S’infrange l’acqua su scogli di pece,
schiuma salmastra nel colpo violento,
lo zefiro infuria, la notte, invece,
sospinge le onde sul legno già spento.
L’oceano sprona l’uomo a guidare,
freddo timone, sepolto nel cuore,
l’alma, or persa, non cessa di cercare,
varco di luce: un peso nel dolore.
Ma quando ogni attesa pare svanire,
un raggio improvviso ferisce il cielo,
già tace, il vento, si placa il patire,
la vita mi sfiora, rompendo il velo.
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