Pubblicato il 04/03/2015 12:42:08
QUADERNI DI MUSICOLOGIA XIII (SECONDA PARTE)- UN PASSO OLTRE LA MUSICA
Il grande ritorno sulla scena del nome di John Cage era inevitabile perch come ho detto allinizio e mi piace qui ripeterlo, egli non stato solo un compositore e teorico musicale e va considerato una delle personalit pi rilevanti e significative del Novecento per quanto la sua opera centrale nellevoluzione della musica. Segna per cos dire una sorta di porta daccesso dalla musica esplicitamente strumentale dell800 e met del 900, alla musica elettronica contemporanea. Allo stesso modo che da Debussy a Stravinskij in poi la musica sinfonica o classica che si voglia dire, aveva ormai dischiuse le porte alla sperimentazione e, poich tutto deve necessariamente aver avuto un inizio, questo il caso di attraversare insieme quei passaggi che ne hanno permesso levoluzione. Molti degli ascoltatori contesteranno che si tratti di una evoluzione, tuttavia si dice evoluta una determinata funzione che superi la ristretta dimensione precostituita pur conservando gli elementi essenziali che la costituiscono. Per cui ci che riguarda il campo del sonoro la musica elettronica parte costitutiva della musica, al pari del rumore noise che ascoltiamo in ogni momento della nostra vita, o di quegli effetti sonori in presa diretta che esaltano soggettivamente la bellezza e/o la bruttezza di una pellicola cinematografica o un reportage dambientazione, rivolto alla natura che ci circonda. Non a caso si qui citato Debussy, compositore e pianista francese nonch considerato uno dei massimi protagonisti, insieme a Maurice Ravel, dell impressionismo musicale, una corrente di musica colta sviluppatasi in Europa (in particolare in Francia) tra il 1870 e il 1920, avente alcune analogie con lomonima corrente pittorica e inoltre strettamente legato alla poetica simbolista facente capo alle idee compositive di alcuni specifici compositori, come appunto Debussy, Ravel, Satie. Rudolph Rti, noto analista musicale (oggi lo diremmo un critico), dichiar l'impresa di Debussy come la sintesi della "tonalit melodica" a base monofonica con le armonie, sebbene diverse da quelle della "tonalit armonica". Corrente questa che segn una svolta decisiva nellandamento generale della musica romantica di fine 800. Ci nondimeno se vogliamo, e lo vogliamo, tornare sullargomento ambient si dovrebbe iniziare da quel Quadri di unesposizione del 1874 suite per pianoforte a soggetto del russo Modest Petrovič Musorgskij diventata, oltre che un pezzo forte del repertorio di molti pianisti, l'oggetto di un gran numero di strumentazioni, specie per orchestra, da parte di altri compositori e musicisti: la versione pi nota e pi eseguita di queste, senza dubbio quella orchestrale di Maurice Ravel. In breve: La suite composta da quindici brani, dieci ispirati ai quadri e cinque Promenade (passeggiata), che rappresentano il movimento dell'osservatore da una tela all'altra. Le Promenade (non tutte intitolate cos nell'originale, ma chiaramente riconoscibili) presentano sempre lo stesso tema, con variazioni pi o meno sensibili, quasi a far risaltare i diversi stati d'animo che pervadono il compositore per il quadro appena visto. La ripetizione del tema funge inoltre da elemento di coesione in una composizione altrimenti episodica, basata sui forti contrasti tra un soggetto e l'altro. L'opera presenta caratteri fortemente sperimentali. In particolare, il pianismo di tipo percussivo taglia completamente i ponti con la tradizione romantica, aprendo le porte alla musica del Novecento. Non meno moderno si presenta il linguaggio armonico, grazie all'uso massiccio di pedali e accordi dissonanti. Nei paragrafi seguenti vengono descritti i singoli movimenti, e, se si sono conservati, sono mostrati i lavori dellarchitetto Viktor Aleksandrovič Hartmann che li hanno ispirati (fonte Wikipedia). Ancor prima cera stato George Frideric Handel con la su Water Music del 1717 composta per Giorgio I re dInghilterra che amava cavalcare in barca sul Tamigi da Whitehall a Chelsea accompagnato da unorchestra di almeno cinquanta musicisti e che aveva commissionato allallora compositore di corte, considerato uno dei pi grandi musicisti tra XVII e XVIII secolo, e in assoluto tra i pi importanti della storia della musica. La citazione si avvale di una rutilante ricerca interpretativa di brani che trovano una collocazione anzi tempo riconducibile al discorso primario duna continuit ambientale in musica nel riconoscimento inclusivo dei molti poemi sinfonici a questo dedicati. Una derivazione diretta della musica a programma che fu una delle forme predilette dai musicisti romantici, come ad esempio Hector Berlioz nella sua Sinfonia fantastica del 1830; Franz Liszt che ne coni il termine in Les prludes del 1856; Ptr Il'ič Čajkovskij Ouverture 1812 (1880); Camille Saint-Sans Danza macabra (1874); Richard Strauss Morte e trasfigurazione (1889) e Cos parl Zarathutra (1896); Jean Sibelius Finlandia (1899); Sergej Rachmaninov L'isola dei morti (1907/8); Arthur Honegger Tre movimenti sinfonici (1923/33); fino al pi attuale Gesualdo Coggi Risplende il d (1965); e tra gli altri: Borodin, Smetana, Dvorak. Ma come definire allora le opere di tanti altri compositori che talvolta fecero del poema sinfonico una composizione musicale, solitamente in un solo movimento, parte di una sinfonia di pi ampio respiro? Come Ottorino Respighi che nella Trilogia romana (1916/28) comprendente I pini di Roma, Le fontane di Roma, Feste romane, volle rendere omaggio a luoghi od occasioni particolari. Ci detto per introdurre almeno due straordinarie composizioni di Claude Debussy: La Mer del 1903/5, musicalmente simile al poema sinfonico ma di carattere impressionista. Nonch le sue Images del 1894/1901-7, dal titolo di quattro suite (pubblicate dopo la morte dellautore) per piano-solo poco conosciute e quindi poco eseguite che forniscono uninteressante testimonianza della ricerca espressiva che il compositore porter a compimento nelle opere successive. Ancor pi li suoi famosi Etudes del Preludes del 1915, 12 studi per piano considerati largamente i suoi tardi capolavori di grande difficolt interpretativa, e che lo stesso Debussy descrisse essere: "un avvertimento ai pianisti di non prendere la professione musicale a meno che avessero mani straordinarie". Fatto questo che conferma la posizione di Debussy in qualit di riformatore della scena musicale del 900, la cui ricerca superava in efficacia e in attualit i pur straordinari Etudes e Nocturnes 1829/30 di Frederick Chopin spesso impegnativi dal punto di vista tecnico, ma non impossibili. Le ragioni perch Erik Satie rientra in questa lista sono tra le pi svariate, in quanto un personaggio stravagante dalle pose originali e dai comportamenti bizzarri spesso sottolineati dai cronisti del suo tempo. Compositore e pianista francese, Satie conduceva una vita da bohmienne durante la Belle Epoque, malgrado ci aveva accesso presso la lite parigina che lo invitava alle numerose soire dopo teatro e lo indicava come sofisticato interprete della eccentricit tutta francese espressa in abiti e cocktail, musica e gioielli, belle donne e sensualit. Questi i temi cui egli dedicava maggiore attenzione e per cui componeva le sue musiche accattivanti, intrattenendosi al piano nelle feste cui prendeva parte. Inoltre compose anche musica per un balletto dal titolo Jack-in-the-box del 1899 il cui spartito fu ritrovato solo dopo la sua morte e che Darius Milhaud, compositore e pianista, uno dei rari amici col quale Satie non litig mai, riusc a recuperare un suo manoscritto e pi tardi lo orchestr. Una delle numerose idee fisse di Erik Satie era il numero tre, un'ossessione mistica; forse una reliquia del simbolismo trinitario associato all'Ordine cabalistico dei Rosacroce del quale Satie aveva fatto parte in giovent. Molte delle sue composizioni sono raggruppate in cicli di tre, e tra queste le Trois Gymnopdies del 1888 che forse il componimento per cui viene spesso ricordato, assieme alle sue canzoni, i valzer, alle sue Gnossienne, alle Pices froides e Pieces humoristiques e le straordinarie Danceries contenenti canzoni divenute presto popolari, come La Diva dellEmpire e La belle excentrique che invece si riferisce alla bella eccentrica, la ballerina Caryathis, immortalata da uno splendido poster di Lon Bakst. In certo qual modo Erik Satie va considerato un benefattore ironico e beffardo la cui espressivit in musica, almeno nelle composizioni pi lunghe come Cinem del 1924, o quelle per orchestra, si rileva nei suoi sketch musicali che fanno da sfondo a un genere non poi cos lontano dalla ricerca qui affrontata, certamente pi vicina di quanto siamo portati a pensare allesistenza di altri ambiti di ricerca, che vanno per cos dire oltre la musica. con lavvento del XX secolo la sperimentazione in musica giunse a un punto di rottura con la precedente che tutti ne furono influenzati: si pensi alla ricerca nel Jazz di Igor Stravinskij; al pioniere delletnomusicologia Bla Bartok; a Franz Lizst, a Johannes Bhrams, allevoluzione dellopera lirica con Giacomo Puccini; e ancora a Manuel de Falla, a Gian Francesco Malipiero delle colonne sonore. Di tutto questo molto rimane mentre altri, ahim non citati in questo contesto, che port a unautentica evoluzione in musica e, il cui risultato a portata dorecchi di tutti, a quella contaminazione di stili che superato il periodo cosiddetto del futurismo si approprier della scena musicale e che porter alla globalizzazione. Davvero eclatante fu la ricerca fonetica del Futurismo e dei futuristi, iniziata dalleclettico Giuseppe Tommaso Marinetti, fondatore del movimento, il cui Manifesto risuonva tuttaltro che espressione intellettualistica e cerebrale di una moda fine a se stessa. Legata a un periodo storico-politico ancora non ben definito e non molto studiato, il movimento futurista trova oggi un terreno pi fertile di allora, per le sue applicazioni nellarte cos denominate: aeropittura e ceroplastica, scultura, architettura, allesito stimolante del Fotodinamismo del 1911 di Anton Giulio Bragaglia. Come pure in letteratura: nella lingua, la poesia, il teatro, il balletto e al variet nello spettacolo; ma anche in cucina, in viaggio, la politica e la questione femminile, letica e la morale, nella stampa e nel fotodinamismo. Nonch nella esclusivistica espressione di musica futurista con gli intonarumori che Luigi Russolo, compositore e pittore futurista, chiam Larte dei rumori nel libercolo delle Edizioni Futuriste del 1916. Il testo realmente rivoluzionario: nella musica si arriva a quella eversione delle forme il cui analogo letterario appunto costituito dalla distruzione della sintassi delle parole in libert. (..) Russolo si avventura sul cammino duna ricerca che spezza i vincoli dei suoni puri per dar finalmente diritto di cittadinanza al suono-rumore, che non si limita ad imitare la natura meccanica dei suoni, ma intende ..intonare e regolare armonicamente e ritmicamente i pi svariati rumori, incasellandoli peraltro in varie famiglie: (rombi, fischi, bisbigli, stridori, percussioni, voce, ecc.). Si apre cos in tal modo un varco inedito che prelude alla moderna ricerca della musica concreta ed elettroacustica la cui originalit nel tempo non sfuggir ai vari Stravinskij, Varse, Honegger, Lutoslawski, Mayuzumi, Penderecki, Cage. (in Storia del Futurismo di Claudia Salaris Editori Riuniti 1985). Il compositore su cui Marinetti fa affidamento nei primissimi anni Francesco Balilla Pradella, compositore e musicologo italiano, autore del Manifesto dei musicisti futuristi del 1910 dedicato ai giovani, ferocemente critico verso lestablishment composto da critici, editori, conservatori, accademie e autori di successo; e La distruzione della quadratura del 1912 a favore del modo enarmonico e delluso dellirregolarit ritmica che crea il nuovo ordine del disordine. Si tratta ancora una volta dunque di reagire al principio di autorit e di cercare strade libere dai vecchi obblighi. (..) I risultati ottenuti da Balilla Pratella futurista datate tutte al 1912 come Linno alla vita; Musica futurista per orchestra; Laviatore Dro vengono considerati oggi piuttosto modesti. La sua vena lirica infatti si manifesta con maggiore autenticit nei lavori successivi, ispirati ai canti popolari e tuttavia destinati a rimanere al di qua di quella soglia rivoluzionaria che Marinetti gli indica nelle sue lettere ruggenti, spronandolo ad osare di pi per poter gareggiare con gli altri musicisti europei. (in Storia del Futurismo di Claudia Salaris Editori Riuniti 1985). Le critiche successive alle clamorose quanto tumultuose prime apparizioni in pubblico degli intonarumori, simili a grosse scatole con tromboni e manovelle, li definiscono misteriosi arnesi e non risparmiano neppure i provetti esecutori chiamandoli arrotini della musica di una intolleranza incondizionata. La ricerca fonetica acustico - musicale dei futuristi non ha del tutto concluso il suo corso espressivo nellarte. Molto probabilmente senza il movimento futurista non ci sarebbe stato tutto quello che venuto dopo. Se vero che una sorta di rivoluzione in musica fosse nellaria, certamente lo spostamento dinteresse verso le espressioni del Futurismo non avrebbero dato i risultati che poi hanno dato. Cio quel dinamismo tipico della ricerca che prima o poi, per forza di cose, scaturisce in qualcosa di inconsueto, di innovativo come la scoperta di altri ambiti di ricerca, spingendo il proprio proiettarsi in avanti oltre la dimensione di partenza. Gli esempi sono altrettanto illuminanti, si va dal Profilo sintetico musicale del 1923 per piano e voce, di F. T. Marinetti, al Aeroduello (dinamo sintesi) del 1935 di Luigi Grandi; da Otto sintesi incatenate del 1925 per pianoforte su testo di Marinetti, aPupazzetti del 1915 di Alfredo Casella, ..per pianoforte a quattro mani eseguita su rullo Stek con meccanica automatica. Ma non siamo ancora del tutto fuori di testa se si pensa che Ferruccio Busoni e Domenico Alaleona avevano prematuramente teorizzati quelli che sarebbero stati I moderni orizzonti della tecnica musicale: teoria della divisione dellottava in parti uguali (bifonia, trifonia, tetrafonia, esafonia, dodecafonia), e successivamente illustrati sulla Rivista musicale italiana del 1911. Si pensi che nelle conclusioni del Manifesto tecnico vengono enunciati almeno due principi fondamentali: 1) Bisogna concepire la melodia quale una sintesi dellarmonia, considerandole definizioni armoniche di maggiore minore, eccedente e diminuito come semplici particolari di un unico modo cromatico atonale. 2) Considerare la enarmonia come una magnifica conquista del futurismo. Si propugna inoltre il dominio ritmo, come ritmo libero e con la fusione dellarmonia e del contrappunto, creare la polifonia in senso assoluto. Molte altre risultano ancor pi fuori se si ha la pazienza di ascoltare la musica e di leggere le note che spiegano il contenuto del prezioso cofanetto Futura (7Lp) pubblicato dalla Cramps Records nel 1978, unantologia storico critica della poesia sonora a cura di Arrigo Lora-Totino con la presentazione di Renato Barilli. Non da meno Musica Futurista (2Lp) lantologia sonora a cura di Daniele Lombardi con testo introduttivo di Luigi Rognoni, pubblicato da Fonit-Cetra nel 1986, in cui la poesia in quanto verbalizzazione astratta di parole in libert trova un terreno fertile per essere capita meglio ma anche che pi facile ascoltarla che leggerla. Mentre per la musica, pi facile assistere a una lezione di Freud o Einstein, a dimostrazione del fatto che la si pu ascoltare come musica, ma che musica non . Almeno non lo se la riferiamo alla natura. Piuttosto la si pu definire linguaggio di forze artificiali rumoreggianti creata dagli uomini, pur rivelando un proprio linguaggio efficace, in quanto assieme di emozioni e sensazioni che da essa scaturiscono e che infine saremo riusciti ad afferrare. Proseguendo sulle braci ardenti della sperimentazione giungiamo per a trovare la risposta che si cercava fin dallinizio alla insita domanda ..dov la musica, dove sta andando, come sta cambiando?: the music is changing! ovvero la musica sta cambiando siamo gi oltre la musica: a partire da Igor Strawinskij, Witold Lutoslawski, Krzysztof Penderecki, Toshiro Mayuzuni, Luciano Berio, Gyorgy Ligeti, Toru Takemitsu, Paul Hindemith, Anton Webern, Iannis Xenakis, Pierre Boulez, Luigi Nono, Olivier Messiaen, Karlheinz Stockhausen, Arnold Schonberg e, ovviamente altri ancora, hanno contrassegnato tappe importantissime della ricerca in musica, prima, durante e dopo lavvento del futurismo, per poi sfociare inevitabilmente in quella avanguardia elettronica e tecnologica che oggi, anno 2015, sta nuovamente rivoluzionando la dimensione sonoro-musicale di pi largo consumo e che possibilmente schiuder ancora altre dimensioni future. Tuttavia non siamo ancora alla conclusione che gi altri compositori si affaccia sulla scena, rispettivamente Pierre Schaeffer e Pierre Henry, le cui ricerche convergono in una medesima e per cui si riferisce qui di entrambi per dato corpo alle stesse esperienze. Compositore e allievo di Olivier Messiaen e Nadia Boulanger, Pierre Henry gi collaboratore del Club d'Essai, fondato da Pierre Schaeffer presso la RTF francese, col quale ha scritto la Symphonie pour un homme seul del 1949-50. considerato uno dei teorizzatori della musica concreta basata su suoni pre-esistenti, uno dei primi modelli di manipolazione del suono per fini compositivi (in questo caso magnetofoni) e che fu probabilmente la prima scuola di musica elettronica. La possibilit di registrare il suono anche su nastro, ampliava di fatto gli orizzonti musicali a confini mai intravisti prima. Tale musica si collocava in contrapposizione all'idea di astrazione che secondo Pierre Schaeffer caratterizzava l'approccio musicale dominante (musica elettronica, musica strumentale). Cio, il pensare la musica per criteri astratti (armonia, contrappunto, notazione, dispositivi logici, etc.) piuttosto che elaborarla concretamente attraverso il suono e l'ascolto. Schaeffer parlava di musica concreta intendendo il suono nella sua completezza; ovverosia il fatto di ascoltare il suono in tutti i suoi aspetti (attacco sonoro, durata, inviluppo, densit di massa sonora, andamento, timbro, frequenza, ampiezza etc.). I suoni possono provenire dalle fonti pi varie della realt acustica (rumori, strumenti tradizionali, voci e molti altri) e in gran parte dei casi vengono captati con un microfono, che non ne tralascia la risonanza ottenuta, in un dato punto dello spazio. A differenza della musica elettronica pura, la musica concreta non basata su sonorit ottenute direttamente da frequenze elettroniche. Pierre Schaeffer fu ingegnere musicale all'interno degli studi della societ radiotelevisiva francese (RTF). Questa attivit gli permise di utilizzare il vasto archivio discografico della radio e di cominciare a fare esperimenti sul suono ed il rumore, ma soprattutto cominci a maturare dei nuovi metodi compositivi, come dimostrarono i suoi saggi Introductrion la musique concrte e A la recherche d'une Musique concrte. Lo stesso Schaeffer fu autore, nel 1948, del primo brano di musica concreta, tude aux chemins de fer: un breve studio sul ritmo per giradischi che riproduce i suoni provenienti da un treno in movimento (fischi, suoni di vapore, e altri). Ad esso seguirono negli anni dal 48 al 50 altre composizioni non troppo diverse e sempre di breve durata quali tude aux tourniquets, tude au piano I (tude violette), tude au piano II (tude noire), ed tude aux casseroles (tude pathtique). Durante questa fase, Schaeffer lavor quasi completamente da solo. A partire dal 1949, Schaeffer inizi una collaborazione con Pierre Henry che frutt composizioni pi lunghe, ambiziose (e, a detta di molti, pi mature) quali la Symphonie pour un homme seul. Iniziata nel 1949 e terminata l'anno seguente, (sebbene sia stata oggetto di pi revisioni) essa un altro esempio di musica concreta in cui suoni strumentali si mescolano a suoni presi dalla vita quotidiana di un uomo (respiri, passi, fischi, porte che sbattono ecc.). La musica concreta di questo periodo poco o per nulla strutturata e meno rigida di quella che seguir. Nel 1951, in seguito all'introduzione di nuove apparecchiature, Schaeffer, Henry e il fisico Andr Moles fondarono il Gruppo di ricerca di musica concreta (futuro Gruppo di ricerche musicali) che era finanziato dallo studio parigino RTF, e fu il primo studio costruito per comporre musica elettronica. Noi abbiamo chiamato la nostra musica concreta, poich essa costituita da elementi preesistenti, presi in prestito da un qualsiasi materiale sonoro, sia rumore o musica tradizionale. Questi elementi sono poi composti in modo sperimentale mediante una costruzione diretta che tende a realizzare una volont di composizione senza l'aiuto, divenuto impossibile, di una notazione musicale tradizionale. Fra i nuovi macchinari erano inclusi magnetofoni e quattro apparecchiature speciali: la prima controllava i suoni nello spazio esecutivo, la seconda era un registratore in grado di riprodurre riverberazioni, mentre le ultime due permettevano di variare la velocit di riproduzione del nastro e di "trasporre il materiale registrato su ventiquattro altezze" (esse erano nominate rispettivamente pupitre de relief spatial, il morphophone, e le phonognes). I magnetofoni, che da ora rimpiazzarono il giradischi, permisero al compositore di suddividere i suoni in pi parti al fine di adoperare solo quelli necessari alla composizione. Nello stesso periodo, che vide anche emergere altri studi di musica elettronica, altri musicisti iniziarono a comporre seguendo la stessa filosofia. Fra essi il gi citato Karlheinz Stockhausen, che realizz nel 1955 la prima composizione di musica concreta a presentare sonorit provenienti da segnali generati elettricamente: Gesang der Jnglinge im Feuerofen, mentre Desert del 1954, una composizione di Edgar Varse per fiati e percussione, viene considerata il primo capolavoro di questo metodo compositivo. In seguito all'uscita di Henry dal GRMC, che decise di fondare lo Studio Apsome nel 1958, Schaeffer intraprese, ispirandosi a Varse, un percorso di ricerca molto pi rigoroso e meno empirista di quello dei suoi primi lavori. Da questo momento, i membri della scuola francese si concentrarono maggiormente sull'analisi dei suoni registrati e iniziarono a comporre una musica realizzata da suoni "presi cos come vengono percepiti". Di questa fase, caratterizzata da composizioni pi astratte rispetto a quelle degli esordi, si ricordano il lunghissimo Trait des objets musicaux, terminato nel 1966 (ma iniziato quindici anni prima) e registrato da Schaeffer con musicisti quali Abraham Moles, Jacques Poullin pi altri ricercatori. A differenza di Schaeffer, Henry prosegu gli ideali originari della musica concreta spontanea degli esordi. Con Variations pour une porte et un soupir del 1963 e, successivamente con Messe pour le temps present composta con Michel Colombier per il coreografo Maurice Bjart, e contenente il brano "Psyche-Rock, utilizzato poi nella colonna sonora di Z di Costa Gravas del 1969; Messe de Liverpool del 1967 registrato dal vivo in occasione dellinaugurazione nella Cattedrale Metropolitana del Crist-Roi di questa citt; nonch Musique pour une Fete del 1971 in occasione della Festa dellUmanit tenutasi alle Tuileries di Parigi e danzata dal Ballet du 20 Sicle di Maurice Bjart, siamo di fronte ad una vera e propria apoteosi celebrativa di questa musica che savvia alla sua esperienza conclusiva a partire dai primi anni settanta, periodo in cui i compositori, interessati ad approfondire l'analisi dei suoni con nuovi mezzi, iniziarono ad adoperare apparecchiature quali sintetizzatori e computer e perci detta progressiva e che da questo momento in poi abbraccia ogni genere musicale che si avvale della strumentazione elettrificata e delle apparecchiature elettroniche nel mixage. Questo fenomeno ebbe come principale conseguenza quella di annettere il concetto di musica concreta a quello pi generale di musica elettronica. Due altre esperienze, separate tra loro da anni di vuoto portano alla ribalta gli Eela Craig, un gruppo rock austriaco degli anni 1970 e 1980, che ha unito progressive rock con influenze jazz e di musica classica e testi cristiani. Il nome della band pur senza significato nota riprende il discorso abbandonato da Henry delle Messe, infatti il loro album pi importante Missa Universalis del 1978 confluita in quella New Age di pi largo consumo. Laltra esperienza di un certo livello, maturata a cavallo tra gli anni 60 e il 1980, senza ombra di dubbio quella di Hans Werner Henze compositore tedesco vissuto in Italia, noto per le sue opinioni politiche marxiste e il loro influsso sulla sua opera. Il suo stile compositivo abbraccia il neo-classicismo, il jazz, la tecnica dodecafonica, lo strutturalismo e alcuni aspetti della musica popolare e del rock. Allievo del compositore tedesco Wolfgang Fortner, nelle sue prime composizioni utilizz la tecnica dodecafonica come ad esempio nella Prima Sinfonia e nel Concerto per violino e orchestra del 1947. In seguito per si ribell agli obblighi dello strutturalismo e dell'atonalit, al punto che nella sua opera "Boulevard Solitude" del 1951 sono presenti elementi riconoscibili provenienti dal jazz nonch dalla canzone francese dell'epoca. Henze inoltre un orchestratore molto raffinato, la cui tecnica si sempre tenuta aggiornata nel corso degli anni. Nonostante le varie e differenziate influenze stilistiche ricevute, la sua musica ha come costante il lirismo sempre molto teso, come nel caso di Voices del 1973 per voci liriche e orchestra. Composta tra gennaio e giugno 1973 lopera raccoglie 22 canzoni di indipendenti tra loro e che possono essere eseguite singolarmente, e con modifiche alla strumentazione. Scritte per mezzosoprano, tenore, operatore di elettroniche e 15 strumentisti in tutto il mondo che suonano approssimativamente 70 strumenti diversi: dalla radio a transistor e microfoni, al collage su nastro di vari rumori: spari, colpi, giochi vocali, commentari, discorsi presidenziali, una sinfonia di Sibelius e suoni di polizia attraverso megafoni. Va detto che Henze stato uno degli orecchi pi eccellenti per le sonorit strumentali fra i compositori di oggi, non ha usato mai lo stesso suono come fine. Infatti Voices un insieme di brani musicali composto come una piece teatrale, che confronta l'ascoltatore con situazioni concrete. Non un strumento per fantasticare sullevasione dalla realt, bens uno stimolo per aumentare le abilit critiche e l'impegno sociale dell'ascoltatore. Henze ha inoltre scritto musica per balletto e colonne sonore, tra cui il brano "Fantasia per archi" incluso nel film "The Exorcist" del 1973, di William Friedkin; opere liriche e ben dieci sinfonie, concerti per pianoforte, il che ha fatto spesso citare i nomi di Alban Berg o di Karl Amadeus Hartmann come suoi possibili predecessori morali. del 1973 luscita di un cofanetto (3Lp - RCA) La Musica Nuova, realizzato da Bruno Maderna e Severino Gazzelloni con i solisti dellOrchestra Sinfonica di Roma. Lampio apparato di note e immagini che laccompagna curato da Massimo Mila, noto musicologo italiano, autore fra laltro di una Breve Storia della Musica del 1965, numerosi saggi, monografie, articoli e carteggi sulla musica moderna. La particolarit di questa operazione nel dimostrare come la musica cosiddetta moderna utilizzando lapparato sinfonico diventi appetibile anche per lorecchio meno abituato o diversamente educato a recepirla. Tra gli autori presi in considerazione figurano infatti molti di quelli che, strada facendo, abbiamo incontrato fra le righe della musica elettronica: K. Stockhausen Kontra-Punkte; K. Penderecki Aux Victimes de Hiroshima, Threne; E. Brown Available Forms 1 e Rimes; P. Boulez Sonatine; R. Haubenstock-Ramati Interpolation; B. Maderna Concerto per oboe e orchestra; L. Nono Y su sangre y viene cantando; K. Fukushima Hi-Kyo; L. Berio Serenata 1 per flauto e 14 strumenti; H. U. Lehmann Quanti. Tutte composizioni queste di autori pi o meno noti che possibile ascoltare in siffatta versione sinfonica solo in questa edizione speciale, mentre quella originale eseguita dai singoli compositori vede lutilizzo di apparati sonori diversi e che pertanto risulta necessariamente diversa allascolto. Ecco quindi che infine siamo giunti alla conclusione del giro armonico intrapreso e che si avvalso della musica come anche delle parole; al dunque possiamo ben dire che il movimento cosmico delle sfere sonore pur cambiando si ripete come ieri, loggi, il domani; come nella vita la nascita, la morte e, nel caso della materia musicale, di una possibile resurrezione. Ci che rimane di ogni cosa terrestre comunque linfinita ambizione delluomo che alimenta la corsa verso il futuro, mentre leco ripete laccordo fissato su una nota sola: la musica altro non che lespressione sonora della follia (caos) trasformata in saggezza (condiscendenza) seppure mediata dalla accettazione /comprensione fisica del rumore e del suono presenti in natura. Un macrocosmo sonoro che non possiamo tralasciare un istante di esaminare, controllare, collaudare per una sorta di rischio effettivo di venire travolti per effetto dinquinamento acustico e, al tempo stesso, che dobbiamo imparare a governare per la capacit di questo di stravolgere gli equilibri umani che il caos sonoro pu determinare. Acci mi trovo in pieno accordo con ci che ha detto Walter Marchetti il compositore italiano che adott l'estetica dadaista di John Cage e fu pioniere della musica interattiva e concreta. Lo stesso che nel 1964 form il gruppo ZAJ (una sorta di versione europea di Fluxus), con Juan Hidalgo a Madrid. Le sue registrazioni includono: La Caccia (Cramps, 1974), In Terra Utopicam (Cramps, 1977), che contiene tre composizioni, Per La Sete Dell'Orecchio (Cramps, 1984), Da Nulla e Verso Nulla (per marimba, maracas e nastro magnetico) e il collage di registrazioni di campo Natura Morta (Cramps, 1989), Vandalia (Cramps, 1989) a cui appartiene il notevole collage "Le secche del delirio - per porci e pianoforte", The bird of Paradise (Alga Marghen, 1994), il concerto concreto in cinque movimenti Antibarbarus (Alga Marghen, 1998), la colossale sonata per pianoforte Nei Mari Del Sud (Alga Marghen, 1999), De Musicorum Infelicitate (Alga Marghen, 2001), che include "Ten pieces in the form of mournful variations". Ma infine tutto questo bla, bla, sarebbe servito a poco se adesso non dicessi ci che non ho ancora detto, cio in che cosa mi trovo daccordo col maestro: ..che la musica, macerie di tutte le idee, fa da sfondo ad un incendio che non rischiara ancora il mondo.
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