Pubblicato il 08/05/2015 17:51:21
SRI LANKA / CEYLON MUSICA E DANZE DELLISOLA SPLENDENTE
Ceylon, che da qualche decennio ha ripreso il suo antico nome di Sri Lanka ovvero Isola Splendente, un'isola tra le tante sperdute nellOceano Indiano che riporta alla memoria la via del t con le sue coltivazioni arrampicate lungo i pendii e loperosit di genti affabili e cordiali che congiungono le mani allaltezza del viso, nel quotidiano saluto rivolto al sole del mattino, con laugurio di benvenuto indistintamente a tutti gli ospiti e i turisti che vi giungono. questo un paese che per molti secoli ha visto il fiorire di molte culture legate a diverse confessioni religiose: Induista, Buddista, Cristiana (minoritaria) e Musulmana, in stretto contatto fra loro e tutte vissute nella serenit e nella dolcezza tipica dei popoli orientali, nel rispetto reciproco dei singoli costumi tradizionali. Il mio ricordo quello di unisola felice, di gente cordiale e ospitale, tuttavia quanto sta avvenendo in questi ultimi anni segnati da lotte intestine di tipo tribale che attribuisco a prese di potere religiose e di supremazia economica quasi inspiegabili, mi lascia sgomento. Malgrado ci, il ricordo del viaggio riaccende in me una sensazione di piacevolezza incantata, di un paradiso che la tavolozza della natura incornicia di colori: la foresta e il mare, il fiume e la montagna, gli uccelli e i le variet di fiori che dimprovviso accendono gli alberi e le siepi ovunque si guardi. Nonch landare mesto dei bonzi questuanti avvolti in tuniche arancione, i pescatori di perle e le raccoglitrici di te, i tagliatori di caucci, i grandi bufali che arano la terra e gli elefanti che trasportano gli enormi tronchi destinati alla lavorazione del legno; i bambini che fanno il bagno nei ristagni dacqua piovana, le donne in sari multicolori, che poi il loro abito tradizionale. Ecco, in questa cornice meravigliosa, lontana dallesplosione industriale ed edilizia della capitale Colombo, caotica e sovrappopolata, lisola offre lopportunit per un felice incontro con la sua gente ricca di spiritualit e ospitale sopra ogni cosa, ci che rappresenta la grande leredit della loro antica cultura, per lo pi manifestata nei fasti e negli splendori dispiegati durante le grandi festivit religiose, fra le pi rappresentative di tutta lAsia e certamente le pi evocate. Soprattutto quella in occasione della Esala Perahera che si svolge a Kandy, citt custode della cultura singalese, in onore della sacra reliquia del dente di Buddha, per la quale ogni anno giungono fedeli provenienti da tutto il mondo. La musica parte attiva nella vita culturale dellisola a sostegno delle diverse tradizioni, alle quali pur secondo le diversificazioni delle genti disseminate dalla pianura alla montagna, alle quali tutto il popolo chiamato a partecipare, come ci ricorda questo canto popolare: O Pacasikha il passo delle vostre corde in armonia con il tono della tua voce e viceversa, il tono della tua voce non trascende quello dei vostri accordi e viceversa. Il brano dapertura dellinsieme strumentale rituale che ha la funzione di attirare buoni auspici su tutta lassemblea riunita per loccasione della festa, nelloriginaria lingua singalese il Magul Bera, che da inoltre il nome allinsiem e: uno o pi strumenti a corde suonati con larchetto, altri a fiato, a sonagli, e un certo numero di tamburi comunemente percossi con il palmo e con le dita delle mani. Cosa comunemente passa oggigiorno per musica singalese non ovviamente la musica originale che si poteva ascoltare fino a qualche decennio fa, fondata sulla musica pi antica. Gi nel 19 secolo, in un momento di contatto con le culture occidentali, questa era stata contaminata dalla musica indiana del Nord, introdotta per colmare il divario tra i due periodi di distacco dal mondo cosiddetto civilizzato in ragione delle lunghe lotte intestine. La musica cos introdotta si dunque mescolata con il jazz occidentale e il rock, ma solo per rendere comprensibile il guazzabuglio che passa per essere musica singalese. Lautenticit della musica singalese per essere notata va riferita al Kavi pal e al nelun Kavi del contadino tradizionalista non sofisticato. Vi attualmente uno sforzo da parte degli studiosi in questa materia che potrebbe portare allevolversi della situazione, cio il recupero della musica costruita sui resti della musica pi antica. Scandite dal ritmo dei tamburi, le danze singalesi sono strettamente connesse con i rituali religiosi, nelle quali i danzatori eseguono movimenti vigorosi in sequenza di giravolte e capriole nellaria ed esibirsi nellimitazione di questo o quellanimale tipici della fauna isolana. Un esempio originale la danza del pavone preso ad emblema del moderno Sri Lanka e animale semi-fantastico della mitologia locale, cos detta perch nella fantasia popolare il pavone trasporta la divinit Skanda. Un altro esempio la danza Panthero Natuma eseguita al suono del tamburo pantheru che si vuole abbia accompagnato i guerrieri Sinhala nella battaglia, incitante e prorompente insieme. Il massimo del coinvolgimento arriva con la danza detta Raksha o del diavolo, normalmente eseguita per ultima e che crea il momento di maggiore tensione della cerimonia. questo il momento in cui la simulazione della maschera multicolore ad esso intitolata, fa tremare tutti coloro che vi prendono parte e gli astanti che vi assistono, entrambi esorcizzati dalla possessione. Per loccasione il danzatore Raksha si esibisce in evoluzioni vorticose che talvolta raggiungono il sovrannaturale e che, accompagnate dal ritmo assordante dei tamburi sublimano la sua danza prorompente e violenta. Le danze femminili sono invece tuttaltra cosa e suggeriscono quanto di pi bello si presenta in natura. Ce ne sono di primaverili legate alla stagione della fioritura; oppure sacre, esibite durante il rituale nella cerimonia di donazione alle divinit, delle spezie e dei profumi durante la processione verso i templi maggiori. Presumibilmente importate dallIndia del sud le danze singalesi insieme agli strumenti che le accompagnano fanno la loro apparizione in alcuni bassorilievi presenti nelle vestigia reali disseminate sullisola, risalenti a prima della presenza cristiana, rintracciabili fra le rovine di Anuradhapura e nei reperti conservati nel locale Museo Archeologico. I monaci buddisti del passato considerarono queste danze con equanimit e permisero di continuare l'adornamento dei luoghi sacri con sculture e dipinti in cui sono ritratti danzatori e musicisti, incluse danzatrici coi seni nudi. In alcuni esempi furono i monaci stessi artisti o scultori, nonch gli architetti di alcune costruzioni architettoniche come il Ruvanvǟlisǟya e Lvamǟhǟpǟya. La maggior parte delle antiche rappresentazioni qui esistenti di musica e danza vengono da edifici religiosi. Le sculture e i disegni di musicisti e ballerini provenienti da varie parti del paese danno alcuni indizi preziosi circa la natura e le modalit delle danze, la forma degli strumenti, e di come venivano utilizzati. In particolare in un bassorilievo trovato ad Embekke rivela lesistenza sullisola di unaltra danza dei bastoni eseguita con lutilizzo di corti bastoni di bamb che i danzatori percuotono incrociando i passi, rintracciabile anche in altri paesi dellestremo Oriente, in Thailandia e Cambogia. I suonatori di tamburo che appaiono nei bassorilievi sono certamente i pi frequenti ma non mancano suonatori di liuto, di flauto di legno, finanche di maracas e castagnette talvolta sostituite da piccoli cimbali metallici o da conchiglie; e ancora vi figura la conchiglia marina per lo pi usata per richiamo; una sorta di tromba piccola e corta, il flauto con tanto di testa e coda modellato sulla figura del serpente che pure si rif ad unaltra danza rituale il cui testo recita cos: Rimani per vedere la leggiadria sua danzare / Le fasi del ballo, i loro lunghi occhi viola / Striati di collirio, e le loro belle orecchie ornate / Con placche lucide d'oro lavorato / Tenute e ritorte con gli odorosi fiori. Le ballerine disposte , le fiamme tremolanti / Che assomigliano a lampade accese, / E che portano sulle loro membra / La lucentezza di ornamenti e gioielli / Dirigi lo sguardo di traverso sulle loro mani / Ora alzate e ora rilasciate / Nella cui cintura si piegano sui fianchi larghi r/ Dove trova riposo e diffusione donda il tempo. Nota tutte le bellezze delle ragazze danzanti / Il posarsi dei loro piedi di loto sulla terra / Che ad ogni battuta misurano tintinnante il suono / Col tintinnio costante delle loro cavigliere d'oro, / E larchi di gemme sparse che circondano i loro fianchi larghi ed equi. Ma torniamo per un momento nella citt di Kandy che, come ho gi detto, la citt custode della cultura tradizionale singalese, ed entriamo nel massimo tempio buddista Delada Maligawa in occasione della festa denominata Esala Perahera. Si tratta di un grande tempio fatto di legno massiccio che il tempo ha reso pi duro della pietra su cui costruito, con ampie volte interne contenenti pi piani aperti e fughe di travi e balaustre robuste, che si tengono insieme ad incastro. Forte laroma di incensi profumati e delle candele di sego che si consumano allinterno, olii e resine pregiate che servono a mantenere il legno affinch non secchi e si spacchi, per cui serve una continua manutenzione cui adempiono i bonzi e gli addetti al tempio. Di tanto in tanto il suono di un gong o talvolta di una campana a martello da il via ai canti sussurrati delle preghiere che la sacralit del luogo accoglie con profonda mestizia. Esala Perahera una ricorrenza annuale buddista che evolutasi col passare del tempo di un sincretismo religioso complesso e imperscrutabile che si ripete per la durata di dieci notti consecutive senza interruzione e che termina col plenilunio dEsala, cio dAgosto. In quelloccasione la sacra reliquia del dente di Buddha portata in processione solenne per le strade di Kandy con grande partecipazione popolare. Quella che ripropongo qui di seguito la descrizione di una sequenza terminale della pi grande festivit che si tiene sullisola in onore del dio ind della guerra Kataragama, alla luce di innumerevoli torce, allorch i frustatori a torso nudo annunciano linizio della processione con lo schiocco di lunghe strisce di cuoio (appunto le fruste) che percuotono laria per scacciare i demoni presenti. Nel prosieguo, al suono di flauti e tamburi avanzano a piedi i notabili seguiti dai pi celebri danzatori di Kandy che si esibiscono in danze rituali. Al loro seguito giungono gli elefanti riccamente ingualdrappati che trasportano sul dorso il loro carico le cariche pi alte della citt con indosso tuniche completamente bianche. Il momento pi emozionante raggiunto dallentrata del grande elefante dalle lunghe zanne davorio che avanza lentamente su di un bellissimo tappeto bianco che viene svolto poco a poco sotto le sue zampe. Elegantemente addobbato e imbiancato di gesso, il grande elefante avanza lento dentro la notte anticipato e seguito da numerosi portatori di torce; ad esso lasciata lincombenza di recare sul dorso la cassa dorata contenente la sacra reliquia di Buddha, che ondeggia spostandosi tra i gruppi dei cantori, dei tamburini e dei flautisti che mescolano i loro suoni alle grida e al vociare gaudente degli astanti. Lodore dellincenso bruciato cos forte che quasi stordisce mentre sode qualche barrito fra i sessanta elefanti che seguono la processione, la maggior parte dei quali portano delle piccole lampadine elettriche attorno alle orecchie e lungo le proboscidi, noch di numerosi sonagli e campane intorno al collo. I lenti movimenti degli elefanti e i costumi dei danzatori ricamati doro e di lustrini che brillano alla luce delle torce, creano uno straordinario balletto notturno di luci e colori. questo il momento in cui la musica palpitante di ritmi rende la cornice ancor pi suggestiva, pulsante quasi, magica. I suoni particolari degli strumenti artigianali ricavati da legni, scatole metalliche, semi e grani essiccati, dai corni di bufalo e dalla insostituibile chitarra portata sullisola da colonizzatori, ravvivano costantemente latmosfera assecondando laccompagnamento dei canti tradizionali entrati nella tradizione e secolarizzata allinterno di questa antica cultura. Diversi riferimenti riportati nel Mahǟvamsa indicano che gran parte delle antiche danze sono di natura mimetica con risvolti di sequenze umoristiche.. Si vuole che gli di e i danzatori che accompagnavano il re Pandukǟbhaya fossero solo uomini. Bhatikabhaia (19 b. C. - 9 d.C.) che gli succedette, ordin diverse danze mimiche in onore della Grande Thǘpa. Pi tardi Mahǟdǟthika Mahǟnǟga (a.C. 9 -21) commission un certo numero di danze mimiche per completare il lavoro di Ambatthala Thǘpa e Mihintale a conferma di quanto si detto. Da un fregio a Yapahuva si denota la rappresentazione di una divertente scenetta danzata dove il ballerino ha una mano sulla testa e l'altra sul gluteo. La particolarit di queste danze data da un unico movimento di 'oscillazione da e verso la gamba destra piegata al ginocchio. Il danzatore pu qui aver accresciuto la natura ridicola della sua danza con il dondolio della testa, ma si vuole che in passato a questi danzatori particolarmente bravi cos come gli strumentisti particolarmente dotati, fosse proibito lasciare lisola affinch non si perdesse memoria della tradizione classica di queste culture. La letteratura dal canto suo fa riferimento alla musica vocale introdotta in tempi pre-cristiani, e spesso nelle canzoni si fa ricorso all'idioma nativo. Anche i versi del Tunsarana di data recente sono cantate nella lingua dellabitante del villaggio, che si rif ad una melodia originaria. Questa musica cosiddetta appunto di villaggio rappresenta il sopravvivere miracoloso di una cultura pi antica che ha conservato, nonostante l'abbandono, la sua originalit e che potrebbe diventare la vera musica originale del paese. Tuttavia non quella che avrebbe potuto essere se, a suo tempo, la musica antica fosse stata sostenuta e incoraggiata, cio favorita dallo studio e insegnata nelle scuole. Oggi nellepoca dei grandi mezzi di comunicazione e il logorio dei media che vanno sconvolgendo le zone pi remote del paese, anche quel poco che restava dellantica musica singalese sembra essere condannata a scomparire. Ci nonostante e malgrado tutto quanto avviene di scontri etnici in questa parte del continente indiano, quel che rimane ancora il fascino delloriente a venirci incontro con la sua naturale bellezza di benvenuto e la straordinaria ospitalit delle sue genti. In questi termini dunque, le danze, cos come gli strumenti originali e la musica dei canti-poemi tramandati nella forma orale, continuano a rapire lorecchio dellascoltatore. In Sri Lanka Amaradeva quasi un sinonimo di musica, tradotta nel suo squisito senso migliore. La vita musicale dello Sri Lanka dominata da questo geniale esecutore che rappresenta una confluenza dinamica del meglio della musica Orientale. Ma Amaraeva non soltanto un musicista professionale ma, piuttosto, un genio che esulta nello sforzo creativo senza fine, per cui essenziale re-inventare e raffinare la sua espressione musicale. Strumentalmente parlando cresce accanto al suo violino-giocattolo sul quale biascic le prime note musicali quando era ancora nellinfanzia, al quale dedic e si dedic tale ardore che la musica gli entrata nelle vene. Successivamente, suo padre fabbric un violino appositamente per lui ed egli si nutr di quel suono fino a fare di s un tale incipiente talento che lo port in et pi matura al Bathkanda Institute of Music in India: un centro di pellegrinaggio fervente per aspiranti musicisti. Per Amaredeva la musica una lingua universale che non conosce barriere di sorta, nazionali o linguistiche. La musica, egli dice, unisce le persone e la grande musica unisce le persone con grandezza. Nel suo record speciale che rappresenta il meglio delle liriche che lo compongono, si scontrano le vecchie e pi giovani generazioni di musicisti dello Sri Lanka. Amaradeva prova sontuosamente che una traduzione raffinata di lirica in stile classico possa vincere anche per acclamazione popolare. Come abbiamo pututo constatare nulla o quasi sembra cambiare sotto il cielo luminoso e leggendario che continua a meravigliarci con il suo esistere a contatto di una natura lussureggiante. Cos come la natura il tema di ogni composizione che, con grande semplicit continua a parlarci con la lingua semplice dei colori, del cobalto e lo smeraldo del mare, dei verdi misteri della foresta, dell opale scorrere dei fiumi, del sereno cristallino defluire della vita dei pescatori e delle raccoglitrici ambrato del t; cos come dellamore contemplativo che si riflette nelle piccole gioie del quotidiano, che speriamo non vada definitivamente perduto. Numerose sono le ninne-nanne tipiche che si cantano ovunque al calare del sole con le mani giunte come in preghiera, affinch il giorno risorga lindomani, alba dopo alba, a inondare di luce questa che significativamente conosciuta come l Isola Splendente. I suoni e le danze, gli strumenti e i canti sopracitati sono in parte raccolti nei seguenti Lp cui hanno preso parte i migliori strumentisti classici: W. D. Amaradeva, Wimala Amaradeva, Premasiri Khemadasa, Sarath Dasanayake, Somadasa Elvitigala, Sanath Nandasiri, Nanda Malini Gokula, Neela Wickramasinghe e altri. Inoltre a registrazioni sul campo di Noel Bryan Ranasinghe e da Gerard Krmer. Songs & Rhythms of Sri Lanka Wickremesooriya & Co Colombo Sooriya LP2 Amaradeva Sri Lankas maestro of classics - Tharanga Recording Studio Colombo, A0015
Ceylon Noel Noel Bryan Ranasinghe Arion FARN 1085 Collana Universo del Folklore
Musica sacra di Ceylon reg. dal vivo di G. Krmer Arion FARN 1098 Collana Universo del Folklore
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