A Cristina Bizzarri
anima straordinaria,
straordinario ingegno.
Che cosa sia l’uomo e cosa la sua figura
è apprezzabile differenza se li si guarda da sole.
Ben altro apparirebbe se
osservassimo dalla somma delle verticali
fin qui fatte per sollevarci;
li cercassimo da google a sera
contrariando i gomiti i polsi le dieci;
ognuno stesse sul cuore della poltrona
mentre viene trafitto da un raggio del monitor
ed è subito tastiera;
i dubbi battessero le certezze a parole grosse;
in quest’ora - e solo al sole - l’uomo è nudo
e la figura non ne tiene conto;
l’uomo porta in sé un fiume ma nessuna foce;
fosse navigabile a memoria, volubile al suolo;
questo fa dell’amore un argomento di schianto
senza tenere conto, o fattore
di quanto realmente figurammo a monte;
ai piedi di una montagna arrivano scarpate?
Neanderthal si è solo sgrossato, affinato
ed ampliata la vista, per il resto si dica dell’altro.
Il gioco linguistico ha reso dominante
chi l'ha meglio esercitato: niente di più niente.
Ciò che si ricorda è in fondo la conseguenza del gioco,
il risultato ottenuto dalle piante.
Se ne vedono i frutti i fusti i semi. Siamo a parole
e siamo avventori faziosi che lasciano briciole dove bivaccano.
Il fatto che la cucina non ci soddisfi è un problema
di gusti, di sapori, di precedenti tavolate e,
forse, di incapacità a scegliere la credenza giusta.
Le figure si affermano finché ci sono
benchè non le pensi tali e rimandi.
Ciò che ci sforziamo di fare è elencarle per resa,
riconoscibili per sentito dire come visti
da noi, per noi, così da introdurle all'appello,
non perchè manchino di dimensione,
semplicemente non sappiamo trovarla
(potrebbe benissimo esistere
in una qualsiasi altra parte della sconfinata persona,
o altra stanza che dir si voglia).
A maggior ragione, quindi, è opportuno chiarire
che intorno la lingua del luogo non è la nostra,
ma quella che ci ha preceduto mutandoci
e che mutiamo mai muti, in natura.
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