione pubblica del brano 433. l'intenzione di ascolto che pu conferire a qualsiasi cosa il valore di opera. (..) Cerco di pensare a tutta la mia musica posteriore a 4'33 come a qualcosa che fondamentalmente non interrompa quel pezzo. Con questa affermazione ripresa da Robert Rauschenberg, il pittore che nel 1951 produsse una serie di quadri bianchi che cambiano a seconda delle condizioni di luce dell'ambiente di esposizione, che Cage in breve rivoluziona il concetto di ascolto musicale, dando luogo a unautentica rivoluzione estetica a dimostrazione che ogni suono, anche la pi banale emissione sonora, pu essere musica. Altro esempio dato da Picture Music di Klaus Schulze del 1973, musicista e compositore tedesco, il quale, dopo aver inciso un primissimo album (demo) entr a far parte dei Tangerine Dream, poi degli Ash Ra Tempel, formazioni storiche degli anni 70; per poi passare negli anni 80/90 a composizioni pi surreali ed eclettiche. Oltre ad essere considerato uno dei musicisti pi rappresentativi dello stile kraut-rock Schulze il riconosciuto pioniere di molti generi e stili della musica elettronica e, sebbene la sua musica sia spesso cambiata nel corso dei decenni, ricordato soprattutto per alcuni album del genere ambient: Irrlicht del 1972 e Timewind del 1975, sono dischi di una miscellanea organica pazzesca. Fra i due c Cyborg del 1973 e successivamente Dune del 1979, anche questo straordinario per le sue stratosferiche visioni e aperture verso spazi sconosciuti. Risale invece al 2008 Virtual Outback contenuto insieme ad altri brani nei due cofanetti Contemporary Works (2000-2007) e La Vie Electronique (2009-2013) in cui Schulze esprime al meglio il senso del suo lavoro di costante ricerca: Auguro a tutti una piacevole esplorazione di se stessi, non riesco a esprimerlo al meglio con le parole, perch non sono un poeta ma un musicista. Il critico musicale Piero Scaruffi riuscito a riassumere i tratti distintivi dello stile del musicista in questo modo: Schulze cesell (..) un'estetica che eredita dai raga il senso del tempo, dal jazz la spontaneit e dai sinfonisti tardo-romantici un vizio di grandeur. (..) Con lui l'organo da cattedrale, i ritmi sintetici, i timbri del synth, la suite di mezz'ora e pi, diventano non pi esperimenti d'avanguardia, ma stereotipi di consumo. Inutile dire che in molti hanno seguito le sue impronte cosmico - immaginarie che hanno apportato nella musica cambiamenti fino allora inusitati e inimmaginabili. Tuttavia il genere ambient (dimpatto ambientale), si sviluppato pi tardi con Philip Glass compositore statunitense, autore di musica contemporanea, solitamente considerato tra i capofila del minimalismo musicale avendo egli collaborato con vari artisti della scena ambient (tra cui Brian Eno) e pop-rock (tra cui David Bowie, di cui ha adottato i temi di "Heroes" per comporre l'omonima sinfonia). Esaurito il periodo di massima produzione minimalista, contrariamente agli autori succitati, si progressivamente emancipato, scegliendo uno stile di pi facile fruizione, post-minimalista, meno rigoroso e spesso volto verso la tradizione ampliando al massimo le possibilit espressive offerte dalla tonalit, e accogliendo sempre pi suggestioni dalle culture musicali extraeuropee, interesse del resto gi manifestato all'inizio della carriera collaborando con il musicista indiano e compositore Ravi Shankar. Impossibile in questo contesto citare le sue composizioni, tuttavia una in particolare risulta essere di inequivocabile impatto ambientale: Uakti aguas da amazona (musica per balletto) in cui Glass affronta lo straordinario contatto avuto con lacqua dei numerosi rio e dei grandi fiumi continentali brasiliani, dal Tiqu al Tapajs, allo Xing, dal Rio Negro al Rio delle Amazzoni. Quello di Glass non abbraccia semplicemente un mondo musicale originale, bens spazia attraverso un universo di sperimentazioni che, partendo dalla musica sinfonica giunge fino ai nostri giorni. Il nome UAKTI preso da una leggenda tipica della foresta amazzonica: UAKTI era il nome di una creatura enorme con tanti buchi sul corpo la quale, ogni qualvolta attraversava la foresta, il vento attraversava il suo corpo dando adito a particolari suoni (di strumenti) che sono poi quelli della foresta stessa, creatrice di sound e di originali leggende. Come la creatura leggendaria, UAKTI la magia della musica comincia con la costruzione degli strumenti esotici che il gruppo degli UAKTI (dallomonima leggenda qui ripresa da Glass) suonano, vengono creati con materiali duso: tubi, occhiali, metalli, pietre, gomma e ovviamente acqua. Ci che si presenta allorecchio dellascoltatore davvero una musica insolita catalogabile forse alla New Age (solo perch fa moda) per impatto musicale, ma c molto di pi in essa che in qualunque altra musica del genere, c lo spaziare in anfratti originati dalla memoria liquida dellacqua, il suo scorrere negli anfratti segreti della terra che risaliti in superficie attraversano e bagnano il nostro stesso corpo. Unesperienza unica questa che Glass ha cos descritto: Anni fa quando io incontrai UAKTI, considerai la loro musica e lo spettacolo offerto dai loro strumenti un contributo unico e bello da suggerire al mondo della sperimentazione. Divenni amico con tutti i musicisti, in special modo quando conobbi l'orecchio straordinario di Marco per quanto riguardava il colore e la composizione. Fui perci molto lieto quando alcuni anni pi tardi mi proposero una collaborazione. Si trattava di musica per un balletto commissionato dalla Societ di Balletto Grapo Corpo della loro citt, Belo Horizonte. Questo CD rappresenta un vero melding (fusione) della mia musica con le loro sensibilit. Per me una delizia ed un piacere riascoltare oggi il risultato che ci ha prodotto. Si rende qui necessario fare un passo indietro e recuperare uno dei mostri sacri della sperimentazione elettronica: Brian Eno, compositore e produttore discografico britannico considerato per definizione colui che ha gettato le basi della musica ambient (spunto preso da Imaginary Landscape di Cage) e in quanto precursore di altri generi quali New Wave, World Music e New Age. Al tempo stesso rendendola accessibile alla grande massa rock che, con i Pink Floyd di Ummagamma del 1969 e poi di Meddle del 1971, fino a Pulse del 1975, gi lasciava intravedere i possibili sbocchi che la musica elettronica avrebbe avuto in seguito. Discreet Music del 1975, Ambient 1: Music For The Airports del 1978 e Music For The Films 1-2-3 del 1978-1980, non sono solo dischi eccezionali e imprescindibili per chiunque voglia approcciarsi al genere. A partire dal 1980, infatti si afferma definitivamente il concetto di "musica ambientale" con la collaborazione di David Byrne dei Talking Heads con il quale compone, nel 1981, My Life in the Bush of Ghosts, considerato uno dei migliori lavori della musica contemporanea, sia in senso pionieristico nel ricorso che si fa all'elettronica e ai campionamenti, sia perch diventa influente per lo sviluppo della futura World Music, di cui oggi si disconosce lorigine. Negli anni successivi in effetti, il processo di comprensione della musica elettronica da parte del vasto pubblico non c mai stato, malgrado la credibilit culturale che oggi gli si voglia dare. In realt laspetto commerciale ha preso il sopravvento e l artefice di tanto sconvolgimento andato incontro al pubblico per colmare la grande differenza che li teneva separati. Anche per questo la musica-visiva ha dovuto farsi portatrice di una certa comunicabilit che non aveva. Ha dovuto cio ricercare quei simboli dellespressivit sonora che non gli appartenevano, quel certo vibrare connaturato e istintivo con la propria anima mundi di ancestrale memoria che dava fondamento allidea di musica nel suo insieme. A ci molto servito labbinamento con la cinematografia di genere documentaristica e del reportage ambientale, attraverso la quale locchio e ludito potevano viaggiare insieme dalle profondit oceaniche fin dentro gli spazi siderali. Considerando che, altrimenti avrebbe rischiato di trovarsi in una posizione senza istituzione, altres di proiettare, s medesima, nella falsa realt delle esigenze di moda e di costume, nel totale fallimento di poter raggiungere unespressione artistica propria consona con il futuro che lattendeva. La porta musicale del passato remoto che a un certo momento sembrava essersi chiusa definitivamente, si spalancava di nuovo lasciando entrare il trapassato destinato ad una sua invasione di campo con il recupero delle sonorit etniche recuperate alla memoria e che un tempo avevano funzionato come cassa di risonanza nella comunicazione di massa. Ecco allora fare ritorno della lingua dei tamburi, sebbene rielaborata attraverso le nuove tecnologie, quella stessa che in alcuni rituali africani era in grado di scaturire tali forze evocative da stravolgere gli equilibri psico-fisici di intere masse di popolazioni che, in tal modo, tornavano ad appropriarsi di una sorta di power incontrollabile e pericoloso che in passato molti studiosi e missionari erano giunti a proibirne luso. Un effetto simile nellutilizzo della musica si riscontra nelle pratiche magiche e superstiziose in uso nellodierno Brasile, con effetti extrasensoriali e parapsicologici su alcuni individui praticanti il culto della macumba e legate al simbolismo di umbanda attiva nei processi di reincarnazione e nel cannibalismo spirituale. Oppure, diversamente, nelluso di tecniche vocali entrate nelluso mistico del trascendimento come nei Canti rituali dei Monaci tibetani, nel Pansori Koreano, e nella liturgia turcomanna dei Dervishi ruotanti. Superfluo dire che lutilizzo scientifico della musica e del suono pi in generale tuttora oggetto di studi approfonditi che in qualche occasione hanno permesso di raggiungere applicazioni terapeutiche rilevanti nella diagnostica medica, nelle psico-patologie negli ambienti di lavoro e agonistico - sportivi; cos come nellelettroacustica alla ricerca di nuovi e idonei linguaggi di comunicazione, dallapprendimento mentale simultaneo fino a quello simbiotico extrasensoriale attraverso il medium della musica. Come del resto spiegato in Musica e psiche di Augusto Romano Boringhieri 1999; e in Musicofilia di Oliver Sacks - Adelphi 2007 (vedi recensione in larecheche.it). Ma non solo, molto ci rivelano le diverse forme di happening collettivo e di training sonoro recuperate dalla tradizione del passato, come ad esempio in Spagna nella petenera flamenca, e nelle saetas lanciate durante la Settimana Santa, non poi cos diverse, in Italia, da certe litanie ripetitive (e per questo minimaliste) della religiosit nostrana, come ad esempio nella tammuriata napoletana e nella pizzica pugliese che pure rappresentano una sorta di trascendenza in musica, derivata forse da rituali lontani nel tempo e dorigine indoeuropea che ripercorrono, al contrario, il percorso di Cage verso la alea, quando attorno agli anni 50 sinteress alla musica e alla filosofia indiana Zen con cui ridiscutere il concetto di musica, allora considerata come affermazione di vita, nella totale mancanza di scopi e di intenzioni da diventare perci aleatori, ovvero si disperdono nel vuoto, nel segno di quel silenzio che infine tutto risana. Ma ecco che sulle note del ritrovato silenzio ancestrale Cage escogita, non in modo intenzionale, un metodo (tecnica aleatoria) per organizzare il caso, per controllare limprevedibile, recuperando The Seasons del 1947, il suo primo pezzo orchestrale nato come musica per un balletto di Cunningham in cui, almeno nellintenzionalit, tenta di esprimere le armonie statiche e le antidirezionalit che suggeriscono landamento ciclico della natura, da cui dar seguito a numerose altre sue composizioni multimediali. Negli ultimi anni, tra il 1987 e il 1992, Cage compone le sue opere pi astratte, intitolate semplicemente con dei numeri che rappresentano il numero degli esecutori. Seventy-Four per orchestra, del 1992, composta per i 74 musicisti della American Composers Orchestra. La parte di ogni esecutore composta di quattordici suoni isolati. Cage indica un lasso di tempo in cui il musicista ha la libert di decidere quando fare iniziare il suo suono e un lasso di tempo in cui concluderlo. Poich le due misure temporali si intersecano, il musicista pu decidere di fare durare il suono un certo tempo, oppure pu decidere di dare una durata nulla a quel suono. Il volume e gli effetti sugli strumenti sono lasciati alla scelta degli esecutori. (fonte Wikipedia). Un ulteriore aspetto fa riferimento ai tanti compositori che sulla scia di queste dinamiche abbiano lasciato il loro particolare e talvolta originale segno nella musica contemporanea, soprattutto nellapprofondire e ritualizzare la ricerca. Come ad esempio nellutilizzo degli overtone (ipertoni o armoniche) in cui le componenti di un suono complesso dotate di una frequenza superiore a quella della fondamentale sono multipli interi della frequenza della fondamentale. Cosa sintende per overtone ben spiegato in Enciclopedia della musica (Garzanti/Feltrinelli), e comunque riguarda la ricerca del suono puro trasmesso dagli oscillatori di frequenza attraverso le onde sonore. Il canto armonico usato fin dallantichit a scopi curativi e meditativi, basti pensare ai Monaci di Gyuto, ma comunque una forma espressiva ed artistica affascinante, che molti musicisti hanno esplorato con le loro composizioni e improvvisazioni, come ha fatto e fa anche Michael Vetter lindiscusso musicista tedesco del genere, grande sperimentatore di timbri e tecniche per canto armonico, composizione grafica e di musica vocale sperimentale che ha ispirato grandi compositori come Karlheinz Stockhausen. Interessante tutto il suo lavoro, sfociato in diverse pubblicazioni e incisioni come Overtones del 1982 per vocal e tambura; Overtones in Old European Cathedrals del 1985 per voci soliste e cori; Ancient Voices del 1992 e lo splendido Nocturne del 1993 per voce sola. Torniamo a parlare di ambient con numerosi compositori ispirati alla ricerca del suono puro come Paul Horn Inside the Great Pyramid del 1976 (per flauti e voce) che si fece chiudere allinterno della sala del sarcofago per una notte intera; Paul Giger e il suo Chartres del 1989 (per violino solo), registrato allinterno della famosa cripta della cattedrale; Stephen Micus The music of stones del 1989 registrato allinterno della cattedrale di Ulm con unapperecchiatura sofisticata e accompagnamento di particolari strumenti esotici come lo shakuhachi (flauto di bamboo giapponese), tin whiste (flauto originario irlandese), 3 chimes (campane tubolari), voce e resonating stone (sassi sonori ossidiana?) o forse le pietre stesse della cattedrale). Ma a Stephen Micus, musicista tedesco che lavora con gli strumenti musicali tradizionali di tutto il mondo e che si avvale di tecniche particolari come la registrazione multipista che gli permette composizioni molto originali come cori a 22 voci dove il cantante in realt soltanto lui, dobbiamo un riconoscimento particolare e il plauso di averci fin qui condotto per mano attraverso un itinerario che porta alla conoscenza in musica di atmosfere ambientali diverse selezionate dalla sua sofisticata sensibilit e suggestione di fronte a quello che il creato in ogni sua espressione vitale. Alcuni titoli dei suoi album bene introducono al mistero delle sue creazioni, unalchimia di suoni, voci come soffiate dal vento e come il vento talvolta senza consistenza, sussurrate attraverso toponimi, parole in lingue sconosciute, frasi di poemi ascoltati una volta, narrazioni di leggende, come quella della gazzella in Behind Eleven Desert del 1978 che nella sua corsa sa dove andare e va verso un luogo che a noi rimane ignoto. Come solo conosce le spire del vento e muove le sue ali la cicogna in Wings over Water del 1982, in cui spingersi per nidificare; allo stesso modo in cui la risacca dell Oceano del 1986 giunge a lambire la costa e ad esso fa ritorno quasi senza un perch ma che pure conosce in verit come la luce che si spalanca nelle tenebre in Darkness and Light del 1990; l dove i fenicotteri rosa in Towards the wind del 2002 raggiungono le acque basse dove adire alla loro riproduzione nel giro armonico della ritrovata stagione. Ma il suo e nostro viaggio non finisce qui, la sua musica pu collocarsi nel crocevia fra la musica classica e la World Music in cui risuona leco di un incanto poetico di cui sono permeati i suoni, nel restituire ad ogni elemento ci che lo riguarda, ci che da sempre gli appartiene; e allora anchegli non pu sottrarsi dallessere prima ancora che compositore, ascoltatore attento insieme a tutti noi di quella oralit udita sotto la pioggia e attorno al fuoco in cui tutto si esalta e si ravviva, come in Listen to the rain del 1983 e in Desert Poems del 2001 la cui dedica For Yuko simprime di delicato amore: "Quando nubi di tristezza saprono in me / io posso vedere i tuoi occhi. / Quando gli uccelli che ci circondano sono scomparsi nel cielo / io posso vedere i tuoi occhi. / Quando il fiume si confonde con l'orizzonte / io posso vedere i tuoi occhi." e in me torna la lietezza dessere vivo. Ma se crediamo che non c amore senza poesia non ne facciamo mistero e sulla sua scia ci lasciamo coinvolgere volentieri dalla musica delle sfere ricreata per noi dallo strepitoso pianista/organista Keith Jarrett che, proprio in Sferes del 1976 raccoglie quattro movimenti improvvisati che danno nome alla sua sinfonia per organo dal titolo omonimo, registrata utilizzando il Trinity Organ di Karl Giuseppe Riepp (1710-1775), organo dell'Abbazia Benedettina Ottobeuren. Nessun overdubs informa Jarrett ornamentazioni tecniche furono utilizzate, solamente il suono puro dell'organo nell'abbazia quello che si ascolta. Molti degli effetti unici, sono stati ottenuti tirando per cos dire un po le chiuse delle uscite, mentre altre restavano nella posizione di aperto o chiuso. Gli organi barocchi come questo si avvalgono straordinariamente di questa capacit. Tornando a parlare, dopo le divagazioni, di ci che fa in musica unesperienza ambient, torniamo ad occuparcene con David Byrne (statunitense dorigine scozzese), musicista, compositore, produttore discografico, attore, scrittore, vincitore di Oscar con Rvuiki Sakamoto e Con Su per le musiche del film di Bernardo Bertolucci Lultimo Imperatore del 1987, e dei premi Golden Globe (1988) e Grammy (1989) per la sua produzione musicale, nonch fondatore dei Talking Heads. Nel 1981 ocllabor con Brian Eno allalbum My Life in the Bush of Ghosts che riscosse i favori della critica e fu tra i prodromi delle produzioni con musica campionata, allepoca una nuova tecnica musicale che permetteva limpostazione di una base musicale preparata (appunto campionata anche detta software culture)) su cui elaborare e/o aggiungere, sovrapporre, intervallare ecc. un tema o altro che avr un enorme sviluppo successivo, tale che oggi anche la cosiddetta canzone pop spesso elaborata su una base campionata. La sua produzione musicale vasta quanto varia e spazia oltremodo dal cinema alla coreografia, dal rock alla World Music, ma ci che pi interessa allo scopo di questo articolo/ricerca sono almeno due composizioni: In Spite of Wishing and Wanting del 1981 che apriva al genere paesaggio sonoro (ambient), e The Forest del 1991 che in qualche modo ne rappresenta levoluzione e la conclusione. A questo proposito lo stesso Byrne che ci aiuta a trovare la necessaria conclusione del discorso approntato, quando nella presentazione di The Forest del febbraio del 1991 avverte la necessit di inserimento in questo mondo che sta cambiando e che in effetti cambier, con laiuto delle nuove tecnologie che egli dice rappresentano il nuovo mito da amare: stato detto che un mito un sogno che ci aiuta a trovare il nostro luogo nel mondo. In 'la foresta' ci diviene il mezzo che da inizio a un processo: scoprire quello che nella nostra natura e di cosa noi siamo fatti. Sia che generi delle idee o dei pregiudizi; che propagandi ci che ci riempie o quello che noi pensiamo sia bello o brutto, quello che noi consideriamo Natura e quello che noi pensiamo Dio. Il processo stato un po' come una immersione nell'inconsapevolezza dello storico (isterico?), della mente storica europea nella speranza di scoprire come noi ci stiamo evolvendo, da quale genere di provenienza animale (?). La musica ci dice queste cose nella maniera del sogno che noi, in certi casi non capiamo, almeno non con le nostre menti dopo il risveglio. (..) Non affatto un caso che molte di queste preoccupazioni vennero di nuovo in superficie e discusse estesamente durante la Rivoluzione Industriale in Europa e nord America, quando noi pensavamo che gran parte delle nostre idee con le quali convivevamo, la maggior parte dei concetti e dei sentimenti noi pensavamo fossero moderni. (..) Che ci che faceva parte della Natura fosse bello e quello che era delle citt fosse brutto, un po come per assunto diciamo che Dio parte della Natura e che lUomo non fa parte di quella stessa Natura. (..) Una delle scoperte personali che io ho fatto mentre lavoravo a questo progetto che noi siamo molto meno moderni' di come noi pensiamo e siamo. Per gran parte noi stiamo vivendo e ispirando un mondo nuovo e mentre pensiamo gi lo sentiamo vecchio. Noi abbiamo bisogno di divenire consapevoli dei nostri pregiudizi e deviazioni prima di poter fare il prossimo passo. (..) Allo stesso modo io stesso vorrei essere capace di simpatizzare con quanti avvertono il futuro nella fabbrica, la bellezza e il potere, le molte possibilit delle macchine che cambieranno il mondo. Paesaggio sonoro traduzione dall'inglese soundscape, si intende, nelle parole del compositore canadese Raymond Murray Schafer che coni per primo l'espressione, "un qualsiasi campo di studio acustico [...], una composizione musicale, un programma radio o un ambiente" con riferimento innanzitutto allambiente acustico naturale, consistente nei suoni delle forze della natura e degli animali, inclusi gli uomini. il campo di studio del design acustico la cui teorizzazione stata sviluppata dal World Soundscape Project, un progetto di ricerca condotto negli anni Settanta dal teologo musicale Pierre Schaeffer alla Simon Fraser University di Vancouver (Canada). Progetto al quale Eno e Byrne aderiranno (non so quanto volontariamente) con il loro lavoro di ricerca. Nel frattempo, nel 2006 uscita una versione rimasterizzata - e con alcune nuove bonus track - del disco prodotto nel 1981 con Brian Eno. Due tracce del nuovo album sono state pubblicate in Creative Commons. Per quanto riguarda invece le arti visive, a parte il citato progetto in PowerPoint, Byrne vanta al suo attivo una serie di mostre a partire dalla met degli anni novanta: installazioni, sculture, dipinti, spesso non firmati. Nel gennaio 2007 il New York Times gli ha dedicato un profilo, che fa riferimento a unaffermazione tratta dal suo blog, nel quale Byrne dichiara Ero un ragazzo borderline, immagino a causa dellAsperger. Nel 2011 scrive le musiche per This Must Be the Place, film di Paolo Sorrentino durante il quale il musicista si esibisce cantando l'omonimo brano incluso nell'album dei Talking Heads Speaking in Tongues del 1983, e recitando alcune brevi parti. In aggiunta e in conclusione mi limito ad elencare qui di seguito i nomi di artisti che negli anni 80/90 hanno dato in qualche modo impulso creativo al genere musicale cosiddetto elettronico misurandosi in qualche occasione con i geni della manomissione musicale, sfolgoranti per creativit e intuizione nellormai vasto panorama della musica contemporanea, come lancor grande Vangelis Papathanassiou, i giapponesi Masanori Takahashi in arte Kitaro e Stomu Jamashta, Mike Oldfield, Jean Michel Jarre, Peter Gabriel, Steven Halpern, John Surman, Kip Hanrahan e moltissimi altri in ogni parte del mondo che hanno raggiunta una certa popolarit ancorandosi alla pi commerciale pop-music, allintrattenimento, all easy-listening. Con ci riappropriandosi della tradizione classica per certi aspetti emozionale e/o esuberante, indubbiamente pi armoniosa e rilassante con punte di pathos minimalista e contaminazione onirica. Ne un chiaro esempio lopera omnia del compositore Michael Nyman, compositore, pianista, musicologo e librettista inglese, rappresentante del minimalismo musicale, tra i primi a utilizzare questo termine in musical contest nel 1969. Nel 1967 Nyman ha iniziato una lunga collaborazione con il regista gallese Peter Greenaway, per il quale ha composto numerose colonne sonore, tra le pi recenti La stanza del figlio di Nanni Moretti. Tuttavia egli deve la sua popolarit al film Lezioni di piano (The Piano, 1993), un film di Jane Campion di cui ha scritto la colonna sonora. Nicola Piovani ha riproposto Water Dances di Nyman (tratto dal cortometraggio Making a Splash di Peter Greenaway). Tuttavia Nyman anche conosciuto per i suoi lavori musicali non legati ai film come Noises, Sounds & Sweet Airs (1987), per soprano, contralto, tenore ed ensemble strumentale (basato sullo spartito di Nyman per La Princesse de Milan); Ariel Songs (1990) per soprano e banda; MGV (Musique Grande Vitesse) (1993) per gruppo; The Piano Concerto (1993) basato sullo spartito di Lezioni di piano, con luso di clavicembalo, trombone e sassofono; l'opera The Man Who Mistook His Wife for a Hat (1986), basato su un case-study di Oliver Sacks; e diversi quartetti per archi. Nyman ha inoltre scritto un libro nel 1974 sulla musica sperimentale intitolato Experimental Music: Cage and Beyond, in cui esplora l'influenza di John Cage sui compositori classici. (continua)
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