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Ogni lettore, quando legge, legge se stesso. L'opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso. (da "Il tempo ritrovato" - Marcel Proust)

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Esterina per me - Rileggendo Montale

di Luca Parimbelli
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Pubblicato il 08/06/2018 14:34:40

Per i tuoi vent'anni, Esterina,

Riprendo vecchie parole,

Ripeto nomi che già sai.

Ti minacciano i venti autunni,

Dice il Poeta,

Che a settembre sembrano seta

E in seguito vetroresina:

Ma ancora indossi le vesti

D'estate gitana, e beffarda

Ancora adusta t'innesti

Nel paesaggio di perle ed ambra,

E già prometti il ritorno di Aprile

A chi ti guarda.


Forse tu temi la dubbia dimane

Ma non lo dici, resti

Come lucertola sul masso brullo

A raccogliere gli ultimi raggi

D'estate, gli ultimi refoli

Di calore, prima che arrivi

La mia stagione. Mi omaggi,

Fragile afflato di flauto traverso,

Del suono dei tuoi venti estivi,

Ed è un suono diverso.


Al tuo vïaggio, Esterina novella,

Non sia d'impiccio la paura,

L'ignoto, il domani.

Come già fai, anima bella,

Incedi: vola, con le tue mani

Protese, sospeso il cuore.

La saggezza dei vent'anni è più pura,

Quand'anche meno esatta.

Perché non sei Esterina, non ignori

La grigiorosea nube,

E ti manca il crollare di spalle.

Ecco ciò che ti affina

A me, che non sono Montale,

Ecco perché sono in grado,

Io, vecchio strambo mortale,

Di avvicinare la tua forma divina

Anche quando t'abbatti tra le braccia

Del tuo grande amico,

Il mare che t'afferra.


Perciò riesco a seguirti ovunque

Anche quando rimango a terra.


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